Le prime “self cocking” della Colt

A cura di Gian Carlo Benedetti

Nel Far West, nonostante la grande diffusione dei revolver Colt a singola azione, alla fine degli anni ’70 del 1800 ebbero un certa, inferiore in verità, diffusione anche dei modelli più moderni di pistole a rotazione della casa del puledro.
Premesso che “self cocking” si può tradurre con licenza in “doppia azione”. In un revolver si intende che non occorre ogni volta armare manualmente il cane (Single Action) come avviene nella più famosa delle Colt: la mod. 1873, conosciuta con tanti nomi tra cui appunto Single Action Army.
Nella “double action” basta infatti premere con un poco di più forza il grilletto per far ruotare il cilindro e armare/abbattere il cane esplodendo la cartuccia. Naturalmente la doppia azione può funzionare anche in singola e non viceversa.
Questa terminologia si riferisce al solo meccanismo di scatto mentre il tamburo può essere:

  • Fisso con il caricamento da un apposita finestrella, come la Colt SAA;
  • Incernierato, od “Hinged Frame” ove il gruppo canna/tamburo solidale bascula verso il basso (Top Break) scoprendo tutte le camere espellendo i bossoli, come la S&W nr. 3; oppure ribalta invece verso l’alto (Tip Up) come le arcaiche piccole S.W nr. 1 e 2 della C.W.;
  • Basculante, ove il tamburo si ribalta (Swing Out) sul suo giogo solitamente verso il lato sinistro come tutte le moderne rivoltelle.

La Colt iniziò la produzione delle “self cocking” abbastanza tardi nonostante in Europa fossero già diffuse tra tutti gli eserciti. Sam Colt, morto prematuramente nel 1862, non amava la doppia azione pienamente giustificato dal fatto che al suo tempo i revolver da lui inventati erano “cap&ball”, cioè ad avancarica del tamburo che la d.a. Con gli inneschi sciolti ne avrebbe facilitato il malfunzionamento. Questo anche se sin dal 1858 il geniale Joseph Rider aveva applicato tale meccanismo nella elegante rivale Remington Rider Double Action.  


Remington Rider Double Action

La Francia aveva adottato nel 1873 il revolver doppia azione
ideato due anni prima dallo svizzero J. Chamelot e dal francese H. G. Delvigne per tacere della Gran Bretagna che già nella guerra di Crimea (1853-56) usava il Beaumont Adams in cui modello perfezionato (Mk II del 1872) è coevo all’adozione USA della mitica Colt 1873. La Svizzera aveva la Chamelot-Delvigne mod. 1872 mentre l’Italia la mod. 1874 cal. 10,35. Fatto abbastanza peculiare poiché gli USA osservavano attentamente gli eserciti del vecchio mondo.


Chamelot-Delvigne mod. 1872

La Colt stranamente non produsse self cocking prima del mod. 1877 e per di più in calibri non appetibili ai miltari e per la frontiera, tanto che nel 1878 dovette progettare un nuovo modello in calibri più performanti.
Il tecnico della Colt che ne sviluppò il progetto fu il solito geniale William Mason detentore di vari brevetti anche sulla doppia azione a partire dal nr. 128644 del 2 luglio 1872 poi sempre migliorati.
Invero in America erano già usati prima e durante la Guerra Civile revolvers a doppia azione, oltre la citata Remington Rider vanno menzionate le copie ma in d.a. della Colt di J. M. Cooper di Filadelfia, le ingegnose pistole della Starr Arms di New York che produceva il revolver mod. 1858 Army con una specie di doppia azione, ma che non dovette essere ben accetta dai militari tanto che nel 1863 la ripropose in solo singola.


Starr Arms mod. 1858

Anche le non campioni di bellezza Savage & North, Pettingill ed altre avevano un sorta di doppia azione in stile inglese, con il meccanismo che armava il cane e quello di sparo separati. Più che di “doppia azione” tale tipologia è detta “Cocking Lever” ed è l’antenata della Selfcocking. Inoltre ditte USA producevano copie di revolvers Adams su licenza ed erano importate le Perrin, Kerr, Lafocheux ecc. tutte classiche d.a.
La Colt in inspiegabile ritardo (forse dovuto al largo consenso della SAA; il crogiolarsi sugli allori è un vezzo della ditta come accadrà un secolo dopo con la Colt 1911 M1A1 sorpassata dalla Beretta 92), mise produzione la mod. 1877, una doppia azione su castello piccolo e fisso, con il caratteristico calcio “bird’s head” (a testa di uccello) per facilitare la presa data la maggior forza da esercitare sul grilletto per lo sparo.


Colt mod. 1877

Fu offerta con canne lunghe e corte, nickelata o brunita, con o senza estrattore ma in calibri non potenti per gli standard dell’epoca. A canna corta e senza estrattore sono chiamate, come tutti i modelli, Sheriff’s o Storekeeper’s Model. Il maggior rivenditore delle Colt, B. Kitteridge & C. le ribattezzò commercialmente Thunderer in cal. 41 L.C, Lightining se in 38 L.C e Rainmaker nel piccolo e 32 Colt. Queste designazioni non sono ufficiali o designate della seria ditta produttrice. La sua doppia azione è universalmente tacciata dagli esperti moderni e del Gun Digest come pessima, dura e con molla fragile, viene definita il sogno degli armaioli riparatori (the gunsmith fovourite). Vi è della verità tecnica nel giudizio negativo ma forse anche ingiusta esagerazione poichè la mod. 1877 venne usata da Billy The Kid, Jim “Killer” Miller, John W, Hardin, Myra Maybelle “Belle” Starr ed altri che di armi se ne intendevano.
Lo dimostra pure il fatto che è stata prodotta dal 1877 al 1909 forse 1910 in 166.849 esemplari nei vari calibri, rarissimo il 32. Suo altro difetto è il dente del fermo del tamburo che impegna le apposite gole (bolt notch) fresate non sulla circonferenza esterna (come nella 1873 e precedenti) ma meno solidamente sulla periferia della faccia anteriore nascosta.
Aveva nella parte anteriore del calcio una vite di regolazione delle potenza del cane che agiva sulla molla a lamina: poiché la battuta richiesta è maggiore nella doppia azione (ove la sua corsa è più corta), un forte improvvido serraggio poteva rompere la molla principale a foglia.
Non aveva, come tutte quelle dell’epoca, la sicura del cane rimbalzante (Rebounding Hammer) che mantiene il percussore distante dalla capsula sino a che il grilletto non viene premuto a fondo. Tale meccanismo, oggi universale must, detto “Colt Positive Safety” fu brevettato molti anni dopo al nr. 793692 del 4 luglio 1905 da George H. Tansley.
Le sue originali cartucce 41 e 38 erano del tipo “outside lubrificated”, con solco di grassaggio esterno e seppur non militarmente adatte erano letali nella difesa personale.
Una evoluzione della vecchia cartuccia 38 L.C. (38 Army) fu improvvidamente adottata dall’U.S Army nel 1892 nei nuovi revolvers “double action swing out” ma si rivelò inadeguata come potere di arresto nella conquista delle Filippine contro i partigiani Moros Juramentados. Si segnala in proposito il film “Real Glory” del 1939 di H. Hathaway con Gary Cooper. Il suo titolo anche nostrano “La Gloriosa Avventura” è quantomai fuori luogo trattandosi di una guerra di conquista coloniale con fucilazioni di innocenti.
La cartuccia cal. 41 L.C, modificata nel 1890, fu prodotta sino al 1939, era considerata buona ed il massimo esperto Elmer Keith la riteneva superiore al moderno 38 Special.
La Colt nel 1878 mise in commercio un modello d.a. più massiccio con fusto sovrapponibile alla classica mod. 1873 nei molti e potenti calibri di questa, principalmente in 45 Colt (“Long Colt” come è solitamente conosciuto è terminologia impropria) ed il 44/40 Frontier.
Anche questa con varie lunghezze di canna, con o senza estrattore, calcio a testa di uccello, nichelata o meno, caricamento dal consueto sportellino, la ’45 era stata battezzata dal solito distributore “Omnipotent”. L’accesso al meccanismo, essendo la calciatura in unico pezzo col castello, è permesso da un caratteristico dischetto rimovibile avvitato sul lato sinistro della cartella. Se in 44 W.C.F., calibro del Winchester ’73, ribattezzato dalla Colt 44-40 poichè non voleva stampare sulle canne il nome della rivale ditta armiera, era detta “D.A. Frontier”, sfruttando la enorme popolarità della SAA.
La Colt denominò la 1878 “Double Action Large Frame” per distinguerla dalla mod, 1877 quale “Double Action Small Frame”. In questa il sistema di blocco del tamburo si discostava da quello della 1877. In un recesso sulla faccia della corona di rotazione vi è un recesso per due braccetti (detti pawls oppure double hands), uno classico per la rotazione del tamburo e l’altro per il suo blocco al momento dello sparo. I meccanismi dei modelli 1877 e 1878 sono inutilmente complicati e poi saranno abbandonati dalla ditta per tornare a quello di blocco periferico del tamburo della classica 1873, in uso su tutti i revolvers moderni.
Anche la 1878 non ebbe iniziale fortuna presso l’esercito a causa dei difetti che condivideva con la sorella minore anche se vari esemplari furono acquistati da ufficiali ed ebbe una certa diffusone nel mercato civile mai paragonabile alla Peacemaker.


Colt 1878 “Double Action Large Frame”

Prodotta dal 1878 al 1907 in 52.110 esemplari di cui 46.000 per l’esercito che li ordinò nel 1902 per rimpiazzare i revolver mod. 1892 Army & Navy il cui calibro 38 LC era poco potente. Il modello 1878 detto Philippine Model aveva la guardia del grilletto più larga per aumentare la lunghezza di questo al fine di esercitare maggior leveraggio a causa della durezza della doppia azione. L’inusitata ampiezza della guardia ha fatto ritenere che servisse per sparare indossando i pesanti guanti, da neve tanto che è nota impropriamente pure come “Alaskan”.
La doppia azione era apprezzata dal Gen. G.A. Custer che a Little Big Horn portava una (o forse due) revolver del generico tipo “British Bull Dog” (canna corta e grosso calibro) verosimilmente prodotta da Philip Webley di Birmigham, una First Model – R.I.C. (in dotazione della Polizia Irlandese) in cal. 442, dono del nobile inglese Lord Berkley Paget che l’Ufficiale aveva accompagnato in una caccia al bisonte nelle grandi pianure.
Lo sviluppo della doppia azione comportò anche il passaggio dal tamburo fisso a quello ribaltabile (Swing Out) ma questa è un’altra storia: la frontiera del Far West era ormai conclusa per entrare per sempre nella leggenda.

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