I Broncos, Apache indomiti

L’Indio Juan e la guerra personale di Francisco Fimbres
José Lapas e Francisco
A causa della presenza Apache, la regione di Bavispe e Nacori Chico si considerava una terra di nessuno. Durante la decade del 1920 vi fu un’altra banda Apache, il cui capo era conosciuto con l’appellativo di Indio Juan: un personaggio la cui personalità è controversa.
Secondo Meed Douglas, di fronte ai terrorizzati paesani e campesinos messicani, che riuscivano a sopravvivere alle sue rapine, l’Indio Juan si vantava di lasciarli in vita solo perchè gli preparassero il bottino per la sua successiva visita. Si dice che aveva un aspetto orribile ed era conosciuto come un individuo assai sanguinario, con una personalità al limite della paranoia.
A lui vengono attribuiti numerosi saccheggi contro i ranchos e le fattorie dei messicani, incluso contro il pueblo di Nacori Chico (Sonora).
Durante un periodo di diverse settimane, assassinò una famiglia intera, una maestra di scuola di Casas Grandes, un cacciatore… e rapì un bambino in Sonora.Tuttavia, di contro a queste affermazioni, il messicano Rodolfo Rascon afferma che “l’Indio Juan non era una cattiva persona…. o almeno non esistono prove che lo dimostrino. Al contrario, abbondano opinioni riguardanti i suoi rapporti amichevoli con i diversi rancheros della sierra, che egli visitava frequentemente alla ricerca di cibo per le sue donne, comunicando con loro in uno scarso spagnolo”.
La verita sulla personalità dell’Indio Juan forse stà nel mezzo….tuttavia, è un dato di fatto che, nel 1914, un allevatore messicano di nome Francisco Fimbres, accompagnato da alcuni dei suoi, seguì le tracce di alcuni Apache e riuscì a sorprendere il loro accampamento, recuperando qualche bestia rubata e catturarando una giovane ragazza di circa 14 anni, in seguito adottata dalla famiglia Fimbres, che gli diede il nome di Lupe. Integrata pienamente nella cultura dei suoi catturatori, si dice che lei stessa si considerava ormai una messicana.


Goodah-Goodah, uno scout Apache

Ma gli Apaches non lo accettavano e diversi anni dopo si vendicarono (come si seppe in seguito, la giovane Lupe era sorella di una delle mogli dell’Indio Juan e quindi sua cognata). Il 15 ottobre del 1927 una banda Apache calò sul rancho di Fimbres, sgozzò sua moglie, Maria Dolores Grajeda Galindo, e rapì Heraldo, il loro piccolo figlio. Alcune persone credevano che il capo di questa banda era l’Indio Juan, e si dice che Maria Dolores venne uccisa dalle stesse donne di questo gruppo; altri dicevano che era Charles McComas. A partire da questo luttuoso evento, Fimbres si dedicó per anni a cercare suo figlio, organizzando diverse spedizioni.
Nel 1930 riuscì ad organizzare un esercito personale, composto da pistoleri statunitensi, per dar la caccia ai colpevoli.
Fimbres ottenne l’appoggio di numerosi uomini di Douglas (Arizona), la cui influenza contribuì ad una estesa campagna pubblicitaria negli Stati Uniti. Vennero reclutati più di mille uomini, ma il governo messicano si allarmò davanti alla possibilità di avere nel suo territorio tanti statunitensi armati e il progetto abortì. Ma Francisco Fimbres non si rassegnò e proseguì caparbiamente alla ricerca di suo figlio.
Nell’aprile del 1930, una banda Apache uccise 3 uomini vicino a Nacori Chico, e i giornali del 23 aprile 1930, riportarono così la notizia: “Usciti dai loro nascondigli della Sierra Madre, un gruppo di scatenati Apache il giorno 10 di questo mese ha tolto lo scalpo a 3 persone in uno stanziamento presso Nacori Chico, nella regione del Sonora, nel Messico. La notizia è stata riferita oggi da V.M.White, un tecnico minerario. Le tre vittime erano messicane e avevano aperto il fuoco contro i loro aggressori mentre questi stavano saccheggiando il villaggio. Immediatamente dopo gruppi armati sono partiti in caccia, nel tentativo di bloccare i selvaggi prima che raggiungano i loro inaccessibili rifugi tra le montagne. Secondo White gli Indiani erano guidati da Geronimo III, nipote del famoso capo.”


Un guerriero della banda di Geronimo

Ai primi di marzo del 1931, Francisco, suo fratello Cayetano e diversi altri compagni, tesero un’imboscata ad un gruppo Apache, uccidendo tre uomini, ai quali strapparono gli scalpi. Al loro ritorno a Bavispe posarono con i loro trofei per un fotografo dell’Arizona Daily Star, che pubblicó il loro ritratto il 13 di marzo.


Indian Juan fu ucciso da Cayetano Fimbres

Fu l’inizio di una caccia che finì con l’ultima resistenza Apache. Poco dopo, un mercoledì santo dell’aprile 1931, Fimbres e i suoi uomini entrarono di nuovo nella Sierra Madre, dove attacarono la banda dell’Indio Juan, che venne ucciso insieme a diversi dei suoi.
Due guerrieri e un bambino
Il fratello di Francisco Fimbres, Cayetano, ebbe un duello personale con un Indiano: i due si scambiarono molti colpi d’arma da fuoco, nascondendosi tra le rocce, ma infine Cayetano ebbe la meglio, uccidendo il guerriero, che venne identificato da Francisco proprio come l’Indio Juan.
Sul terreno rimasero anche la moglie e la suocera del famigerato Bronco.
Alla notizia di tale evento, la giovane Lupe pianse inconsolabilmente: le due donne uccise erano sua madre e sua sorella. Cayetano Fimbres conservò alcune righe scritte di quell’evento, e da qui la precisa data del mercoledì santo dell’aprile 1931. Inoltre, Don Ramon Hurtado, che faceva parte del gruppo di Fimbres, arrivò in città preannunciando la notizia per le strade… mentre il resto del gruppo fece ritorno nei successivi giorni di venerdì e sabato. Ma durante la loro fuga, gli Apache sopravissuti uccisero il loro prigioniero, il piccolo Heraldo Fimbres, che venne trovato appeso ad un albero con la testa fracassata. La morte del piccolo addolorò enormemente suo padre, che giuró di vendicarsi. D’altra parte, il governo messicano mise in campo i suoi cacciatori di “Indios Barbaros”. Ma il più feroce di questi si dimostrò proprio Fimbres, che mirava ad ottenere lo sterminio completo della banda principale dei Broncos.

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