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La battaglia di Tres Castillos

A cura di Renato Ruggeri

Il Colonnello Joaquin Terrazas raggiunse Tres Castillos ben prima della sua colonna principale. Tres Castillos consiste in tre colline rocciose che affiorano per circa 100 piedi (30 metri) sopra una pianura insolitamente piatta che le circonda. Corrono da nord a sud e la loro lunghezza copre meno di un miglio. La caratteristica più importante sono le tre pozze o lagune che ci si aspettava di trovare piene a ottobre, dopo le piogge estive. L’altura meridionale è la più circolare. È formata da un selvaggio miscuglio di massi e fitti arbusti. Immediatamente a nord è visibile un piccolo ma ripido pinnacolo.
Poi si attraversa uno spazio aperto prima di incontrare la collina principale che forma gli altri due punti di Tres Castillos. Vista a distanza, sembrano due colline separate, ma sono invece unite da una sella rocciosa. Anche questa collina è formata da un groviglio di grossi massi e fitti arbusti, ma è più ripida dell’altura meridionale.


La zona dei Tres Castillos

Terrazas scalò la collina più a nord e, scrutando con attenzione il terreno circostante, vide almeno tre distinte nuvole di polvere che salivano sopra il chaparral, circa 12 miglia a sud. Dopo aver studiato la situazione per circa mezzora con il binocolo, si convinse che le nuvole di polvere si stavano avvicinando a Tres Castillos. Lasciò sul posto 11 uomini con l’ordine di familiarizzarsi con il terreno. I soldati, una volta terminato il compito, dovevano, poi, ritirarsi più a nord per circa due miglia e nascondersi dietro una piccola formazione rocciosa fino al ritorno del Colonnello con l’intera forza.


Terrazas vede Mata Ortiz (dal fumetto Storia del West)

Terrazas si riunì a Mata Ortiz e al resto dei suoi uomini a metà strada dal loro ultimo campo prima di Tres Castillos. I due comandanti erano veterani delle campagne contro gli indios e sapevano che gli Apaches, vedendo l’avvicinarsi di 250 combattenti ben armatisi sarebbero dispersi. Naturalmente, in una pianura aperta non vi era modo di nascondere l’avvicinarsi delle truppe nella loro formazione abituale.


La mappa della zona (in basso a destra, Tres Castillos)

Terrazas e Ortiz decisero, cosi, che le loro truppe avrebbero formato una lunga colonna di solo venti soldati per fila. Speravano di incoraggiare gli Apaches a resistere e combattere pensando di avere di fronte solo 20 uomini. Se le truppe del Chihuahua si fossero avvicinate a tutta velocità, il grosso delle forze sarebbe stato nascosto dalla nuvola di polvere sollevata dalle prime file. Quando il sole cominciò a tramontare, i Messicani lanciarono un primo assalto contro gli Apaches che erano arrivati e si erano accampati a Tres Castillos. Terrazas stimò che due dei tre gruppi che aveva osservato nel primo pomeriggio si fossero già accampati alla base della collina meridionale quando i Messicani attaccarono.


Joaquin Terrazas

Alcuni guerrieri si fecero avanti per respingere l’assalto. La fanteria Tarahumara rispose uscendo dalla colonna e caricando. Un guerriero Apache rimase ucciso. Mentre la fanteria si confrontava direttamente con gli Apaches, la cavalleria si divise in due gruppi. Mata Ortiz condusse un gruppo intorno alla parte nord di Tres Castillos e a lui si unirono gli 11 uomini lasciati da Terrazas in precedenza. Nello stesso momento Terrazas cavalcò intorno al lato sud, fino a quando i due gruppi di cavalieri si incontrarono sull’altro lato della collina. Entrambi i gruppi lasciarono alcuni uomini dietro di loro formando, così, un cordone che bloccava i tentativi di fuga del nemico. Quando gli Apaches realizzarono di essere circondatisi raggrupparono sull’altura meridionale. Il Colonnello Buell, in seguito, dopo aver parlato con alcuni Mescaleros che erano sopravvissuti, disse che gli Apaches erano riusciti a respingere il primo assalto Messicano prima di essere circondati. È probabile, però, che molti Chihenne o Mescaleros, presi di sorpresa, furono uccisi o catturati prima di raggiungere la copertura delle rocce.


Gli spostamenti sul campo

La tempistica dell’attacco di Terrazas fu fortuita. Una delle caratteristiche principali del terreno che circonda Tres Castillos e che è completamente piatto. L’assalto di Terrazas riuscì a coincidere con l’arrivo degli Apaches. Victorio non ebbe il tempo di inviare una sentinella su uno dei due picchi che si trovano sulla collina settentrionale. Una sentinella posizionata sulla cima dell’altura avrebbe potuto informare tempestivamente gli Apaches dell’arrivo e delle dimensioni della forza che si stava muovendo contro di loro. D’altra parte, se Terrazas avesse lanciato il suo assalto 10, 15 minuti prima, avrebbe trovato gli Apaches ancora in movimento sulla pianura. è evidente che la maggior parte degli Apaches intrappolati era già smontata, dal momento che Terrazas recuperò 120 cavalli e 38 muli dopo la battaglia.


I Tarahumaras possedevano anche i Remington Rolling Block

Affermò, anche, di aver ucciso 78 Apaches e catturato 68 donne e bambini. Se la maggior parte degli Apaches si fosse trovata ancora a cavallo quando i Messicani colpirono, si sarebbe semplicemente dispersa tornando verso sud. Qui Nana e la retroguardia avrebbero potuto preparare un’imboscata e fermare l’inseguimento di Terrazas, anche con le munizioni limitate, abbastanza a lungo da consentire la fuga degli altri Apaches.


La collina meridionale dei Tres Castillos vista da nord; qui si asserragliarono Victorio e i suoi Apaches

D’altro canto, se Terrazas fosse arrivato 10-15 minuti dopo, gli Apaches avrebbero avuto tempo di montare a cavallo e disperdersi. Victorio, seguendo la procedura standard apache, avrebbe inviato una sentinella sulla collina più alta di Tres Castillos. E se anche gli Apaches non fossero riusciti a montare a cavallo, avrebbero avuto il tempo per occupare l’altura settentrionale.


La collina settentrionale, più alta e ripida, avrebbe offerto migliori possibilità di difesa

Come già scritto in precedenza, questa collina è più accidentata della collina meridionale, ed è più ripida, con una sella che unisce i due picchi posta a metà della sua altezza. Gli Apaches erano a corto di munizioni, ma i reperti archeologici trovati nella scaramuccia di Cochise del 5 aprile 1880 rivelano che gli Apaches avevano ancora gli archi nel loro arsenale. Sarebbero stati, poi, abbastanza in alto da gettare grossi massi contro i loro attaccanti con una certa efficacia. Avrebbero difeso meglio questa posizione.


In questa foto scattata da Robert Watt a Tres Castillos, dalla collina settentrionale, possiamo vedere la zona scura che corrisponde alla laguna asciutta e la vasta pianura alle spalle

Con gli uomini di Terrazas che avevano poche provviste e morale basso, gli Apaches trincerati sull’altura settentrionale avrebbero avuto più possibilità di resistere e di costringere le truppe di Terrazas a ritirarsi per mancanza di provviste, o per l’arrivo di altri guerrieri. Secondo Kaywaykla, circa 30 guerrieri giunsero a Tres Castillos dopo 24 ore dalla fine della battaglia con nuove munizioni. Terrazas fu fortunato e riuscì a giungere al momento esatto per riuscire a intrappolare un buon numero di Apaches sulla collina meridionale di Tres Castillos.
A una prima occhiata, Tres Castillos non sembra un buon posto dove accamparsi, le colline sono circondate da una pianura piatta e aperta. Dobbiamo, però, considerare che Victorio aveva un disperato bisogno di tenere i suoi guerrieri a cavallo per rimanere davanti agli inseguitori. Tres Castillos, in quel periodo dell’anno, era un’eccellente riserva di acqua per un nutrito gruppo di Apaches e i loro cavalli. Era la sua sola opzione per rifornirsi di acqua. Questo luogo era stato sicuramente scelto come punto di riunione per quei gruppi che erano in cerca di munizioni. Accadde che Victorio andò verso sud e poi passò a est oh Tres Castillos, prima di tornare indietro e dirigersi verso queste alture Sfortunatamente per lui, Terrazas indovinò la probabile destinazione e prese una scorciatoia a ovest per intercettare gli Apaches. Se Terrazas avesse semplicemente seguito le tracce di Victorio, si sarebbe trovato almeno un giorno dietro agli Apaches con i soldati a corto di provviste. Victorio scelse questo posto perché pensava che gli inseguitori non sarebbero riusciti a intercettarlo. Fu uno degli elementi della fortuna di Terrazas. Intuì correttamente le intenzioni del nemico e riuscì a portare la sua forza a Tres Castillos in condizioni abbastanza buone per assalire gli Apaches.


Terrazas, il lupo del Chihuahua, indovinò i piani di Victorio, la volpe del deserto, e lo inchiodò a Tres Castillos

Kaywaykla ci ha fornito un vivido racconto dell’attacco messicano. Differisce da quello di Terrazas solo nel fatto che uno dei due gruppi di Apaches stava ancora arrivando al campo quando i Messicani caricarono. Molti Apaches si accorsero dell’attacco solo quando i Messicani aprirono il fuoco. Kaywaykla ricorda la grande confusione che ci fu quando gli Apaches si sparpagliarono e cercarono di fuggire o di nascondersi. Rimase con la madre e i due trovarono un temporaneo rifugio in una piccola crepa tra due rocce. Tre soldati del Chihuahua si fermarono vicino al loro nascondiglio ma non li scoprirono. Uno di loro rimase indietro a fumare una sigaretta prima di allontanarsi. Questo significa che Gouyen e Kaywaykla furono quasi catturati durante il primo tentativo di intrappolare gli Apaches. Quando Messicani strinsero il cordone, madre e figlio si trovarono nascosti al di fuori di esso, ma ancora pericolosamente vicini alle linee nemiche. La loro unica possibilità era muoversi furtivamente lungo il lato orientale della collina settentrionale di Tres Castillos, lontano dai Messicani. Qui incontrarono un’altra donna e un ragazzo che rifiutarono di seguirli. Coperti dalle tenebre, madre e figlio strisciarono attraverso le linee dei picchetti, oltrepassarono la pianura e si nascosero a ovest. Ci vollero alcune ore e Kaywaykla racconta di aver sentito sporadici spari che venivano da Tres Castillos. Kaywaykla ricorda, anche, di una difficile scalata, durante la notte, per fuggire dal cordone messicano. Potrebbe essere la sella tra i due picchi, o il pendio nord della collina settentrionale, prima di usare le tenebre per fuggire non visti.


La grande pianura intorno ai Tres Castillos

Opler menziona brevemente un Mescalero di nome Turquoise che fu con Victorio a Tres Castillos. “Quando Victorio si arrese forse voleva dire fu intrappolato), io ero al suo fianco. Tu sei un coraggioso, mi disse quel giorno, ma la fine arriverà all’alba” Due cose sono implicite in questa affermazione. La prima che Victorio sopravvisse fino alla mattina del 15, Ia seconda che non tentò la fuga. Ciò potrebbe significare che era stato ferito quando parlò con Turquoise. Turquoise, invece, riuscì a fuggire dopo che gli Apaches erano stati circondati, probabilmente durante il combattimento finale. Gli uomini di Terrazas, dopo aver intrappolato con successo i due gruppi di Apaches, giustiziarono i guerrieri catturati nella pianura. Anche se alcuni Apaches riuscirono a fuggire durante la notte, i Messicani circondarono gli Apaches che si erano rifugiati sull’altura meridionale. II terzo gruppo, la retroguardia, sotto il comando di Nana, era ancora a una certa distanza da Tres Casfillos e riuscì a fuggire a sud. I Messicani catturarono, inoltre, molti cavalli e muli che erano stati abbandonati.


Protagonisti e luoghi di Tres Castillos

Thrapp, riferendosi al rapporto e alle memorie di Terrazas, dà l’impressione che gli Apaches fossero ben forniti di munizioni. Altre fonti suggeriscono il contrario. Terrazas può aver esagerato la capacità di resistenza del nemico per esaltare la sua vittoria. Emerse, più tardi, che il Colonnello non era così sicuro delle capacità dei suoi uomini di affrontate Victorio a causa della fame. Confidò privatamente a Buell che era stato fortunato a intrappolare gli Apaches a Tres Castillos. Ciò da un certo peso a quanto disse il Capitano Brinkerhoff, che i soldati di Terrazas erano a corto di provviste e avevano il morale basso. L’aver vinto con truppe indebolite dalla fame rende più comprensibile il linguaggio trionfante di Terrazas.


I soldati guidati da Terrazas

Terrazas affermò che gli Apaches, durante la notte, cercarono di fuggire, ma furono respinti;possiamo ricollegarlo ai ricordi di Kaywaykla che udì degli spari durante la notte. La retroguardia di Nana mise in atto un diversivo accendendo un gran fuoco a sud circa alle 10 che ebbe, come risposta, un altro fuoco acceso sulla collina meridionale dagli assediati. Terrazas inviò 30 uomini a sud e, dopo una breve scararnuccia, i soldati fecero fuggire alcuni guerrieri che si trovavano vicino al fuoco. Terrazas scrisse che un canto funebre fu intonato dagli Apaches intorno a mezzanotte. Gli Apaches prepararono, inoltre, durante la notte, alcune barricate formate da rocce. All’alba i Messicani lanciarono l’assalto alla collina e alle 9 tutti i rimanenti Apaches erano stati, praticamente, uccisi o catturati. Il Capitano Brinkerhoff scrisse il 20 ottobre ‘` L’uccisione di Vittorio e di una parte della sua banda da parte delle forze messicane di Terasas rende necessario un mio rapporto. L’informazione mi è stata trasmessa dal Lt Ascarate del comando di Terasas che è arrivato a Carrisal il 18. Sono stato informato che gli Indiani finirono le munizioni durante la battaglia, che le uccisioni seguirono nel corso della carica e che tutti i guerrieri che non riuscirono a fuggire furono uccisi”. L’unico altro frammento di informazione riguardo l’assalto finale viene da un certo Juan Marcos che fu affrontato da un guerriero durata la carica sulla collina. Marcos vinse il suo personale scontro, ma non vi sono altri dettagli credibili nella sua storia.


L’assalto ai Tres Castillos

Terrazas affermò che alcuni guerrieri e giovani chiesero di arrendersi e fu loro concesso. Se questo fu il caso, furono, più tardi, sommariamente giustiziati. Questa informazione venne dalla nonna di Kaywaykla, che fu testimone del dopo battaglia come prigioniera. Terrazas scrisse, inoltre, che nell’assalto finale, i suoi uomini affrontarono guerrieri Apaches che si erano trincerati e che misero in atto una fiera resistenza, con i Messicani che furono costretti a finire il nemico a breve distanza. Nelle sue memorie Terrazas aggiunge un ulteriore dettaglio : ” I guerrieri furono uccisi tra le rocce, ne rimasero solo due di loro in una grotta, ben armati e ben forniti di munizioni che, non avendo intenzione di arrendersi, tennero il campo per più di due ore prima di essere uccisi, malgrado il fatto che fu offerta loro la resa tramite Indiani già prigionieri” Thrapp visitò il luogo e trovò un bossolo 44-40 all’entrata. La grotta è situata alla base della collina meridionale, la sua entrata si trova approssimativamente a nord ovest. È piuttosto piccola, ma due uomini vi possono aver trovato rifugio. È difficile da avvicinare anche da sopra, senza fornire ai due Apaches una chiara visuale di tiro degli attaccanti. È presumibile che uno o due guerrieri apache avessero ancora una buona scorta di cartucce ma, intrappolati dall’attacco, non ebbero la possibilità di distribuire le munizioni agli altri guerrieri.


Una grotta a nord della collina meridionale dei Tres Castillos


Una foto della grotta scattata dallo stesso Watt

La notizia della sconfitta e della morte di Vittorio arrivò negli Stati Uniti il 19 ottobre 1880 in una lettera del Dr Mariano Samaniego. Buell venne a conoscenza di questo dispaccio lo stesso giorno, mentre la notizia della morte di Vittorio raggiunse il District of New Mexico Headquarters il 20. Il Colonnelo Grierson ricevette l’informazione mentre era accampato a Howard Wells il 22. 11 Lt Leighton Finley, di pattuglia tra Fresno Springs e Eagle Springs il 24 notò, a1 suo arrivo in questa ultima destinazione, che vi erano voci sull’uccisione di Victorio da parte delle truppe messicane. L’Army and Navy Journal pubblicò un resoconto non confermato sulla morte di Victorio il 23 ottobre, ma la confermò definitivamente solo il 30.
Mariano Samaniego
La notizia della vittoria di Terrazas fu strombazzata dal Grant County Herald il 23 togliendo ogni dubbio, nel New ficomerdionale, che vi era stata una grande vittoria. Samaniego affermò di essere stato informato da Terrazas che Victorio, 50 guerrieri e 18 donne e bambini erano stati uccisi. Inoltre 70 donne e bambini erano state catturate, insierne a circa 250 animali.
Il 19 ottobre Henry Parker, capo degli scout, inviò un telegramma alla moglie affermando che Terrazas aveva ucciso Victorio, 49 Indiani, 16 donne e bambini e catturato 68 donne e bambini. Questi numeri furono, pure, riportati da Brinkerhoff, anche se il Capitano aggiunse che questi resoconti erano dubbi e, forse, esagerati. . Terrazas dichiarò che 62 guerrieri erano stati uccisi su un totale di 78 Apaches e che aveva preso 68 prigionieri. Aveva, invece, perso 3 uornini, 4 erano stati feriti gravemente e 6 in maniera più leggeral Messicani avevano pure catturato 120 cavalli, 38 muli e 12 asini. Il Animai of the State of Chihuahua (credo sia il Periodico Oficial del Estado de Chihuahua) in data 20 ottobre, scrisse che 62 uomini e 16 donne e bambini erano morti e altre 68 donne e bambini catturate. Erano stati, inoltre. liberati due giovani Messicani prigionieri degli Apaches. I due erano stati catturati nelle vicinanze di Belen, New Mexico nell’aprile 1880. Felipe Padilla, di 10 anni, era rimasto illeso, mentre il dodicenne Felix Camillo era stato ferito a una gamba. Le esigue perdite messicane indicano che la battaglia fu a senso unico, e ciò conferma l’ipotesi che Victorio fosse a corto di munizioni. Alcuni Mescaleros ritornati alla riserva dopo il combattimento affermarono che gli Apaches avevano combattuto fino all’ultima pallottola e poi si erano arresi a un dato segnale. Questo implica che i guerrieri sopravvissuti furono giustiziati. Come scritto in precedenza, gli Apaches affermarono che tutti gli adolescenti furono sommariamente uccisi alla fine della battaglia, e questo può aver contribuito al numero dei guerrieri morti nello scontro. Nell’aprile 1880, a1 campo minerario di Cooney, John Lambert dichiarò di aver visto, tra i seguaci di Victorio, 60 giovani guerrieri, In realtà ragazzi”, armati con vecchi fucili. Molti di questi adolescenti furono, probabilmente, giustiziati a Tres Castillos. Kaywaykla disse che non vi potevano essere 68 guerrieri intrappolati con Victorio, dal momento che alcuni gruppi erano a caccia o impegnati in rauie.


Assalto al nascondiglio dei guerrieri intrappolati

Un fatto indiscusso fu che Vittorio era tra i morti. II Colonnello Hatch dichiarò che i due ragazzi Messicani liberati da Terrazas l’avevano informato che Vittorio era stato ucciso durante la battaglia. Ci sono molte versioni sulla sua morte. Secondo la testimonianza apache si sarebbe suicidato insieme a tre guerrieri, dopo aver combattuto fino all’ultimo proiettile, piantandosi un coltello nel cuore. I Messicani raccontarono di un duello corpo a corpo. Si svolse tra Mauricio Corredor, capo della fanteria Tarahumara, e Victorio. II capo apache fu gravemente ferito nella lotta e Corredor gli si avvicinò e lo finì. Corredor fu festeggiato corre il killer di Vittorio e, oltre alla taglia di 2000 pesos sulla sua testa, fu premiato con un fucile nichelato dallo stato del Chihuahua, come segno di gratitudine.


Il grande capo e guerriero Victorio

Perez scrive di un racconto popolare secondo cui Vittorio fu colpito da Corredor la sera del 14 ottobre. Durante la notte il Tarahumara riuscì a strisciare abbastanza vicino da vedere il suo corpo circondato dalle donne che si disperavano. Lo storto Martin Crimmins riportò che Vittorio fu ucciso da un cecchino Tarahumara mentre dirigeva i suoi guerrieri dalla orna della collina. Altri racconti narrano di Apaches intrappolati in un canyon senza uscita e spazzati via.
Mauricio Corredor. Corredor era un soprannome, il corridore. Il suo cognome era Gonzalez
Il Ranger texano James Gillett scrisse che Vittorio fu disarcionato e ucciso dai Messicani mentre cavalcava su un cavallo bianco incitando i suoi guerrieri. Il LO William Beck del 10th Cavalleria raccontò una storia macabra di Terrazas che fece allineare 10 prigionieri per volta chiedendo loro dove fosse Vittorio In una scena che ricorda gli spaghetti western, tutti i prigionieri rifiutarono di rivelare il luogo e furono giustiziati. Finalmente il trentottesimo parlò e l’attendente di Terrazas finì Vittorio che era gravemente ferito.
Vi sono altre storie secondo cui Victorio fu ucciso ma non a Tres Castillos. James McKenna narrò di una scena muova tra Victorio, i suoi guerrieri e alcuni cercatori d’oro. Victorio fu individuato da una coppia di tiratori scelti che colpirono il suo cavallo, ferendo il capo apache. McKenna disse di essere stato, poi, informato che morì per le ferite riportate a Paloma Lake e fu sepolto lì, mentre un altro leader prese i suoi effetti personali e fu ucciso a Tres Castillos. Il Lt Thomas Cruse affermò, addirittura, che la battaglia non ebbe luogo. Gli Apaches si recarono al villaggio di Santa Rosalia per commerciare.
Gli abitanti mostrarono un comportamento amichevole ma, in segreto, avvisarono Terrazas. Poi prepararono una festa che finì con l’esecuzione di Victorio e della sua gente. Di tutte queste storie, le ultime tre sono le meno credibili. Probabilmente questi racconti furono più un sintomo della generale contrarietà che pervase l’esercito U. S dopo che Victorio fu ucciso dai Messicani e dalla milizia di stato. Thrapp è corretto quando afferma “che tutte queste storie sono più l’immaginazione dello scrittore piuttosto che i fatti di quel giorno sanguinoso”. I Messicani conoscevano, probabilmente, chi stavano inseguendo, ma non necessariamente lo conoscevano di vista. Terrazas scrisse riguardo alla sua morte : “Victorio è tra i morti, secondo i segni che consentono di identificarlo, secondo quelli che me lo dissero, che l’avevano conosciutola testimonianza dei prigionieri, oltre agli indumenti e agli oggetti personali che ho ricevuto e che potevano appartenere solo a un capo di una certa importanza”. Le recenti ricerche di Daniel Aranda hanno portato alla luce del materiale che suggerisce che i Messicani identificarono Victorio rapidamente. Un giornale del Chihuahua dell’epoca scrisse che Victorio era stato riconosciuto a causa di un’evidente cicatrice sulla faccia e per un incisivo centrale mancante, ferite che si era procurato prima del trasferimento dei Chihenne a San Carlos nel 1877. Sappiamo che fu colpito da una freccia al volto, a breve distanza, nello scontro che mise fine alle ambizioni di leadership dei fratelli Pajarito. Questa cicatrice fu menzionata, più tardi, dall’Arizona Silver Belt che diede una descrizione generale di Victorio al tempo del trasferimento e menzionò, poi, un’altra ferita alla faccia datata a metà degli anni 60. “Al tempo della sua morte aveva circa 55 anni, era robusto, con una faccia larga, mascelle squadrate, zigomi prominenti e aveva una ferita di pallottola alla guancia ricevuta da Barney Conly a Pinos Altos nel 1866”
Tuttavia il racconto di Terrazas ci può fornire una traccia sui chi uccise Victorio.
Il candidato più probabile è uno sfortunato e innominato sergente che fu ucciso in un’imboscata il 16 novembre 1880 a sud di Carrizal. Gli Apaches, dopo aver trovato in suo possesso la sella e alcuni ciondoli di Victorio, lo fecero a pezzi.
La sola conclusione a cui possiamo arrivare con certezza è che Victorio fu ucciso a Tres Castillos e che nessuno sa come esattamente morì.
I vincitori della battaglia furono, certamente, Joaquin Terrazas e i suoi soldati.
Terrazas intascò 17250 pesos di taglia sugli scalpi e 10200 dalla vendita dei prigionieri.


Victorio

Brinkerhoff aveva ricevuto informazioni dal Messico, il 21 agosto, che il Governatore del Chihuahua aveva offerto 2000 pesos per lo scalpo di Victorio e 250 per lo scalpo di ognuno dei suoi guerrieri.
Questa taglia era stata poi, apparentemente, alzata a 3000 pesos per “la testa del capo Apache Victoria”. Ovviamente Terrazas potrebbe aver distribuito parte del suo profitto tra le truppe e ai soldati fu concesso di tenere il bottino preso sul campo di battaglia. La gratitudine popolare contribuì a un’ulteriore donazione di 17000 pesos attraverso una sottoscrizione volontaria.
Terrazas e i suoi uomini furono onorati con una parata attraverso le strade di Chihuahua City e con discorsi che esaltavano i cittadini dello stato. La processione esibì i prigionieri apache e gli scalpi attaccati a pali.
I Messicani non furono i soli, a Chihuahua City, a celebrare la vittoria.
Il console Americano Scott, nel trasmettere le notizie di Tres Castillos, aggiunse che alcuni Apaches erano fuggiti. Raccomandò di infliggere la punizione più severa a coloro che cercavano di tornare in riserva. Dovevano essere consegnati alle autorità del New Mexico o estradati in Chihuahua.
Il Colonnello Buell affermò, con una certa ragione, che, anche se le sua forza non era entrata in contatto col nemico, la presenza di così tante truppe in Messico e sul confine del Rio Grande aveva contribuito significativamente alla vittoria di Terrazas.

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