Nathan Bedford Forrest

Organizzata una linea di difesa e usati i muli per ripararsi,gli unionisti riescono dopo 5 ore a limitare i danni. Ma ,da quel momento, da cacciatori si trasformano in prede,e tocca ora a Forrest iniziare l’inseguimento: era riuscito a capovolgere a suo favore la situazione! Forrest non conosceva riposo e Streight scrisse che ogni giorno solo alle 22 di sera i fucili tacevano e così per ben 16 giorni! Alla fine, nei pressi della località di Rome, Streight decise di far incendiare e distruggere tutti i ponti sul Black Creek, cosi da impedire di essere raggiunto di nuovo dai cavalleggeri sudisti. Forrest si rese conto del problema e andò in cerca di un guado. I suoi soldati lo videro scomparire e poi riapparire, ma non più solo. Sbigottiti, si accorsero che sul suo cavallo c’èra un’altra persona, una donna, anzi, una ragazzina di 16 anni!


Forrest alla guida dei suoi soldati

Forrest l’aveva trovata lungo il fiume ,e la ragazza, che di nome faceva Emma Sansom,si era offerta di aiutarlo mostrandogli un guado che solo lei conosceva. Il risultato fu che il povero colonnello Streight, convinto di essersi finalmente sbarazzato del diabolico cavalleggero confederato, se lo vide di nuovo piombare addosso e, trovandosi accerchiato, non gli rimase che la resa. Forrest fece 1700 prigionieri oltre a impossessarsi di molto materiale. Per i Nordisti lo smacco fu ancora più grande quando seppero che la causa del disastro era stata una ragazza!
Il 18-20 Settembre del 1863 si combatté in Tennessee una tra le più grandi e terribili battaglie della Guerra Civile Americana, in un terreno difficilissimo che un soldato descrisse come “una buia landa di boschi, rampicanti e rami pendenti…”, la battaglia di Chickamauga, “il fiume della morte”. Vi parteciparono 58.000 soldati dell’Unione e 66.000 della Confederazione e le perdite furono enormi: 16.170 per i Nordisti e 18.545 per i Sudisti!
La preponderanza numerica sudista (Armata del Tennesse di Braxton Bragg) su quella nordista (Armata del Cumberland di William Rosecrans) era dovuta all’arrivo di un intero Corpo di rinforzo sottratto all’Armata della Virginia Settentrionale di Lee, il Corpo del Generale Longstreet. La Confederazione voleva sferrare un colpo mortale nel Teatro di guerra centrale, avendo subito lo smacco di Lee a Gettysburg e avendo perso, sempre a Luglio del’63, la città di Vicksburg sul Mississippi. Bragg aveva bisogno di tutti i suoi uomini migliori, compreso Forrest. All’alba del 19 Settembre la battaglia iniziò proprio dove si trovava Forrest con i suoi uomini e cioè davanti a due Divisioni del Generale nordista Thomas che tenevano l’area oltre al fiume vicino a un largo campo detto “dei Kelly”.
Il terreno era per lo più coperto da boschi con qualche radura.
Le “giacche blu” si fecero avanti per annientare i primi “ribelli”, i quali avendo superato il fiume procedevano nella foresta. Ma cozzarono contro gli uomini di Forrest che erano smontati da cavallo e combattevano appiedati. “Combattevano come la migliore delle fanterie…” disse in seguito un soldato nordista.


Neve e maltempo non fermavano il generale

Forrest si prodigò in ogni modo per sostenere il fianco della Fanteria della Brigata Ector. “Dite al Generale Ector che non deve preoccuparsi del suo fianco destro!” rispose Forrest al messaggero di Ector. Il messaggero tornò presto invocando aiuto al fianco sinistro. “Per Dio! Dite al generale che penserò sia al suo fianco destro che a quello sinistro!” sbottò spazientito Forrest. Quando sopraggiunsero i rinforzi, gli uomini di Forrest si unirono all’attacco e respinsero i nordisti. Per tutta la battaglia Forrest fornì sostegno alle Fanterie e perse il cavallo colpito a morte. La tattica di combattere appiedati prevedeva che ogni quattro cavalleggeri, uno tenesse i cavalli e solo tre combattessero. In questo modo si riduceva di un quarto la forza del Reggimento. Ma se il nemico veniva battuto, il vantaggio era che tutti i “custodi dei cavalli” potevano rimontare in sella e costituire una piccola ma relativamente fresca truppa di “riserva”, pronta per un eventuale inseguimento. E Forrest usò sempre da maestro questa tattica! La battaglia fu vinta dall’Armata di Bragg per un grave errore di Rosecrans che creò un varco utile ai sudisti per penetrarvici e gettare nel panico tutta la sua linea difensiva. Forrest si lanciò all’inseguimento facendo centinaia di prigionieri. Cercò di convincere Bragg che bisognava non dare tregua a Rosecrans, e impedirgli di riparare a Chattanooga; la vittoria sarebbe stata veramente totale. “Gli ho scritto [a Bragg]! Gli ho mandato una staffetta, due staffette! L’ho informato della situazione! Ma per che cosa combatte?” Forrest era furioso per l’inazione di Bragg e arrivò ad un confronto durissimo con lui, minacciandolo anche di morte. E conoscendo il personaggio possiamo star certi che alla prima occasione giusta l’avrebbe ucciso. Come risultato Forrest venne assegnato dal Presidente Davis a un comando indipendente nel Mississippi. Sarebbe quindi tornato di nuovo libero di agire nel suo modo preferito ma con la solita piccola forza! Spesso gli uomini si sono dimostrati capaci del meglio e del peggio nell’arco di brevissimo tempo. Così si può dire di quel che avvenne nel Tennesse in quei primi mesi del 1864. “Il peggio” fu in questo caso la battaglia-massacro di Fort Pillow. Il forte si trovava in posizione strategica e controllava l’accesso via fiume alla città di Memphis.
Un momento di riposo
Forrest decise di attaccare e prendere il forte che era presidiato da circa 550 uomini, divisi tra truppe unioniste del Tennessee e truppe formate da soldati di colore comandati dal maggiore Lionel F. Booth. Forrest attaccò il forte con 2500 uomini il 12 aprile 1864. L’attacco riuscì e le truppe di Forrest occuparono tutte le posizioni strategiche attorno al forte. A quel punto egli inviò al comandante del Forte una richiesta di resa nella quale minacciò (come era suo solito fare) che in alternativa avrebbe passato tutti a fil di spada. Il comandante unionista chiese un’ora per rispondere; Forrest concesse 20 minuti. Il comandante rifiutò e l’attacco confederato riprese con foga. Subito i Federali si trovarono sotto un tiro incrociato che non lasciò loro scampo. Le testimonianze da parte federale parlarono di violenza e accanimento feroce sulle truppe sconfitte, con episodi di vera crudeltà. Ovviamente diversa la versione confederata. Subito dopo la guerra Forrest fu chiamato in causa per questa vicenda. Vi fu un’inchiesta condotta dal Generale Sherman in persona che non mise in luce un coinvolgimento diretto del Generale Forrest negli episodi contestati; anzi, testimoni riportarono il fatto che egli si sarebbe adoperato per trattenere le sue truppe dopo l’arrivo sulla linea del fronte. Alla fine Forrest fu prosciolto da ogni accusa ma ancora oggi si discute di cosa realmente avvenne quel giorno a Forte Pillow.
Alcune battaglie vinte da Forrest avrebbero fatto testo nei manuali militari come esempi di vittorie tattiche basate sulla conoscenza del terreno e sulla rapidità di azione, nonostante un nemico superiore di numero. Scrisse lo stesso Forrest prima della battaglia di Brice’s Cross Roads del 10 Giugno 1864: “Lo so che loro superano di molto il numero delle truppe che ho io; ma la strada lungo la quale marceranno è stretta e fangosa e facendo così caldo faranno un progresso lento. Il paese è densamente boschivo e la loro stanchezza sarà cosi pesante, che quando noi li colpiremo non avranno il tempo di capire quanti pochi uomini noi abbiamo”. Forrest ottenne in questa battaglia una vittoria schiacciante nonostante il nemico fosse tre volte superiore a lui di numero! Grazie a questa vittoria la Confederazione riuscirà a riprendere il controllo del Tennessee Sud-occidentale e del Mississippi settentrionale. Ma il Generale aveva iniziato male il 1864, perdendo il più giovane dei suoi fratelli, Jeffrey E. Forrest. Il padre morì quattro mesi dopo la sua nascita e Nathan tirò su il fratellino come fosse stato suo figlio. I due fratelli si erano arruolati insieme e presto avrebbero rivelato entrambi ottime qualità militari. Avevano combattuto insieme fino a Shiloh, poi si erano divisi; Nathan lo aveva chiamato a sé da poco per comandare una sua Brigata. Possiamo quindi immaginare il suo stato d’animo quando nella battaglia di Okolona il 22 Febbraio 1864 se lo vide morire tra le braccia colpito al collo da un proiettile.


Violenza a Fort Pillow

La battaglia di Okolona va inquadrata nel contesto della cosiddetta “campagna di Meridian”, all’inizio della quale il generale Sherman, partendo da Vicksburg con 20.000 uomini, aveva preso la città di Meridian, importante centro ferroviario e militare della Confederazione. Il suo ambizioso progetto era di occupare Selma (Alabama) per poi scendere fino a Mobile e conquistare l’importante base navale sudista sul golfo del Messico. Sherman ordinò al Generale di Cavalleria William Sooy Smith di partire da Memphis con i suoi 7.000 cavalleggeri e raggiungerlo al più presto a Meridian. Ma Forrest lo intercettò ad Okolona. Smith costruì barricate e vi si trincerò. Forrest iniziò l’attacco ma dopo alcuni scontri Jeffrey venne ucciso: ciò provocò una sete di vendetta che moltiplicò la determinazione e il vigore dell’attacco di Forrest. Con soli 2.500 uomini – meno della metà del nemico! – e la solita intelligenza tattica di impegnare frontalmente l’avversario con cavalleggeri appiedati e colpirlo ai fianchi con fulminei assalti – Forrest costrinse in breve Smith a ritirarsi. Forrest si impegnò nelle cariche con tutta la sua selezionata Compagnia di scorta che era dotata delle ottime carabine a ripetizione Spencer. Smith non tentò più di raggiungere Meridian e Sherman non sapendo nulla del suo comandante di Cavalleria rinunciò al progetto e tornò a Vicksburg. Smith venne accusato di negligenza e disobbedienza, essendo partito dieci giorni dopo aver ricevuto l’ordine; e dette spontaneamente le dimissioni dall’Esercito. Dopo la vittoria a Brice’s Cross Road, Forrest riuscì anche a liberare la città di Memphis,mancando per poco la cattura del Generale Hurlbut, grande veterano nordista dai tempi di Shiloh. Ora tutto il settore Sud-Occidentale del Tennessee era tornato in mano alla Confederazione!
Sherman disse: “Non ci sarà pace in Tennessee fino a che Forrest sarà vivo.”


La battaglia di Okolona

Nell’Autunno del 1864 Forrest si unì nuovamente all’Armata del Tennessee, ora al comando del focoso Generale Hood che si accingeva a invadere il Tennessee centrale per riprendere Nashville. Nella battaglia di Spring Hill Forrest riuscì a impedire che la Cavalleria del Generale di Brigata James H. Wilson disturbasse l’avanzata di Hodd. Non riuscì tuttavia ad arrivare prima che si facesse buio il giorno della battaglia di Franklin. Ma avrebbe potuto tagliare la strada a Schofield e impedirne il ricongiungimento al grosso delle truppe unioniste se Hood glie lo avesse permesso. Per questo motivo ebbe un confronto duro con il suo superiore. Né poté far nulla per impedire la grossa disfatta sudista a Nashville il 15-16 Dicembre 1864. Operò ottimamente durante la ritirata proteggendo le truppe alla retroguardia finché riuscirono a riattraversare il fiume Tennessee. E fu proprio grazie a Forrest se l’Armata del Tennessee allo sbando ebbe ancora una possibilità di fuga. Grazie al lavoro svolto fu promosso Tenente-Generale nel Febbraio 1865. Ed è con questo massimo grado che combatté gli ultimi pochi mesi di guerra.
Ormai il destino della confederazione era segnato e Forrest non poté nulla per cambiarlo. Incappò anche in una sconfitta nel tentativo estremo di fermare i Federali in Alabama. Raggiunto dalla notizia della resa di Lee avrebbe potuto fuggire in Messico, ma non lo fece perchè avrebbe lasciato i suoi uomini allo sbando solo per salvare se stesso. Cosi, il 9 maggio 1865 a Gainsville, decise di scrivere una lettera ai suoi soldati: “Siete stati buoni soldati e potrete essere buoni cittadini; rispettate le leggi, preservate il vostro onore e il Governo al quale ci siamo arresi potrà essere magnanimo con voi…”
Si dice che Forrest per non consegnare la bandiera, l’avesse fatta in pezzi e data ai suoi soldati prima di congedarli.


Una delle molte statue che ritraggono Forrest

Dopo la guerra Forrest si stabilì a Memphis (Tennessee) sulla sponda del fiume Mississippi. Abolita la schiavitù e rovinato finanziariamente, Forrest si dice fosse distrutto psicologicamente. Si impiegò nella Ferrovia Selma, Marion & Memphis e diventò presidente della Compagnia. Forrest morì a Memphis nell’ottobre del 1877 per complicazioni derivate dal diabete.
Attualmente nel Tennessee ci sono più statue e monumenti dedicati a Forrest che ai tre Presidenti che questo Stato diede agli U.S.A.

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Commenti

Una risposta a “Nathan Bedford Forrest”

  1. luigi, il 22 Maggio 2009 22:56

    Beh,anche a prescindere dal kkk (deliranti le sue risposte all’intervistatore nell’articolo su”Gen.Forrest e il Ku Klux Klan”,uno che,gravemente ferito,se ne esce con una frase del tipo “non sia mai che chi mi ha ferito mi sopravviva”va a cercarlo e gli spara,direi che qualifica l’uomo.O meglio,il macellaio.

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