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Samuel Colt, l’armaiolo che “rese gli uomini uguali”

A cura di Antonio Pannullo

Samuel Colt e, alle sue spalle, le famose pistole da lui inventate
La data del 4 gennaio 1847 rappresenta qualcosa di molto più importante che un semplice contratto tra il War Department americano e l’azienda di Samuel Colt per la fornitura di mille revolver, le Colt Paterson con grilletto pieghevole, ai Rangers del Texas. Per la cronaca il prezzo era di 28 dollari a pistola Army Model. In realtà, con la diffusione di massa della Colt cambia tutto negli Stati Uniti e, di conseguenza anche nel mondo. E non sembri un’esagerazione. In precedenza, tutte le armi da fuoco leggere disponevano di un solo colpo, al massimo due, per cui le armi a pietra focaia e a colpo singolo necessitavano di un certo tempo per essere ricaricate.
Autore di questo incredibile cambiamento era Samuel Colt, un inventore e imprenditore che nacque ad Hartford il 19 luglio 1814 e lì morì il 10 gennaio 1862.

La vita di Samuel Colt

Samuel era figlio di Christopher Colt, un agricoltore del Connecticut che si era trasferito per affari ad Hartford. È stato il fondatore della Colt’s Patent Fire-Arms Manufacturing Company, l’azienda che commercializzò il modello di rivoltella che porta il suo nome.
Samuel Colt rimase orfano della madre Sarah Caldwell quando aveva appena due anni. Aveva tre fratelli e tre sorelle; due di esse morirono durante l’infanzia e la terza sarebbe morta anni dopo suicida. Il padre si risposò con Olive Sargeant la madre adottiva quando Samuel aveva quattro anni.
Samuel Colt si appassionò assai presto all’uso delle armi e sviluppò un proprio modello quando lavorava nell’azienda di Ely Whitney, imprenditore di New Haven, che aveva impiantato nella cittadina del Connecticut una fabbrica di pistole. I moderni metodi di lavoro di Whitney furono imitati da altri che svilupparono nel resto dello Stato le industrie di armi da fuoco.


Samuel Colt in un famosissimo ritratto

Fu nella fabbrica di Whitney, nel 1835, che Colt sviluppò la pistola che da lui ha preso il nome sebbene l’idea gli fosse venuta 4 anni prima, all’età di 17 anni, mentre osservava il funzionamento della ruota del timone sul brigantino Corvo, dove si era imbarcato.
Il 25 febbraio 1836 fece brevettare il nuovo modello di rivoltella ad avancarica del tamburo, la cui caratteristica principale (rispetto ai precedenti modelli a rotazione detti “pepperbox”) era costituita dal fatto che il fascio di canne era ridotto ad un corto cilindro (il tamburo, appunto) il quale, ruotando intorno al suo asse, presentava la camera contenente la carica da sparare di fronte ad una sola canna.
Grazie al denaro che era riuscito a guadagnare, intanto, con varie attività (tra le quali alcune conferenze sull’uso del “gas esilarante”), Colt aprì nello stesso anno una sua officina a Paterson da cui uscì il modello che portava questo nome, appunto mod. “Paterson”.
La prima fornitura al governo degli Stati Uniti – come abbiamo ricordato poco sopra – sarebbe avvenuta però solo dieci anni dopo, il 4 gennaio 1847 con il modello “Walker”, arma di grandi dimensioni ed in calibro .44.


La Colt Paterson

Dotato di particolare ingegno nella meccanica e di notevoli capacità imprenditoriali, Samuel Colt fu il primo a riuscire nel tentativo di produrre armi in serie e con parti tra loro facilmente intercambiabili. Le sue armi hanno avuto un’enorme popolarità, soprattutto negli USA, insieme alle carabine e fucili Winchester a ripetizione manuale (“a leva”) che, dal 1866 in poi, divennero i protagonisti della colonizzazione dell’ovest americano. La Colt’s Manufacturing Company è azienda ancora oggi leader nella produzione mondiale di armi leggere e in passato ha orientato in maniera determinante la ricerca e la produzione nel settore dei proiettili leggeri.

Un oggetto leggendario

Prima di Colt tutto era diverso, molto diverso. Come è noto, gli inglesi dalle giubbe rosse disponevano i soldati in tre linee di fuoco, così dopo la prima scarica, mentre una fila ricaricava, le altre sparavano in successione e così si aveva un fuoco più o meno costante e continuo.
Lo abbiamo visto nei film che parlano della colonizzazione britannica in India o in Sudafrica.
In caso di scontri tra eserciti o di attacchi a postazioni fisse, era molto importante ricaricare in fretta, soprattutto se gli assalitori erano in superiorità numerica. Ebbene, con l’invenzione di Samuel Colt, la pistola a ripetizione, un numero relativamente esiguo di soldati poteva tenere a bada un numero soverchiante di aggressori.
In Texas, in particolare, i nativi comanche avevano imparato ad assaltare i soldati mentre stavano ricaricando ed erano più vulnerabili. Inutile dire che l’arma che poteva sparare sei colpi senza mai ricaricare rese la conquista del continente molto più rapida e facile. Gli indiani, armati con archi e frecce, furono sgominati rapidamente, così come i messicani che rivendicavano il Texas.


Una Colt

La colt, sinonimo per pistola a ripetizione, divenne uno strumento di progresso molto più della ferrovia o delle macchine a vapore. Divenne un oggetto leggendario e famoso in tutto il mondo, tutti volevano possederlo: dagli ufficiali inglesi al sultano di Costantinopoli allo zar: Colt ne fece persino una confezione doppia da regalo dal nome Grant&Lee, dal nome dei due comandanti in capo degli eserciti che si affrontarono nella guerra di secessione. Tra l’altro, durante il conflitto Samuel Colt produsse armi per il Nord di cui era originario, essendo di Hartford, nel Connecticut. I revolver Colt in possesso dei soldati sudisti erano una copia locale, ma erano realizzati con un metallo di bassa qualità.

Arriva la Peacemaker: da Billy the Kid a Jesse James

Nel corso degli anni la colt fu sempre più perfezionata fino a giungere alla famosissima Peacemaker, comparsa nel 1873, ossia dopo la morte del suo progettatore, avvenuta nel 1862. Tra i vip che utilizzarono questa pistola ci sono Billy the Kid, Buffalo Bill, Calamity Jane, Wyatt Earp, Jesse James, Allan Pinkerton, fino al generale Patton e al presidente Theodore Roosevelt…
Qualcuno ha sostenuto che anche il famosissimo Wild Bill Hickok avesse utilizzato questi armi più moderne, ma non è così. Hickok, infatti, continuò a preferire le vecchie Colt Walker. Egli sosteneva che un buon pistolero sa bene come dosare la polvere per ogni proiettile e non gli andava giù l’idea dei revolver a retrocarica e proiettili preconfezionati.


Ancora un ritratto di Samuel Colt

La biografia di Samuel Colt, che al momento della scomparsa era uno degli uomini più ricchi d’America, è essa stessa un romanzo d’avventura e una realizzazione perfetta dell’american dream: pur perseguitato dalla sfortuna, mancanza di mezzi e insuccessi clamorosi (alla prima presentazione ufficiale la colt gli esplose in mano), non si arrese mai, rimase sempre fiducioso, continuò a brevettare le sue numerose invenzioni (tra cui mine e cavi sottomarini), finché il successo non gli arrise definitivamente quel 4 gennaio 1847.

Inventò il marketing e la pubblicità occulta

Ma Samuel Colt è importante anche per un altro motivo che l’invenzione della pistola a ripetizione: immaginò la tecnica commerciale che sarebbe esplosa solo il secolo successivo, ossia il marketing e la pubblicità. Fu praticamente il primo che pagò per pubblicizzare i suoi prodotti, mise annunci sui giornali anche esteri, offrì cene di promozione, pagò persino il grande pittore statunitense George Catlin perché nei suoi quadri, oggi del valore di centinaia di migliaia di dollari, rappresentasse i suoi revolver in pugno ai cow boy. Sì, fu anche l’inventore della pubblicità occulta. Nella progettazione dei revolver inoltre concepì una serie di parti intercambiabili cosicché da poter utilizzare nella sua fabbrica operai specializzati per compiti specifici: insomma, ben prima di Henry Ford, inventò la catena di montaggio.

Lo sconosciuto libro di Dominique Venner

La storia di Samuel Colt è raccontata in modo esauriente e appassionato da uno scrittore insospettabile in un suo libro sconosciuto.


Il libro di Dominique Venner

L’autore è Dominique Venner, il grande scrittore che si suicidò nella cattedrale di Notre Dame nel 2013 per protesta contro la decadenza del mondo moderno, e l’opera si intitola “Un certo signor Colt”, del 1971, pubblicata due anni dopo dalla Silva e Ciarrapico editore nella collana Un uomo, un’arma. Che Venner, oltre a grandi opere di argomento diverso, abbia scritto la biografia di Colt, è ignoto ai più.


Le Colt nei film western

Neanche nell’enciclopedia in rete tale volume viene ricordato, invece è una ricerca stilisticamente e tecnicamente validissima, oltre che scientificamente e storicamente attendibile. Nella collana compaiono tra le altre monografie dedicate al signor Winchester e ai signori Smith&Wesson, sempre firmate da scrittori francesi. Venner, autore eclettico, ci ha lasciato anche un altro grande libro su quell’epoca, Il bianco sole dei vinti, eccelso affresco della guerra civile americana vista dalla parte della Confederazione.

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