La battaglia di Little Bighorn nei ricordi degli indiani

Anche One Bull aveva ripreso a combattere dopo aver deposto il corpo di Good Bear Boy. Riuscì a uccidere due soldati in fuga dalla valle.


Isaiah Dorman, caduto da cavallo, sta per essere ucciso

Un Lakota Two Kettle, Runs The Enemy, notò un uomo di colore (era l’interprete Isaiah Dorman) che cadeva da cavallo nel corso della precipitosa fuga dal boschetto. Anche Eagle Elk notò la cosa e corse a vedere la scena da vicino. C’era il soldato di colore a terra, sovrastato da una donna – identificata poi come Her Eagle Robe – alla quale implorava di lasciarlo vivere (5). Lei gli rispose ad alta voce: “Se non volevi rischiare di morire, che bisogno c’era di venire qui per combatterci?”
Crow King
La battaglia proseguì. Stavolta i soldati tentarono di mettersi in salvo aldilà del fiume, formando una linea difensiva lungo la sponda orientale del Greasy Grass. Molti soldati erano già morti, ma anche gli indiani avevano avuto le loro perdite. Young Black Moon e Chased By Owls erano morti e così pure Swift Bear e White Buffalo, i due fratelli minori del famoso capo Hunkpapa, Crow King. Una donna indiana fu vista allontanarsi dal corpo, ormai mutilato, del soldato di colore. Gli avevano sparato nelle ginocchia, gli avevano levato la pelle in alcuni punti e perforato i testicoli con un ferro appuntito. Anni dopo la battaglia, Moving Robe ebbe a dire: “Non mi sono mai vantata delle azioni compiute quel giorno terribile.” Ma se davvero fu lei a mutilare il povero corpo dell’interprete, bisogna considerare che agì per impulso di vendetta, per vendicare la morte del suo piccolo fratello, Deeds. I soldati finirono di attraversare il fiume, inseguiti da un piccolo gruppo di indiani. Gli altri pellerossa rimasero indietro a saccheggiare i corpi dei militari rimasti uccisi. In prossimità del fiume One Bull fu notato dallo zio, Toro Seduto (6), che si preoccupò alla vista del suo corpo macchiato di sangue. “Nipote, tu sei ferito!” – gli disse – “Corri dalle donne a farti medicare.” One Bull rise di gusto e rispose che tutto quel sangue era del suo amico. Aveva, però, desiderio di andare al campo a riposarsi, ma prima ancora voleva sincerarsi di come andavano le cose con i soldati. Sulla collinetta One Bull ebbe una sgradita sorpresa.


Il biglietto con cui Custer chiedeva l’intervento di Benteen

Vide una gran quantità di truppe arrivare da sud, cariche di vettovaglie e rifornimenti e, peggio ancora, ne vide altre (le cinque compagnie comandate direttamente da Custer) provenienti da nord e dirette in una zona posta tra i guerrieri che combattevano e la parte bassa del villaggio. Anche gli altri indiani sulle collinette circostanti (i bluff) notarono preoccupati l’arrivo del nuovo pericolo. “Mi sembrò che fossero migliaia” – disse Runs The Enemy – “e pensai che certamente saremmo stati battuti.” L’Oglala Short Bull si trovava in cima al colle ed esultava per la vittoria, quando arrivò Cavallo Pazzo. “Troppo tardi!” – gli gridò Short Bull – “Ti sei perso la battaglia.” Cavallo Pazzo gli rispose ridendo: “Mi spiace di non esserci stato, ma è in arrivo un’altra grande occasione di lotta da laggiù.” E gli indicò il nord. Così anche Short Bull si accorse del pericolo incombente (7): “Pensai che erano proprio tantissimi!”


Si scatena la battaglia intorno alle truppe

Gli indiani non erano soldati di mestiere; il loro scopo principale, nella guerra con i bianchi, era di salvaguardare la sicurezza delle proprie famiglie, per cui girarono rapidamente le loro cavalcature e, lasciati alcuni guerrieri a presidiare l’area in cui era asserragliato Reno (sarebbe stata chiamata la “Collina di Reno”), ripiegarono verso il villaggio per difenderlo dalla nuova minaccia. A valle, nel boschetto, Black Elk stava armeggiando vicino al corpo di un soldato. Passò un guerriero che lo vide e lo apostrofò: “Ragazzo, non perdere tempo. Levagli lo scalpo!” Black Elk mosse nervosamente il suo pony; non aveva mai fatto una cosa simile! Levò il coltello dalla guaina, si inginocchiò sul corpo del soldato e iniziò a incidere il cuoio capelluto. Sobbalzò subito dopo quando sentì il poveruomo digrignare i denti per il dolore: il soldato era ancora vivo! Completò lesto il taglio e strappò via lo scalpo, sollevandolo in aria. Non sapeva se esultare per il gesto o essere triste per la vita che aveva preso. Girò il pony e corse al campo da sua madre per farle vedere il trofeo.
Gli indiani che erano nel villaggio si erano ormai accorti del nuovo pericolo, o erano stati avvisati dai guerrieri che ritornavano dallo scontro con Reno. L’Oglala White Bull era con i suoi amici Cheyenne, Roan Bear e Bobtail Horse nella parte bassa del villaggio. Bobtail Horse fu il primo ad accorgersi dei soldati e gridò: “Arrivano attraverso il guado. Dobbiamo tentare di fermarli!” I tre corsero attraverso il villaggio in direzione del guado e da quelle parti incontrarono Lame White Man, un anziano Cheyenne.


Qui venne tentato l’attraversamento del fiume

Questo, con l’esperienza di cento battaglie, suggerì di usare la massima prudenza dato che i soldati erano troppi per loro. Bobtail Horse rispose: “Zio, solo la terra e il cielo durano a lungo. Se noi quattro possiamo fermare i soldati e impedirgli di attaccare il nostro accampamento, le nostre vite saranno state spese bene!” I guerrieri non rimasero soli nell’impresa. Furono immediatamente raggiunti da White Shield, Calf, Two Eagles, He Dog, Eagle Elk, Yellow Nose e altri. Tutti insieme si gettarono a capofitto nel fiume verso la sponda orientale. Tra i primi a entrare in contatto con i soldati guidati da Custer fu l’Ute-Cheyenne Yellow Nose, presto seguito da Contrary Bell e Comes In Sight. Un soldato di colore con un vessillo si fece avanti ma fu sopraffatto da Yellow Nose che gli prese la lunga asta, issandola perché tutti la vedessero (9). Questo primo scontro ebbe l’effetto di arrestare l’avanzata di Custer – che non raggiunse nemmeno il fiume – respingendo il 7° Cavalleria verso la collina dalla quale erano scesi poco prima. Altri indiani, sempre più numerosi, stavano arrivando, di ritorno dalla battaglia con Reno, a sud. Cavallo Pazzo era tra questi, con i suoi guerrieri. Tra loro vi erano Flying Hawk, Fears Nothing, Red Feather.
Nel momento in cui gli indiani, attraversato il fiume, entrarono vigorosamente in contatto con i soldati, a questi non restò altro da fare che dirigersi ancora più a nord, in preda al panico (10).


I soldati si ritirano verso i colli che circondano il villaggio

Nel villaggio, Antelope – una Cheyenne – andò da suo fratello, l’uomo di medicina Ice. “Fammi avere un cavallo”, lo pregò. Lo voleva perché aveva saputo che suo nipote (figlio di Ice), il 18enne Noisy Walking, si era allontanato dal gruppo che stava combattendo con Custer e lei voleva andare a incoraggiarlo con alcune canzoni, com’era in uso tra gli indiani delle pianure. Ice fu d’accordo, sia pure con una certa riluttanza, e Antelope corse verso il fiume.


La difesa di Calhoun Hill

Quando i soldati vennero spinti a nord lungo quella che sarebbe stata chiamata “Cresta Nye-Cartwright” e sulla Calhoun Hill, l’Hunkpapa Gall era ancora a valle, momentaneamente impegnato nella ricerca dei suoi familiari.
A destra: Gall
Li trovò poco dopo, due mogli e i bambini, tutti morti! La morte dei suoi lo fece quasi impazzire. “Mi ha fatto troppo male vedere quella scena” – raccontò in seguito – “e per questo, subito dopo ho ucciso ferocemente un certo numero di nemici con l’ascia.” Gall si unì alfine ai guerrieri che fronteggiavano Custer. Eagle Elk vide uno che si accostava ai soldati per colpirli e, un attimo dopo, veniva centrato alla mascella. Il cavallo di Red Feather fu ucciso mentre galoppava e il suo padrone fu costretto a proseguire il combattimento a piedi. Un altro, Hump, si batteva tra il sibilare delle pallottole, rischiando più volte di essere ucciso. Venne ferito e il suo pony colpito a morte (11). Quasi tramortito riuscì a verificare la sua ferita: una pallottola era penetrata nel ginocchio e, con uno strano percorso, era uscita dall’anca. Si distese a guardare il cielo sereno; quella carica era fallita!
Nonostante tutto, gli indiani avevano registrato poche perdite.
I combattimenti si erano sviluppati in un’ampia area e – ricordò Black Elk – “durarono almeno un’ora.” Si tentò anche un fitto lancio di frecce che colpirono uomini e cavalli.
Alcuni provarono a far fuggire i cavalloni americani e questa manovra riuscì parzialmente. Due guerrieri Minneconjou, Standing Bear e Flying By, catturarono alcuni di questi cavalli nel momento in cui si recarono a bere. Eagle Elk riuscì a portarne via due.
Lungo la cresta a nord, Runs The Enemy e altri trenta guerrieri rubarono un grosso gruppo di cavalli e li portarono al fiume ad abbeverarsi. Bobtail Horse ne prese due grigi e li guidò verso l’accampamento.
Seguì qualche attimo di pausa durante il quale alcuni soldati tentarono di cavalcare verso il fiume per fare scorta di acqua (12). Wooden Leg fu costretto alla ritirata mentre strisciava verso di loro. Antelope vide i soldati scendere verso l’acqua e gli indiani arretrare, temporaneamente. “Indiani e soldati, in piedi, si fronteggiavano a distanza”, disse Red Horse.


Lame White Man guida l’attacco

Era ora di riprendere l’iniziativa! Lame White Man galoppò verso i soldati. Sollevò le armi e gridò: “Venite tutti! Li possiamo uccidere tutti!” Antelope, che ancora vagava in zona alla ricerca di suo nipote Noisy Walking, vide distintamente Lame White Man incitare i suoi compagni, come pure stava facendo l’Arapaho Waterman. I guerrieri e Lame White Man aggredirono decisamente i soldati che erano scesi fino al greto del fiume e, dopo una breve ma intensa sparatoria, li costrinsero a voltare rapidamente le spalle e fare rientro sulla cima della collina, al riparo. Molte giacche azzurre caddero colpite dagli indiani, ma anche questi ultimi subirono numerose perdite.
Red Horse
Red Horse e Wooden Leg concordarono che quell’assalto fu il più sanguinoso – per gli indiani – dell’intera giornata di lotta. Lame White Man arrivò a ridosso dei soldati sulla cima, ma venne atterrato quasi subito da uno sparo. A est della collina altri indiani compivano i classici gesti coraggiosi per conquistare o rafforzare la propria credibilità tra la loro gente. White Bull si divertì a galoppare vicino ai soldati mentre le pallottole gli fischiavano attorno sollevando nuvolette di polvere. Andava e veniva senza che i soldati riuscissero a colpirlo. “Decisi di farlo ancora.” – ricordò White Bull – “Perciò raggiunsi Cavallo Pazzo per invitarlo a unirsi a me. Gli gridai che questa vita non dura per sempre.” Quindi partì nuovamente all’attacco. Il suo coraggio fu contagioso e Cavallo Pazzo e i suoi guerrieri lo seguirono (14).
Red Feather, He Dog, Two Moon, Lone Bear e altri si unirono alla carica. Tagliarono idealmente in due la cresta. Le gesta individuali di valore non si contavano. White Bull vide chiaramente un soldato mentre cadeva a terra, colpito da una pallottola.

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