Kaloma

A cura di Andrea Carlucci

Presunto ritratto di Josephine Marcus Earp
Nel 1914 l’immagine di una bella giovane donna discinta divenne assai popolare, comparendo nello stesso anno anche sulla copertina del Kaloma, Valse Hesitante (Esitazione Waltzer), uno spartito composto da Gire Goulineaux e pubblicato dalla Cosmopolitan Music Publishing Company, 1367-1369 Broadway, NY.
La popolarità dell’immagine fu così ampia che Kaloma divenne una Pin-up durante la Prima guerra mondiale, continuando sempre ad apparire, anche successivamente al 1918, sulle cartoline.
In effetti le molte delle stampe di Kaloma sopravvissute mostrano i diritti di immagine della
ABC Novelty Company di NY (1), o della Pastime Novelty Company 1313 Broadway, NY., mentre le etichette sul retro apposte sulle stampe, incorniciate secondo l’uso del tempo su cartoncino, confermano che l’immagine fu molto popolare ovunque: dalle Hawaii fino al Canada. Infatti venne riprodotta in oltre 20 paesi come su alcune cartoline messicane ed intorno agli anni Venti anche sulle pubblicità di gelati e persino su un set osè di carte da gioco.
Dopo questo lungo e travolgente successo, passata la moda e cambiati i gusti con l’avvento delle nuove Pin Up del cinema muto, l’immagine venne a lungo dimenticata fino all’avvento della Pop Art intorno agli anni sessanta quando Kaloma riemerse come icona nostalgica ed immagine osè romanticamente vintage.
L’immagine chiamata Kaloma
Fu uno dei grandi designer del tempo, Alton Kelley della Family Dog Productions di Haight Ashbury, che ne fece il fulcro del suo classico manifesto per il concerto dei Vanilla Fudge & The Charles Lloyd Quartet all’Avalon Ballroom di San Francisco, in programmazione dal 29 Settembre – 1 Ottobre 1967.
Grazie a questa reinterpretazione la Kaloma di Kelley divenne un popolare poster ed icona del movimento Hippie.
L’interesse suscitato da questa immagine si rinnovò successivamente nel 1976, quando Glenn Boyer utilizzò Kaloma per la copertina del suo libro I Married Wyatt Earp, pubblicato dalla University of Arizona Press. A cominciare da questa circostanza l’importanza per l’immagine aumentò, da classica immagine retrò era divenuta un’icona storica, entrando conseguentemente a forza nell’ambito del collezionismo western, con una domanda sempre maggiore negli anni ottanta fino ad aumentare sproporzionatamente alla fine degli anni novanta.
Quasi esclusivamente a causa dell’accostamento fatta dalla copertina del libro, al personaggio di Josephine Marcus Earp, le stampe d’epoca di Kaloma hanno cominciato a valere prima centinaia, poi migliaia di dollari.
Ma i dubbi sollevati sull’accuratezza storica del libro I Married Wyatt Ear e conseguentemente anche quelli sull’attribuzione del soggetto in copertina, cominciarono a sorgere già a metà degli anni novanta, quando il dibattito dei ricercatori aumentò, fino a raggiungere eco anche nella stampa non specialistica. Infatti dopo aver appreso che un’immagine era stata battuta a 2750 dollari dalla H.C.A. a Burlington nella North Carolina (il 6 dicembre 1996) e notato la somiglianza con una pubblicità dei primordi del cinema muto, l’esperto Donald Ackerman fece un appello sul numero di aprile ’97 del Maine Antique Digest, volto a verificare l’attribuzione dell’immagine Kaloma quale Josie Earp.


Memorabilia western

L’esperto faceva notare inoltre come il prezzo di mercato avrebbe probabilmente attirato ulteriori copie sul mercato, previsione che si manifestò puntualmente a breve il 27 aprile successivo sempre alla H.C.A. ed il 28 maggio seguente presso una casa d’aste a Kingston, NY.
Nell’edizione di maggio ’97 il Maine Antique Digest pubblicò una risposta all’appello di Ackerman. In essa Bob Raynor della H.C.A. affermava che la casa d’aste riconosceva in Kaloma, dopo una ricerca svolta, la signora Josie Earp ed osservava che sia la Sotheby, che la Swann Galleries avevano altrettanto attribuito e venduto l’immagine fotografica già nel 1996, assai prima dell’asta di dicembre della H.C.A. Legittimamente, ma superficialmente Raynor faceva notare che l’immagine era stata usato come sovraccoperta del libro I Married Wyatt Earp e che inoltre era già stata pubblicata anche in Wyatt Earp’s Tombstone Vendetta, pubblicato dalla Talei (1976) ed in Pioneer Jews edito da Houghton Mifflin (1984). In tutti i casi l’ immagine veniva identificata acriticamente come Josephine Earp.
Come i prezzi anche il numero di vendite all’asta di Kaloma iniziarono a salire in modo vertiginoso. La Sotheby (l’ 8 aprile 1998) mise in asta una fotografia, attribuita ad autore
sconosciuto, scattata nel 1914 ed intitolata Kaloma a siren-like figure dressed in a sheer gown with a plunging neckline.
Era descritta nel catalogo d’asta come una fotografia colorata a mano raffigurante Josephine Marcus Earp. La fotografia veniva stimata dai 3 ai 4 mila dollari e venne battuta per 2.875 dollari. A causa di tali aste il catalogo Sotheby’s ebbe un’ampia diffusione e venne spesso citato come la fonte certa per l’attribuzione delle immagini di Kaloma quale signora Earp in molte successive, simili circostanze.
Poichè il valore percepito e la notorietà di Kaloma era molto aumentata, anche le storie che la circondavano si moltiplicarono a dismisura.
Josephine Earp era nata nel 1861 e raggiunto i 53 anni nel 1914. Così l’immagine cominciò ad essere descritta come una ristampa successiva di una lastra originale di Josie ventenne, scattata a Tombstone nel lontano 1881. Per dare autenticità a tale invenzione si tirarono in ballo presunti legami con il fotografo C.S. Fly che avrebbe all’epoca costretto Josie ubriaca alla posa per il noto ritratto.


Galleria delle immagini attribuite a Josephine Sarah Marcus

Ovviamente tale mito prosperò, come altrettanto hanno fatto le citazioni scritte su molti libri al pari delle attribuzioni sui cataloghi d’asta, che sono state presentate come testimonianze inoppugnabili: racconti di proprietari di saloon o di testimoni addirittura presenti alla posa, sono stati utilizzati capziosamente per identificare Kaloma in Josie Earp. Anche altre analogie con altre immagini non meglio attribuibili a Josie Earp sono state spesso citate, ma poco o nulla è stato fatto per arrivare alla verità.
Dov’è dunque la prova del legame tra le due donne prima della pubblicazione del libro di Boyer nel 1976 e quali sono le citazioni ed i documenti risalenti al periodo di Tombstone, che legano la foto datata 1914 al soggettò
Una ricerca fotografica si basa sull’ottenere quante più informazioni possibili circa un’immagine, quindi sulla ricostruzione di un contesto logico per giungere all’eventuale
identificazione della stessa.
Ovvero:
– Evidenza oggettiva delle informazioni fornite dai materiali con cui è realizzata la stampa
ed il suo contesto di provenienza.
– Interpretazione su prove circostanziali e di contesto, che possono essere chiaramente verificate (ad esempio le impronte digitali del fotografi spesso ne raccontano i passaggi di
mano tra studi, per essere più chiari le immagini ben note di Geronimo fatte da Irwin,
Randall e Wittick, e CS Fly sono state spesso duplicate e le copie oggi ci mostrano le
impronte anche di molti altri ignoti fotografi).
– Interpretazione sulla base base del formato della stampa e sulle informazioni contenute
all’interno dell’immagine (ad esempio indizi che possono aiutare a verificare o confutare eventuali identificazioni apposte in calce e che possono essere stati aggiunte anche
successivamente).
Tutte le informazioni scritte associate ad un’immagine devono dunque essere confermate.
In particolare se sono state aggiunte dopo che l’immagine è stata riprodotta. Familiari,
collezionisti ed operatori museali spesso aggiungono attribuzioni alle fotografie che sono nelle loro mani. Le loro impressioni o le conoscenze e l’accuratezza delle informazioni scritte, dovrebbero essere verificate prima che possano presumersi corrette e quindi apposte in calce all’immagine.
Ogni identificazione fotografica è come l’anello più debole di una catena di informazioni
disponibili in un dato momento.


A destra, l’immagine è certamente di Josephine Sarah Marcus

Aneddoti e speculazioni possono fare più grandi le storie, ma sono soltanto i collegamenti
delicati quelli capaci di identificare con precisione un’immagine e la verità che contiene.
Recentemente si è acceso un nuovo dibattito su chi sia il vero soggetto dell’immagine e se il ritratto possa attribuirsi a Josie Earp.
Cominciamo con le prove che abbiamo circa l’immagine conosciuta come Kaloma e vedere di determinare logicamente le storie che racconta.
L’immagine di Kaloma ha assunto una vita impropria solo dopo divenire la copertina del libro di Boyer ed i cataloghi d’asta ne hanno sancito l’attribuzione. Ma le foto d’epoca raramente includono informazioni, rendendo l’identificazione ritratti anonimi estremamente difficile: molti individui condividono caratteristiche comuni, mentre volti radicalmente diversi possono sembrare simili se osservati da talune angolazioni.
La maggior parte delle immagini di Kaloma viste fino ad oggi sono poi delle fotoincisioni. Queste riproduzioni di alta qualità ottenute a partire da stampe fotografiche vennero riprodotte da lastre di incisione con la macchina da stampa ed erano molto meno costose delle fotografie reali. Le fotoincisioni venivano spesso stampate con titolo e dati di pubblicazione in basso all’immagine ed erano comunemente usate come illustrazioni per libri, cartoline e riviste. Anche se fotoincisioni erano già utilizzate attorno al 1850, il loro aumento di popolarità avvenne tra il 1890 ed il 1920.
Le notifiche di copyright erano stampate sui supporti cartacei delle fotografie ed occasionalmente anche sull’immagine fin dal 1850; mentre le identificazioni talvolta venivano impresse o incise sul negativo o aggiunte sulla stampa con un timbro di gomma (ad esempio C.S. Fly utilizzò un timbro di copyright stampandolo su molte delle sue immagini del generale Crook e della resa di Geronimo). Sebbene la copia e la pirateria fossero già comuni al tempo, le copie illegalmente riprodotte, raramente includevano informazioni utili a rintracciarne l’autore. Le immagini di Kaloma viste fino ad oggi sono state tutte associate a copyright successivi al 1914, mentre la fotografia sullo spartito risulta protetto dal copyright della Cosmopolitan Publishing Company.
Anche le foto osè realizzate e vendute a partire dal 1840, per essere non rintracciabili, raramente includevano i crediti del fotografo o gli avvisi di copyright. Inoltre i soggetti immortalati non possono quasi mai essere identificati trattandosi di persona sconosciute, ma se il soggetto di Kaloma avesse coinciso con quello della Hearp, dovrebbe necessariamente essere esistita una documentazione del fotografo o dell’editore.
Durante gran parte della loro vita, gli Earp furono popolari, ampiamente conosciuti, come personalità pubbliche. Anche se ne esistono pochi ritratti commerciali, se tali immagini fossero state disponibili all’epoca è altamente probabile, che avrebbero goduto di un ampio mercato. Tali stampe erano relativamente abbordabili con i singoli ritratti impressi su carta venduti a gruppi che costavano da 1,25 a 1,50 dollari circa alla dozzina. Lo studio C.S. Fly di Tombstone era noto per la commercializzazione di migliaia di copie di istantanee come la resa di Geronimo, i ritratti delle personalità in visita in città e gli eventi del tempo come l’impiccagione di John Heath. Se, come ipotizzato, C.S. Fly fotografò una discinta Josie Earp, è altamente improbabile che non ne abbia sfruttato l’opportunità di vendere copie. Ma ad oggi, nessuna copia di Kaloma è stata attribuita allo studio C.S. Fly.


Immagini di Evelyn Nesbit ai primordi della carriera

Questione di stile.
In quel tempo stili e tecniche fotografiche cambiavano regolarmente ogni pochi anni anche perchè erano i fotografi a sperimentare ed a trovare soggetti per aumentare la propria clientela proponendo innovazioni tecniche di stampa e nuovi soggetti di posa. E’ guardando un buon numero di immagini, che è possibile capire lo stile fotografico di una data epoca, le immagini che non si adattano alla norma esistono e vengono molto spesso apprezzate dai collezionisti come precursori di stili e tendenze future. Tuttavia la maggior parte delle stesse tende sempre ad adattarsi alle mode stilistiche in voga al tempo.
L’immagine Kaloma ha tre forti elementi stilistici che possono essere utilizzati per tentare di assegnare un intervallo temporale (1905-1920) all’immagine fotografica.
L’interazione tra il soggetto in Kaloma e il fotografo è molto diretta. Questo stile è più
comune e rappresentativo di immagini osè e studi di nudo d’epoca Liberty piuttosto che di
precedenti immagini del periodo Vittoriano.
Tuttavia l’immagine con figura intera era stilisticamente più comune nel XIX secolo e le lastre venivano ristampate, in formati correnti, anche anni dopo dallo scatto. Potrebbe essere possibile, in teoria, che Kaloma provenisse da un negativo più vecchio poi rielaborata per renderla attuale ad un gusto successivo. Ma l’uso di una ridotta profondità di campo fu reso popolare dai fotografi d’arte in Inghilterra ed in Europa solo alla fine del 1880 ed in America intorno al volgere del secolo, inoltre il numero di fotografi che utilizzarono questa tecnica fu solo una piccola parte di quelli commerciali.
Di fatto non ci possono essere prove certe, ma solo qualche supposizione a favore dell’enorme speculazione e non solo concettuale, circa il soggetto. Guardando l’immagine e cercando di leggere la storia che racconta, conduce logicamente per tecnica, gusti e moda ad una fotografia del XX secolo, certamente successiva al 1910.


Evelyn Nesbit

E’ una questione di mercato.
Anche se grandi cifre vengono ancora sborsate per una stampa originale di Kaloma, nessun indizio indica chiaramente che questa sia un’immagine di Josie Earp, ne di un’altra donna di Tombstone non ancora identificata ed a lei contemporanea. Ma il mercato degli ultimi anni ed il forte interesse per le leggende di Tombstone, fanno si che i ricercatori ed i collezionisti continueranno a cercare prove convincenti per collegare questa immagine con Josie Earp e giustificarne il valore commerciale o le cifre sborsate in passato (2). Tuttavia tenuto conto del valore commerciale raggiunto dalle stampe d’epoca in genere è improbabile che gli addetti ai lavori (aste, antiquari, editori, ecc.) vogliano contribuire all’attribuzione reale dei soggetti.
Nel frattempo, senza nessuna forte evidenza affermare che Kaloma sia Josie Earp rimane solo una mera speculazione.
Citando “The Illustrated Life and Times of Doc Holliday” dell’autore Bob Boze Bell pagina 37, sotto la foto della presunta “Josie Earp” egli afferma: “Ormai tutti in Nord America sono a conoscenza della presunta foto di Josephine Non è il suo (ritratto). La fotografia è stata rintracciata alla ABC Novelty Company, di Brooklyn, NY. Ha una data di copyright del 1914 ed in effetti, se si guarda da vicino, non è nemmeno una fotografia in stile del 1880…”.
Esiste solo una foto certa alla Earp e cioè quando era anziana, appartenete alla Robert G.
McCubbin Collection che è stata dichiarata come autentica e mostrata a pag. 225 del volume Wyatt Earp di Casey Terfertiller. La data della fotografia è stimata intorno al 1921 e Josephine è anziana e molto paffuta, tutte altre foto giovanili a lei attribuite sembrano essere invece dubbie.


Pampleth d’epoca che mostra i due rivali e l’oggetto della mortale contesa

Chercez la femme!
Esiste però una somiglianza tra Kaloma e la celebre Evelyn Nesbit.
Infatti riscontriamo una forte analogia tra le donne: la linea della mascella, quella delle guance, i capelli e le sopracciglia sono perfetti ed entrambi i soggetti hanno un collo assai lungo. L’unica differenza apparente sembra quella che Kaloma parrebbe possedere solo labbra più carnose della Nesbit!
Evelyn Nesbit soprannominata The Girl in the Red Velvet Swing, fu attrice e modella del pittore Charles Dana Gibson, una delle ispiratrici delle Gibson Girls e per il personaggio principale del romanzo Anna dai capelli rossi noto anche come Anna dei Tetti Verdi (Anne of Green Gables) di Lucy Maud Montgomery.
La Nesbit divenne anche assai nota per essere rimasta coinvolta nell’omicidio dell’ex- amante, l’architetto Stanford White, ucciso dal suo primo marito, il milionario Harry Kendall Thaw (sotto).

Condividi l'articolo!

Commenti

Vuoi scrivere qualcosa? Usa i commenti!

Devi eseguire il log-in per inserire un messaggio.