In viaggio nelle terre del west

6/9
Partiti da Sheridan, fatti appena qualche chilometro, siamo nella zona in cui i Sioux hanno creato più di un grattacapo alla cavalleria americana. Incontriamo quasi subito il Fetterman Monument dedicato al capitano William Fetterman e agli uomini caduti assieme a lui nello scontro con i Sioux nel 1866.


Il monumento a Fetterman

Per chiarezza, Fetterman è l’uomo che disse: “Datemi 80 uomini e io attraverserò con loro tutta la nazione Sioux”. Questo era la sua affermazione preferita. Invece i Sioux e i loro alleati Cheyenne il 21 dicembre 1866 dalle alture circostanti investirono in massa il reparto di Fetterman col risultato che non un solo uomo si salvò. Scattiamo alcune foto davanti al monumento e ripartiamo alla volta di Fort Phil Kearny, quello che Nuvola Rossa fece bruciare nel 1868.
Del vecchio forte non è rimasto granché, anzi nulla. C’è un piccolo Visitor Center dove troviamo libri che Fernando fotografa diligentemente.


Fort Phil Kearney


Targa ricordo di John “Portugee” Phillips

Dopo le solite foto, ripartiamo verso il Sud Dakota, ma prima di lasciare il Wyoming, faccio una deviazione verso quella che i Sioux consideravano la montagna sacra: la “Devils Tower”. Naturalmente foto a ripetizione.


La Devil’s Tower

Entriamo in Sud Dakota e ci fermiamo a Deadwood, una città ricca di storia.


Ingresso in South Dakota

Anche qui io c’ero già stato, ma non mi dispiace di andare di nuovo a trovare Wild Bill Hickok e Calamity Jane al “Mount Moriah Cemetery”. Oggi Deadwood vive ancora dei fantasmi di quella oscura vicenda di sangue, per intenderci quella in cui Hickok perse la vita per mano di Jack McCall. Sulla Main Street siamo andati al Saloon N°10 dove il leggendario pistolero fu ucciso, ma l’abbiamo trovato chiuso. Ci accontentiamo di mangiare una buona bistecca in serata, poi ci ritiriamo nel motel.


La tomba di Wild Bill Hickok


Il saloon in cui fu ucciso Wild Bill


L’albergo dello sceriffo Bullock

7/9
Di buon ora siamo in macchina per le strade del Sud Dakota. E’ nostra intenzione raggiungere il luogo della sepoltura di Toro Seduto (Sitting Bull) che si trova nei pressi di Fort Yates appena al di là nel Nord Dakota.


Vecchia sepoltura di Toro Seduto

La strada per arrivare sul posto è lunga e desolante. Non incontriamo una macchina lungo il cammino. Una volta a Fort Yates, ci accorgiamo che quello che vediamo è solo il monumento a Toro Seduto, nel senso che il grande capo Sioux è stato effettivamente sepolto in quel luogo e lì è rimasto sino al 1953. Dopo di ché il corpo è stato traslato a Mobridge nel Sud Dakota. Torniamo quindi sui nostri passi e arriviamo sul posto a metà pomeriggio.


Attuale sepoltura di Toro Seduto a Mobridge

Vicino la tomba di Toro Seduto c’è anche il monumento dedicato a Sacajawea, la donna indiana che fece da guida alla spedizione di Lewis e Clark.


Monumento a Sicajawea a Mobridge

Una volta fatte le foto, ripartiamo verso Pierre, la capitale dello Stato. Vado veloce, come sempre, e purtroppo la polizia ci pizzica lungo il tragitto. La multa è salata: 145 dollari. Pazienza, vorrà dire che ora rispetteremo i limiti. Appena prendiamo il motel si scatena una pioggia torrenziale con chicchi di grandine grandi come noci. Meno male che siamo al riparo, ma la nostra macchina parcheggiata nel motel viene purtroppo danneggiata.


In comunicazione con il nostro forum

8/9
Partiamo da Pierre dopo la colazione al motel. Imbocchiamo la Highway 90 in direzione di Rapid City. A metà strada facciamo una sosta alla “Old Town 1880”, una sorta di città western i cui edifici, originali, sono stati anche in questo caso trasportati da altre località.


Old Town 1880


Oggetti ad Old Town 1880


Foto su Custer e Martini


Foto su Buffalo Bill


Pistola di di Wyatt Earp


Buchi di proiettili

E’ una sorta di “Old Trail Town” che abbiamo visto a Cody. Facciamo le foto, poi ripartiamo verso la zona delle Black Hills non prima di aver attraversato le Bad Lands. Il termine significa “terre cattive da attraversare”. Niente di più vero visto che siamo in presenza di un paesaggio lunare, inquietante, ma ugualmente meraviglioso.


Le Bad Lands

Ci fermiamo un po’ qui, un po’ là per le solite foto, poi riprendiamo la strada verso Rapid City. Lungo il percorso decidiamo di arrivare prima al monumento nazionale preferito dagli americani: “Mount Rushmore”, per intenderci quello delle facce dei quattro presidenti degli Stati Uniti scolpite sulla roccia: Washington, Jefferson, T. Roosevelt e Lincoln.


Mount Rushmore

A dire il vero, il monumento a me non dice granché. Poco più in là c’è un altro monumento molto più grande e di la ancora da finire : il “Crazy Horse Memorial” dedicato al grande guerriero Sioux.


Crazy Horse Memorial

Per mancanza di denaro, i lavori vengono spesso interrotti, per cui non si prevede la data termine dei lavori. Sta venendo il buio, per cui ci fermiamo a Custer per il motel.

9/9
Gli amici mi chiedono, se possibile, di fare una capatina a Fort Robinson nel Nebraska dove il 5 settembre 1877 fu ucciso Crazy Horse. Perché no? …dico io, e allora partiamo per il Nebraska.


Ingresso in Nebraska

Visitiamo il forte e naturalmente facciamo la foto sul posto esatto dove fu ucciso il grande guerriero Sioux. Usciti dal Fort Robinson ci imbattiamo, per la felicità di tutti, in una grossa mandria di bisonti.


Fort Robinson


Il punto in cui fu ucciso Cavallo Pazzo

Scattiamo foto agli animali, poi d’un tratto mi ricordo che là vicino c’è Chimney Rock, un monolite naturale che nell’ottocento fungeva da faro alle moltitudini di carovane che andavano verso l’Oregon.


Chimney Rock

Fatte le foto, riprendiamo la strada che porta ad Alliance dove passiamo la notte.

10/9
Oggi sono più vecchio. Compio 69 anni. Mi arrivano da casa gli auguri di mia moglie e dei miei ragazzi. E’ curioso, è il terzo compleanno che passo in America visto che vengo da queste parti sempre tra agosto e settembre.
Ripartiamo da Alliance per fermarci a Chadron dove troviamo il “Museum of Fur Trade”, dedicato agli uomini della montagna.


Il museo dei mountain men

Il museo è pieno di reperti storici, fucile e pistole d’epoca, mocassini di ogni genere, vestiario e mille altri oggetti a testimonianza della dura vita degli uomini della montagna.

Lasciamo il Nebraska e rientriamo nel Sud Dakota alla volta della riserva Sioux di Pine Ridge. Lo spettacolo che si presenta ai nostri occhi è pietoso nel senso che dappertutto regna il degrado. Case fatiscenti, macchine arrugginite lasciate ai margini delle strade, uomini e donne abbruttiti dall’abuso dell’alcol. Su un muro di una casa c’è scritto: “Morte all’uomo bianco” e la cosa non ci lascia tranquilli. Questo è come si presenta la vita nella riserva. E pensare che una volta i Sioux erano dei fieri guerrieri.
Andiamo avanti e arriviamo a Wounded Knee, la località tristemente famosa per l’eccidio dei Sioux di piede Grosso nel dicembre 1890.


Il luogo del massacro di Wounded Knee

L’ultimo atto di sangue compiuto dalla cavalleria americana nei confronti degli indiani che in pratica chiude il ciclo delle guerre indiane. Facciamo le foto nel piccolo cimitero dove sono interrate le salme di quei trecento indiani uccisi quel giorno.


Il cimitero dei Sioux a Wounded Knee

Riprendiamo la strada per arrivare al “Mission Cenetery” poco distante dove riposa il grande capo di guerra Nuvola Rossa.


Targa a ricordo di Nuvola Rossa


Tomba di Nuvola Rossa

Anche qui scattiamo alcune foto, poi ci dirigiamo verso Keystone dove prendiamo il motel.

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