L’avanzata dei Sioux a ovest del Missouri

Tutte queste genti del Missouri, stanziate sopra il Big Sioux, avevano una popolazione molto consistente, con gli Arikara aventi numerosi villaggi con logge di terra, inoltre, anche gli Omaha rappresentavano una tribù piuttosto notevole, con nelle vicinanze un forte gruppo di Iowa. Queste genti, salvo gli Iowa, non avevano ancora armi da fuoco e praticamente vivevano come “all’età della pietra”; così, quando vennero assalite dai Sioux, e dai loro alleati, “quasi tutti armati di pistole”, non poterono respingerli e dovettero fuggire.
Dopo il 1723 questi indiani risalirono il corso del Missouri nel Dakota, il movimento, evidentemente forzato – “… erano tutte tribù agricole che non si sarebbero mosse se non fossero state costrette”( Hyde) -, obbligava queste genti ad evacuare un ricco territorio agricolo per stabilirsi in zone in cui il futuro sarebbe stato piuttosto incerto. Stando all’Hyde, “… quando studiamo questi eventi, possiamo trovare una spiegazione più ragionevole riguardante la rimozione di queste genti nel Dakota”, esaminando i documenti francesi vi troviamo che i Sioux occidentali si prepararono ad attaccarli nel 1727 e, successivamente, nel 1729. Il risultato di questi movimenti avrebbe portato agli anni 1730-40, quando gli Arikara costruirono nuovi insediamenti su entrambe le rive del Missouri, presso l’attuale Chamberlain, fino alle zone di Pierre, dove gli Omaha e gli Iowa avevano attraversato il grande fiume per costruire villaggi sulla riva settentrionale del White River. Nello stesso periodo i Ponca, un ramo separato degli Omaha, risalirono il corso del Bad River, “… dove sembra si erano uniti agli Arikara” (Hyde), per cacciare sulle Black Hills, molto più a ovest. I Ponca vennero allora assaliti da guerrieri a cavallo – probabilmente Kiowa – e, sconfitti duramente, lasciarono velocemente le terre del Bad River per riunirsi agli affini Omaha e Iowa presso la foce del White. Queste popolazioni si sarebbero poi mosse lungo la riva occidentale del Missouri per raggiungere, intorno al 1750, il Nebraska settentrionale, dove costruirono nuovi villaggi. La situazione non sarebbe migliorata, infatti sarebbero stati attaccati da grosse spedizioni Sioux. Gli Iowa si mossero verso sud, mentre gli Omaha preferirono raggiungere l’Omaha Creek, sotto la foce del Big Sioux, nel Nebraska; i Ponca, dal canto loro, sarebbero rimasti nelle vicinanze della foce del Niobrara, dove costruirono un villaggio fortificato in una posizione difficile da conquistare e simile a quelli degli Arikara. Questa era la situazione sull’Upper Missouri nel periodo in cui i Teton, del gruppo Oglala e Brulé, fecero la loro prima apparizione nella regione. Nel frattempo, i Teton dell’ovest, continuavano a spostarsi in piccoli gruppi per giungere, “finalmente”, al James River dopo essere entrati in contatto con gli Arikara. Verso la metà del XVIII secolo, avrebbero lasciato il fiume James per attraversare il basso “Couteau du Missouri”; questi Teton, “… non erano conquistatori, ma povera gente che vagava a piedi nelle vaste pianure” (Hyde) e, stando alle tradizioni Sioux e Arikara, nelle stagioni “difficili” si avvicinavano ai ricchi insediamenti degli Arikara. La situazione sarebbe però drasticamente mutata negli anni successivi, se un tempo i Sioux venivano in pace, ora venivano come aggressori. Nel 1760 i Teton avrebbero fatto la loro prima apparizione sull’Upper Missouri, dove trovarono gli Arikara, la cui popolazione complessiva, stando all’Hyde, era pari a quella dell’intera nazione Sioux. I villaggi di queste popolazioni si estendevano sulle rive del Great Bend del Missouri, le loro rovine indicavano che erano di grandi dimensioni, fortificati e con ampi fossati difensivi, con muri di terra e palizzate di legno di cedro. Sotto il Great Bend vi era un villaggio di notevole dimensione, era posto sulla riva orientale e nelle vicinanze della foce del Crow Creek, esso rappresentava una sorta di avamposto meridionale. Sulla riva occidentale vi erano tre villaggi fortificati posti nelle zone del posteriore “Old Fort George”, proprio di fronte alla città di DeGrey; nelle vicinanze della foce del Bad River vi era un secondo gruppo di tre villaggi fortificati. I resti degli insediamenti Arikara sono stati visionati dagli archeologi, i quali si sarebbero “meravigliati per la loro estensione”, alcuni di questi erano veramente “imponenti”. La “grande città-fortezza”, posta sulla riva orientale, sette chilometri sotto Pierre, occupava una posizione strategicamente importante, dominava sull’intero altopiano e, sebbene fosse protetta da scoscesi dirupi e da altre “caratteristiche naturali”, veniva resa più inaccessibile da un alto muro di terra con parecchi bastioni; tutta l’opera mostrava “grande abilità da parte dei costruttori e una buona conoscenza nell’arte della fortificazione”. Questi insediamenti andavano dai 130 ai 150 acri e indicavano chiaramente una popolazione particolarmente ampia.

< < Chiunque abbia studiato questi resti Arikara non può dubitare sul fatto che questi indiani, menzionati dal Truteau nel 1795, intorno al 1760 avessero circa quatto mila guerrieri, con una popolazione totale di almeno venti mila persone >>. Entro il 1760 gli Arikara avevano grandi quantità di cavalli ed anche se dimoravano in villaggi fissi avevano l’abitudine di cacciare bisonti due volte l’anno, raggiungendo le Black Hills e, probabilmente, verso est, anche il James River. In primavera seminavano i campi, poi si spostavano nelle pianure per cacciare, tornando nei villaggi per raccogliere i frutti del loro lavoro infine, con l’avvicinarsi dell’inverno, si spingevano nuovamente nelle pianure. Gli Arikara mantenevano ottimi rapporti con i Kiowa e le altre tribù che vagavano nella regione delle Black Hills, da queste popolazioni potevano avere articoli spagnoli provenienti dal sud. Intorno agli anni 1790 i Kiowa frequentavano spesso i loro villaggi, commerciando cavalli spagnoli in cambio di alimenti agricoli ed altre mercanzie. Così, “… quando il primo piccolo campo Teton Sioux cominciava a filtrare verso il Great Bend del Missouri, intorno al 1760, trovò la strada bloccata dalla potente nazione Arikara” (Hyde). Ora, gli Arikara, “non erano più la timida gente senza cavalli e armi di metallo… non erano più quelli che furono spinti nel Dakota dai razziatori Sioux dopo il 1725” (Hyde), ora erano ben armati e con ottime cavalcature, avevano sciabole spagnole con cui “puntavano le lunghe lance” e nelle aperte pianure potevano distruggere i piccoli accampamenti Sioux, la cui gente era “appiedata”. I Sioux avevano però il vantaggio di possedere parecchie armi da fuoco, venivano dal Minnesota con grandi spedizioni di guerra, composte anche da un centinaio di combattenti, ciò permetteva loro di mettere in seria difficoltà gli Arikara, costretti a rifugiarsi nei loro insediamenti fortificati. Ma i Sioux non erano in grado di attaccare i villaggi lungo il Missouri e, “dopo aver preso scalpi e cavalli”, dovevano ritirarsi saccheggiando i campi di mais. Una fase interessante di questo periodo viene descritta dall’Hyde. La “Guerra franco-indiana” avevano costretto i francesi ad abbandonare le loro mire espansionistiche sull’alto corso del Mississippi e, almeno fino al 1770, i Sioux ebbero parecchi problemi nell’ottenere mercanzie europee. Senza un regolare approvvigionamento di armi e munizioni, per un certo periodo i Sioux perdettero la loro superiorità militare. Però, un grande nemico apparve all’orizzonte, esso era rappresentato dal vaiolo portato dai bianchi, il quale spazzò via buona parte delle popolazioni del Missouri, fra queste vi erano gli Arikara.
Questi indiani subirono ben tre disastrose epidemie tra il 1772 e il 1780; durante questo periodo avrebbe visto la loro popolazione ridimensionarsi drasticamente dei quattro/quinti. Possiamo allora supporre che quando i Teton, del gruppo Oglala e Brulé, raggiunsero il Great Bend del Missouri, si “avvicinarono alle città Arikara supplicando e mendicando, piuttosto che come nemici audaci”. La tradizione vuole che i Teton ottennero i loro primi cavalli proprio dagli Arikara e che spesso, i loro rapporti, furono amichevoli. Il Truteau affermava che i gruppi Sioux occidentali visitavano spesso gli accampamenti degli Arikara, giungendo ad avvertire questi ultimi che vi erano bande Sioux in procinto di attaccarli.

Possiamo allora immaginarci le “lunghe file di Teton, con i loro tepee legati in fasci ai lati dei loro grandi cani”, avvicinarsi ai villaggi del Missouri con le “donne e i bambini cariche di pacchi che pregavano gli Arikara di rifornirli di mais, zucche essiccate e tabacco nativo”, ma anche qualche cavallo. Altre fonti ricordano gli attacchi portati agli accampamenti dei Teton da guerrieri a cavallo, stando all’Hyde, visto che questi attacchi avvennero a est del Missouri, furono operati proprio dagli Arikara, i quali, in questo periodo erano gli unici ad avere cavalli. Nel frattempo, anche i gruppi Saone stavano spostandosi verso occidente. Partendo dall’alto corso del Minnesota River, seguivano una rotta che attraversava il “Couteau” per entrare nelle pianure seguendo la vecchia pista usata in precedenza dagli Oglala e dai Brulé. I Saone raggiunsero il Kettle Lake – da cui, secondo le tradizioni, prese il nome la divisione “Two Kettle” -, li seguivano gli alleati Yanktonai, proprio come gli Yankton avevano seguito i Brulé e gli Oglala. Dalle poche fonti a nostra disposizione sappiamo che i Saone e gli Yanktonai, nel periodo 1725-50, furono costantemente impegnati a respingere i continui attacchi dei Cree e degli Assiniboin, stanziati più a nord. Nel frattempo, gli Cheyenne, che avevano costruito un villaggio di logge di terra sul Sheyenne Fork del Red River, si trovavano in una posizione ancor più pericolosa tra le tribù in lotta, così, intorno al 1740, preferirono fuggire al di là del Missouri. E’ probabile che, a causa di questi eventi, i Saone avrebbero raggiunto il Missouri in una data successiva a quella degli Oglala e dei Brulé, così, entro il 1770, l’avanzata a occidente dei Teton sarebbe stata bloccata dalla potenza degli Arikara. I Teton non se la sarebbero sentita di attraversare il Missouri, in quanto gli Arikara controllavano tutti i passaggi fluviali del territorio, ma il destino avrebbe fatto il gioco dei Sioux. In primo luogo, gli Arikara vennero duramente colpiti dal vaiolo e fu allora che, le tribù avanzanti, ora rifornite di armi e munizioni provenienti dal Minnesota, ripresero le loro incursioni contro gli insediamenti dell’Upper Missouri. Il grande villaggio posto sotto il Great Bend, e sulla riva orientale, venne distrutto e i sopravvissuti fuggirono disperatamente per unirsi agli altri gruppi. A partire dal 1786, gruppi Arikara vivevano ormai in 5-6 insediamenti sulla riva occidentale del Missouri, appena sopra la foce del Cheyenne River. Ora la strada era aperta sotto il Great Bend, gli Oglala varcarono il fiume presso la foce del Crow Creek e dettero inizio ad un nuovo movimento verso ovest risalendo il Bad River. I Brulé li avrebbero seguiti, ma i movimenti degli Arikara avrebbe impedito loro l’avanzata, così, si mossero velocemente anticipando i movimenti dei gruppi Saone, i quali poterono muoversi soltanto nel 1795, quando gli Arikara si mossero a nord.

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