John Wesley Hardin, la carriera di un pistolero

A cura di Gualtiero Fabbri e Giuseppe Santini

Leggendo le pagine della sua autobiografia, ed anche quelle di altri scrittori che ne narrano le gesta, questo famoso personaggio, considerato da molti il più micidiale “gunman” del Far West, appare come lo stereotipo del classico pistolero, velatamente eroico, che tutti conosciamo attraverso l’iconografia consegnataci dalla trasposizione cinematografica di tale figura.
Però, ad un più approfondito esame, la personalità di Hardin risulta essere invece alquanto complessa, poiché è stato un personaggio impossibile da catalogare in un preciso schema tra le icone della vecchia frontiera americana, e senz’altro non fra quelle tramandateci da letteratura e filmografia, intrise di mitici aloni. Leggi il resto

Il lungo esilio di Toro Seduto in Canada

A cura di Isabella Squillari

Toro Seduto si incontra con le Giubbe Rosse in Canada
I Mounties canadesi, chiamati originariamente North-West Mounted Police, esistevano da meno di tre anni quando, il 25 giugno 1876, i Sioux di Toro Seduto uccisero o ferirono più della metà del 7° Cavalleria del tenente colonnello George Armstrong Custer durante la battaglia di Little Bighorn. Toro Seduto non ricoprì un ruolo particolarmente significativo in quella circostanza, ma il capo Hunkpapa era famoso per essere un leader saggio e potente, che voleva essere libero di girovagare e cacciare i bisonti. L’estate successiva Toro Seduto arrivò in Canada come profugo e in questa occasione i Mounties ebbero con lui un rapporto stretto e talvolta pericoloso per circa quattro anni. Leggi il resto

Bass Reeves, un vice-sceriffo nero

A cura di Paolo Secondini

Bass Reeves
Bass Reeves nacque in una fattoria a Crawford County, nello Stato dell’Arkansas, nel luglio del 1838. Schiavo nero, ebbe il cognome del suo proprietario, il ricco possidente terriero e uomo politico George Reeves, con il quale fu in ottimi rapporti, tanto da diventarne confidente e guardia del corpo.
Non si hanno notizie sicure circa l’improvvisa rottura di Bass con il proprio padrone. Secondo alcuni si dovette a un violento litigio fra i due, durante il quale lo schiavo colpì con un pugno il volto di Reeves. Dopodiché si diede alla fuga, per non incorrere in una severa punizione: in questo caso anche la morte. Leggi il resto

Padre De Smet

A cura di Isabella Squillari

Padre De Smet incontra gli indiani Flathead per la prima volta
Peter John De Smet, missionario, nato a Termonde, Belgio, il 31 dicembre 1801; morto a St. Louis, Missouri, nel maggio 1872. Svolse i suoi studi nel seminario episcopale di Mechlin, ed è in questo periodo che sentì di voler dedicare sé stesso alla conversione degli indiani d’America.
Quando il vescovo Nerinx visitò il Belgio in cerca di missionari, De Smet, insieme ad altri cinque studenti, si offrì volontario per accompagnarlo. Il governo diede ordine di fermarli ma essi riuscirono a sfuggire agli agenti che li cercavano e salparono da Amsterdam nel 1821. Dopo una breve sosta a Philadelphia, De Smet entrò come novizio tra i Gesuiti a Whitemarsh, nel Maryland. Leggi il resto

Il grande trapper Daniel Boone

A cura di Angelo D’Ambra

Il trapper Daniel Boone è una delle figure iconiche dell’identità statunitense, così la televisione attinse alla sua storia per una serie di successo, dandogli il volto di Fess Parker, che circa un decennio prima aveva pure interpretato Davy Crockett.
Sesto degli undici figli di una coppia di quaccheri della Pennsylvania, era nato il 2 novembre del 1734. Sin da bambino aveva aiutato i suoi cacciando cervi, castori e lontre e vendendo pelli ai mercanti della regione. Restia agli scontri e convinta pacifista, la sua famiglia aveva stabilito rapporti amichevoli coi nativi del posto, i lenape, e Boone era cresciuto tra loro, giocando coi bambini indiani, apprendendo i loro costumi e la loro lingua, maturando in una vita libera e selvaggia nelle foreste dei monti Alleghany. Leggi il resto

Luke Short

A cura di Omar Vicari
Nel 1907, quando Bat Masterson si trovava a New York come corrispondente sportivo del “Morning Telegraph” e aveva già da tempo abbandonato le scene della frontiera, Alfred Lewis, un editore, lo contattò commissionandogli una serie di articoli su alcuni famosi personaggi del vecchio west. Ecco quello che Masterson scrisse sul suo amico Luke: Il soggetto di questa narrativa sarebbe potuto morire con gli stivali ai piedi per le innumerevoli occasioni in cui si trovò a fronteggiare un nemico, ma così non è stato.
Il fatto che egli visse per morire nel proprio letto, come tutta la buona gente desidererebbe di fare, potrebbe essere stato per mera fortuna, ma forse bisognerebbe ricercare la risposta in un’altra direzione. Si potrebbe asserire, per esempio, che nei momenti critici, probabilmente Luke era sempre stato il più veloce nell’estrarre una colt. Ora quel giorno dell’8 settembre del 1893, Short si trovava disteso moribondo sul suo letto. Egli avvertiva che la fine era vicina, eppure in quegli ultimi istanti la sua faccia, sulla quale la morte aveva già impresso il suo marchio, lanciava ancora un gesto di sfida. Leggi il resto

John “Grizzly” Adams

A cura di Angelo D’Ambra

John “Grizzly” Adams accanto alla sua capanna
Di John Boyden Adams si raccontano storie non meno movimentate di quelle vissute da Mangiafegato Johnston. Nacque a Medway, nel Massachusetts, da Eleazer e Sybil Adams il 12 ottobre 1812. Crebbe in povertà e senza istruzione. Adolescente, iniziò a lavorare come calzolaio, professione che abbandonò a ventuno anni per divenire un cacciatore nelle foreste del New England. Leggi il resto

Britton Johnson, il cowboy nero leggendario

A cura di Sergio Mura

L’ultima battaglia di Britt Johnson – clicca sull’immagine per ingrandirla
Britton (Britt) Johnson, uno degli eroi della frontiera texana del suo tempo, nacque intorno al 1840, probabilmente in Tennessee. Entrò con buon diritto nella leggendaria storia del Texas subito dopo l’estate del 1865, quando si avventurò coraggiosamente, da solo, nel Llano Estacado, il regno dei Comanches, la “comancheria”, all’inseguimento della banda di guerrieri indiani che aveva rapito la moglie e due loro bambine nel terribile episodio del “Raid di Elm Creek” di ottobre del 1864. Leggi il resto

Kit Carson contro gli indiani nella prima battaglia di Adobe Walls

A cura di Sergio Mura

La prima battaglia di Adobe Walls – svoltasi nel corso del 25 novembre del 1864 – fu molto importante e assai dibattuta dagli storici, specialmente quanto all’esito finale, con l’evidenza dei vincitori e dei vinti. Di particolare rilevanza è stata la partecipazione di Kit Carson anche se nei più disparati resoconti la sua presenza non viene quasi mai sottolineata. Di Kit Carson tutti conoscono la grande capacità di esploratore e Mountain man, le incredibili avventure con John Charles Frémont – famoso come il “Great Pathfinder” -, la sua partecipazione in California al conflitto messicano-americano e, infine, il suo ruolo nelle tragiche e sanguinose lotte contro i Navajos e gli Apache in Arizona e nel New Mexico. Leggi il resto

Kit Carson tra luci e ombre

A cura di Angelo D’Ambra

Se gli uomini della spedizione Lewis e Clark si trasformarono in cacciatori, molti furono i cacciatori che invece divennero esploratori. Parlavano le lingue native, erano esperti di caccia e sopravvivenza, conoscevano gli usi indiani. Tutto ciò era un valore aggiunto per chiunque li avesse assunti. Entro l’estate del 1845, si stima che oltre cinquemila coloni migrarono a ovest seguendo carovane o spedizioni sotto sorveglianza governativa. Così esperti nel muoversi in territori selvaggi e ignoti, i cacciatori di pellicce servirono il governo e guidarono l’esercito e i coloni in nuovi insediamenti, finendo col divenire più noti come esploratori che come trapper. È il caso di Kit Carson, cugino di Boone da parte di madre. Leggi il resto

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