Moses Milner, detto “California Joe”

A cura di Sergio Mura

Un ritratto “sul campo” di California Joe
Nato nel Kentucky l’8 maggio del 1829, Moses Milner, colui che in seguito sarebbe divenuto famoso in tutta la frontiera come California Joe, trascorse la giovinezza come quasi tutti i ragazzi dell’epoca, imparando prestissimo le dure regole della vita del tempo e subendo in maniera smisurata il fascino della vita avventurosa della frontiera che era in grado di dare dignità a chiunque avesse fegato da conquistarla. Le prime notizie certe che abbiamo di California Joe risalgono alla fine degli anni ’40, quando lo troviamo diretto verso St. Louis, nel Missouri, per unirsi ad un gruppo di trapper impegnati in una lunga battuta di caccia. Leggi il resto

Jack Swilling, il fondatore di Phoenix

A cura di Angelo D’Ambra

Un famoso ritratto fotografico di Jack Swilling
Jack Swilling fu uno strano tipo, padre amorevole, cristiano generoso, ma anche uomo burbero, rozzo e combattivo. Un cranio fratturato con un proiettile dentro mai estratto avrebbero potuto uccidere chiunque, ma non lui. Continuamente imbottito di antidolorifici a base oppiacea, questo veterano della Confederazione era nato nella contea di Anderson, nella Carolina del Sud, l’1 aprile 1830, ottavo di dieci figli. Fu contadino, cacciatore, soldato, scout e cercatore d’oro, ed è grazie al suo intuito visionario che sorse e prosperò la città di Phoenix. Leggi il resto

La vera storia di Apache Kid

A cura di Paolo Brizzi

Apache Kid
Anche se Billy the Kid lo supera in notorietà, Apache Kid è entrato di diritto nella leggenda dell’Ovest. Kid, così lo chiamavano gli uomini bianchi, nacque in un villaggio di wickiups della propria gente, gli Apaches Aravaipa, primo figlio del sottocapo Togadechuz, che ebbe poi altri cinque bambini. La sua esatta data di nascita, come per molti indiani del suo tempo, è incerta; forse il 1860, o qualche anno in meno, visto che in uno dei primi ruolini come scout Kid viene indicato come 25enne, nel 1881. Leggi il resto

Z. N. Morrell, un pastore battista nel selvaggio Texas

A cura di Angelo D’Ambra
L’arrivo in Texas
Zachariah Nehemiah Morrell, talvolta chiamato Zenos N. Morrell, è stato una figura simbolo della frontiera. Era un pastore battista, il primo a predicare nelle terre selvagge del Texas, nel 1835. La sua missione fu da tutti ritenuta pericolosa, imprudente, arrischiata. In quegli anni, infatti, il Texas era considerato un vero inferno, una terra di indiani ostili, di uomini in lotta con la natura e preda dei loro più beceri vizi. Nonostante questo, anzi forse proprio per questo, Morrell sentì dentro di sé la fatidica “chiamata” e si ritrovò, un bel giorno, a predicare nell’area delle Falls of the Brazos, un territorio verdeggiante, popolato da pochi coloni, minacciati dagli indiani, e del tutto privo di chiese.
Morrell era nato nella Carolina del Sud, il 17 gennaio 1803, per poi trasferirsi in Tennessee quando aveva tredici anni. Fu qui che si convertì e divenne pastore della chiesa battista, amministrando il culto e predicando per quasi quattordici anni. Leggi il resto

La storia di Olive Oatman

A cura di Massimo Bencivenga

Olive Oatman
I racconti e la cinematografia, i fumetti e i libri, le canzoni e le ballate ci hanno abituato ad immaginare un bianco, bambino o adulto, che vive pacificamente con i Nativi.
Ma le cose non andavano sempre così lisce, né tantomeno così pacificamente. Andremo un po’ a vedere la storia di Olive Oatman. Leggi il resto

Wes Hardin, il più velenoso pistolero del west

A cura di Omar Vicari
Wes Hardin, uno dei più temuti pistoleri della storia del west
Come Billy the Kid, Wild Bill Hickok e molti altri gun-men del vecchio west, John Wesley Hardin fu un enfant prodige nel maneggio delle armi da fuoco. In questo desperado pistolero, avvocato e teologo, una specie di eroe per i texani e per il resto dell’America un sicario leggendario, notevole era l’incredibile abilità nell’uso delle armi.
Un autentico mago della sei colpi, avrebbe potuto guadagnarsi da vivere in un circo sparando colpi impossibili per i comuni mortali.
Si dice che la sua pistola avesse quaranta tacche incise sul calcio. Leggi il resto

Tecumseh, Nuvola Rossa e Toro Seduto

A cura di Isabella Squillari

Tecumseh, Nuvola Rossa e Toro Seduto furono tre grandissimi capi indiani. Caratterizzarono la loro vita con un ampio uso di diplomazia, coraggio e carisma.
Molti capi indiani saggi e coraggiosi crearono per sé, e ottennero, rispetto e celebrità tra la fine del diciottesimo e l’inizio del diciannovesimo secolo. Soltanto qualcuno di essi, comunque, aveva capacità diplomatiche e carisma necessari per andare oltre la guida delle loro stesse bande e tribù, per arrivare a formare e condurre alleanze tra tribù diverse. Leggi il resto

Mangas Coloradas

A cura di Maria Rosa Valentino e Wichasa Hita Pi Yo
Mangas coloradas (1790 circa – 17 gennaio 1863) era un capo Apache e la sua data di nascita, come per quasi tutti gli indiani, non è certa e alcune fonti lo riportano nato nel 1790, altre nel 1793.
Divenne la guida unica della guerriglia Apache negli anni precedenti e successivi alla guerra civile americana.
Alcune fonti lo ritengono il capo più significativo degli Apache del 19° secolo, anche se alcune bande Apache (Lipan, White Mountain) non lo riconoscevano come loro guida.
Gli americani e i messicani che lo conobbero ed in particolare John Cremony, lo descrivono come una figura imponente, alto circa due metri, fronte alta e spaziosa, viso affilato e naso aquilino, bocca grande, lunghi capelli sciolti e corvini, occhi piccoli e impenetrabili come il ghiaccio e sguardo altero.
Una leggenda lo vuole per metà bianco: padre Apache Mimbreno e madre messicana.
Per molti fu sinonimo di terrore e di violenza, altri lo descrivono come una guida misurata e sincera, amante della pace e della convivenza; l’unico suo interesse era che l’uomo bianco non attraversasse le terre ancestrali degli Apache. Leggi il resto

Wyatt Earp giorno per giorno

A cura di Omar Vicari
Wyatt Earp
Una domanda che mi sono spesso posto come curioso di storia del west, è quella riguardante la vita quotidiana di qualche mostro sacro della frontiera. Le cronache riguardanti la loro vita sono spesso sommarie, quattro o cinque date circa la nascita, le imprese compiute, la data della loro morte e poi niente più.
La curiosità invece mi ha spinto spesso a chiedermi come viveva e cosa faceva ad esempio Wyatt Earp (tanto per citarne uno) nel periodo finale della sua vita. Dopo lo scontro all’OK Corral nel 1881 e la relativa fuga dall’Arizona, di cosa si occupava? E nel 1910 o nel 1915 o, se volete, nel 1920 o 1925, dove viveva e che cosa faceva giornalmente? Leggi il resto

Geronimo, l’Apache che difese la cultura del suo popolo

A cura di Luigi Mascheroni
Nella sua lingua nativa, il chiricahua, fu chiamato Goyaalé, «colui che sbadiglia». Mai nome fu meno appropriato. Geronimo, come lo ribattezzarono suoi avversari e come lo conosce la Storia, fu uno dei più feroci e coraggiosi guerrieri che il continente americano conosca.
E che ancora a un secolo dalla morte non smette di incutere timore. Demonio per alcuni e mistico per altri, il capo Apache che ha difeso la cultura dei pellerossa combattendo contro americani e messicani, continua a far discutere. Martedì, anniversario della morte (il 17 febbraio 1909, in Oklahoma), la tribù di San Carlos Apache dell’Arizona renderà omaggio a Geronimo con l’obiettivo di riscattare la sua eredità spirituale e cancellare l’immagine negativa che ancora circola nella cultura popolare degli Stati Uniti attorno all’antico capo guerriero. Apache Chiricahua, Geronimo era nato il 16 giugno 1829 nella tribu Bedonkohe, vicino al fiume Gila, in Arizona. Leggi il resto

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