The gunfighter: man or myth?

A cura di Mario Raciti

Per gli appassionati della figura del pistolero, per quelli che ne rimangono affascinati e vogliono saperne di più, questo è il libro perfetto. Joseph Rosa, in Italia conosciuto (dagli addetti ai lavori come noi) per la perla assoluta “I pistoleri. Armi e uomini sulla Frontiera, 1840-1900”, in questo agile libro tratteggia un’anatomia del pistolero con uno stile rapido, senza fronzoli e ben leggibile. Prende il modello base dell’uomo con la pistola, lo descrive, e poi ci scava dentro tirandone fuori ogni dettaglio che lo rende quel che è, e così troveremo prima di tutto una spiegazione culturale e storica del pistolero, poi Rosa si addentra ancor più nel dettaglio e ce lo fa vedere in azione, raccontando le sparatorie e gli sparatori delle città del bestiame, che videro il fiorire della violenza e furono praticamente la casa (e, a volte, la tomba) dei pistoleri più famosi del West (e anche di un’altra miriade meno famosa ma ugualmente letale). Leggi il resto

Il 70° compleanno di Tex!

A cura di Sergio Mura

Fumetto a colori e album di figurine: buon compleanno Tex!
Ho iniziato ad avere fumetti tra le mani quando avevo appena 5 anni e mi limitavo a guardare le figure. A quel tempo amavo Il Comandante Mark di cui mi acquistavano le copie. Poi, una volta imparato a leggere, grazie a prestiti e scambi, ho imparato a conoscere gli eroi che piacevano ai miei amici… Zagor e Tex. Poi è arrivato il momento di Mister No, di Ken Parker e di tutti gli altri eroi della scuderia Bonelli. La mia è stata una bella infanzia popolata dagli eroi dei fumetti. Leggi il resto

Dizionario del West

Chiunque abbia la fortuna di riuscire ad acquistare una copia del libro di cui parliamo, sarà il miglior portavoce della qualità di questo agevole e ben documentato manualetto. Di questo siamo certissimi.
È un manualetto, già. Perchè il Dizionario del West non è un vero e proprio saggio, né tantomeno un romanzo. E anche perché, in effetti, ha un formato abbastanza ridotto, A5, ossia la metà di un foglio A4.
Il “Dizionario del West” è una lunga elencazione – come si conviene ad un qualunque dizionario – di luoghi, fatti, persone che hanno reso la Storia del West leggendaria. Il libro non ha la pretesa di essere esaustivo su ogni versante, ma riesce perfettamente nell’intento dell’autore di fornire un supporto alla divulgazione che sia anche maneggevole. Leggi il resto

Lonesome

A cura di Gian Mario Mollar
Dopo un lungo silenzio, ritorna sulle scene di carta uno dei più noti e talentuosi autori di fumetto western d’oltralpe, il belga Yves Swolfs. Conosciuto soprattutto per il suo bellissimo Durango, un letale killer plasmato sul Jean Louis Trintignant del Grande Silenzio di Sergio Corbucci, Swolfs inaugura con il primo volume di Lonesome una nuova saga western, che non mancherà di destare interesse tra gli appassionati.
Siamo nel 1861, al confine tra Kansas e Missouri: la Guerra Civile è ormai alle porte e l’aria fredda di gennaio già intrisa di polvere da sparo, basta una scintilla ad incendiarla. I giornalisti prima e gli storici poi definiranno questo periodo Bleeding Kansas, il Kansas sanguinoso. Bande rivali si scontrano in una lotta fratricida e senza esclusione di colpi: da un lato i Jayhawkers, che cercano di imporre l’abolizione della schiavitù, dall’altro i filo-schiavisti Border Ruffians, i Ruffiani del Confine. Leggi il resto

Ombre bianche, ombre rosse

Il grande mito dei prigionieri dei selvaggi e il mito stesso degli indiani (buoni o cattivi a seconda del momento) sono alla base dell’enorme successo che ha avuto l’epopea della conquista del west da parte del popolo dei bianchi venuti dall’Europa.
Di questa epopea terribile e tragica, ma certamente avventurosa, tantissimi sono stati i cantori, fin dalle origini, da J. Fenimore Cooper a Bret Harte, da Zane Grey a Jack London. Per tacere del cinema prima e della televisione poi!
Naturalmente, un successo come quello della leggenda del west non poteva che mettere in ombra la realtà storica del west che in certi casi si è fatta via via più sfumata fino a scomparire del tutto.
E quando il grande pubblico si è ormai abituato agli eccessi romanzati della leggenda, all’eroismo che tutto ammanta e tutto giustifica, c’è grande difficoltà per la storia e la storiografia a ripristinare i baluardi del vero. Leggi il resto

Il falco, un western metafisico

A cura di Gian Mario Mollar
Håkan Söderström è un gigante, fatto della stessa sostanza delle leggende. Lo chiamano Hawk, il Falco, perché incapaci di pronunciare le aspre vocali che compongono il suo vero nome. È “grande quanto lo può diventare un essere umano pur restando tale” e avvolto in un mantello fatto di pelli cucite insieme, da cui pendono teste e zampe di diversi animali. Sul suo conto, si narrano storie incredibili: pare abbia strangolato un puma a mani nude e ucciso donne e bambini, si dice che sia stato un capo indiano e abbia trascorso lunghi anni vagando nel deserto e nascondendosi in canyon profondi e irraggiungibili.
L’equipaggio della Formidable, una nave rimasta incagliata in prossimità dell’Alaska, lo guarda emergere dai ghiacci affascinata e intimorita, e lo ascolterà raccontare la sua storia: la storia meravigliosa e al contempo desolante di un migrante, sbarcato tanti anni prima nella neonata San Francisco, un porto spettrale, fatto di relitti di imbarcazioni, per sfuggire al freddo e alla fame della propria patria, la Svezia. Leggi il resto

Donna Lakota (Mary Crow Dog)

A cura di Sergio Mura
L’autobiografia di una donna pellerossa non l’avevo ancora letta e sono contento che questa sia capitata tra le mie mani.
Nata nella riserva di Rosebud, nel sud Dakota, Mary è cresciuta in una baracca con una sola stanza, senza acqua corrente ed elettricità e, ovviamente, senza radio e televisione.
Rimane perciò all’oscuro di tutta la “costosa spazzatura” dell’America bianca. Il primo contatto con la civiltà avviene quando, come molti bambini delle riserve, viene mandata in un collegio missionario.
Mary si ribella con tutte le sue forze alla rigida disciplina imposta dalle suore, scappa e affronta un precocissimo destino di drop-out. A salvarla sarà l’ondata d’orgoglio tribale che attraversa l’America degli anni Sessanta e nei primi anni Settanta, quando la ribellione travolse anche un’intera generazione di indiani. Leggi il resto

Sentieri di sangue

A cura di Gian Mario Mollar
All’inizio di quest’anno, il 24 gennaio 2018, si è spento lo scrittore Dallas Mayr, meglio noto con il suo nome d’arte, Jack Ketchum. La sua morte, a differenza di quella di suoi più blasonati colleghi, non ha avuto una grande risonanza mediatica, e neanche ha causato una tardiva riscoperta delle sue opere. Eppure, Ketchum merita senz’altro di essere ricordato, se non altro per essere uno degli autori più violenti e disturbanti della letteratura americana. Se Kafka sosteneva che abbiamo bisogno di libri che graffino la nostra coscienza, Ketchum, con la sua produzione letteraria, si è spinto ben oltre, prendendo il lettore direttamente a pugni in pancia. I suoi testi, definiti dai detrattori come “pornografia della violenza”, sono in effetti testi che descrivono la natura umana in situazioni estreme, in momenti in cui non sono possibili compromessi e le regole che normano le civili relazioni interpersonali sono bandite. Leggi il resto

La legge del più forte. Storia dei pistoleri del Far West

A cura di Sergio Mura

Me l’aveva anticipato, sia pure con la consueta discrezione che lo contraddistingue, e l’ha fatto. Luca Barbieri, notevole e poliedrico scrittore di cose del west ha messo in stampa il suo libro dedicato ai pistoleri. Nel corso di un recentissimo incontro, ne avevamo parlato diffusamente e mi aveva colpito il fatto che quello sui pistoleri sarebbe stato un librone. “Dalle ricerche che ho svolto per Five Fingers” – mi aveva detto Luca – “sono saltate fuori autentiche montagne di materiale relativo al mondo dei pistoleri e sto riorganizzando il tutto in un’opera che mi pare proprio manchi nel panorama italiano.” La casa editrice è la Odoya, un nome tutto sommato abbastanza “nuovo” per noi appassionati di storia del west, degli indiani e della guerra civile, ma un nome che ci sentiamo di scommettere che diventerà presto molto conosciuto. Leggi il resto

Apache

Gli Apache fino al 1938 erano considerati una sorta di popolo spauracchio, terribile e selvaggio, il popolo di ribelli come Geronimo.
Con questo libro, uscito appunto quell’anno, Frank Lockwood ebbe il grande merito di spazzare via gran parte di quelle dicerie antiche e false, quelle convinzioni antistoriche, ristabilendo in maniera definitiva la realtà storica di una grande nazione pellerossa abituata a convivere con la severità di un clima che faceva spaventare i bianchi e con un territorio che a un’occhio disattento poteva sembrare povero di ogni cosa. Indiani abituati anche a convivere con il rischio rappresentato da un gran numero di nemici che gli erano intorno e che li attaccavano fin nei loro accampamenti. Nella storia degli Apache c’è tutta la verità e ci sono tutte le grandi imprese compiute dai capi e guerrieri più famosi come Geronimo, Ulzana, Mangas Coloradas, Cochise e tanti altri. Leggi il resto

« Pagina precedentePagina successiva »