Appunti sulla Guerra Civile Americana (Stefano Jacurti)

A cura di Gian Mario Mollar

La copertina del bel libro di Stefano Jacurti
«Mai vista morire tanta gente… e tanto male!» Con queste lapidarie parole Clint Eastwood, cigarillo stretto tra i denti e sguardo di ghiaccio, riassume la drammatica parentesi sulla guerra civile ne “Il buono, il brutto e il Cattivo” di Sergio Leone.
Leggendo il libro di Stefano Jacurti che stringete tra le mani, mi sono sentito catapultato all’interno del calderone di eventi, battaglie e massacri che è la guerra civile americana, proprio come se stessi guardando quel vecchio film, che, tanti anni orsono, rappresentò il mio primo incontro con quel disturbante, ma anche affascinante, periodo storico. Leggi il resto

Intervista a Stefano Jacurti, scrittore e regista western

A cura di Domenico Rizzi

Stefano Jacurti
Stefano Jacurti, romano, è uno dei pilastri della cultura western in Italia, alla cui conservazione e diffusione ha contribuito sia come regista-attore dei film “Inferno bianco” e “Se il mondo intorno crepa” – autoprodotti e girati soprattutto in Italia – che come scrittore, con l’antologia di racconti “Il baule nella prateria”, il romanzo “Bastardi per stirpe” e la raccolta di pensieri “Avrei voluto essere ucciso da Clint Eastwood”. L’autore ha da poco ultimato la sua ultima fatica, di cui non ha ancora reso noto il titolo, che ha tutta l’aria di un nuovo, entusiasmante tuffo nel West della tradizione, ma anche in quello crepuscolare e moderno.
A Stefano Jacurti, nell’ambito delle nostre iniziative volte a dare risalto a chi si distingue nel nostro mondo di appassionati del west, abbiamo rivolto una fitta serie di domande in una intervista che vi proponiamo. Leggi il resto

Lo straniero della valle oscura

A cura di Domenico Rizzi
La locandina del film
Che il western sia ormai globalizzato da decenni è un fatto dimostrato, da quando lo scenario delle sue trame non è più quello delle praterie e dei deserti nordamericani, ma si è esteso alle regioni del Sud Africa, dell’Australia, dell’America meridionale e perfino della Spagna.
“La carovana dei coraggiosi” (The Fiercest Heart) diretto nel 1961 da George Sherman si svolge nel 1837 e narra di un gruppo di Boeri che cercano una terra dove stabilirsi, sfidando, con l’aiuto di due soldati inglesi disertori, l’ostilità degli Zulu. Anche “La furia degli implacabili” (The Hellions, 1961, regia di Ken Annakin) ha come ambientazione una cittadina sudafricana sconvolta da una banda di criminali e difesa da un audace ufficiale di polizia. Più numerosi i western australiani, da “Carabina Quigley” (Quigley Down Under, di Simon Wincer, 1990) a “The Tracker” (Rolf De Heer, 2002) ai vari remake della storia di un celebre fuorilegge irredentista, dei quali l’ultimo in ordine di tempo è “Ned Kelly” (Ned Kelly, di Gregor Jordan, 2003). Nel novero può rientrare anche “Australia” (Baz Luhrmann, 2008) un contemporary western che si svolge durante il secondo conflitto mondiale con qualche concessione al surreale alimentato dalla cultura aborigena. Leggi il resto

Non son degno di Tex

A cura di Domenico Rizzi

Fra i tanti titoli eccentrici dedicati alla materia western – ricordiamo “Avrei voluto essere ucciso da Clint Eastwood”, di Stefano Jacurti, di cui si è già parlato su Farwest, a cura di Sergio Mura – vi è anche “Non son degno di Tex”, edito da Marsilio Editore nel 1997 e nel 2003, scaturito dalla penna del giornalista Claudio Paglieri, collaboratore del “Secolo XIX” di Genova. Il sottotitolo recita appropriatamente “Vita, morti e miracoli del mitico ranger” che, nato nel lontano 1948 per iniziativa di Gian Luigi Bonelli e del disegnatore Aurelio Galleppini, tiene ancora saldamente il mercato. Composto da 15 capitoli e una preziosa ”appendice statistica”, contiene praticamente tutto quello che avreste voluto sapere su Tex, i suoi pard e i suoi nemici, e che non avete mai osato chiedere. Quasi inutile precisare che il libro è capitato in mano all’autore di questo articolo per puro caso, mentre cercava qualche buona lettura in una bancarella domenicale. Leggi il resto

Western, sex, rock and horror

A cura di Domenico Rizzi


Molti pensano che il West sia una pagina del lontano passato dell’America, qualcosa che la leggenda, il cinema e la letteratura hanno alimentato per anni anche nell’era moderna. Qualcuno è convinto che i suoi personaggi e gli eventi narrati mille volte nei libri di storia e nei romanzi o portati sullo schermo non rivestano più alcun interesse per le nuove generazioni, affascinate dalla nuova America, dai grattacieli di New York, dalle spiagge di Miami o dagli incontri fra le squadre della National Football League. Leggi il resto

Mesa Verde, nuovo cortometraggio western italiano

A cura di Mario Raciti

Cari amici della Frontiera, se qualche tempo fa vi avevamo parlato di un nuovo western italiano, Shuna – The legend (che è stato presentato in vari festival), oggi vogliamo raddoppiare parlandovi di un altro film western italiano, un cortometraggio di 25 minuti, intitolato Mesa Verde. Le informazioni che sono trapelate sono poche ma buone! Regista e sceneggiatore è Emiliano Ferrera, appassionato di western che abbiamo già conosciuto sia quando parlammo di Shuna sia per Inferno Bianco, il western indipendente dell’amico Stefano Jacurti.
Mesa Verde racconta di una donna alla ricerca di qualcosa che giunge proprio nella cittadina che dà nome al film. La protagonista è interpretata da Maria Loana Gloriani, romana, famosa per essere una partecipante del talent show “Lady Burlesque” (andato in onda su Sky) e gli altri protagonisti sono Stefano Ambrogi e lo stesso Emiliano Ferrera (anch’egli visto protagonista in Inferno Bianco). Nel corto vedremo la partecipazione di Willy Stella, Antonella Salvucci, Tullio Sorrentino, Claudio Vitturini, Antonio Rocco e da due attori già visti in Inferno Bianco: Sebastiano Vento e lo stesso Stefano Jacurti, che interpreterà Padre Felipe, un personaggio “cinematografizzato” dal suo romanzo western Bastardi per stirpe. Leggi il resto

La Valle delle Ombre. Intervista a Monica Portiero.

A cura di Domenico Rizzi

Dalle vaste pianure del Wyoming, territorio dei Sioux Lakota, ai ranch dei cowboys bianchi.
Sullo sfondo della battaglia dei “Cento Uccisi”, scorreranno le vite di alcuni uomini spietati e senza Dio, il cui passato è pieno di oscuri segreti e il cui presente è profondamente incerto.
Questa è la storia di Sei Lune e Derek Blackwood, i due impavidi protagonisti del romanzo: uno vuole la morte dei “wasichu”, gli odiati Bianchi, l’altro nient’altro che conquistare terra e allevare cavalli purosangue.
E se il destino ci mettesse lo zampino?
I loro figli, Piccolo Cervo e Cory Blackwood, hanno molte cose in comune: Cory è stata cresciuta dal padre come un ragazzo e deve nascondere a tutti il fatto di essere donna; Piccolo Cervo è un Sioux particolare, perché non vuole uccidere. Due ragazzi così diversi che vivono in un mondo che non li accetta… finiranno con l’incontrarsi? Leggi il resto

Bastardi per stirpe

A cura di Domenico Rizzi

Recitava un’antica canzone di Bixio e Cherubini che l’Arizona era “terra di sogni e di chimere”, dove alle note di una chitarra rispondevano “mille capinere”. Immagini romantiche, fra le quali quella di un cavaliere sul cui cavallo bianco spiccava “la vampa di una rosa”…
L’Arizona descritta da Stefano Jacurti, noto collaboratore di Farwest, scrittore e regista cinematografico – ricordiamo la raccolta di racconti “Il baule nella prateria”, l’opera “Avrei voluto essere ucciso da Clint Eastwood” e il film “Inferno bianco” – si presenta assai più vicina alla realtà. Nell’arido scenario descritto nel suo ultimo romanzo “Bastardi per stirpe” figurano uomini spietati, assetati di vendetta e determinati a sbarazzarsi degli avversari con qualsiasi mezzo, fosse anche con l’impiego di un pezzo di artiglieria e di una mitragliera Gatling a canne rotanti, tanto per calarsi nell’atmosfera ideale dei western più cruenti. Sui loro cavalli, che se fossero stati bianchi avrebbero creato un bel contrasto con le nere divise dei Mc Pherson, non spiccano rose, bensì pistole Colt, fucili Spencer e Winchester pronti a seminare morte. Leggi il resto

Quindici anni nel Far-Web

A cura di Sergio Mura

La homepage del primo sito
Quindici anni fa!
Me lo ricordo ancora con affetto, quel momento. Internet c’era veramente da poco tempo e costava maledettamente cara! Me ne avevano parlato, l’anno prima, Antonio e Francesco, due fratelli per me. Avevano sottoscritto l’abbonamento con TIN, una roba che costava 190.000 Lire all’anno e a cui si doveva aggiungere il costo degli scatti telefonici. In più, per la rabbia della famiglia, quando usavo internet, il telefono risultava occupato…
Nonostante questo, a metà di febbraio del 1997 presi la decisione di creare un sito dedicato ai libri sulla storia del west, purché in ligia italiana. Non c’era nulla del genere allora e mi sembrava una bella cosa per gli appassionati. Di mio ci mettevo solo la passione, un po’ di conoscenze informatiche e tanta buona volontà. Il sito c’é ancora, ma ho perso le chiavi di accesso da anni e anni e non posso nemmeno reindirizzare verso la casa madre attuale. Leggi il resto

Chi ha ucciso Liberty Valance

A cura di Domenico Rizzi

Il cinema western ha dato vita, nell’arco dei suoi 108 anni di esistenza, a circa 3.500 titoli, dei quali oltre 400 prodotti in Italia e almeno 300 realizzati da altri Paesi europei. La maggior produzione si concentrò soprattutto nei primissimi anni del Novecento, dopo l’uscita di “L’assalto al treno” di Edwin S. Porter e la comparsa di registi come Thomas H. Ince e David W. Griffith, seguiti più tardi da Cecil B. De Mille, William S. Hart, George B. Seitz e John Ford. Alcune delle prime pellicole vennero finanziate o dirette da celebri uomini della Frontiera: “The Bank Robbery” del 1908 ebbe come regista Billy Tilghman che era ancora in attività come marshal; “The Indian Wars” nel 1914 fu interpretato da Buffalo Bill, che ne era anche coproduttore insieme alla Essanay Film Manufactoring Company.
Nel 1939, l’anno in cui apparve sugli schermi “Ombre Rosse”, il filone western occupava il 35.% dell’intera produzione hollywoodiana; nel 1956 si era attestato sul 30%, distribuendo oltre 80 film in un anno, ma un quinquennio più tardi il genere cominciava ad accusare un vistoso calo. Leggi il resto

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