Buck Taylor, il re dei cowboys

A cura di Valentina Santoli

Oggigiorno parlando di “cowboys” in genere pensiamo a personaggi romantici, cavalieri solitari senza macchia simbolo di coraggio, onore e libertà. Ma non è sempre stato così: anzi, per la maggior parte del diciannovesimo secolo “cowboy” era un termine dispregiativo, legato ai fuorilegge e ai mandriani buoni a nulla in cerca di lavoro che vagavano per il west. Il radicale cambiamento che portò alla trasformazione del cowboy in un’amatissima icona americana è dovuto in particolare ad una persona, un mandriano di Fredericksburg che rispondeva al nome di William Levi “Buck” Taylor. Leggi il resto

Il maggiore Frank North e gli scout Pawnee

A cura di Giacomo Ferrari


Frank North con il battaglione di scout Pawnee
Lo scrittore Addison E. Sheldon, nel suo libro “History and Stories of Nebraska”, scrive: “Noi pionieri del Nebraska abbiamo un grande debito di gratitudine verso gli scout Pawnee e il loro grande capo bianco, il maggiore Frank J. North. Nelle guerre indiane contro i Sioux e contro i Cheyenne sulla frontiera del Nebraska, dal 1864 al 1877, questi valorosi indiani, con il loro coraggio e la loro vigilanza, hanno difeso la nostra frontiera salvando la vita di centinaia di coloni”. Leggi il resto

Buffalo Bill, il mito eterno

Centenario della morte di Buffalo Bill (10-1-1917/10-1-2017)
Nostra intervista a Domenico Rizzi.

La grande caccia al bisonte del 1895 – clicca per INGRANDIRE

Buffalo Bill è una leggenda della storia del west, uno di quei miti così robusti da poter dire tranquillamente che è quasi impossibile trovare una persona che non l’abbia almeno sentito nominare.
In occasione del centenario della sua morte (10 gennaio 1917) abbiamo pensato di fare una ampia chiacchierata su questo famosissimo personaggio con lo scrittore western Domenico Rizzi, uno degli autori di Farwest.it.
A lui abbiamo posto delle domande che speriamo ci aiutino a comprendere meglio chi c’era realmente dietro la patina mitologica del grande cacciatore di bisonti e di indiani, poi anche imprenditore con il Wild West Show. Leggi il resto

Buffalo Bill

Centenario della morte di Buffalo Bill (10-1-1917/10-1-2017)
A cura di Sergio Mura

Buffalo BillNel 1867, quando fu assunto dalla Union Pacific Railroad, la società che per volontà del presidente Abramo Lincoln stava realizzando la ferrovia transcontinentale che avrebbe collegato New York a San Francisco in otto giorni, Buffalo Bill aveva solo vent’anni e tutti lo conoscevano ancora come William Cody. Per sfamare i milleduecento operai impegnati nella grande opera, la società costruttrice aveva pensato di attingere all’imponente risorsa di bisonti che pascolavano liberamente per le praterie. La scelta della persona a cui affidare l’incarico fu presa in poche ore.
Nei pressi della città di Hays, vicino all’attuale Kansas City, Cody dovette confrontarsi, vincendo, con Bill Comstock, allora famoso come cacciatore di bisonti.
Il suo primo incarico fu come staffetta-portaordini presso la ditta Russel-Majors & Waddel al seguito di una carovana di bestiame da macello diretta a Salt Lake City. Leggi il resto

La storia di Buffalo Bill

Centenario della morte di Buffalo Bill (10-1-1917/10-1-2017)

Buffalo Bill
Il famosissimo Buffalo Bill era nato con il nome proprio di William Frederick Cody. Nacque a Le Claire il 26 febbraio 1846 e morì a Denver il 10 gennaio 1917.
Buffalo Bill è stato un attore e cacciatore statunitense, ma anche soldato, esploratore e impresario teatrale. Divenne un eroe nazionale dopo un breve corpo a corpo con il capo indiano Mano Gialla nel 1876 nel quale gridò “Ecco il primo scalpo per Custer!”.
William Frederick Cody nacque in una fattoria dell’Iowa nel 1846. In seguito alla morte del fratello maggiore, nel 1853 la sua famiglia si trasferì nel Kansas, dove però fu vittima di un pesante clima persecutorio a causa delle posizioni anti-schiaviste del padre.
Questi, infatti, morì nel 1857 per le conseguenze di un colpo di pugnale subito dopo aver tenuto un discorso contro lo schiavismo. All’età di quattordici anni il giovane William divenne uno dei corrieri a cavallo del Pony Express. Leggi il resto

Lo spettacolo dell’ovest selvaggio

Centenario della morte di Buffalo Bill (10-1-1917/10-1-2017)
A cura di Luca Barbieri

Il Wild West Show di Buffalo Bill è stato illustre passerella della maggior parte dei protagonisti della Frontiera americana: Toro Seduto, Calamity Jane, Annie Oakley, Belle Star, l’esploratore Frank North, tanto per citarne alcuni. Wild Bill Hickok morì prima del suo avvio, ma avendo già recitato con Cody in teatro, forse anche lui si sarebbe piegato allo show business in tarda età.
E’ quello che fece ad esempio Toro Seduto, ormai stanco di combattere una guerra impossibile da vincere: si arrese all’industria dello spettacolo dei bianchi e vendette se stesso per cinquanta dollari la settimana, più un dollaro e mezzo per ogni fotografia autografata.
Si ritirò poi dal Wild West al termine della prima tournè solo per finire vigliaccamente assassinato nella sua riserva.
Ma cos’era esattamente il Wild West Show? Probabilmente è stato uno dei primi grandi esempi di quelle “americanate” che, nel bene e nel male, hanno scandito gli ultimi centocinquant’anni della vita del mondo, uno spettacolo grandioso, eccessivo, iperbolico, dove numerose e variopinte comparse recitavano nell’arena la parte di loro stessi. Leggi il resto

Buffalo Bill e il cinema

A cura di Daniele Cazzola


Buffalo Bill al lavoro per il film Indian War Pictures – clicca per INGRANDIRE

L’intenzione di Cody di creare e disseminare ricordi di guerra prese una svolta sorprendente sul finale della sua vita. Nel 1913 egli produsse un ambizioso film, Indian War Pictures, che ripropose battaglie dalle tre campagne di guerra indiane, il tutto nei luoghi originali e con la partecipazione di molti sopravvissuti. Questa impresa trasportò l’impulso del Wild West di Buffalo Bill nell’era del cinema. Leggi il resto

Buffalo Bill in Italia (e, in gondola, a Venezia)

A cura di Luciano Guglielmi

Buffalo Bill a VeneziaIl Wild West Show di Buffalo Bill, Cody, venne in italia 2 volte, rispettivamente nella seconda tournèe Europea, del 1890, e nella terza tournèe, del 1906.
In quest’ultima approdò a Torino all’inizio d’Aprile e vi rimase per tutto il mese.
L’accampamento era situato in piazza d’armi del tempo, tra corso Siccardi e via Montevecchio, in un area di 40.000 metri quadrati.
La troupe arrivò trasportata da cinque treni speciali, i giornali cittadini ne parlarono tutti i giorni, al tempo il giornale cittadino più importante era “La Gazzetta del Popolo”, venivano dopo “La Gazzetta Piemontese” e “La Stampa”.

GDP del 5 aprile 1906
“Il Colonnello Cody, non ha risparmiato nulla per far conoscere ai torinesi che l’arrivo della sua troupe e le operazioni di attendamento costituivano per se stesse uno spettacolo interessante”.
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Foto del Wild West Show di Buffalo Bill

Un grazie a Hin Tamaheca e a Wikipedia

La storia del Wild West Show nasce nel 1873. Si dice che quell’anno Ned Buntline, un famoso scrittore che aveva dedicato a Buffalo Bill diversi racconti che narravano le sue – anche improbabili – gesta, gli chiese di interpretare una versione teatrale delle sue storie. Buffalo Bill non si fece pregare e accettò di fare l’attore per undici stagioni consecutive. Nel 1883 creò il Buffalo Bill Wild West Show, uno spettacolo circense in cui venivano ricreate rappresentazioni western, fra cui la battaglia di Little Bighorn, dove perse la vita il Generale Custer. Fra i protagonisti dello spettacolo, a cui partecipavano veri cowboy e pellerossa, ci furono il leggendario capo Sioux Toro Seduto, Calamity Jane e Wild Bill Hickock. Fu un successo negli Stati Uniti ed in Europa per più di vent’anni e fu una delle attrazioni principali a Londra durante il Giubileo d’Oro della Regina Vittoria nel 1889 e all’Esposizione Mondiale di Chicago del 1893. Leggi il resto

Buffalo Bill a Parma

A cura di Emanuele Marazzini

È il 5 aprile 1906 (giovedì) quando il convoglio del Wild West Show, giunto nella città emiliana va ad attendarsi nel cosiddetto Campo di Marte, area non più esistente tra la Cittadella e il torrente Parma.
La programmazione della seconda tourneè italiana (la prima risale al 1890) prevede sempre due esibizioni: una pomeridiana alle 14 ed una serale alle 21.
Infatti, con il nuovo impresario, James Bailey, subentrato allo storico Nate Salsbury, vige la ferrea, ma più remunerativa regola del “One day, one town”. Alla conclusione della trasferta, si conteranno, perciò, ben 119 spettacoli in 35 città, tutti nell’arco di soli 64 giorni! Un, però, tutto sommato, spossante tour de force, se si tiene in considerazione che Buffalo Bill ha già raggiunto la sessantina e l’organizzazione tende sempre più a gravare sulle sue ormai fragili spalle di alcolizzato. Leggi il resto

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