Il grande west di Charles M. Russell

A cura di Sergio Mura

Charles Marion Russell è un pittore molto famoso per le sue immagini sulla vita nel west. Nato nel 1864, ossia nel pieno della corsa verso la conquista dell’ovest, non avrebbe potuto rappresentare meglio la realtà del suo tempo.
Nel corso della sua vita professionale, Russell ha dipinto circa 2.000 tele, ritraendo indiani, pionieri, trapper, paesaggi e riproducendo battaglie ed eventi in una maniera così vivida da lasciare spesso senza fiato noi che guardiamo, a distanza di decenni, i suoi splendidi lavori, magari comodamente seduti su una poltrona.
Russell ha avuto la fortuna di vivere a cavallo di due secoli, nei decenni che meglio hanno rappresentato il cambiamento rappresentato dall’avanzata verso ovest; ha avuto informazioni di prima mano su alcuni personaggi del vecchio west ed è cresciuto, anche professionalmente, completamente immerso nella grande frenesia di eventi anche tragici che noi oggi possiamo “rileggere” nelle sue tavole coloratissime. Leggi il resto

Verso il West

A cura di Sergio Mura


“Verso il West” è il titolo che abbiamo inteso dare a questa bella galleria di immagini dedicata al periodo coloniale. D’altra parte, dopo aver ospitato saggi strepitosi dedicati allo stesso periodo storico ed alle prime guerre indiane, ci è sembrato quanto mai opportuno stuzzicare la fantasia degli appassionati con una galleria di immagini effettivamente molto stimolanti. Leggi il resto

Le ferrovie al tempo del West

A cura di Sergio Mura


La grandezza degli Stati Uniti, così come siamo abituati a considerarla, è diffusamente frutto delle innovazioni tecnologiche, specialmente in campo agricolo e ferroviario. Nel primo, la tecnologia consentì di domare milioni e milioni di acri di terra strappata agli indiani e il secondo, invece, consentì di trasportare ovunque i frutti del lavoro in agricoltura.
Il grande miracolo che ha consentito di creare una grande nazione in grado di sostenere oltre cento milioni di uomini resisi liberi con la conquista del west è in parte dovuto alla diffusione delle ferrovie e dei treni che consentirono di coprire le oltre 3.000 miglia di distanza da oceano ad oceano in tempi ragionevoli e in sicurezza. Leggi il resto

Medici di frontiera

A cura di Mario Raciti

Per parecchi anni, i medici del West dovettero lavorare in luoghi e condizioni che spesso erano tutt’altro che idonei alla loro attività.
L’equipaggiamento che utilizzavano era sempre limitato e, a volte, persino primitivo. Solitamente utilizzavano forbici, cateteri, tubi e pompe per svuotare lo stomaco, siringhe, bende e assi per immobilizzare le ossa rotte. I termometri non furono disponibili fino al 1850.
Non possedevano siringhe ipodermiche, quindi strofinavano oppio o morfina sulle ferite. Ascoltavano il cuore poggiando l’orecchio sul torace del paziente, e dovevano spesso essere molto fantasiosi e inventivi.
Il dottor Ira C. Smith di Virginia City (Montana), costruì un rudimentale stetoscopio utilizzando due ricevitori telegrafici. Nel Sudovest, il dottor Henry Holt usò fango di adobe indurito per ingessare ossa rotte. Leggi il resto

Le armi da fuoco che hanno conquistato il west

A cura di Mario Raciti


Armi del west – clicca per INGRANDIREI

l West, lo sappiamo, fu conquistato principalmente con il sudore, la forza, il coraggio, il lavoro e la pazienza di migliaia e migliaia di pionieri, agricoltori, cercatori d’oro e cowboy che vi si riversarono, e nel giro di poco meno di un secolo lo trasformarono nel futuro dell’America, che a quell’epoca si basava essenzialmente sulle industrie, l’economia e la politica dell’Est. Leggi il resto

I giornali nel west

A cura di Mario Raciti

Il reporter Fred Loring
Nel West, come sappiamo, la maggior parte degli agglomerati urbani, dei villaggi, degli accampamenti minerari, delle città del bestiame e degli avamposti dell’esercito o della ferrovia erano per la maggior parte tagliati fuori dal mondo. Era di conseguenza molto difficile reperire notizie su ciò che succedeva all’Est o nelle altre parti del mondo. Una cosa che quindi gli abitanti dei villaggi salutavano con gioia era l’arrivo di un coraggioso “scribacchino” che si spingeva nei rudi accampamenti portandosi dietro pressa per la stampa, carta e inchiostro. Tutti quelli che intraprendevano questa impresa di solito si informavano sulle aspettative della cittadina dove impiantare il loro giornale.
Tutti erano affamati di notizie, ma gli editori necessitavano di una stabilità urbana che gli evitasse di dover chiudere il giornale dopo pochi giorni e poche pubblicazioni. Leggi il resto

Le mappe del vecchio west


In questo speciale abbiamo messo insieme le mappe degli stati che componevano gli USA ai tempi del west. Per essere precisi si tratta di mappe pubblicate nel 1895 e che vanno a collocarsi alla fine della frontiera, ma considerati i poveri mezzi tecnici del tempo si tratta di una preziosissima testimonianza che fotografa la geografia di parecchi anni prima.
Per vedere le immagini ingrandite è sufficiente cliccare sulle miniature, mentre se si ha piacere di ottenere l’immagine originale ad alta risoluzione si deve cliccare sulla didascalia e scaricare il file. Leggi il resto

Billy The Kid

Il famosissimo pistolero e ribelle Billy the Kid, il cui vero nome è Henry McCarty, era conosciuto anche come Henry Antrim o William Harrison Bonney (Manhattan, 23 novembre 1859 – Fort Sumner, 14 luglio 1881) è stato un criminale statunitense.
L’anno esatto della sua nascita è, come spesso capita per i personaggi famosi e nonostante le indicazioni, incerto. La leggenda vuole che abbia ucciso 21 uomini, uno per ogni anno della sua vita. Morì il 14 luglio 1881, dopo essere sfuggito all’ impiccagione, per mano dello sceriffo Pat Garrett.
McCarty era alto 1,72, aveva gli occhi blu, guance lisce e gli incisivi sporgenti. Si dice che a volte fosse amichevole e di bell’aspetto , ma poteva anche essere irascibile e risoluto. Ciò, unitamente alla sua abilità con le armi e la sua astuzia, fece di lui un fuorilegge molto pericoloso. Era famoso inoltre (a quanto pare) per indossare sempre un sombrero sugar-loaf con una grande fascia decorativa verde. Leggi il resto

Sopravvivere nel west

A cura di Mario Raciti

Nel vecchio West, la sopravvivenza era il primo pensiero che svegliava ogni mattina ogni uomo e donna della Frontiera. Chi viveva nei ranch e nelle fattorie isolate aveva il peso di tutto ciò che succedeva sulle proprie spalle. Chi invece abitava nelle rozze cittadine del West aveva a disposizione “servizi” un po’ meno primitivi ma sempre e comunque assolutamente insufficienti. Vigeva quindi la regola del “chi fa da sé, fa per tre”. Come nel caso della signora Barbara Jones, abitante nel Territorio del New Mexico nel 1870, la quale, un giorno, vide spuntare uno dei suoi dieci figli con un profondo taglio alla palpebra.
Il dottore più vicino distava ben 150 miglia e la signora Jones, facendosi forza, fece sdraiare il figlio sul grosso tavolo della cucina e, usando il suo kit da cucito, sistemò la palpebra del figlio, che grazie a questo coraggioso gesto riuscì a salvare l’occhio.
Oppure la situazione in cui si venne a trovare il trapper Jedediah Smith, che venne quasi scalpato da un orso. “Sistematemelo” ordinò ai suoi uomini, i quali presero ago e filo e ricucirono lo scalpo sul cranio del leggendario trapper. Leggi il resto

La grande avventura del Pony Express

Eccolo che arriva! “In fondo alla piatta e sterminata distesa della prateria si materializza contro il cielo un puntino che avanza verso di noi ad andatura travolgente. Si levano grida, acclamazioni e poi cavallo e cavaliere sfrecciano davanti ai nostri volti eccitati e si allontanano come una sorta di uragano in miniatura”. Così lo scrittore Mark Twain, in viaggio nel West, descrive il passaggio di un corriere del Pony Express.
E cosi oggi se lo immaginano tutti, ventre a terra, Ia tesa del cappello rialzata all’indietro dal vento, lanciato a briglia sciolta verso l’orizzonte.
Dal Missouri alla California, passando per il Kansas, il Wyoming, un pezzetto del Colorado, il Nebraska, lo Utah e il Nevada, in dieci giorni (indiani, banditi, bufere e altri incidenti di percorso permettendo), lungo 3.050 chilometri e 157 stazioni di posta. Leggi il resto

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