Wild Bill Longley, un pistolero pericolosissimo

A cura di Omar Vicari

William Longley
William Preston Longley, uno dei più feroci assassini dell’intera storia della frontiera, usò nella sua breve esistenza una tale quantità di nomi falsi che vale la pena di elencarli tutti.
A seconda delle circostanze si fece conoscere come Wild Bill, Rattling Bill, Tom Jones, Jim Paeeson, Jim Webb, Bill Black, Bill Henry e Bill Jackson.
Bill Longley fu uno spietato assassino che uccise il suo primo uomo all’età di sedici anni. Cresciuto nell’ambiente del profondo sud, nel quale si insegnava l’odio per i negri e per gli Yankees, Longley, al pari di John W. Hardin, si oppose risolutamente alla politica di ricostruzione del Texas e alle truppe di occupazione nordiste. La visione distorta dello stato delle cose lo avrebbe portato a essere un killer spietato, la cui carriera lo avrebbe condotto ancor giovane all’impiccagione. Leggi il resto

La battaglia del Rosebud

A cura di Sergio Mura


Nel corso dei primi mesi del 1876 fu chiaro a tutti, ad eccezione degli indiani considerati ostili dal governo degli stati Uniti, che si stava muovendo la più grande forza militare contro gli ultimi resistenti delle pianure del nord-ovest.
L’ingiunzione a tutte le bande ancora fuori dagli stretti ambiti delle riserve, a farvi rientro (o ad entrarvi se era la prima volta) abbandonando la vita libera, fu la mossa decisiva.
Una pretesa che considerava solo l’esigenza della gente bianca e del governo americano, ma assai poco rispettosa delle usanze e delle necessità delle tribù indiane.
L’ordine, infatti, fu emanato intimando tempi molto ristretti e imponendo l’obbedienza degli indiani in pochissime settimane, cosa impossibile con l’inverno alle porte. Leggi il resto

Gli Shoshoni, dalla Camas Prairie a Fort Hall

A cura di Armando Morganti

Gli indiani Shoshoni, il cui significato del nome è ancor oggi sconosciuto, erano geograficamente divisi nei due gruppi dei “Northern” e “Western” Shoshoni, ovvero in settentrionali ed occidentali. Questi indiani erano chiamati con vari nomi, fra i quali ricordiamo i termini menzionati dallo Swanton nel suo “The Indian Tribes of North America”. Li elenchiamo. “Aliatan”, nome ripreso dagli indiani Ute e successivamente servito per indicare vari gruppi Shoshoni, inclusi gli Shoshoni veri e propri. “Bik-ta’-she”, termine Crow significante “Logge d’Erba”; “E-wu-ha’-wu-si”, nome Arapaho significante “il Popolo che usa l’Erba o le Cortecce per le loro Case o Capanne”; “Gens du Serpent”, terminologia francese; “Ginebigônini”, nome Chippewa significante “Uomini Serpenti”; “Kinebikowininiwak”, termine algonchino significante “Serpenti”. Leggi il resto

Washakie, capo degli Shoshoni

Capo Washakie
Gli Shoshoni furono prevalentemente alleati con il popolo bianco e raramente si resero protagonisti di episodi guerreschi nei loro confronti. Furono, piuttosto, eterni rivali dei Sioux e dei loro alleati e contro questi rivolsero ogni energia di cui disponevano. In tal senso deve forse essere interpretata l’alleanza con l’esercito delle “giacche blu”.
Uno dei personaggi di maggior spicco tra gli Shoshoni fu senza alcun dubbio il capo Washakie, vissuto tra il 1804 ed il 1900, a cavallo del periodo più turbolento per le popolazioni indiane dell’ovest.
Washakie era figlio di un indiano Umatilla e di una Shoshone e per quasi tutta la sua infanzia visse con il gruppo del padre. Di lui tutti ricordavano la pelle, di colorazione insolitamente chiara.
Solo nel corso della giovinezza si spostò nella tribù Shoshone della madre, maturando le prime e più significative esperienze di vita e divenendo rapidamente un guerriero temuto e assai coraggioso, in grado di mutare le sorti dei piccoli conflitti intertribali che sempre hanno caratterizzato lo scorrere del tempo tra le Nazioni indiane. Leggi il resto