Incursioni e razzie nelle terre dei Mormoni

A cura di Gianni Albertoli

Nelle terre dello Utah i popoli “Numic”, meglio conosciuti come “Shoshonean”, e parlanti dialetti delle lingue Uto-Aztecan, si sarebbero divisi in quattro gruppi distinti: gli Shoshone settentrionali, i Goshute o Western Shoshone, i Southern Pajute e gli Ute veri e propri. Questi ultimi (“Nuciu”) erano divisi in due gruppi, l’orientale e l’occidentale. Il primo gruppo occupava gli altopiani e le Rocky Mountains del Colorado, ma anche alcune terre del New Mexico settentrionale. Gli Ute orientali comprendevano gli Yamparka e i Parianuc (White River Utes), i Taviwac (Uncompahgre Ute), i Wiminuc, i Kapota e i Muwac (Southern e Ute Mountain). Il gruppo occidentale (Utah Utes) occupava le terre centrali dello Utah e comprendeva i Cumumba (Cucumbah o Weber Ute), i Tumpanuwac (Timpanogo), gli Uinta-ats, i Pahvant, i San Pitch e gli Sheberetch (Uintah Utes).
L’eminente studioso John R. Swanton affermava che gli Utes erano strettamente affini ai Paiutes, ai Kawaiisu e ai Chemehuevi, ma le sue suddivisioni erano ben diverse da quelle sopra citate. Leggi il resto

Ouray e la rivolta della riserva di White River

A cura di Davide Zaccaria

Un ritratto di Ouray
Ouray era un capo degli indiani Ute molto amato e rispettato. Nacque nel 1820 nel Colorado e morì il 24 ottobre 1880 nell’agenzia ute di White River.
Da giovane combattè anche duramente contro i nemici Sioux, gli Arapaho e Cheyenne.
Era per metà di sangue Apache, era molto intelligente e vantava una certa predisposizione per lingue: infatti, cosa per nulla comune, parlava benissimo l’inglese e lo spagnolo. Sfruttava ogni occasione per parlare con i commercianti e i cacciatori bianchi per ampliare le sue conoscenze linguistiche, ma anche culturali.
Come altri indiani, a Ouray piaceva bere le bevande alcoliche dell’uomo bianco, ma quando conobbe a fondo i principi dei metodisti, decise di smettere.
Era un bravo guerriero, ma nel 1860, per l’amore di suo figlio, smise la pista di guerra e divenne un portatore di pace. Leggi il resto

Il sanguinoso assedio di Milk Creek

A cura di Sergio Mura

Mentre la maggior parte degli storici del Colorado si concentrava sul “Massacro Meeker”, questa importante battaglia, svoltasi al Milk Creek, è passata quasi inosservata.
Tutto ebbe inizio quel martedì 16 settembre del 1879, quando il telegrafista di Fort F. Steele consegnò con una certa premura un dispaccio al suo comandante, il Maggiore Thomas Thornburgh.
Thornburgh diede un’occhiata attenta al testo e subito si girò verso il suo aiutante di campo, il capitano William Henry Bisbee, per comunicargli quanto c’era scritto. Nel dispaccio si ordinava a Thornburgh di recarsi urgentemente presso la White River Agency degli indiani Ute per indagare sui venti di rivolta che agitavano gli Ute contro l’agente Nathan Meeker. Nell’ordine, firmato dal generale George Crook, veniva sottolineato che la spedizione doveva essere investigativa piuttosto che punitiva. Leggi il resto

Black Hawk (Falco Nero)

A cura di Carlo Galliano

Un ritratto di Black Hawk
Black Hawk nacque nel 1830 vicino alla città di Spring Lake (Utah) nella banda San Pitch della tribù degli Ute occidentali. Questo secondo la maggior parte degli storici.
Alcune altre fonti lo danno invece appartenere alla banda Timpanogot dello zio, il capo Wakara.
Il suo vero nome indiano era Noonch, ma tra i bianchi venne conosciuto con altri due nomi:
Antenguer, come lo chiamarono i trapper francesi, e Black Hawk, che gli venne dato dal capo mormone Brigham Young, di cui divenne amico, in onore del famoso capo omonimo della tribù dei Sauk. Quando il capo Aropene morì, nel 1860, egli ne ereditò il comando.
Fu un capo dalle straordinarie capacità organizzative, politiche e militari e protagonista assoluto di una delle guerre degli Ute occidentali, quella che iniziò ufficialmente il 9 Aprile 1865 a causa di un diverbio occorso durante un incontro pacifico tra una delegazione indiana ed alcuni mormoni nella città di Manti. Leggi il resto

Jicarilla, la fine

A cura di Gianni Albertoli

Gli indiani Jicarillas, il cui nome è un termine spagnolo-messicano significante “piccolo canestro”, in quanto le loro donne erano abilissime nella costruzione di cestini e canestri, erano conosciuti con varie terminologie. Lo Swanton ne riportava alcune. “B?’?ai” o “Pe?’-g?” nome Navajos; “Kinya-inde” nome Mescaleros; “Kop-tagúi” nome Kiowas significante “Apaches delle montagne”; “Pi’-ke-e-wai-i-ne” nome Picuris; “Tan-nah-shis-en” nome usato dallo Yarrow (1879) e significante “Uomini dei boschi”; “Tashi’ne” altro nome Mescaleros; “Tinde” termine usato dagli stessi Jicarillas; e “Tu-sa-be’” nome Tesuque. Secondo lo Swanton, i Jicarillas erano una delle tribù Apaches, quindi di lingua Athapaskan, ma con i Lipans costituivano un gruppo distinto dai veri e propri Apaches. Storicamente i Jicarillas erano stanziati nel Nuovo Messico settentrionale e nel Colorado sud-orientale, ma vagavano per cacciare nelle adiacenti pianure del Texas, del Kansas e dell’Oklahoma. Per classificare le loro suddivisioni tribali, lo Swanton riprendeva le tesi del James Mooney, risalenti al 1928. Leggi il resto