Ipotesi su Custer e uniformi al Little Bighorn

A cura di Andrea Carlucci

L’immagine popolare della cavalleria americana nel West è stata fortemente condizionata prima dalla stampa popolare, poi dal circo ed infine sopratutto dal cinema, di cui il fumetto e la televisione ne rappresentano una sintesi. La settima arte, da sempre, ha amato rappresentare i soldati cavallo in un’iconografica uniforme mutuata dal ricordo della Guerra Ispano-Americana, assai più vicina a se nel tempo rispetto alle guerre indiane, piuttosto che agli omaggi artistici di Remington. Questo forse, perché il cinema cominciò ad essere popolare, proprio nell’epoca di Teddy Roosevelt, già comandante dei Rough Riders appunto, la cui uniforme guarda caso somigliava molto a quella dei futuri cavalleggeri in celluloide e non. Un politico e un capo di stato che, più di altri (forse l’unico), seppe incarnare in se lo spirito della frontiera giunta ormai al tramonto. Del resto il pubblico, da sempre, ha bisogno di riconoscere gli eroi e se i “Nostri” fossero arrivati a fine pellicola abbigliati più da guerriglieri, che da soldati tutti avrebbero pensato solo a dei cowboys con tromba e bandiera. Leggi il resto

Stendardi, mostrine, divise

A cura di Luca Barbieri

Un guidone del 7° Cavalleria
Un pugno di uomini annidati in una buca nella sabbia, stanchi, coperti di polvere mista a sudore, probabilmente feriti. Un nugolo di indiani, invisibili come spettri, li circonda, li stuzzica, ne allunga sadicamente l’inevitabile agonia. D’improvviso lo squillo metallico di una tromba che suona la carica, e sull’orizzonte tremolante per la cappa d’afa si stagliano le sagome di dozzine di cavalleggeri lanciati al galoppo, le sciabole sguainate strette da mani foderate da guanti color panna. Sopra le loro teste, tesa al vento, la bandiera a stelle e strisce sembra gonfiare il petto e annunciare con voce tonante: “Arrivano i nostri!” Leggi il resto