I cacciatori di taglie

A cura di Luca Barbieri

Charles Siringo, bounty-hunter
Bounty-Hunters, meglio noti come “cacciatori di taglie”; a loro la legge affidava la cattura dei “wanted”, e cioè dei ricercati che erano sfuggiti alle maglie della giustizia senza aver espiato le loro colpe. Una necessità dell’epoca, se si guarda la faccenda da questo punto di vista: delinquenti spesso pericolosi che si nascondevano in territori immensi e scarsamente popolati, per cui era più conveniente delegare il compito a gente spietata e capace, in grado di seguire una traccia, pur labile, e di portare a termine con successo un lungo inseguimento.
Una perversione del sistema, se la si guarda da quest’altro punto di vista: uomini pagati dallo Stato per ammazzare delinquenti che lo stesso Stato, per sua inefficienza, non era in grado di incarcerare.
Perché, nonostante i bounty-hunters avessero la possibilità di scegliere se prendere il loro uomo “vivo o morto” (il celeberrimo “dead or alive” degli avvisi di taglia), era quasi scontato propendere per la seconda ipotesi, perché un cadavere dà sicuramente meno problemi di trasporto e, in ogni caso, cessa per sempre di costituire un pericolo. Leggi il resto

Heck Thomas, il terrore dei fuorilegge

A cura di Omar Vicari

Heck Thomas
Negli anni turbolenti della frontiera mentre il west era giovane e selvaggio, un gran numero di uomini ha servito gli Stati Uniti dalla parte della legge. Questi uomini erano gli US marshals, uomini che nella loro carriera hanno arrestato i maggiori fuorilegge che il west avesse mai visto.
Uno degli ultimi di questi uomini leggendari fu Henry Andrew “Heck” Thomas. Heck Thomas nacque il 6 gennaio 1850 a Oxford (Georgia) da Lovick e Martha Thomas. Fu un uomo di forti principi, leale nell’amicizia, conosciuto soprattutto per il suo coraggio, una caratteristica che lo avrebbe contraddistinto per tutta la vita. Un coraggio che gli avrebbe procurato, nei numerosi scontri sostenuti con i fuorilegge dell’Oklahoma, almeno una mezza dozzina di ferite più o meno gravi. Leggi il resto

Henry Plummer, bandito e sceriffo

A cura di Mario Raciti

Henry Plummer
Henry Plummer, famoso durante l’epopea del West per aver prestato i suoi servigi ai due lati della legge, divenendo bandito e sceriffo al tempo stesso, nacque ad Addison (Maine) nel 1832, da William Jeremiah e Elizabeth Plummer, ultimo di sette fratelli. Suo padre, suo fratello maggiore e suo cognato erano stati capitani di Marina, e si pensò che Henry ne avrebbe seguito le orme. Ma non fu così, anche a causa del suo fisico magro e della sua tubercolosi.
Quando, ancora adolescente, morì suo padre, e la famiglia si ritrovò a lottare per non morire di fame, decise di aggregarsi anch’esso al già numerosissimo gruppo di cercatori d’oro che si stavano spostando in California, appena colpita dalla febbre dell’oro, per cercare un po’ di fortuna sufficiente a mantenere la famiglia.
Così, nell’Aprile del 1852, Henry si imbarcò su una nave postale in partenza da New York e diretta ad Aspinwall (Panama), da cui proseguì a dorso di mulo verso Panama City e, da lì, salì su un’altra nave per proseguire e terminare il suo viaggio verso la California. Dopo un totale di ventiquattro giorni di viaggio, arrivò a San Francisco. Leggi il resto

Gli implacabili bounty hunter

A cura di Sergio Mura

La grande caccia
Fu solo dopo la Guerra Civile che le parole “bounty hunter” divennero molto diffuse sia tra chi rappresentava la legge che tra chi la violava allegramente.
D’altra parte erano tempi in cui la grande espansione verso ovest faceva spuntare quasi ovunque cittadine e paesotti dal giorno alla notte e la gente era talmente concentrata sulla sopravvivenza che era una specie di miracolo quando riusciva ad incaricare qualcuno di difenderla dai soprusi dei prepotenti o dalle violenze dei fuorilegge. Le città di frontiera potevano essere definite fortunate se avevano uno sceriffo in servizio. Talvolta, però, lo sceriffo o chi veniva incaricato di tutelare i cittadini non aveva né la voglia né tantomeno la forza per opporsi ai prepotenti e in qualche caso si creavano pericolose collusioni tra fuorilegge, classe politica e rappresentanti della legge. Leggi il resto

La storia di Harry Tracy nel west che tramonta

A cura di Gualtiero Fabbri

“Io sono Tracy e non voglio guai con nessuno, ma se mi attraversi la strada e ti dico mani in alto, tu alzale!”
A dire queste parole è stato un ex fuorilegge del “Buco nel Muro” che aveva fatto parte, un tempo, del “Mucchio selvaggio” di Butch Cassidy. Il mattino del 9 giugno 1902, nel carcere di Salem, in Oregon, iniziò una fuga che avrebbe avuto dell’inverosimile, se non fosse che è stata ampiamente documentata dai corpi senza vita delle vittime, dai rapporti di polizia e dagli articoli di giornalisti presenti che a volte rischiarono la vita in prima persona.
A confronto, la fuga di Harvey Logan, altro ex componente del “Wild Bunch”, fu una gita fuori porta. Leggi il resto