Nueva Vizcaya

A cura di Gianni Albertoli

Secondo l’Orozco y Berra e il Bancroft, il “Regno della Nueva Vizcaya”, nel XVII secolo, era la terra di alcuni gruppi indigeni ben definiti linguisticamente, tra i quali i principali erano i Tepehuanes, gli Acaxees, i Xiximes, i Tarahumaras, i Conchos e i Tobosos. Il Chihuahua sarebbe diventato il nucleo centrale del regno. I primi esploratori spagnoli lo raggiunsero verso la metà del XVI secolo, e il Chihuahua divenne importante dopo la scoperta delle miniere di Santa Barbara (1567). Leggi il resto

Big Bend 1673-1674

A cura di Gianni Albertoli

Nell’aprile 1673, don Marcos, un leader Jumanos, comparve davanti al generale Echeberz y Subiça a Saltillo, il capo richiedeva alle autorità il permesso di stabilirsi in un pueblo. Don Marcos era accompagnato da suo fratello don Lacaro Agustin, e da un altro capo anche esso noto come don Marcos, e appartenente alla tribù Babane. Il generale spagnolo avrebbe richiesto l’aiuto di padre Juan Larios, ben noto conoscitore della lingua nativa Nahuatl; l’Echeberz y Subiça avrebbe poi invitato il capo Jumanos a portare la sua gente a discutere con le autorità. Il don Marcos dichiarava che vi erano tre gruppi al suo seguito e tutti volevano insediarsi in un pueblo, oltre ai suoi, vi erano i Babane e i Bobole, questi ultimi con i loro alleati e stanziati nella “Provincia del Coahuila e nella valle del bufalo”. Il generale dovette organizzare una riunione per valutare la fondatezza delle richieste, soprattutto le autorità militari ed ecclesiastiche si sarebbero dichiarate entusiaste della proposta. Leggi il resto

Le origini della storia dei Kiowa

A cura di Renato Ruggeri

L’origine dei Kiowas è incerta. Rappresentano, infatti, un’anomalia tra i popoli dei Grandi Piani. Parlavano il Tanoan, un linguaggio oggi quasi scomparso.
L’Aztec-Tanoan è il più grande gruppo linguistico nel Sudovest ma, al contrario dell’Uto-Aztecan, ancora largamente diffuso, il linguaggio Tanoan sopravvive solo in piccole comunità, diviso in 4 sub-famiglie.
Tre di queste, Tiwa,Tewa e Towa, localizzate sul corso superiore del Rio Grande, sono parlate dai Pueblo di Taos, San Juan, Isleta e Jemez; la quarta dai Kiowas delle Pianure.
Nancy Hickerson, una studiosa che si è a lungo occupata dei Jumanos, antichi abitatori del Sudovest, ipotizza che i Jumanos parlassero un Tanoan affiliato alla sub-famiglia Tiwa, come pure i Mansos e i Sumas, estinti anche loro da lungo tempo e la cui lingua non è conosciuta.
Ci sarebbe stato, quindi, un “blocco” di popoli di lingua Tanoan che popolava un’estesa area comprendente parte del New Mexico, la valle del Rio Grande, i deserti del Chihuahua settentrionale fino a Casas Grande, la regione del fiume Pecos e il Llano Estacado e la valle del fiume Colorado in Texas.Una zona molto più estesa rispetto ai pochi pueblo dove oggi si parla una lingua quasi morta. Leggi il resto

Osage, il popolo venuto dalle stelle (Origini – 1800)

A cura di Pietro Costantini

Nel corso del XVII secolo, le Pianure orientali furono occupate da una serie di nazioni agricole, sia di lingua Caddo, come i Wichita, i Caddo e i Pawnee, sia di lingua Siouan, nella variante Dhegihan come gli Osage, i Kansa (o Kaw), gli Omaha e i Ponca, e nella variante Chiwere come gli Iowa e i Missouri. Costruivano vicino a fiumi e torrenti villaggi di case circolari coperte di terra o erba, coltivavano campi di mais, zucche, fagioli e tabacco, e parte dell’anno si avventuravano nelle praterie per cacciare il bisonte.
Il popolo Osage proveniva dalla valle del fiume Ohio, nell’attuale Kentucky, dove aveva vissuto per migliaia di anni. Come per altri popoli, la necessità di migrare a ovest fu determinata dalla forte espansione degli Irochesi nelle loro terre d’origine. Al culmine della loro potenza, a cavallo fra il XVII e il XVIII secolo, gli Osage controllavano una zona compresa fra gli stati attuali del Kansas, Missouri, Arkansas e Oklahoma. Leggi il resto

La “tierra incognita”

A cura di Armando Morganti

Nelle sconosciute aree del Nuovo Messico, del Colorado e del Kansas vi era la “Tierra Incognita”, un vasto territorio abitato da sconosciuti indiani che vagavano nelle Pianure alla ricerca di cibo. Gli spagnoli non conoscevano queste terre, ma sapevano che vi era “El Cuartelejo”, un mitico insediamento nativo dei bellicosi indiani Apaches.
El Cuartelejo sembra sia stata un oasi nascosta delle alte Pianure del Kansas occidentale (Scott County), e la sua storia è sicuramente antecedente all’insediamento di genti europee. Il termine spagnolo significava “Quartieri Lontani”, fu costruito dagli Apaches, cui si aggiunsero indiani Pueblos – Taos e Picuris – che sfuggivano all’avanzata spagnola verso nord. Nell’ottobre 1696 gruppi Picuris si sarebbero uniti agli Apaches, già noti come “Cuartelejos”; in precedenza, nel periodo 1640-60, anche gruppi di Taos avrebbero raggiunto l’insediamento. Leggi il resto

Nelle terre dei Gueiquesale

A cura di Gianni Albertoli

Gli indiani Gueiquesale erano anche noti come Coetzale, Guiquesal, Gueiquechali, Guericochal, Guisole, Huisocal, Huyquetzal, Huicasique, Quetzal, Quesale, e altri nomi. I Gueiquesale, il cui nome veniva pronunciato come “guey-kay-sally”, erano un gruppo di bande e clan il cui territorio includeva la parte meridionale degli altopiani del Texas e del Canyonlands; questa popolazione era una delle tante che ebbero un ruolo soltanto secondario nella storia indiana. In effetti, la loro storia rappresentava quella di molti gruppi di nativi che in tempi antichi vagavano nei territori meridionali del Texas, giungendo fino alla totale estinzione. Sebbene questa popolazione abbia potuto vagare in immensi territori, negli antichi documenti spagnoli non sono menzionati almeno fino al 1670, quando questi indiani iniziarono a richiedere la protezione degli spagnoli contro le tribù nemiche. Gli Apache li stavano sempre più spiùgendo verso sud, in pratica li scacciavano dalle Pianure meridionali, anche perché erano pressati alle spalle dalle numerose bande Comanche. Leggi il resto

La pista della guerra

A cura di Sergio Mura

Ai primi uomini bianchi che misero i piedi sul suolo americano, gli indiani dovettero certamente sembrare un qualcosa appena più in là dell’uomo primitivo. Non è una nostra opinione, ma una certezza derivante dalla lettura dei diari e delle relazioni del tempo. Agli europei che arrivavano in America interessava solo evidenziare tutto ciò che ai nativi mancava, trascurando deliberatamente tutto quel che erano in grado di esprimere attraverso la loro ricca cultura, molto incentrata sull’essere parte integrante della natura.
Erano tempi in cui gli indiani non possedevano cavalli, anche perchè non vi erano cavalli in tutto il continente. Gli utensili che gli indiani usavano nella loro vita quotidiana e anche le armi erano realizzati con argilla, pietra, legno e arbusti. La lotta e la caccia si praticavano con armi quali arco e frecce di legno o accette di legno e pietra. Leggi il resto

Osage, il popolo venuto dalle stelle (1800-1872)

A cura di Pietro Costantini

All’inizio del XIX secolo gli Osage dovettero affrontare, oltre il we- lu-ska (il “piccolo popolo” dei germi) portato dai Francesi e dagli Spagnoli, l’invasione degli Americani, da loro inizialmente chiamati sia “Folte Sopracciglia” sia “Lunghi Coltelli”, dato che i Piccoli non avevano ancora deciso cosa fossero in realtà. La situazione geo-politica di inizio ‘800 vedeva la sponda orientale del Mississippi e i territori dell’est di proprietà degli Stati Uniti, la sponda occidentale e l’ovest di appartenenza spagnola, con un confine della Florida spagnola non ben definito a settentrione, benché la Spagna rivendicasse la demarcazione al 31° parallelo. Il primo ministro francese, Talleyrand, temeva che gli Americani potessero restaurare in Louisiana in predominio degli odiati Inglesi, per cui cercò di convincere la Spagna a restituire la Louisiana alla Francia, che sarebbe stata in grado più della Spagna di difendere militarmente quel territorio. Leggi il resto

La grande tribù dei Potano

A cura di Gianni Albertoli

Gli studiosi americani hanno tradizionalmente schedato cinque insediamenti, visitati dalla spedizione di Hernando de Soto, nelle terre comprese fra Ocale e il fiume Santa Fe; questi villaggi sono stati comunemente affiliati alla grande tribù Potano, il cui nome non appare in nessun documento dei cronisti della spedizione. Questi insediamenti sembra fossero tutti sottoposti ad un capo principale; questa tesi sembra proprio veritiera, molti villaggi e gruppi nativi erano guidati da un singolo e potente leader che dominava l’intero territorio. L’esistenza di questo potentato, che non venne notata dal de Soto, appare prepotentemente nelle fonti successive, circa 25 anni dopo, durante il periodo coloniale francese che dipartiva da Fort Caroline. I principali villaggi ricordati furono Itaraholata, Potano, Utinamocharra e Malapaz, tutti stabiliti nell’area archeologica della “Alachua Culture”. Leggi il resto

El Orcoquisac

A cura di Armando Morganti

El Orcoquisac era un avamposto spagnolo (1765-71) localizzato a nord dell’odierna Wallisville, a est del fiume Trinity, nella parte settentrionale dell’odierna Chambers County (Texas). L’insediamento comprendeva il Presidio di San Augustin de Ahumada e la Missione di Nuestra Señora de la Luz. Nel territorio circostante vivevano gruppi sparsi di indiani Bidai ed Orcoquisac, questi ultimi meglio noti come “Akokisa” (“Arkokisac”), ma vi si potevano trovare anche resti di piccole popolazioni in via di estinzione come i Patiri e gli “indiani Doxsas”, forse da identificare con i Deadoses. Tutti questi gruppi erano costantemente allettati dalle grosse opportunità commerciali che venivano proposte loro dai traders francesi del basso Mississippi a partire dal 1720. Leggi il resto

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