I Seminole

I Seminole di Osceola vivevano nelle paludi della Florida. Alligatori, serpenti, mosquitos, malattie, caldo infernale e umidità; e il bello è che i Seminole mica erano nati lì: c’erano arrivati, come derivazione della tribù Creek, dalla Georgia e dall’Alabama.
In poco tempo, in ogni caso, divennero padroni incontrastati della zona.
A farne le spese, nel corso di tre guerre durate in tutto dodici anni, furono i soldati bianchi che morivano senza vedere quasi mai chi li ammazzava; i generali che si susseguirono nel vano tentativo di mettere in catene i Seminole e infine i contribuenti americani, cui solo la seconda guerra Seminole costò la bellezza di 30 milioni di dollari.
Osceola era figlio di un’indiana Creek e di un mezzosangue, di un mercante scozzese o di uno schiavo negro fuggitivo. Poi c’e il pittore George Catlin, che lo ritrasse durante la prigionia e disse invece che «nell’aspetto e nella mentalità è certamente un indiano purosangue».
Ai Seminole, in ogni caso, non è che la purezza della razza importasse molto; già loro stessi un po’ “bastardi”, finirono per accogliere parecchi schiavi di colore che si batterono poi, vista la quantità di mulatti che c’era, al fianco dei guerrieri e pure a quello delle donne. Leggi il resto

Cherokee Bill

A cura di Giacomo Ferrari

Cherokee Bill
Crawford Goldsby fu il più famoso bandito che vagò nel Territorio Indiano, sebbene quando morì non avesse ancora compiuto vent’anni.
Per un periodo di due anni, nell’ultima decade del XIX secolo, egli creò un regime di terrore nel Territorio Indiano con furti e omicidi. Poiché era molto famoso, molte leggende furono create intorno a lui.
Alcuni biografi di Cherokee Bill affermano che egli iniziò le imprese che lo resero famoso come malvivente, dopo aver compiuto diciotto anni, altri invece sostengono che egli abbia ucciso la sua prima vittima all’età di dodici anni. I biografi sono discordi anche nel definire il tempo in cui venne chiamato “Cherokee Bill”. Secondo alcuni fu Bill Cook a dare a Crawford il nomignolo “Cherokee Bill”. Leggi il resto

Il sentiero delle lacrime

A cura di Sergio Mura

Il trasferimento dei Cherokee
Era il 1830 quando Coltello Affilato, ossia il Presidente Andrew Jackson, con mano decisa e grande convinzione firmava l’Indian Removal Act, una legge che di fatto obbligava tutte le tribù indiane orientali a spostarsi senza indugio ad ovest del fiume Mississippi in quello che allora veniva pomposamente definito il Territorio Indiano. Jackson era stato a suo tempo un tenace combattente di indiani e stavolta, con questa legge, intendeva porre fine per sempre al costante stato di tensione esistente tra bianchi e indiani a causa della persistente fame di nuove terre che scuoteva gli animi dei coloni. Leggi il resto

Osceola, capo dei Seminole

A cura di Isabella Squillari

Osceola Per capire la vita di Osceola e i tempi in cui visse (e il suo rapporto con essi) è necessario dare uno sguardo alla situazione degli Stati Uniti del tardo ‘700 – inizio ‘800, e ai loro rapporti con i Seminole. Durante questo periodo, i Seminole combatterono per mantenere le loro terre in Florida, e si opposero al tentativo del governo statunitense di costringerli a ritirarsi ad ovest nei territori indiani, l’attuale Oklahoma. Originariamente i Seminole facevano parte della confederazione dei Creek, e vivevano nei territori che oggi sono l’Alabama e la Georgia.
Tuttavia, all’inizio del 1700 la tribù mosse verso la Florida, che in origine era stata occupata degli spagnoli. Stabilitasi in Florida, la tribù divenne conosciuta con il nome di “Runaways” (Fuggitivi) o Seminole. Leggi il resto

Gli indiani tra i due fuochi della Guerra Civile

A cura di Sergio Mura

Soldati di origine indiana
Anche i tragici e grandiosi eventi bellici della Guerra Civile Americana furono un banco di prova per la tenuta delle tribù indiane. Gli indiani non sapevano resistere lontano dai campi di battaglia, anche per via della formazione individuale e tribale che, in genere, attribuiva all’onore un grande rilievo. E così non seppero tenersi alla larga dalle sanguinose battaglie campali della Guerra Civile, schierandosi sia con il Nord che con il Sud. Gli indiani si divisero anche in quella circostanza, come era già successo parecchio tempo prima, quando ci fu da decidere con chi schierarsi durante le guerre coloniali…
D’altra parte, sottrarsi alla catastrofe non era semplice, dato che ci pensarono gli eserciti unionista e confederato a portare la guerra nei territori che erano precedentemente stati assegnati alle nazioni indiane. Leggi il resto

La prima guerra dei Seminole

A cura di Renato Ruggeri

Quando la guerra del 1812 finì, gli Inglesi lasciarono un forte lungo la riva del fiume Apalachiola, in Florida. Era a circa 60 miglia sotto il confine degli Stati Uniti. Il forte era ben fornito di armi e munizioni, compresi alcuni cannoni. I neri liberi, discendenti da schiavi fuggiaschi, erano vissuti in questa regione per generazioni. Subito fecero del forte il loro quartier generale. Le loro fattorie e le terre coltivate si allungavano per 50 miglia lungo il fiume. Più di 300 neri, inclusi le donne e i bambini, lo popolavano, mentre un altro migliaio viveva nella regione circostante. Fort Negro, come fu chiamato, offriva il riparo delle sue mura agli schiavi che fuggivano dalle piantagioni della Georgia e dell’Alabama. Leggi il resto

Origini, usi e costumi dei Seminole

A cura di Renato Ruggeri

Capo Coacoochee
Possiamo dire, ironicamente, che i Seminole sono stati un’invenzione dei bianchi. Svariate cause portarono alla formazione di questa nuova nazione indiana che, a differenza di altre tribù è anche ben studiata, essendo di origine relativamente recente. La decimazione delle popolazioni native (Timucuas, Calusas, Appalachees), fatta dagli Spagnoli e dalle epidemie rese il territorio della Florida libero per l’insediamento di nuovi colonizzatori indiani. I conflitti con gli Inglesi e gli Americani spinsero le tribù sconfitte verso la penisola. Il bisogno di ricercare nuovi territori di caccia per soddisfare il crescente bisogno di pelli di animali (soprattutto di cervi) portò alcune bande di cacciatori nel nuovo e vergine territorio prima da soli, poi con le famiglie. Anche il termine “Seminole” è di origine europea. E fu la guerra con gli Stati Uniti che forgiò in un’unica nazione tante tribù frammentate, a volte antagoniste. Leggi il resto

Billy Bowlegs e la lotta dei Seminole

A cura di Paolo Brizzi

Billy Bowlegs
Se si chiedesse ad un Americano il nome di un capo Seminole la risposta più frequente sarebbe Osceola, ma al secondo posto verrebbe probabilmente Billy Bowlegs. Osceola, oggi figura leggendaria della resistenza Seminole alla rimozione nel Territorio Indiano, non era in realtà un capo ma un leader di guerra inizialmente con un piccolo seguito personale e non era un Seminole purosangue ma un meticcio che aveva probabilmente solo un ottavo di sangue indiano, figlio di un uomo bianco, William Powell, e di una donna Creek, Polly Copinger, della città di Tallassee, Alabama; Billy Bowlegs era un vero Seminole, nato in Florida ed appartenente alla dinastia reale seminole, quella che ebbe il proprio capostipite in Cowkeeper, fondatore della nazione. Leggi il resto

Micanopy, in guerra coi Seminole

A cura di Carlo Galliano

Il capo Micanopy
Nacque circa nel 1780 in un villaggio vicino alla attuale città di St. Augustine (contea di Johns nella Florida Settentrionale), nella banda Alachua della tribù dei Seminole.
Questa banda era la diretta discendente della suddivisione Oconee dei Creek del Sud, che furono tra i primi ad arrivare, intorno al 1750, dalla Georgia centrale ed a colonizzare la Florida, diventando così il nucleo dei futuri Seminole.
Nell’ adolescenza il suo nome indiano era Sint Chakkee che significa “Frequentatore di
Paludi”. Nipote del famoso capo King Payne, diventò capo ereditario nel 1819, alla morte del capo Bolek (o Bowlegs “Gambe Arcuate”).
Da quel momento i bianchi lo conobbero con il nome Micanopy che deriva dalle parole del dialetto Hitchiti “miko” (capo) e “naba” (sopra).
Divenne anche conosciuto con il suo nome di battaglia Halpatter Hadjo (o Halputta Hadijo) che significa “Alligatore Pazzo”. Leggi il resto