Battaglia al Warbonnet Creek

A cura di Isabella Squillari

Buffalo Bill solleva il copricapo di Yellow Hand
All’inizio del luglio 1876, i soldati del 5° Cavalleria del colonnello Wesley Merritt, stanchi e disperati, maledicevano il caldo, la polvere e la loro sfortuna. Per un mese avevano camminato attraverso i deserti del Wyoming e del Nebraska, sopravvivendo con gallette dure e acqua torbida, alla ricerca continua degli Indiani ostili che pare fossero confluiti a nord come un’orda assetata di sangue, desiderosi di unirsi ai Sioux e agli Cheyenne sotto la guida di un grande uomo di medicina chiamato Toro Seduto. Il 5° non trovò Indiani, e certamente nemmeno la gloria, soltanto una successione senza fine di terrapieni sabbiosi e spinosi arbusti di artemisia. Leggi il resto

Mitch Bouyer (e l’enigma della sua foto)

A cura di Paolo Brizzi

La foto che tutti hanno creduto ritraesse Bouyer
Mitch Bouyer, nato nel 1837 con il nome di Michel, era figlio di una indiana Santee Sioux e di un certo Jean Baptiste Bouyer, un franco-canadese che lavorava per l’American Fur Company e commerciava con i gruppi di Sioux nell’area del Wyoming. Suo padre venne ucciso dai nativi nel 1863. Il cognome di Mitch ci è arrivato in diverse forme, tra le quali Bowyer, Bouyer, Boyer, Buazer, o, in creolo, Boye.
Bouyer era arruolato nell’esercito americano dapprima come guida del 2° Reggimento di Cavalleria degli Stati Uniti nel tempo in cui quel reparto era impiegato per la sorveglianza dei lavori di realizzazione della Northern Pacific Railroad. Dal 1872 lavorò anche come interprete presso la Crow Agency e nell’esercito. Infine, venne assunto come scout e interprete nel 7° Reggimento di Cavalleria, allora guidato dal tenente colonnello George Armstrong Custer. E in quel reggimento, insieme al suo comandante, Mitch trovò la morte il 25 giugno 1876 nella famosissima battaglia del Little Bighorn. Leggi il resto

Battaglia a Pryor’s Creek

A cura di Cesare Bracchi

Mitch Bouyer
Fu un atto del Congresso a stabilire la nascita della Northern Pacific Railroad nel 1864, ma fu necessario attendere fino al 1870 quando finalmente furono raccolti 100.000 $ per dare il via alla costruzione della seconda ferrovia transcontinentale.
I lavori iniziarono simultaneamente nel Minnesota ad est e nell’attuale stato di Washington ad ovest e, nonostante difficoltà nei finanziamenti e voci di corruzione, nell’inverno 1871/72 i binari erano stati posati fino a Moorhead sul Red River.
Verso la fine dell’estate del 1871 fu condotta una doppia rilevazione, sia da est che da ovest, del tratto successivo. I tecnici condussero il sopralluogo scortati da diverse centinaia di soldati partiti da Fort Rice e Fort Ellis. L’operazione si concluse senza problemi prima dell’inverno e l’unica segnalazione di indiani ostili fu l’avvistamento di un piccolo gruppo di scout di Toro Seduto. Leggi il resto

Apache Kid

A cura di Isabella Squillari

Apache KidUna fotografia di Apache Kid
Apache Kid, forse un White Mountain Apache, nacque nel 1860 e la sua famiglia si stabilì a Globe, in Arizona, nel 1868. Il suo nome, Haskay-bay-nay-natyl (Uomo Alto Destinato A Un Misterioso Destino) era troppo lungo per i cittadini di Globe che lo soprannominarono “Kid”.
Kid imparò l’inglese, fece vari lavori in città, e divenne subito amico del famoso scout Al Sieber. Nel 1881, Kid si arruolò negli Indians Scouts, probabilmente a Hackberry, in Arizona, e dimostrando presto la sua attitudine al lavoro, venne promosso sergente.
La campagna di Geronimo del 1885-1886 vide Kid e Sieber in Messico all’inizio del 1885, e quando il capo degli scout in autunno fu richiamato, Kid andò con lui a San Carlos.
Si riarruolò alla chiamata che il tenente Crawford fece per cento scout con destinazione Messico, e si diresse a sud verso la fine del 1885. Leggi il resto

Mickey Free, lo scout apache

A cura di Marco Vecchioni

Mickey Free
Mickey Free è stato uno dei meno apprezzati di tutti gli scouts utilizzati dall’esercito americano nel corso delle guerre contro gli Apache. Non era un Apache, infatti aveva poco sangue indiano nelle vene.
Sua madre era messicana e suo padre si disse fosse irlandese. Egli aveva, infatti, capelli rossi ed occhi grigi.
Nessuno seppe mai l’origine del suo nome: potrebbe averlo scelto da solo, prendendo il nome in memoria delle sue presunte origini irlandesi, ed il cognome per la ritrovata libertà dopo aver trascorso l’infanzia prigioniero degli Apache. Il suo rapimento, dal Ranch Shabby, in Arizona all’età di 11 o 12 anni causò enormi problemi tra bianchi e Apache.
Nel 1861 l’esercito inviò un giovane ufficiale di prima nomina, il tenente George Bascom, con l’incarico di ritrovare il ragazzo. L’ufficiale ottenne un colloquio con il grande capo degli Apache Chiricahuas Cochise, il quale assicurò di non sapere nulla. Leggi il resto

I Seminole Neri

A cura di Pietro Costantini

I Seminole neri, noti anche come Indiani neri, Muskogee neri o schiavi liberati Seminole, emersero come un distinto gruppo etnico nella Florida del XVII secolo. Nella prima parte del secolo la Corona spagnola, che controllava la Florida, concesse un territorio ad un gruppo di Lower Creek, sperando di creare una zona cuscinetto fra loro e gli insediamenti inglesi in Georgia e nelle Caroline. In seguito i Creek si unirono ad altre bande, come i Mikasuki e gli Apalachicola. Leggi il resto

La battaglia di Wolf Mountain

A cura di Cesare Bracchi

L’immediata reazione dei vertici dell’esercito degli Stati Uniti, alla inaspettata quanto scioccante notizia della disfatta del 7° cavalleria a Little Bighorn, fu quella di ordinare l’invio di parecchi reggimenti nel Montana sud-occidentale allo scopo di liquidare il più in fretta possibile la “pratica” degli indiani ostili.
E’ in questo ambito che va collocato il trasferimento di 6 compagnie del 5° Fanteria, al comando del colonnello Nelson A. Miles, dalla loro base di Fort Leavenworth nel Kansas al Territorio del Montana, nella zona del fiume Tongue. Leggi il resto

Il maggiore Frank North e gli scout Pawnee

A cura di Giacomo Ferrari


Frank North con il battaglione di scout Pawnee
Lo scrittore Addison E. Sheldon, nel suo libro “History and Stories of Nebraska”, scrive: “Noi pionieri del Nebraska abbiamo un grande debito di gratitudine verso gli scout Pawnee e il loro grande capo bianco, il maggiore Frank J. North. Nelle guerre indiane contro i Sioux e contro i Cheyenne sulla frontiera del Nebraska, dal 1864 al 1877, questi valorosi indiani, con il loro coraggio e la loro vigilanza, hanno difeso la nostra frontiera salvando la vita di centinaia di coloni”. Leggi il resto

Gli Apache Jicarilla

A cura di Gianni Albertoli

Gli indiani Jicarillas, il cui nome è un termine spagnolo-messicano significante “piccolo canestro”, in quanto le loro donne erano abilissime nella costruzione di cestini e canestri, erano conosciuti con varie terminologie. Lo Swanton ne riportava alcune. “B’ai” o “Pe’-g” nome Navajos; “Kinya-inde” nome Mescaleros; “Kop-tagúi” nome Kiowas significante “Apaches delle montagne”; “Pi’-ke-e-wai-i-ne” nome Picuris; “Tan-nah-shis-en” nome usato dallo Yarrow (1879) e significante “Uomini dei boschi”; “Tashi’ne” altro nome Mescaleros; “Tinde” termine usato dagli stessi Jicarillas; e “Tu-sa-be’” nome Tesuque. Leggi il resto

Gli Osage

A cura di Sergio Mura


Degli Osage e del loro destino ingrato si è sempre parlato abbastanza poco. Forse perchè non furono sufficientemente ostili nei confronti dei bianchi che avanzavano e che li tiravano all’interno di un vortice di relazioni pericolose; o forse perchè non furono protagonisti dei duri decenni della resistenza indiana nelle pianure. Attualmente gli Osage si trovano prevalentemente nella Osage County dell’Oklahoma, anche se è possibile incontrare piccoli insediamenti anche in altre parti del grande continente americano. Leggi il resto

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