Evett Dumas Nix, U.S. Marshal

A cura di Omar Vicari

Evett Dumas Nix
Nel 1915, nelle sale delle varie città americane veniva proiettato un film dell’allora nascente industria cinematografica. La pellicola in questione, alla cui produzione e lavorazione parteciparono un paio di ex fuorilegge del vecchio west e diversi Marshals allora ancora in servizio, aveva come titolo “ Passing of the Oklahoma outlaws”, ovvero “La cavalcata degli ultimi fuorilegge dell’Oklahoma”.
Gli uomini di legge coinvolti nella lavorazione del film erano Bill Tilghman, Chris Madsen, Bud Ledbetter ed Evett D. Nix che interpretarono loro stessi. Tra i fuorilegge spiccava il nome di “Arkansas” Tom Daugherty, quello che a Ingalls (Oklahoma) aveva ucciso il Deputy Tom Hueston.
Evett Dumas Nix era stato Marshal degli Stati Uniti per il Territorio dell’Oklahoma dal 1893 al 1896. Chris Madsen e Bill Tilghman avevano servito col grado di Deputy Marshal sotto Evett Nix. Leggi il resto

Frank “Pistol Pete” Eaton, il famosissimo sconosciuto

A cura di Gualtiero Fabbri

Frank Boardman “Pistol Pete” Eaton. Ecco a voi un’altra figura del vecchio e selvaggio west praticamente sconosciuta tra noi, pur essendo una delle più famose in Nordamerica.
Il materiale che si trova in giro è molto poco, ma ci sono alcune biografie ed un’autobiografia a disposizione. Vista la sua fama e la data della sua morte, potrebbe anche essere apparso alla televisione…
Detto questo, la sua vita attiva si è svolta nel pieno “wild west” come comunemente lo intendiamo e senza necessità di grandi stravolgimenti sarebbe già una trama per un classico film western.
Frank Boardman “Pistol Pete” Eaton nacque il 26 ottobre 1860 ad Hartford, nel Connecticut, ma stette lì per pochi anni, visto che la famiglia si trasferì in un ranch a Mounds Twin in Kansas nel 1868, dove ancora si sentiva forte il contrasto delle parti entrate in conflitto nella Guerra Civile Americana. Leggi il resto

Bass Reeves, un vice-sceriffo nero

A cura di Paolo Secondini

Bass Reeves
Bass Reeves nacque in una fattoria a Crawford County, nello Stato dell’Arkansas, nel luglio del 1838. Schiavo nero, ebbe il cognome del suo proprietario, il ricco possidente terriero e uomo politico George Reeves, con il quale fu in ottimi rapporti, tanto da diventarne confidente e guardia del corpo.
Non si hanno notizie sicure circa l’improvvisa rottura di Bass con il proprio padrone. Secondo alcuni si dovette a un violento litigio fra i due, durante il quale lo schiavo colpì con un pugno il volto di Reeves. Dopodiché si diede alla fuga, per non incorrere in una severa punizione: in questo caso anche la morte.
Secondo altri, invece, Bass, nel pieno svolgimento della guerra di Secessione, tentò di raggiungere il Nord, dove – aveva saputo – non esisteva la schiavitù, essendo stata abolita da tempo. Leggi il resto

La grande fuga di Billy the Kid

A cura di Sergio Mura. Da un lavoro di Barbara Tucker Peterson

Nella storia della frontiera americana abbiamo eroici esempi di persone o gruppi che hanno affrontato il proprio destino senza scappargli. E’ il caso di Davy Crockett ed i volontari texani ad Alamo, George Armstrong Custer ed il 7° Cavalleria al Little Big Horn e Capo Giuseppe ed i suoi Nez Perce nella corsa verso il Canada. Nel caso di Billy The Kid la storia del west fa eccezione: lui fuggì.
Eccome se fuggì! Scappava dal palazzo di giustizia della Contea di Lincoln.
La Lincoln County War, sul finire degli anni ’70 del XIX secolo, aveva catapultato Billy The Kid all’attenzione di tutta la nazione, ma solo la fuga dall’aula di giustizia di aprile del 1881 gli aveva assicurato – e per sempre! – un posto in vetta alla speciale graduatoria dei banditi.
Il fatto che appena tre mesi dopo venne ucciso da Pat Garrett a Fort Sumner, consolidò la sua sinistra fama.
E, insieme ad essa, anche quella dell’uomo di legge, di Pat Garrett che, francamente, senza Billy The Kid e la sua grande fuga, forse non sarebbe mai stato noto. Leggi il resto

La casa sul fiume del vento

IMMAGINE COPERTINAUna guida di carovane che si reca inconsapevolmente ad un appuntamento con il destino, una giovanissima schiava fuggita dalle piantagioni del Mississippi mentre sta per finire la guerra, una prigioniera dei Cheyenne che tenta di rifarsi una vita fra i Bianchi, una ragazza debosciata che si concede ad un maniaco alcolizzato, una giovane fuorilegge inseguita dagli uomini della legge dopo una sanguinosa rapina, un timido contadino del Sud che deve tenere testa ad una scatenata Messicana in una ghost town del New Mexico…
Sono soltanto alcune delle tematiche che animano “La casa sul fiume del vento”, il nuovo libro di Domenico Rizzi, uno degli autori di Farwest.it.
Il libro contiene ben 7 lunghi racconti che spaziano in un’epoca compresa fra il 1853 e il 1929, nell’America dei pionieri, degli Indiani, degli schiavi, degli sceriffi e dei banditi. Per rendere più accessibile al lettore la terminologia usata nel testo, Rizzi si prende la briga di aggiungere in appendice un glossario dei termini e un elenco delle tribù indiane citate nel corso della narrazione, dando così vita ad un volume di oltre 300 pagine. Leggi il resto

Al confine della legge

A cura di Luca Barbieri

Dave Mather
E’ noto come nella Frontiera americana il confine fra il ruolo del “buono” (lo sceriffo) e quello del “cattivo” (il fuorilegge) fu assai meno netto e definito di quanto non pretendano pellicole cinematografiche o icone fumettistiche: Henry Plummer esercitava funzioni di Marshal a Bannack (Montana) mentre, nel contempo, guidava una banda di efferati criminali; Henry Newton Brown è passato alla storia per aver compiuto una sanguinosa rapina in banca a Medicine Lodge (Kansas) mentre era Marshal a Caldwell, da dove si era allontanato con la scusa di dover catturare un assassino fuggito verso l’Oklahoma, e, in precedenza era stato coinvolto insieme all’amico Billy the Kid nell’omicidio dello sceriffo Brady a Lincoln nel New Mexico.
Dave Mather, Deputy Sheriff della contea di Ford, Assistant Marshal di Dodge City e infine agente della “Royal Mounted Police” canadese, è stato descritto nelle cronache locali come un uomo “molto malvagio, un assassino di assassini”, e si diceva che avesse sulla coscienza “un maggior numero di morti di qualunque altro pistolero del West”. Leggi il resto

Tom Smith nella storia della frontiera

A cura di Mario Raciti

Tom Smith
Il nome Thomas James Smith probabilmente non dirà molto agli storici, e forse neppure agli appassionati di storia del West. Tuttavia egli fu una figura importante e famosa nella storia della Frontiera, perlomeno nell’ambito degli uomini di legge che domarono quelle lande, e delle città del bestiame. Quest’uomo si aprì la strada del ricordo tra i posteri letteralmente a pugni e sganassoni, diventando uno dei più famosi lawmen del West. Lo chiamavano “Bear River” Tom.
Prima di ricostruire l’origine del suo bizzarro soprannome e di narrare i fatti che lo portarono alla leggenda del West, cerchiamo di scoprire un po’ di più sulla sua storia prima dei fatti più importanti. Lo stesso Smith era reticente a parlare del suo passato, e alcune informazioni ci vengono da T.C. Henry, primo cittadino di Abilene, che avrà un ruolo importante nella carriera di Smith. Leggi il resto

Gli implacabili bounty hunter

A cura di Sergio Mura

La grande caccia
Fu solo dopo la Guerra Civile che le parole “bounty hunter” divennero molto diffuse sia tra chi rappresentava la legge che tra chi la violava allegramente.
D’altra parte erano tempi in cui la grande espansione verso ovest faceva spuntare quasi ovunque cittadine e paesotti dal giorno alla notte e la gente era talmente concentrata sulla sopravvivenza che era una specie di miracolo quando riusciva ad incaricare qualcuno di difenderla dai soprusi dei prepotenti o dalle violenze dei fuorilegge. Le città di frontiera potevano essere definite fortunate se avevano uno sceriffo in servizio. Talvolta, però, lo sceriffo o chi veniva incaricato di tutelare i cittadini non aveva né la voglia né tantomeno la forza per opporsi ai prepotenti e in qualche caso si creavano pericolose collusioni tra fuorilegge, classe politica e rappresentanti della legge. Leggi il resto

Chi ha ucciso Pat Garrett?

A cura di Omar Vicari

Patrick Floyd GarrettLa morte di Pat Garrett avvenuta il 29 febbraio 1908 vicino Las Cruces (New Mexiso), è ancora oggi, a distanza di centocinque anni, uno dei più intricati enigmi mai risolti della storia del sud-ovest degli Stati Uniti. Cinque sono le persone strettamente legate al caso in questione: Wayne Brazel, Carl Adamson, W.W. Cox, Print Rhode e per ultimo il pluriomicida Jim Miller.
I familiari di Garrett hanno sempre sostenuto che a premere il grilletto fosse Carl Adamson anche dopo la confessione di Wayne Brazel.
La maggior parte degli storici sostiene invece che fu Jim Miller a uccidere Garrett. Ulteriori nuove prove hanno puntato il dito anche contro Cox e Rhode.
In pratica nessuno ritiene che Wayne Brazel possa aver fatto tutto da solo e ancora che il solo Brazel abbia confessato per intero il delitto. Leggi il resto

Kelvin Grade, 2 Novembre 1889

A cura di Paolo Brizzi

Apache Kid ricercato
Tra i tanti fatti eccezionali accaduti durante le guerre Apache, uno dei più incredibili è costituito dalla fuga di Apache Kid e degli altri indiani prigionieri durante il loro trasferimento da Globe a Casa Grande, inteso a raggiungere la stazione ferroviaria per inviare i condannati alla prigione territoriale di Yuma.
Il Kid era salito alla ribalta delle cronache il 1 Giugno 1887 quando, dopo essere stato assente dal servizio come scout della Compagnia A di San Carlos per rimanere coinvolto in una bisboccia a base di tizwin e avere ucciso Rip, vecchio rivale di suo padre Targardechuz e presunto istigatore di Gonzizzie (che 6 mesi prima aveva ucciso proprio suo padre), venne arrestato dal Capitano Pierce ma subito “liberato” da una improvvisa sparatoria che aveva ferito Al Sieber alla caviglia sinistra. Fuggito con altri Apaches, Kid si sarebbe arreso dopo 24 giorni, dopo aver ucciso alcuni uomini bianchi. Leggi il resto

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