Predicatori da saloon

A cura di Luca Barbieri

E’ ben noto quali disgustosi e nocivi intrugli venissero serviti ai banconi dei saloon della Frontiera, ma spesso non erano solo quelli a risultare indigesti; a volte era proprio il locale ad esserlo.
E’ questo che probabilmente si doveva pensare assistendo a una delle “prediche” del reverendo Haddock, che esternava tutto il proprio malumore nei confronti dell’alcool fracassando mobilia e teste con una spranga di ferro, oppure sgomberando il locale con una corda al cui capo estremo era fissata una rotella d’acciaio che poi faceva roteare vorticosamente intorno a sé.
La sua opera di redenzione, avviata nella città di Sheboygan venne interrotta a Sioux City, nel 1886, da un proiettile esploso da un capo reparto di una fabbrica di birra. Il reverendo finì a terra, nel fango di un vicolo, e lì rimase. Leggi il resto

L’ultimo scontro a fuoco di Wild Bill Hickok

A cura di Valentina Santoli

Ad Abilene, Kansas, la stagione estiva del bestiame era ben lungi dal finire e Wild Bill Hickok, lo sceriffo in carica, era riuscito nel difficile compito di mantenere l’ordine in città. Il suo predecessore, il leggendario Thomas J. Smith, aveva invece perso la vita in servizio, compiendo il proprio dovere.
Abilene, il cui nome deriva dall’omonima regione ricca di pascoli e di terre fertili di cui si parla nella Bibbia, è stata la prima vera “città del bestiame”. Prima di diventarlo, era stata una fermata della diligenza ed in seguito un mero punto di sosta sui binari della Divisione Orientale della Ferrovia Union Pacific: tale rimase fino all’arrivo di Joseph McCoy, un commerciante di bestiame dell’Illinois desideroso di trovare un punto di partenza per il commercio delle vacche in cui non vigessero restrizioni di sorta. Leggi il resto

Oklahoma, 1889, la folle corsa alla terra

A cura di Michele De Concilio

Con una sei-colpi appesa al fianco e un Winchester a pompa nelle mani, il giovane mandriano affrontò un altro pretendente illegale. “Siamo arrivati insieme”, gridava il secondo uomo. Pretendeva una suddivisione non equa della lussureggiante distesa verde da 160 acri nella quale si trovavano: a lui sarebbe andata la porzione più grande e al giovanotto, naturalmente, la più piccola. Il ragazzo fu irremovibile: “160 acri o sei piedi, per me è lo stesso…” Alla fine – insieme al suo Winchester – l’ebbe vinta ed ottenne la sua parte del nuovo Eden nella più selvaggia, grandiosa corsa per le nuove terre nella storia degli Stati Uniti.
La corsa ebbe inizio il 22 aprile 1889, un luminoso giorno di primavera, mite e senza nubi. La prateria dell’Oklahoma era rinverdita con la nuova stagione, un piccolo angolo di paradiso per le migliaia di pionieri in cerca di terre.
Lungo i confini del Territorio Indiano, conosciuto con il nome di Unassigned Lands, fremeva uno sciame di persone eccitate che attendeva impaziente, pregava, litigava, si spintonava per meglio posizionarsi. Leggi il resto

I saloon

A cura di Sergio Mura

Un tipico saloon del west
Non è davvero possibile parlare di Far West senza menzionare le migliaia di saloon che ne hanno punteggiato la storia e lo sviluppo. Lo stesso termine “saloon” è un’icona del west, almeno nella nostra mente. Lo immaginiamo con la facciata di legno e l’insegna che invita ad entrare ed i classici vicoletti scuri ai lati della costruzione.
Immaginiamo anche le classiche porte cigolanti che si aprono e chiudono al passaggio dei cow-boys che cercano un sollievo nel whisky per le loro gole riarse dal sole e dalla polvere.
Quando l’America decise di diventare una grande nazione e di conquistare ogni spazio del suo territorio a ovest, ebbene i saloon si misero subito al seguito della gente che si spostava. Erano onnipresenti.
Sebbene posti come Taos e Santa Fe, nel New Mexico, ospitassero alcune “cantinas” messicane, questo era nulla rispetto al pullulare di saloon veri e propri che spuntarono ovunque qualche gruppo di pionieri si stabiliva o dove le piste si incrociavano. Leggi il resto

Luke Short

A cura di Omar Vicari
Anniversario della morte di Luke Short (8 settembre 1890)

Luke Short
Nel 1907, quando Bat Masterson si trovava a New York come corrispondente sportivo del “Morning Telegraph” e aveva già da tempo abbandonato le scene della frontiera, Alfred Lewis, un editore, lo contattò commissionandogli una serie di articoli su alcuni famosi personaggi del vecchio west. Ecco quello che Masterson scrisse sul suo amico Luke: Il soggetto di questa narrativa sarebbe potuto morire con gli stivali ai piedi per le innumerevoli occasioni in cui si trovò a fronteggiare un nemico, ma così non è stato.
Il fatto che egli visse per morire nel proprio letto, come tutta la buona gente desidererebbe di fare, potrebbe essere stato per mera fortuna, ma forse bisognerebbe ricercare la risposta in un’altra direzione. Si potrebbe asserire, per esempio, che nei momenti critici, probabilmente Luke era sempre stato il più veloce nell’estrarre una colt. Ora quel giorno dell’8 settembre del 1893, Short si trovava disteso moribondo sul suo letto. Egli avvertiva che la fine era vicina, eppure in quegli ultimi istanti la sua faccia, sulla quale la morte aveva già impresso il suo marchio, lanciava ancora un gesto di sfida. Leggi il resto

Henry Plummer, bandito e sceriffo

A cura di Mario Raciti

Henry Plummer
Henry Plummer, famoso durante l’epopea del West per aver prestato i suoi servigi ai due lati della legge, divenendo bandito e sceriffo al tempo stesso, nacque ad Addison (Maine) nel 1832, da William Jeremiah e Elizabeth Plummer, ultimo di sette fratelli. Suo padre, suo fratello maggiore e suo cognato erano stati capitani di Marina, e si pensò che Henry ne avrebbe seguito le orme. Ma non fu così, anche a causa del suo fisico magro e della sua tubercolosi.
Quando, ancora adolescente, morì suo padre, e la famiglia si ritrovò a lottare per non morire di fame, decise di aggregarsi anch’esso al già numerosissimo gruppo di cercatori d’oro che si stavano spostando in California, appena colpita dalla febbre dell’oro, per cercare un po’ di fortuna sufficiente a mantenere la famiglia.
Così, nell’Aprile del 1852, Henry si imbarcò su una nave postale in partenza da New York e diretta ad Aspinwall (Panama), da cui proseguì a dorso di mulo verso Panama City e, da lì, salì su un’altra nave per proseguire e terminare il suo viaggio verso la California. Dopo un totale di ventiquattro giorni di viaggio, arrivò a San Francisco. Leggi il resto

Pugni proibiti

Grazie a Sergio Bonelli Editore

Una rissa
La scazzottata è un tema classico del cinema western. Tipica quella da saloon, dove i clienti al minimo pretesto scatenano una colossale rissa che manda in pezzi il locale.
Ma nella storia del west questa specie di sfogo collettivo era davvero abituale?
Il racconto The Blue Hotel del grande scrittore Stephen Crane (1871-1900) farebbe pensare il contrario: lì, due tipi focosi che decidono di vedersela a pugni, sono invitati a farlo fuori dal locale (in pieno inverno, tra la neve e il gelo).
È più che ovvio che i proprietari dei saloon, esattamente come quelli delle nostre discoteche, provvedessero a buttare fuori chi minacciava la rissa, anche e soprattutto per tutelare l’integrità delle sedie, dei tavoli e dei costosissimi specchi.
Pur con questo limite, nell’Ottocento (anche europeo) la sfida a pugni era molto praticata ed era un mezzo di risoluzione delle vertenze sicuramente più innocuo del duello.
Dopo essersi scambiati cazzotti, i contendenti il più delle volte finivano a bere insieme. Nei casi in cui lo scontro diventava troppo violento, Leggi il resto

Dave “Mysterious” Mather

A cura di Omar Vicari

Dave “Mysterious” Mather
Nato il 10 agosto 1851 da Ulysses e Lycia Mather, Dave veniva da una famiglia di marinai di origine inglese. Nel Massachusetts dove passò l’adolescenza, il giovane Dave crebbe col desiderio di essere un giorno un poliziotto, di stare insomma dalla parte della legge.
Descritto come un uomo alto, snello, con folti baffi alla moda del tempo, Dave era un uomo di poche parole, una caratteristica che gli valse il soprannome di “Misterious Dave“.
Sebbene Mather avesse aspirazione a essere un uomo di legge, egli, come altri lawmen del suo tempo, si trovò talvolta a legare le proprie vicende con quelle di noti fuorilegge.
A sedici anni, assieme al fratello Josiah, si spostò nel west. Nel 1873, Mather si trovò coinvolto in un furto di bestiame in Arkansas e un anno più tardi fece la sua prima comparsa a Dodge City dove in seguito sarebbe tornato frequentemente sia come rappresentante della legge, sia come fuorilegge. Leggi il resto

Il Giudice Roy Bean

A cura di Marco Chiornio

Di tutti i personaggi divenuti leggende del West Roy Bean, “the Hanging judge” che teneva udienza nel suo saloon sulle sponde del Rio Grande, è uno dei più affascinanti.
Secondo il mito Roy Bean scelse il nome del suo saloon in onore di Lillie Langtry, un attrice inglese di cui era pazzamente innamorato.
In quanto giudice, si faceva chiamare “la legge ad ovest del Pecos” e si dice che tenesse un orso addomesticato in aula.
Si racconta che condannò molti alla forca dicendo “Prima impiccateli, poi faremo il processo!”
Roy nacque in Kentucky nel 1825. A quindici anni lasciò la casa natale con i suoi due fratelli in cerca di avventura. Prima si unì, col fratello Sam, ad una carovana che attraversava il New Mexico.
Poi si stabilì in Chihuahua, per trovarsi costretto, dopo aver ucciso un hombre del posto, a fuggire in California, dove abitava suo fratello Joshua, il sindaco di San Diego.
In California, nonostante la fama di attaccabrighe, Roy divenne luogotenente della milizia locale e barista in un saloon. Leggi il resto

La musica, anima del west

A cura di Domenico Rizzi

Musica nel west
La cultura western passa attraverso tre secoli di storia della colonizzazione del continente nordamericano, la letteratura e il fumetto che ad essa si ispirarono – da “L’ultimo dei Mohicani” di James Fenimore Cooper alle opere di Owen Wister, Zane Grey e Louis L’Amour, fino al più recente “Balla Coi Lupi” di Michael Blake – e soprattutto il cinema, che nonostante l’evidente flessione degli ultimi decenni continua imperterrito a sfornare nuove trame, da “Django Unchained” di Quentin Tarantino (vincitore di 2 Oscar nel 2013) a “The Lone Ranger”, diretto da Gore Verbinski.
Oltre a ciò, vi è un’altra componente che ha mantenuto sempre elevato l’interesse verso il genere ed è la musica che va sotto il nome di “country western”, oggi riproposta sempre più frequentemente nell’ambito di feste e raduni di appassionati, che ospitano sovente conferenze e dibattiti di autori e proiezioni di film sullo stesso tema. Leggi il resto

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