Il Little Bighorn secondo Red Horse

A cura di Michele De Concilio

A lato, Red Horse
Quello che segue è il racconto della battaglia del Little Bighorn per quello che fu dato vedere al coraggioso guerriero Red Horse (Cavallo Rosso), un Sioux piuttosto in vista tra la sua gente.

Cinque primavere fa io, con molti nativi Sioux, prendemmo ed arrotolammo i nostri tepee e ci spostammo dal fiume Cheyenne al fiume Rosebud, dove eravamo accampati da pochi giorni; quindi muovemmo il nostro campo verso il fiume Little Bighorn e mettemmo le nostre tende presso il grande campo dei Sioux.
I Sioux erano accampati presso il Little Bighorn come segue: le tende degli Hunkpapa erano piantate sulla parte più alta del fiume sotto un costone di roccia. Leggi il resto

La battaglia del Rosebud

A cura di Sergio Mura


Nel corso dei primi mesi del 1876 fu chiaro a tutti, ad eccezione degli indiani considerati ostili dal governo degli stati Uniti, che si stava muovendo la più grande forza militare contro gli ultimi resistenti delle pianure del nord-ovest.
L’ingiunzione a tutte le bande ancora fuori dagli stretti ambiti delle riserve, a farvi rientro (o ad entrarvi se era la prima volta) abbandonando la vita libera, fu la mossa decisiva.
Una pretesa che considerava solo l’esigenza della gente bianca e del governo americano, ma assai poco rispettosa delle usanze e delle necessità delle tribù indiane.
L’ordine, infatti, fu emanato intimando tempi molto ristretti e imponendo l’obbedienza degli indiani in pochissime settimane, cosa impossibile con l’inverno alle porte. Leggi il resto

Wooden Leg e i Cheyenne

A cura di Maurizio Biagini

Il nome di questo guerriero ai non appassionati non dirà molto, eppure la sua testimonianza, raccolta in un libro del medico americano Thomas Marquis, è un documento di straordinaria importanza per la descrizione della vita dei popoli delle praterie.
Un lungo racconto di una lunga vita in cui, oltre ai fatti storici, vi sono ogni sorta di informazioni sulla vita quotidiana degli indiani Cheyenne: dalla costruzione dei tipì a quella delle armi, persino sulle briglie per i cavalli.
Poi, un po’ per volta arrivano le guerre che posero fine alla libertà di quel popolo. Fino al confino nelle riserve.
Il suo nome originario era Mangia Dalla Mano. Durante l’infanzia crebbe nell’influenza di un Crow rapito da bambino e adottato dalla sua famiglia.
Il nome dello “zio” era Gambe di Legno, a causa delle straordinarie doti da camminatore. Quando il giovane Mangia dalla mano compì la sua prima azione di guerra contro i Corvi, il padre, come consuetudine, ne magnificò le gesta e annunciò che il suo nome sarebbe stato lo stesso dello zio, di cui aveva le stesse capacità di instancabile camminatore. Leggi il resto

Toro Seduto, uomo sacro dei Sioux

124° anniversario dell’uccisione di Toro Seduto (15-12-1890 / 15-12-2014)

Toro Seduto fu capo e uomo sacro per gli Hunkpapa Lakota e sotto la sua guida si radunarono tutti i Sioux nella disperata lotta per la sopravvivenza nelle pianure settentrionali.
Toro Seduto fu per tutta la vita assai insofferente nei confronti dello strapotere militare degli americani e delle loro promesse continuamente rinnegate.
Nato nel 1831 nel Grand River, nell’attuale Sud Dakota, nel luogo che i Lakota chiamavano “Many Caches” per via del gran numero di depositi sotterranei di cibo, Toro Seduto venne chiamato Tatanka Iyotanka intendendo in questo modo un buffalo seduto imbronciato.
Avrebbe portato questo nome per tutta la vita.
Da giovane, Toro Seduto divenne uno dei capi della società guerriera dei Cuori Forti e, più tardi, un membro importante dei Mangiatori Silenziosi, un gruppo che si occupava del benessere della tribù. Leggi il resto

Frank Grouard, l’avventuriero che ingannò Toro Seduto

A cura di Anna Maria Paoluzzi

Un ritratto di Frank Grouard
Eccezionale e contraddittoria sono forse gli aggettivi che meglio definiscono la storia del West americano e che sono forse l’essenza dei suoi protagonisti, nelle cui personalità vediamo allo stesso tempo tratti di coraggio e lealtà, come di doppiezza e vigliaccheria.
Frank Grouard fu in questo senso un vero uomo del West. Di origine oscura, coraggioso fino alla temerarietà ma anche bugiardo e millantatore, divenne forse il più famoso scout nella storia delle guerre indiane degli anni Settanta, vicino a figure come Toro Seduto, George Crook e Cavallo Pazzo, nelle cui vicende ricoprì un ruolo chiave.
Le origini di Frank Grouard sono state per molto tempo oggetto di discussione: ritenuto inizialmente un mezzosangue Lakota, pare però ora accertato che fosse nato intorno al 1850 nell’arcipelago della Isole della Società, terzo figlio di un missionario mormone, Benjamin Grouard e di Nahina, una donna polinesiana. Leggi il resto