Indian Removal Act (28 maggio 1830)

A cura di Valentina Magagnin


La deportazione degli indiani – Clicca per INGRANDIRE

La definitiva legalizzazione delle politiche di deportazione dei nativi americani nelle terre a ovest del Mississippi si ebbe nel 1830 con l’Indian Removal Act. Questo atto legislativo è solo la perte finale di un’idea che aveva preso lentamente sempre più corpo tra i bianchi, fino a trasformarli da popolo ospite a popolo padrone.
Ma analizziamo le fasi che hanno portato all’approvazione di questa legge.
Nel 1800 venne eletto Presidente degli Stati Uniti Thomas Jefferson (uno dei principali autori della Dichiarazione d’Indipendenza), sotto la sua presidenza ai nativi americani era stato permesso restare a est del Mississippi. Leggi il resto

L’assassinio del Presidente Lincoln

A cura di Renato Panizza

L’assassinio di Lincoln
Washington D.C.- Casa Bianca – 14 Aprile1865 – ore 20 circa.
Una signora con una graziosa cuffia ornata di fiorellini rosa e un abito scollato si infila i guanti: ”Caro… vuoi che arriviamo in ritardo?!“ Il Presidente si fruga in tasca e guarda l’orologio. Già!… quella sera c’era da andare a teatro. “Ho promesso alla Signora Lincoln di andare a teatro con lei – disse rivolto alle persone cui era vicino – è uno di quegli impegni cui non manco mai“. Si riferiva alle promesse fatte alla moglie. Ma quella sera Abramo Lincoln era insolitamente felice, non per la prospettiva dello spettacolo teatrale, ma perché si sentiva finalmente il presidente degli Stati Uniti. Sì… Uniti! La guerra era vinta e l’Unione era stata salvata!
Salì sulla carrozza scortata da due cavalleggeri salutando tutti con la mano.
Nel teatro, davanti a una sala quasi piena – e ancora c’era la fila alla biglietteria – il primo atto della commedia “Il nostro cugino americano” stava già incominciando.
Il Presidente arrivò che erano le 20,25. Leggi il resto

Roosevelt, presidente da battaglia

A cura di Domenico Rizzi

Speciale a puntate: 1) Theodore Roosevelt, il presidente a cavallo 2) Roosevelt, presidente da battaglia
Dopo lo sbarco a Cuba e qualche giorno di adattamento, mentre il Nono Reggimento (Buffalo Soldiers) rimaneva di presidio, il Decimo e i Rough Riders proseguirono, addentrandosi nella giungla, fino a raggiungere Las Guasimas, nei pressi di Sevilla, dove il 24 giugno ingaggiarono un combattimento con gli Spagnoli. Roosevelt, che indossava un’uniforme tipo sahariana di sua ideazione con i gradi di tenente colonnello, fu nominato colonnello – ruolo temporaneo e funzionale – quando Wood assunse il comando della brigata ed ebbe con i suoi uomini una parte marginale nella battaglia, nella quale gli Americani patirono 27 morti contro gli 8 degli Spagnoli.
Il 1° luglio 1898 Roosevelt trovò finalmente l’occasione che attendeva. Approfittando di un’errata valutazione della situazione da parte del comando spagnolo e protetto dal fuoco di copertura delle mitragliere Gatling, si pose alla testa dei suoi volontari e guidò due furibonde cariche contro la Kettle Hill – la collina di San Juan – alle spalle di Santiago, operazione condotta simultaneamente dal Decimo Cavalleria da un altro versante. Incautamente il generale Arsenio Linares aveva infatti tenuto 10.000 riservisti a difesa della città, schierando meno di 700 uomini nella postazione Leggi il resto

Presidenti ai tempi del west: Andrew Johnson

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Andrew Johnson (Raleigh, 29 dicembre 1808 – 31 luglio 1875) è stato il 17esimo Presidente degli Stati Uniti d’America. Fu eletto nel 1861 come vicepresidente di Abraham Lincoln, e gli successe alla massima carica quando questi fu assassinato.
Nacque il 29 dicembre 1808 a Raleigh, nel North Carolina da una famiglia molto povera. Rimasto orfano del padre a soli 10 anni iniziò a lavorare come apprendista sarto, e in seguito divenne sarto egli stesso. A 19 anni si sposò con Eliza McCardle, che gli insegnò a leggere e a scrivere.
Iniziò a darsi alla politica in Tennessee: fu governatore di quello stato dal 1853 al 1857, e in quell’anno fu poi eletto al Senato. Johnson era un sudista moderato, ed entrò a far parte del Partito Democratico.
Fu l’unico rappresentante degli stati del Sud a continuare a partecipare al Congresso allo scoppio della guerra di secessione americana, e probabilmente per questo motivo fu scelto da Lincoln come vicepresidente per il suo secondo mandato, nel National Union ticket da lui proposto. Leggi il resto

Il Generale Grant

Un grazie a Wikipedia

grantA sinistra, il Generale Grant
Ulysses Simpson Grant (Point Pleasant, 27 aprile 1822 – Mount McGregor, 23 luglio 1885) è stato un generale e politico statunitense. Fu generale unionista nella Guerra di secessione americana e 18º presidente degli Stati Uniti (1869–1877).
Anche se fu un generale di successo, è considerato da molti storici come uno dei peggiori presidenti statunitensi e a capo di un governo che fu afflitto da gravi scandali e corruzione. Comunque gli storici concordano che Grant non fu corrotto, ma lo furono i suoi subordinati nelle posizioni esecutive. Grant è in genere criticato per non aver preso una posizione decisa contro la corruzione, e non aver agito per fermarla.
Grant (all’anagrafe Hiram Ulysses Grant) nacque a Point Pleasant nell’Ohio, 40 km a monte di Cincinnati sul fiume Ohio, da Jesse R. Grant e Hannah Simpson. Il padre e la madre erano nati in Spagna. Suo padre era un conciatore di pelli. Nell’autunno del 1823 si trasferirono nel villaggio di Georgetown sempre nell’Ohio, dove Grant visse fino all’età di 17 anni. Leggi il resto

La rimozione degli indiani (Indian Removal Act, 1830)

Il famigerato Atto di Rimozione degli Indiani del 26 maggio 1830, il cui nome originale è Indian Removal Act, fu la conseguenza di una fortissima spinta in quella direzione da parte di buona parte degli stati meridionali degli USA, in risposta alla grande agitazione della popolazione, parecchio desiderosa di entrare in possesso di vaste estensioni di terreno ritenute incolte, allora occupate dalle cinque tribù “indiane civilizzate”.
In questo movimento si seppe distinguere particolarmente lo stato della Georgia, il più grande stato a quell’epoca, che fu anche coinvolto in un durissimo contenzioso con i Cherokee.
Fu il presidente Jackson a sostenere la rimozione degli indiani dalle loro terre per ragioni definite di sicurezza nazionale, con la speranza che la rimozione stessa avrebbe potuto chiarire la crisi della Georgia. Leggi il resto

La banda dei cospiratori di Booth

A cura di Renato Panizza

John Wilkes Booth
Il 14 Aprile 1865 un attore di mezza tacca si assicurò un posto nelle pagine della Storia portando a segno uno dei gesti più clamorosi che si possano compiere: assassinare il Presidente degli Stati Uniti d’America. Nel Novembre del 1864 il ventiseienne attore aveva messo in piedi una banda di cospiratori il cui scopo principale inizialmente era rapire Lincoln e consegnarlo alle autorità confederate per ottenere un grosso riscatto.
Gran bel colpo se fosse riuscito! Un gesto oltretutto di grande teatralità, come si confaceva a un tipo come Booth, smanioso di raggiungere quel successo che fino ad ora le scene gli avevano negato. Booth, sin dai primi giorni della secessione, aveva manifestato la sua simpatia per la Confederazione e il suo odio per Lincoln. Leggi il resto

Theodore Roosevelt, il presidente a cavallo

A cura di Domenico Rizzi

Speciale a puntate: 1) Theodore Roosevelt, il presidente a cavallo 2) Roosevelt, presidente da battaglia
Fra i tanti personaggi che incisero il loro nome negli annali della Frontiera americana, ve ne furono alcuni destinati ad occupare la massima carica pubblica del loro Paese. Tanto Andrew Jackson quanto Abraham Lincoln avevano calcato i selvaggi sentieri dei territori in via di colonizzazione, misurandosi sul campo con i Pellirosse. Il primo aveva partecipato, con l’uniforme di capitano della milizia dell’Illinois, alla guerra contro i Sauk e Fox di Falco Nero; il secondo, poteva vantare, quando portava i gradi di generale, una serie di sfolgoranti vittorie contro i Creek del mezzosangue Aquila Rossa, più conosciuto con il suo nome inglese di William Weatherford.
Theodore Roosevelt non prese mai parte a campagne contro i nativi, ma condivise la dura vita dei cowboy per alcuni anni, lasciando alcuni interessanti scritti e prendendo poi parte attiva alla campagna di Cuba del 1898, nella quale si distinse per due travolgenti cariche a cavallo condotte dai suoi Rough Riders. Leggi il resto

Presidenti ai tempi del west: Abraham Lincoln

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Abraham Lincoln
Abraham Lincoln (Hodgenville, 12 febbraio 1809 – Washington, 15 aprile 1865) è stato un politico statunitense. È stato il 16imo Presidente degli Stati Uniti d’America, ed il primo ad appartenere al Partito Repubblicano. È considerato sia dalla storiografia sia dall’opinione pubblica uno dei più importanti presidenti degli Stati Uniti.
Fu il presidente che pose fine della schiavitù, prima con la Proclamazione dell’Emancipazione (1863), che liberò gli schiavi negli Stati dell’Unione, e poi con la ratifica del Tredicesimo Emendamento della Costituzione Americana, con il quale nel 1865 la schiavitù venne abolita in tutti gli Stati Uniti. Leggi il resto

South Dakota: nel segno del bisonte

A cura di Stefano Brambilla

Lo capisci solo quando sei lì, perché l’angolo sud-occidentale del South Dakota non è un punto come gli altri, nell’immensa geografia degli States. Prima è difficile. Prima non lo sai, che cosa ti aspetta, anche se hai studiato, ti sei documentato, ci stai andando per questa o quell’altra ragione, con gli amici che ti chiedono increduli “South Dakota? E che c’è da vedere in South Dakota?”
E tu stesso non ne sei totalmente convinto, che ne valga la pena. Poi arrivi al Custer State Park e già cambi idea. Fai un paio di chilometri di strada, sul far della sera, mentre le foreste di abeti filtrano gli ultimi raggi di sole, quando l’erba delle colline si cobra di quella luce rosata che fa gridare di gioia ogni fotografo, e ti pare che Noè abbia suonato l’adunata generale. Leggi il resto

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