Il grande west di Charles M. Russell

A cura di Sergio Mura

Charles Marion Russell è un pittore molto famoso per le sue immagini sulla vita nel west. Nato nel 1864, ossia nel pieno della corsa verso la conquista dell’ovest, non avrebbe potuto rappresentare meglio la realtà del suo tempo.
Nel corso della sua vita professionale, Russell ha dipinto circa 2.000 tele, ritraendo indiani, pionieri, trapper, paesaggi e riproducendo battaglie ed eventi in una maniera così vivida da lasciare spesso senza fiato noi che guardiamo, a distanza di decenni, i suoi splendidi lavori, magari comodamente seduti su una poltrona.
Russell ha avuto la fortuna di vivere a cavallo di due secoli, nei decenni che meglio hanno rappresentato il cambiamento rappresentato dall’avanzata verso ovest; ha avuto informazioni di prima mano su alcuni personaggi del vecchio west ed è cresciuto, anche professionalmente, completamente immerso nella grande frenesia di eventi anche tragici che noi oggi possiamo “rileggere” nelle sue tavole coloratissime. Leggi il resto

Il sorprendente west di Kim Wiggins

A cura di Sergio Mura


La galleria che vi presentiamo oggi è sorprendente. Lo è per più motivi, ma in particolar modo perché stupisce il tipo di pittura di Kim Wiggins, molto impressionista, e lo è anche perché non siamo abituati a presentare il nostro amato west in questa modalità grafica. Ma se lo facciamo è perché siamo convintissimi della bravura del pittore e perché noi di Farwest.it siamo rimasti affascinati dal risultato. Leggi il resto

Le pitture di Red Horse spiegano la battaglia del Little Bighorn

La battaglia del Little Bighorn è senza alcun dubbio uno dei conflitti più iconici tra quelli occorsi tra le tribù dei nativi americani delle pianure del nord e l’esercito degli Stati Uniti. La mattina del 25 giugno 1876 il Tenente Colonnello George Armstrong Custer condusse le sue truppe in battaglia contro i guerrieri appartenenti ai raggruppamenti Lakota Sioux, Cheyenne del Nord e Arapaho in quello che ora è il sud-est dello stato del Montana.
Alla fine dell’epica, durissima e sanguinosa battaglia, quel 26 giugno i nativi americani sconfissero Custer e gran parte dei suoi uomini.
La battaglia di Little Bighorn si concluse con una vittoria schiacciante e molto importante per le tribù native americane che lottavano per mantenere i diritti sulla loro terra e per non vedere annientato il proprio stile di vita. Tuttavia, ancor oggi, gran parte dell’immaginario che circonda la storica battaglia non si concentra sui nativi americani, usciti vittoriosi dal campo, ma piuttosto sul coraggio dei soldati bianchi e sulla resistenza di Custer e delle sue truppe. E’ realtà, infatti, che curiosamente, la battaglia si ricorda più spesso come “Custer Last Stand”…
Si dice spesso che la storia è scritta dai vincitori. Leggi il resto

Il west di Alfred Jacob Miller

A cura di Sergio Mura

Alfred Jacob Miller (2 Gennaio 1810 – 26 giugno 1874) nacque a Baltimora, nel Maryland, dove frequentò le scuole locali desiderando di diventare pittore. Seguì le sue prime lezioni d’arte con Thomas Sully e dopo aver realizzato qualche pittura a Baltimora e Washington, nel 1833 si recò in Europa per perfezionare le sue capacità, sostenuto dalla sua famiglia. Miller trascorse molto tempo a Parigi, ma visitò anche Bologna, Venezia e la Svizzera. In quel tempo strinse amicizia con gli scultori Bertel Thorwaldsen e Horatio Greenough e il pittore Horace Vernet. Studiò lungamente le tecniche degli antichi maestri nei musei, come era uso a quel tempo.
Dopo il ritorno a Baltimora nel 1834, Miller aprì un piccolo studio che non ebbe successo per cui si trasferì a New Orleans nel 1837. Lì incontrò l’avventuriero scozzese William Drummond Stewart, che chiese a Miller di accompagnarlo per realizzare dei quadri relativi al suo viaggio dedicato alla caccia nella Montagne Rocciose. Leggi il resto

Seth Eastman, il soldato pittore

A cura di Denis Giotta

Seth Easman
Seth Eastman è conosciuto principalmente per le sue riproduzioni pittoriche sui Nativi americani, soprattutto Dakota ed Ojibway del Minnesota. Nel 1848, un cronista già considerava Eastman “il moglior pittore della vita degli Indiani che questo paese abbia finora espresso, superiore anche a George Catlin”.
Nacque il 24 Gennaio 1808, a Brunswick, Maine, figlio di Robert e Sarah Lee Eastman. Frequentò l’Accademia Militare degli Stati Uniti a West Point, New York, seguendo i corsi di disegno e topografia. Mentre era a West Point, iniziò a dipingere scene riguardanti la vita quotidiana delle tribù locali, ma la carriera militare aveva, in quel periodo, un netto sopravvento. Nel 1830, Eastman fu assegnato allo sviluppo della topografia del territorio di frontiera e, per breve tempo, fu dislocato a Fort Snelling, dove ebbe una relazione con Wakaninajinwin (Sacra in Piedi), la figlia quindicenne di Mahpiya Wicasta (Uomo Nuvola), un capo Dakota.
La morte del suo insegnante d’arte a West Point fu, in qualche modo, l’evento che segnò la sua vita come illustratore. Leggi il resto

La frontiera nei dipinti di George C. Bingham

A cura di Paolo Secondini

Esercizi con le armi
In una grande fattoria della Contea di Augusta, nello Stato della Virginia, George Caleb Bingham nacque il 20 marzo 1811, secondogenito del giudice Henry Vest e della maestra di scuola elementare Mary Amend.
Si accostò alla pittura giovanissimo (non aveva ancora compiuto dieci anni), sentendo spontaneamente il desiderio di riprodurre su carta, su legno o qualsiasi altra superficie, mediante forme e colori, la bellezza dei paesaggi e della natura in generale, che contemplava durante le lunghe, solitarie passeggiate per i campi, e che grandi emozioni destavano in lui. Ben presto la famiglia, per gravi motivi economici, si trasferì nello Stato del Missouri, dapprima nella cittadina di Franklin, successivamente in quella di Arrow Rock.
Di fondamentale importanza nella vita del giovane Bingham fu l’incontro occasionale con il noto pittore Chester Harding – nativo di Conway, Massachusetts –, i cui insegnamenti, soprattutto nell’ambito della ritrattistica, gli permisero di migliorare la propria arte, che aveva iniziato da semplice autodidatta. Leggi il resto

Il west nei pennelli di William Ahrendt

A cura di Sergio Mura

William Harry Ahrendt è nato l’ultimo giorno di febbraio del 1933 a Cleveland, in Ohio. Fin da piccolo ha mostrato di saper padroneggiare i pennelli ed i colori come pochi altri, lasciando chiaramente intendere che sarebbe diventato un vero artista. La famiglia lo ha incoraggiato e guidato, facendogli frequentare scuole in cui l’arte praticata è tra le priorità. Proprio grazie a queste scuole e ad una borsa di studio, Ahrendt ha potuto girare l’Europa e completare la sua formazione. In Europa, alla fine, si stabilì per 11 anni, durante i quali potè approfondire lo studio dei grandi pittori classici da cui ha potuto prendere qualche venatura ben presente nella sua arte. Rientrato negli Stati Uniti, Ahrendt si stabilì in Arizona dove fece prevalere la sua vena western dedicandosi con tutte le sue forze ad una precisa narrazione grafica della storia del west. Leggi il resto

Il west e gli indiani nelle tele dei grandi pittori

A cura di Sergio Mura

Il west più profondo, la frontiera e gli indiani, protagonisti della storia, uomini e donne, animali, sono i protagonisti delle tele che vi proponiamo. Sono opere di buona parte dei pittori moderni più famosi del mondo del genere western e sono quadri molto belli e, almeno in alcuni casi, particolarissimi per lo stile adottato.
I colori, i soggetti e la scenografia fanno di questa galleria la più imponente in circolazione e noi di Farwest.it siamo particolarmente fieri di presentarvela per primi in Italia.
Ogni quadro è corredato dal titolo che è stato pensato dal pittore e dal nome del pittore che l’ha dipinto. Preparatevi ad immergervi in modo piuttosto intenso nelle atmosfere del vecchio west e non stupitevi se vi sembrerà di sentire suoni, rumori, parole, versi e persino profumi e odori. Leggi il resto

La galleria indiana di Cuore di Lupo, Giampaolo Galli

A cura di Giampaolo Galli

“Grande varietà di soggetti ed alta qualità cromatica ed espressiva. E tanta, tanta passione. Bravo!” E’ questo uno dei tanti commenti sorpresi e compiaciuti degli appassionati di storia del west del nostro forum quando, in assoluta anteprima, hanno potuto ammirare le opere di Giampaolo Galli. Eccone un altro: “Complimenti alla grande! I tuoi quadri hanno soggetti, grafica e colori non usuali e sono di grande impatto emotivo.” Gli altri aggiungono ulteriori notazioni positive.
Perché, in effetti, basta un semplice sguardo ai lavori di Giampaolo per restare veramente impressionati dall’uso dei colori, delle tecniche e del montaggio. L’ampia varietà dei soggetti fa il resto, restituendoci una potenza immaginifica che lascia colpiti a fondo.
La natura ancora intatta si fonde con la presenza dei guerrieri di diverse tribù indiane e persino con la presenza degli animali selvaggi. Leggi il resto

Il west e la pittura

Un quadro di George Catlin
Con l’acquisto della Louisiana da parte degli Stati Uniti nel 1803, il west ha cominciato ad essere un tema di ispirazione prima per pittori e scultori e solo successivamente resa popolare anche da spettacoli itineranti come Wild West di Buffalo Bill.
Lo spirito celebrativo tipico di queste espressioni artistiche avrebbe influito non poco anche in letteratura e, nel XX secolo, nel cinema ed in televisione e perciò vantano un reale diritto di primogenitura sul genere western.
In generale, inoltre, tanto la pittura che la scultura sono stati sempre ad esclusivo appannaggio di artisti americani o di europei trasferitisi negli Stati Uniti. Leggi il resto