Le compagnie delle pellicce

A cura di Enrico Rizzo


Cacciatori di pellicce – clicca per INGRANDIRE
Le “compagnie delle pellicce” si svilupparono nel continente nord-americano per soddisfare le necessità commerciali delle potenze europee nell’ambito delle pelli da trattare, ad esempio, per la realizzazione di abiti o altri accessori. Inghilterra e Francia fecero certamente la parte del leone in quei traffici, almeno finché tra un conflitto e l’altro non divenne importante anche la presenza degli Stati Uniti che, alla fine, fagocitarono il mercato. Leggi il resto

Kit Carson, leggenda del west

A cura di Federico Boggio Merlo


Kit Carson – clicca per INGRANDIRE
Uomo di frontiera, cacciatore di pellicce, soldato e guida, Christopher Carson, meglio noto come Kit Carson, è uno dei grandi eroi del vecchio West. Agli inizi del XIX secolo Carson era un leggendario uomo delle montagne e commerciante del sud-ovest americano, e si era guadagnato un’ottima reputazione per il suo commercio di pelli e per le sue eccezionali qualità di guida lungo le piste selvagge dal New Mexico alla California. Leggi il resto

Jedediah Smith, scopritore di piste, trapper, impresario

A cura di Sergio Mura


Il grande Jedediah Smith è rimasto giustamente nella memoria della storia del west come il più famoso scopritore di piste, trapper, guida e persino buon partner di ben due aziende commerciali impegnate nel commercio e nei traffici collegati alle pellicce. Leggi il resto

I bisonti

A cura di Gaetano Della Pepa
Link dello speciale sui bisonti e gli indiani: 1) I bisonti, 2) Gli indiani e la conoscenza del bisonte, 3) Gli indiani a caccia del bisonte, 4) L’utilità del bisonte, 5) I mantelli di pelle di bisonte, 6) Ritualità della caccia al bisonte


La presenza dei bisonti nel territorio americano – specialmente in quella parte che oggi si riconosce negli USA – è stata ampiamente documentata fin dalla prima apparizione di uomini bianchi nelle terre degli indiani.
Le mandrie erano talmente grandi che gli osservatori non riuscivano ad esprimerne la dimensione se non facendo riferimento a termini noti. Ad esempio, alcuni esploratori dei primi dell’800 riferivano di mandrie che attraversavano certe zone lungo un arco temporale di tre giorni.
Altri provarono a riferire di mandrie gigantesche che riempivano il campo visivo, fino all’orizzonte, in tutte le direzioni. Leggi il resto

I mantelli di pelle di bisonte

A cura di Gaetano Della Pepa
Link dello speciale sui bisonti e gli indiani: 1) I bisonti, 2) Gli indiani e la conoscenza del bisonte, 3) Gli indiani a caccia del bisonte, 4) L’utilità del bisonte, 5) I mantelli di pelle di bisonte, 6) Ritualità della caccia al bisonte

I mantelli di pelle di bisonte (buffalo robe) erano gli oggetti più spesso dipinti oltre ai parfleche, contenitori in pelle grezza, e costituivano un capo di abbigliamento di grande importanza presso le tribù delle praterie. Il disegno dipinto o ricamato con aculei di porcospino era indicativo dello status sociale di chi lo indossava sottolineandone il sesso, talvolta l’età, e se si era sposati o single.
Il mantello di una donna nubile era spesso decorato con una riga di medaglioni e pendenti lungo tutta la parte inferiore, mentre un giovane guerriero scapolo ne portava uno con strisce orizzontali di ricami in porcospino con quattro grandi medaglioni, il primo posto a sinistra dove era la testa della pelle. Leggi il resto

Strage nella prateria: caccia ai bisonti (1870-1884)

A cura di Franco Fissore

“Da una distanza stimata di un’ottantina di yards sparai due colpi nei polmoni al più vicino in quell’enorme branco, un maschio di dimensioni spavantose. Sembrò muoversi appena, poi inarcò il dorso e abbassò violentemente la testa soffiando sangue dalle narici, traballò un poco e cadde giù.
Neppure la metà di quelli sdraiati lì attorno si alzò, al rumore degli spari… e nemmeno allarmati più di tanto. Dopo altri tre colpi e altrettanti bisonti caduti a terra, finalmente i più vicini a me si mossero ma lentamente, verso il torrentello poco distante. Fulminai il capobranco – una femmina, come molto spesso accadeva – e anche gli altri si fermarono vedendo il leader fermarsi. Sembrava incredibile… nessuna fuga, nessun folle stampede, niente di tutto ciò. Mi resi conto, senza ombra di dubbio: mi trovavo servito di quello che così tante volte avevo sentito nelle narrazioni ma mai prima sperimentato di persona… il leggendario Stand!” Leggi il resto

La distruzione delle mandrie di bisonti

Pellicce di bisonti accatastate
Le ferrovie (ben dopo il 1860), con gli enormi campi di lavoro che le circondavano, facevano fuggire i bisonti, rendendo stabile la separazione delle mandrie a nord e sud del Platte.
Il continuo attraversamento delle piste e l’utilizzo intenso dei treni, tra l’altro, inducevano ad una caccia spietata dei capi rimasti in zona, al fine di nutrire i pionieri ed i lavoranti che a migliaia costruivano le nuove tratte ferroviarie.
Pascoli che potevano essere considerati remoti divennero in breve tempo a portata di molte tasche: bastava pagare un biglietto di treno. Cacciatori e curiosi ricercavano le mandrie di bisonti per farsi fotografare a fianco ad un grosso maschio appena ucciso.
Le stesse proprietà delle linee ferroviarie ingaggiavano cacciatori professionisti affinché provvedessero a procurare cibo (ovvero bisonti) ai lavoranti. In questi anni nacque la leggenda di Buffalo Bill, il cacciatore che in pochi mesi di lavoro per le ferrovie cacciò quasi 5000 bisonti. Leggi il resto

I grandi traffici della frontiera

A cura di Luana Leonini

Nei primi tempi della colonizzazione, i francesi sfruttarono per lo più il commercio delle pelli, mentre gli spagnoli si dedicarono soprattutto all’estrazione dei minerali e all’allevamento del bestiame. Nei territori colonizzati dagli inglesi predominava l’agricoltura.
Il commercio franco-indiano delle pellicce iniziò con Jacques Cartier nel 1534, lungo il fiume S. Lorenzo. La loro intenzione era stata quella di trovare un passaggio a nord-ovest per raggiungere l’Oriente, e invece trovarono il ricco commercio delle pellicce e l’interesse degli indiani che desideravano i prodotti europei.
Basandosi sui risultati delle spezioni di Cartier, Samuel de Champlain arrivò nella Nuova Francia nel 1603 con lo scopo di avviare trattative con gli indiani per lo sfruttamento delle pelli. Leggi il resto

Tutto per le pellicce

Nella storia del west la caccia organizzata agli animali da pelliccia fu alla base di gran parte delle esplorazioni di zone sconosciute ai bianchi, di una larga fetta dei primissimi contatti con i gruppi tribali che risiedevano nelle regioni occidentali degli attuali USA, di una forte incentivazione al movimento di massa che avrebbe caratterizzato, infine, gran parte del XIX secolo.
La Compagnia delle Pellicce delle Montagne Rocciose (Rocky Mountains Fur Company) nacque nel 1822 per iniziativa del Generale H. Ashley e di Andrew Henry, due mercanti di pellicce della regione di Saint Louis. Alla loro compagnia prestarono i propri servizi quei cacciatori ed esploratori che sarebbero presto entrati nell’immaginario collettivo.
Tra loro ricordiamo Jim Bridger (che fu, forse, il primo bianco a visitare la regione del Gran Lago Salato ove sarebbero andati a vivere i Mormoni), il cacciatore di colore James Beckwourth, Edward Rose (un pirata di acqua dolce che aveva abbandonato le vie dell’illegalità), William ed Andrew Sublette (i coraggiosi ed intrepidi fratelli che nel 1832 scamparono alla disfatta di Pierre’s Hole in cui un folto gruppo di cacciatori venne sconfitto dai Gros Ventre), Jedediah Smith (un Metodista che accompagnato dalla sua Bibbia seppe catturare fino a 668 castori – trasformati in pellicce – in una sola stagione). Leggi il resto

Ombre Rosse sulla Nuova Olanda

A cura di Pietro Costantini

Fin dal 1606 gli Olandesi esplorarono il fiume San Lorenzo in cerca di pellicce, sfidando il monopolio francese; in quell’area la nave Witteleeuw catturò due vascelli francesi e saccheggiò olio di balena, fucili e altre ricchezze da navi portoghesi e spagnole. In seguito presero avvio in America imprese più legittime: il 26 luglio 1610 Arnout Vogels di Amsterdam inviò con brevetto la nave de Hoope in risposta alle scoperte di Henry di Hudson che, solo l’anno prima, era stato al soldo degli Olandesi. Vogels si occupava anche del commercio delle pellicce con la Russia, ma gli era stato negato l’accesso alla Nuova Francia. Tentò perciò di superare il monopolio francese commerciando con gli Indiani direttamente risalendo il fiume Hudson appena scoperto e tramite due mercanti francesi che potevano commerciare con la Nuova Francia. Così iniziò la concorrenza e la cooperazione franco-olandese in Nord America nel commercio delle pellicce. Leggi il resto

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