La vecchia frontiera

A cura di Domenico Rizzi

L’avventura inglese nel continente nordamericano iniziò in maniera tanto strana quanto rocambolesca, quasi guidata dalla mano invisibile di una mente che avesse già tracciato il futuro dell’America. I Pellirosse avevano avuto presagi dell’arrivo degli uomini bianchi provenienti dalla “grande acqua” dell’Oceano Atlantico, ma l’uomo che doveva creare la prima colonia rischiò di non vedere neppure la posa della prima pietra.
John Smith (1580-1631) barbuto ventisettenne di Willoughby, nel Lincolnshire, già protagonista di mille imprese sui campi di battaglia d’Ungheria e di Russia, prigioniero dei Turchi ai quali era sfuggito grazie al fascino esercitato – così sosteneva – su un bella principessa, giunse in vista della Chesapeake Bay in catene, per avere sobillato l’equipaggio, rendendosi colpevole di ammutinamento.
Difatti il capitano Cristopher Newport – che comandava le tre navi “Susan Constant”, “Discovery” e “Godspeed”, con 143 uomini a bordo – lo aveva fatto mettere ai ferri, con la promessa di impiccarlo al primo albero incontrato dopo l’approdo. Leggi il resto

Osceola, capo dei Seminole

A cura di Isabella Squillari

Osceola Per capire la vita di Osceola e i tempi in cui visse (e il suo rapporto con essi) è necessario dare uno sguardo alla situazione degli Stati Uniti del tardo ‘700 – inizio ‘800, e ai loro rapporti con i Seminole. Durante questo periodo, i Seminole combatterono per mantenere le loro terre in Florida, e si opposero al tentativo del governo statunitense di costringerli a ritirarsi ad ovest nei territori indiani, l’attuale Oklahoma. Originariamente i Seminole facevano parte della confederazione dei Creek, e vivevano nei territori che oggi sono l’Alabama e la Georgia.
Tuttavia, all’inizio del 1700 la tribù mosse verso la Florida, che in origine era stata occupata degli spagnoli. Stabilitasi in Florida, la tribù divenne conosciuta con il nome di “Runaways” (Fuggitivi) o Seminole. Leggi il resto

Billy Bowlegs e la lotta dei Seminole

A cura di Paolo Brizzi

Billy Bowlegs
Se si chiedesse ad un Americano il nome di un capo Seminole la risposta più frequente sarebbe Osceola, ma al secondo posto verrebbe probabilmente Billy Bowlegs. Osceola, oggi figura leggendaria della resistenza Seminole alla rimozione nel Territorio Indiano, non era in realtà un capo ma un leader di guerra inizialmente con un piccolo seguito personale e non era un Seminole purosangue ma un meticcio che aveva probabilmente solo un ottavo di sangue indiano, figlio di un uomo bianco, William Powell, e di una donna Creek, Polly Copinger, della città di Tallassee, Alabama; Billy Bowlegs era un vero Seminole, nato in Florida ed appartenente alla dinastia reale seminole, quella che ebbe il proprio capostipite in Cowkeeper, fondatore della nazione. Leggi il resto

Micanopy, in guerra coi Seminole

A cura di Carlo Galliano

Il capo Micanopy
Nacque circa nel 1780 in un villaggio vicino alla attuale città di St. Augustine (contea di Johns nella Florida Settentrionale), nella banda Alachua della tribù dei Seminole.
Questa banda era la diretta discendente della suddivisione Oconee dei Creek del Sud, che furono tra i primi ad arrivare, intorno al 1750, dalla Georgia centrale ed a colonizzare la Florida, diventando così il nucleo dei futuri Seminole.
Nell’ adolescenza il suo nome indiano era Sint Chakkee che significa “Frequentatore di
Paludi”. Nipote del famoso capo King Payne, diventò capo ereditario nel 1819, alla morte del capo Bolek (o Bowlegs “Gambe Arcuate”).
Da quel momento i bianchi lo conobbero con il nome Micanopy che deriva dalle parole del dialetto Hitchiti “miko” (capo) e “naba” (sopra).
Divenne anche conosciuto con il suo nome di battaglia Halpatter Hadjo (o Halputta Hadijo) che significa “Alligatore Pazzo”. Leggi il resto