La storia di Olive Oatman

A cura di Massimo Bencivenga


Olive Oatman
I racconti e la cinematografia, i fumetti e i libri, le canzoni e le ballate ci hanno abituato ad immaginare un bianco, bambino o adulto, che vive pacificamente con i Nativi.
Ma le cose non andavano sempre così lisce, né tantomeno così pacificamente. Andremo un po’ a vedere la storia di Olive Oatman. Leggi il resto

Il massacro di Mountain Meadows

A cura di Marco Chiornio

Il primo maggio del 1857 una carovana composta di oltre quaranta carri – con mille capi di bestiame e diverse centinaia di cavalli e in cui viaggiavano 142 pionieri con le loro famiglie – lasciò l’Arkansas, per dirigersi in California.
Era un periodo difficile quello, visto il progressivo aumentare della tensione tra le varie famiglie di Mormoni, dovuto alla crescente paura nei confronti del Governo Federale. Il Presidente James Buchanan, avendo ricevuto rapporti di attività sospette nel territorio dello Utah, decise di inviare in loco un nuovo governatore, Brigham Young, affinché prendesse il posto dell’attuale governatore Mormone.
I Mormoni, però, temevano che l’instaurazione di un più forte Governo Federale in Utah avrebbe portato alla distruzione delle loro tradizioni. Leggi il resto

L’odissea dei mormoni

A cura di Domenico Rizzi

Una carovana di Mormoni nello Utah
Le origini dei Mormoni, che risalgono ad un’epoca relativamente recente rispetto ad altre confessioni, permangono abbastanza oscure e fanno riferimento a Joseph Smith, nato a Sharon, nel Vermont, il 23 dicembre 1805. Cresciuto in un famiglia di cultura neo-massonica (il padre Joseph senior e il fratello maggiore Hyrum erano iscritti alla Massoneria) fortemente convinta dell’esistenza di angeli e dèmoni quanto della possibilità che Dio potesse trasmettere rivelazioni agli uomini, Joseph approfondì sempre più lo studio della Bibbia fino al giorno in cui dichiarò di avere ricevuto un messaggio rivoluzionario dalle entità celesti. Sulla base di questa e di altre visioni successive, raccontò infatti che tutte le religioni esistenti versavano in errore e poco tempo dopo dichiarò che un arcangelo di nome Moroni lo aveva guidato nel 1827 sulla collina di Cumorah, nei pressi di casa sua, alla scoperta di un libro misterioso contenente molte verità sconosciute. Leggi il resto

Piste e sentieri del west

Un conestoga in marciaI primi veri esploratori del Nord America furono senza alcun dubbio gli indiani. Uomini e donne espertissimi, spesso legati ad uno stile di vita nomade, gli indiani girarono in lungo ed in largo, visitando ogni posto in cui gli fosse possibile arrivare e conveniente restare.
La ragnatela dei loro spostamenti disegnava a volte gli stessi itinerari ed i ripetuti passaggi segnavano le piste. Il continuo attraversamento di decine e centinaia di persone, a più riprese nel corso dello stesso anno, impediva la crescita dell’erba e questi sentieri, larghi originariamente appena quanto un uomo, restavano ben visibili, ma ai soli occhi di chi sapeva muoversi in quelle terre.
Il segreto delle piste indiane si tramandava di generazione e generazione e rimaneva tale in quanto raramente l’uomo bianco riusciva a riconoscerle per farne utilizzo. Leggi il resto

Incursioni e razzie nelle terre dei Mormoni

A cura di Gianni Albertoli

Nelle terre dello Utah i popoli “Numic”, meglio conosciuti come “Shoshonean”, e parlanti dialetti delle lingue Uto-Aztecan, si sarebbero divisi in quattro gruppi distinti: gli Shoshone settentrionali, i Goshute o Western Shoshone, i Southern Pajute e gli Ute veri e propri. Questi ultimi (“Nuciu”) erano divisi in due gruppi, l’orientale e l’occidentale. Il primo gruppo occupava gli altopiani e le Rocky Mountains del Colorado, ma anche alcune terre del New Mexico settentrionale. Gli Ute orientali comprendevano gli Yamparka e i Parianuc (White River Utes), i Taviwac (Uncompahgre Ute), i Wiminuc, i Kapota e i Muwac (Southern e Ute Mountain). Il gruppo occidentale (Utah Utes) occupava le terre centrali dello Utah e comprendeva i Cumumba (Cucumbah o Weber Ute), i Tumpanuwac (Timpanogo), gli Uinta-ats, i Pahvant, i San Pitch e gli Sheberetch (Uintah Utes).
L’eminente studioso John R. Swanton affermava che gli Utes erano strettamente affini ai Paiutes, ai Kawaiisu e ai Chemehuevi, ma le sue suddivisioni erano ben diverse da quelle sopra citate. Leggi il resto

La Guerra Navajo-Mormone

A cura di Marco Aurilio

L’arrivo dei Mormoni nel Grande Bacino nel 1847 segnò un importante evento nella storia dei Navajo, poiché sarebbero stati costretti a relazionarsi con quello che spesso fu un nuovo nemico. Con la formazione del territorio dello Utah i religiosi consolidarono la loro presenza in maniera definitiva .Inizialmente le relazioni con i Dinè si mantennero tranquille, non per molto, prima che i conflitti per il possesso dell’acqua e delle terre scoppiassero. Numerose missioni, che avevano il compito non solo di convertire gli Indiani ma anche di esplorare il territorio, furono istituite e nel sud Utah la prima e più importante fu quella di Santa Clara. Nel 1850 dall’ Est arrivò in Utah uno degli uomini più importanti per il movimento religioso: Jacob Hamblin, che giocò un ruolo fondamentale nei rapporti con gli aggressivi Navajo. Nel 1858 il leader mormone partì a capo di una spedizione diretta dagli Hopi che fu intercettata al Kaibeto Plateau da Todích’íi’ni Nééz (L’Uomo altro del Clan Bitter water) un importante capo di guerra, che anni prima aveva guidato i Navajo nella “Three War Peaks Battle” sconfiggendo una forza di invasori Ute ben quattro volte più numerosa. Leggi il resto

La sconfitta di Grattan

A cura di Sergio Mura

Fort Laramie nel 1849
Con il 1849 finì l’epoca del commercio delle pellicce nelle pianure del nord ovest degli attuali Stati Uniti. Allora quei posti erano saldamente nelle mani delle varie famiglie della nazione Sioux, una tra le più bellicose sul suolo americano. Finì perché il Governo decise che si doveva intervenire per tutelare il flusso crescente di bianchi che attraversavano le zone dell’Upper Platte per dirigersi verso Ovest. Gli indiani erano sempre più nervosi anche a causa delle ondate di malattie terribili quali il colera, il morbillo ed il vaiolo che li decimavano e contro le quali non erano in grado di opporre alcuna resistenza.
“Sono magie dei bianchi”, era la voce che correva da un campo all’altro, diffondendo un odio sempre più radicato e, apparentemente, ben motivato.
Il Governo, dunque, decise per l’acquisto del vecchio posto di scambio della compagnia delle pellicce, Laramie Fork, per trasformarlo in poco tempo in una postazione militare che venne chiamata Fort Laramie. Leggi il resto

I Mormoni verso la terra promessa nel west

A cura di Sergio Mura

In viaggio!
Le loro convinzioni religiose hanno fatto sì che i fedeli della “Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli ultimi giorni” siano stati malvisti e persino perseguitati fin dalla fondazione della chiesa stessa, nel 1830. Subire violenze senza difendersi non era cosa semplice, per cui i Mormoni dovettero accettare di spostarsi continuamente da un posto all’altro, alla ricerca di un minimo di stabilità e tranquillità. Il profeta Joseph Smith guidò i Mormoni tra Ohio, Missouri e Illinois, ma la diffidenza e la violenza che finivano per circondare quella gente erano incredibili. Nel Missouri si arrivò persino a proclamare uno speciale ordine di sterminio. Quando Joseph Smith venne ucciso in Illinois nel 1844, fu chiaro a tutti i Mormoni che la pace andava ricercata altrove, più a Ovest. In questo clima di folle e cieca persecuzione, divenne famoso Brigham Young che spinse la sua gente verso l’accettazione di un nuovo trasferimento a ovest, così tanto a ovest da lasciarsi alle spalle il territorio degli Stati Uniti!
Nell’inverso 1846-47 Brigham Young, con l’aiuto di un certo Thomas L. Kane di cui divenne amico, portò i Mormoni fin nel Territorio Indiano dove venne posta la base per il successivo trasferimento verso la Great Salt Lake Valley. Leggi il resto

Black Hawk (Falco Nero)

A cura di Carlo Galliano

Un ritratto di Black Hawk
Black Hawk nacque nel 1830 vicino alla città di Spring Lake (Utah) nella banda San Pitch della tribù degli Ute occidentali. Questo secondo la maggior parte degli storici.
Alcune altre fonti lo danno invece appartenere alla banda Timpanogot dello zio, il capo Wakara.
Il suo vero nome indiano era Noonch, ma tra i bianchi venne conosciuto con altri due nomi:
Antenguer, come lo chiamarono i trapper francesi, e Black Hawk, che gli venne dato dal capo mormone Brigham Young, di cui divenne amico, in onore del famoso capo omonimo della tribù dei Sauk. Quando il capo Aropene morì, nel 1860, egli ne ereditò il comando.
Fu un capo dalle straordinarie capacità organizzative, politiche e militari e protagonista assoluto di una delle guerre degli Ute occidentali, quella che iniziò ufficialmente il 9 Aprile 1865 a causa di un diverbio occorso durante un incontro pacifico tra una delegazione indiana ed alcuni mormoni nella città di Manti. Leggi il resto

L’olio di roccia

Grazie a Sergio Bonelli Editore

Sembra una leggenda, ma è storia vera. Un certo Samuel Kier estraeva sale da un pozzo, sul fiume Allegheny, in Pennsylvania, e gli affari gli andavano piuttosto bene, finché un’infiltrazione di olio minerale gli mandò tutto in malora.
Kier non si perse d’animo: rinunciò al sale, imbottigliò l’olio e cominciò a venderlo come medicinale portentoso.
La pubblicità del petrolio di Kier, o olio di roccia, lo garantiva come rimedio infallibile contro “bronchite, tracheite, polmonite, emorroidi, diarrea, colera, reumatismi, gotta, asma, nevralgie, attacchi biliari, verme solitario, eruzioni cutanee e infiammazioni agli occhi”.
La panacea universale di Kier destò l’interesse dell’industriale Georg Bissel che la fece analizzare scoprendo così che si trattava di “una materia prima da cui si possono ottenere prodotti preziosi”. Leggi il resto