Mitologia degli Indiani d’America

A cura di Cesare Bartoccioni

Quando i bianchi iniziarono a colonizzare il Nord America, vaste foreste coprivano i territori che si estendevano dal Labrador e dalle coste della baia di Hudson giù fino alle terre alluvionali del Golfo del Messico.
Questi territori erano abitati da moltissime tribù connesse con le grandi famiglie Algonchina ed Irochese: bellicose tribù di cacciatori. I miti di queste grandi tribù sono popolati di figure ideali di eroi civilizzatori, considerati in parte come i primi uomini, in parte come demiurghi e creatori. Tali esseri possiedono la conoscenza delle arti magiche, ed hanno il potere di trasformarsi in animali. Leggi il resto

Zoologia di frontiera

A cura di Luca Barbieri

Mettetevi nei panni di uno zoologo di fine Ottocento e immaginatevi con il vostro salario mensile della Yale University, i vostri occhialini con lenti piccole e tonde, la vostra calvizie incipiente, e soprattutto il vostro taccuino sul quale segnare con una grossa V il nome dell’animale che stavate cercando una volta (finalmente!) visto con i vostri stessi occhi… Perfetto.
Immaginatevi ora la stessa scena, ma dopo aver ascoltato un paio d’ore di chiacchiere da campo, intorno al falò scoppiettante di un bivacco, circondato da rudi montanari del Minnesota, da barbuti trapper del Montana o magari da chiassosi vaccari texani.
Avete focalizzato la scena? Perfetto. Leggi il resto

La nascita del mito Western nell’Ottocento: l’esportazione del mito del west – 17

A cura di Noemi Sammarco
Tutte le puntate: 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12, 13, 14, 15, 16, 17.


L’ESPORTAZIONE DEL MITO DEL WEST

Il successo del mito western fu talmente grande che contemporaneamente alle dime novel si svilupparono altre forme di intrattenimento che raccontavano la vita dei coraggiosi eroi della frontiera. Le trame delle dime novel ben si prestavano a divenire sceneggiature teatrali, e molti scrittori di dime novel divennero anche autori teatrali. Nella seconda metà del XIX secolo le forme di intrattenimento di massa si moltiplicarono: libri, giornali, spettacoli teatrali e circensi, dime novel, musei e infine cinema. Esse si rivolgevano ad un pubblico in rapida crescita, con un enorme successo. Leggi il resto

L’accampamento circolare e la danza del sole

A cura di Pietro Costantini


La credenza di essere circondati da forze metafisiche i cui poteri trascendevano la realtà ordinaria portava gli Indiani a osservarle per trarre una spiegazione sull’essenza della realtà, dell’essere, dell’origine e della struttura del mondo. La spiegazione era racchiusa nella mitologia e nelle leggende e poggiava sulla considerazione che la vita, così come si manifestava in ogni forma del regno occupato dall’uomo, palesava un’intrinseca opposizione tra gli aspetti materiali e quelli spirituali. Leggi il resto

I Miti dell’Emersione nelle culture native

A cura di Pietro Costantini

Secondo molte tradizioni mitiche, in principio i primi membri della razza umana furono generati nelle viscere della Terra, all’interno di mondi sotterranei simili a uteri cavernosi. I miti di emersione, particolarmente diffusi tra le popolazioni native americane, ci forniscono i migliori esempi di tali regni sotterranei. I racconti mitici narrano di come i primi esseri umani vennero portati in superficie per vivere alla luce del sole solo dopo essere rimasti a lungo sotto la superficie terrestre, allo stato-per così dire-“larvale”, e dopo aver sviluppato una forma fisica rudimentale e una coscienza umana. Secondo le popolazioni native, questa emersione dal mondo sotterraneo segna la nascita dell’uomo dell’era attuale-o, per usare una locuzione tipica delle popolazioni americane, del “Quinto Sole”-e rappresenta anche la transizione dall’infanzia e dalla dipendenza dal grembo della Madre Terra alla maturità e all’indipendenza.
Nella maggioranza dei casi, si narra che i primi esseri umani che vissero nell’utero della Madre Terra avessero una forma semi-animale o semi-umana. Leggi il resto

Si-Te-Cah: la leggenda dei giganti cannibali del Nevada

A cura di Gian Mario Mollar


Stonegiant, mito irochese

Dimenticate – ma solo per un attimo – le solite teorie evoluzioniste che avete studiato sui banchi di scuola e ricominciamo da capo. C’erano una volta… i giganti. 
Una leggenda Paiute narra la storia dei Si-Te-Cah, un’antica stirpe di giganti cannibali dai capelli rossi che seminava il terrore in quello che oggi viene chiamato Nevada. Il nome significa letteralmente “mangiatori di giunchi”, e si riferisce alla loro abilità nell’intrecciare le fibre di questa pianta acquatica per costruire zattere, utilizzate per guerreggiare con i loro nemici Pajute. Leggi il resto

Jack Fiddler, l’ultimo cacciatore di wendigo

A cura di Gian Mario Mollar


Il suo nome Ojibwa era Zhauwuno-Geezhigo-Gaubow, “Colui che si staglia contro il cielo del sud”, e, nel dialetto Cree, Maisaninnine o Mesnawetheno, “Uomo di stile”, ma gli uomini bianchi della Hudson Bay Company lo soprannominarono Jack Fiddler.
Nato tra il 1830 e il 1840 nella terra selvaggia e rigogliosa a nord ovest del Lago Ontario, figlio di un rispettato e temuto sciamano, divenne a sua volta capo e sciamano della tribù dei Sucker di Sandy Lake. Leggi il resto

Il demone dal dito di ferro

A cura di Luca Barbieri

Sfogliando strani libri si finisce per imbattersi in strani personaggi, come questo “demone dal dito di ferro”, una figura peculiare del folklore degli indiani Cherokee.
Si tratta di un demone muta-forma che causa la morte delle proprie vittime per consunzione, o, in altri termini è la spiegazione mitologica dei decessi per malattie improvvise e rare, e per questo ignote agli sciamani Cherokee. Questo demone è ghiotto di polmoni e fegati umani, e per procurarseli assume l’aspetto di un membro della famiglia alla quale appartiene la vittima prescelta. In questo modo è libero di penetrare nottetempo nelle tende senza venir fermato, al massimo viene scambiato semplicemente per qualche amante focoso. Una volta dentro la tenda, con le proprie quattro dita morbide accarezza la testa della vittima fino a farla addormentare, quindi col quinto dito, quello di ferro, penetra il fianco dell’uomo o della donna addormentati. Leggi il resto

Pale, picconi e piccoli folletti

A cura di Luca Barbieri

Un cercatore d’oro
Nei film e nei fumetti sono quasi sempre arzilli vecchietti un po’ matti, con una statura quasi nanesca, magri come chiodi, senza denti ma in compenso con barbacce incolte da istrice; parlano spesso a vanvera e girano con muli sovraccarichi di arnesi da lavoro e di borracce colme di buon whisky.
Sono i cercatori d’oro, vere icone del genere western, gente caparbia ed ostinata capace di raccontare monumentali frottole su come si può diventare ricchi in meno di un’Avemaria sguazzando come salmoni nei gelidi e pericolosi torrenti di montagna oppure traforando come topi i fianchi di colossali montagne.
Ma, al di là dei luoghi comuni, come si cercava realmente il biondo e prezioso metallo nel vecchio West? Leggi il resto

Zoologia di frontiera (tra gli indiani)

A cura di Luca Barbieri. Seguito di Zoologia di frontiera

Avevamo lasciato, qualche mese fa, il nostro brillante zoologo al soldo della Yale University a censire inesistenti animali inventati dalla fervida fantasia di boscaioli, contadini e mandriani made in USA. Devo francamente ammettere che negli ultimi tempi ho perse le sue tracce, occupato com’ero in faccende d’ufficio, ma proprio oggi ho ricevuto una sua lettera colma di meravigliato stupore per la quantità industriale di nuovi esemplari scoperti fra le tribù pellerossa della nostra Grande Nazione. Per dovere ve ne fornisco un dettagliato riassunto, pur mantenendo una certa cautela nel discorrere di bestie tanto bizzarre da farmi dubitare della sanità mentale del nostro zoologo. Leggi il resto

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