Mitologia degli Indiani d’America

A cura di Cesare Bartoccioni

Quando i bianchi iniziarono a colonizzare il Nord America, vaste foreste coprivano i territori che si estendevano dal Labrador e dalle coste della baia di Hudson giù fino alle terre alluvionali del Golfo del Messico.
Questi territori erano abitati da moltissime tribù connesse con le grandi famiglie Algonchina ed Irochese: bellicose tribù di cacciatori. I miti di queste grandi tribù sono popolati di figure ideali di eroi civilizzatori, considerati in parte come i primi uomini, in parte come demiurghi e creatori. Tali esseri possiedono la conoscenza delle arti magiche, ed hanno il potere di trasformarsi in animali.
Gli indiani d’America credono che ogni elemento della Natura (esseri viventi, piante, pietre…) sia abitato da un potere misterioso, che si diffonde ed influenza gli altri esseri. Gli Irochesi (1) lo chiamano “Orenda”, mentre per gli Algonchini (2) è “Manitou”. Esso comprende tutti i poteri magici della “medicina”, dai più bassi ai più elevati. Gli uomini devono ottenere il controllo dei poteri più piccoli, e nel frattempo fare tutto il possibile per ottenere il favore degli spiriti intelligenti, i “Manitou”. Leggi il resto

Il demone dal dito di ferro

A cura di Luca Barbieri

Sfogliando strani libri si finisce per imbattersi in strani personaggi, come questo “demone dal dito di ferro”, una figura peculiare del folklore degli indiani Cherokee.
Si tratta di un demone muta-forma che causa la morte delle proprie vittime per consunzione, o, in altri termini è la spiegazione mitologica dei decessi per malattie improvvise e rare, e per questo ignote agli sciamani Cherokee. Questo demone è ghiotto di polmoni e fegati umani, e per procurarseli assume l’aspetto di un membro della famiglia alla quale appartiene la vittima prescelta. In questo modo è libero di penetrare nottetempo nelle tende senza venir fermato, al massimo viene scambiato semplicemente per qualche amante focoso. Una volta dentro la tenda, con le proprie quattro dita morbide accarezza la testa della vittima fino a farla addormentare, quindi col quinto dito, quello di ferro, penetra il fianco dell’uomo o della donna addormentati. Leggi il resto

Pale, picconi e piccoli folletti

A cura di Luca Barbieri

Un cercatore d’oro
Nei film e nei fumetti sono quasi sempre arzilli vecchietti un po’ matti, con una statura quasi nanesca, magri come chiodi, senza denti ma in compenso con barbacce incolte da istrice; parlano spesso a vanvera e girano con muli sovraccarichi di arnesi da lavoro e di borracce colme di buon whisky.
Sono i cercatori d’oro, vere icone del genere western, gente caparbia ed ostinata capace di raccontare monumentali frottole su come si può diventare ricchi in meno di un’Avemaria sguazzando come salmoni nei gelidi e pericolosi torrenti di montagna oppure traforando come topi i fianchi di colossali montagne.
Ma, al di là dei luoghi comuni, come si cercava realmente il biondo e prezioso metallo nel vecchio West? Leggi il resto

Zoologia di frontiera (tra gli indiani)

A cura di Luca Barbieri. Seguito di Zoologia di frontiera

Avevamo lasciato, qualche mese fa, il nostro brillante zoologo al soldo della Yale University a censire inesistenti animali inventati dalla fervida fantasia di boscaioli, contadini e mandriani made in USA. Devo francamente ammettere che negli ultimi tempi ho perse le sue tracce, occupato com’ero in faccende d’ufficio, ma proprio oggi ho ricevuto una sua lettera colma di meravigliato stupore per la quantità industriale di nuovi esemplari scoperti fra le tribù pellerossa della nostra Grande Nazione. Per dovere ve ne fornisco un dettagliato riassunto, pur mantenendo una certa cautela nel discorrere di bestie tanto bizzarre da farmi dubitare della sanità mentale del nostro zoologo. Leggi il resto

Zoologia di frontiera

A cura di Luca Barbieri

Mettetevi nei panni di uno zoologo di fine Ottocento e immaginatevi con il vostro salario mensile della Yale University, i vostri occhialini con lenti piccole e tonde, la vostra calvizie incipiente, e soprattutto il vostro taccuino sul quale segnare con una grossa V il nome dell’animale che stavate cercando una volta (finalmente!) visto con i vostri stessi occhi…
Perfetto.
Immaginatevi ora la stessa scena, ma dopo aver ascoltato un paio d’ore di chiacchiere da campo, intorno al falò scoppiettante di un bivacco, circondato da rudi montanari del Minnesota, da barbuti trapper del Montana o magari da chiassosi vaccari texani.
Avete focalizzato la scena? Leggi il resto

Five fingers

Un western atipico, duro e violento, dalle atmosfere gotiche e con forti contaminazioni horror. Luca Barbieri estrae dal cilindro cinque storie da brivido e le cuce insieme in modo originale, conducendo il lettore in una tetra esplorazione delle oscure regioni della Frontiera e dell’animo umano.
Scorrendo le pagine di questo libro il pensiero vola immediatamente al romanziere texano Joe Lansdale e ai suoi bizzarri personaggi sputati fuori dal ventre di un West selvaggio e scellerato, ma Barbieri guarda sicuramente anche ai polverosi paesaggi descritti da Cormac McCarthy, ai solitari cavalleggeri di Gordon Shireffs, agli indomabili guerrieri indiani di Elmore Leonard, alle inquietanti “storie di soldati” di Ambrose Bierce. Leggi il resto