Il massacro Dade

A cura di Sergio Mura


La Seconda Guerra Seminole – che durò fino al 1842 – ebbe un notevole impulso con il cosiddetto “Massacro Dade”, un tragico e terribile evento del 1835 che segnò anche una gravissima sconfitta per l’esercito degli Stati Uniti. L’episodio non è unico nella storia delle guerre indiane, ma ha una sua rilevanza anche per via del numero dei soldati che furono coinvolti nel massacro. Leggi il resto

Il massacro di Spirit Lake

A cura di Cristiano Sacco e Isabella Squillari

Dentro la piccola capanna lo scoppio del fucile doveva essere stato assordante. Colpito alla schiena, Rowland Gardner cadde e morì senza lottare. Nell’arco di pochi minuti, sua moglie, sua figlia, suo figlio e due nipoti furono picchiati a morte con il calcio dei fucili e con ceppi di legna da ardere. Leggi il resto

Il massacro di Deerfield

A cura di Pietro Costantini

La Nuova Inghilterra era luogo di coloni tenaci e ricchi di propositi, gente solida e produttiva. Ma ciò presenta anche la sua parte di tensioni interne e di sconvolgimenti, anche di mortale violenza. La Nuova Inghilterra fu anche un luogo di guerre ricorrenti, soprattutto nei cento anni che precedono la Rivoluzione Americana.
Molte di questi erano conflitti intercoloniali, anche internazionali, cui la Nuova Inghilterra si univa alla madrepatria come un partner molto giovane.
I Francesi a nord in Canada e le varie tribù indigene in ogni direzione erano nemici determinati e insieme formidabili. Leggi il resto

La strage di Marias River

A cura di Cesare Bartoccioni


Quello che è passato alla Storia come “Massacro del fiume Marias” (23 Gennaio 1870) fu causato da una spedizione punitiva indirizzata contro una banda di Indiani ribelli.
Nell’autunno precedente, Malcolm Clarke, un influente ranchero del Montana, accusò un guerriero Piedi Neri, Owl Child, di avere rubato alcuni dei suoi cavalli.
Aveva quindi punito l’Indiano frustandolo brutalmente.
Ferito più nell’orgoglio che nel corpo, per vendicarsi Owl Child ordinò una rappresaglia e alcuni suoi compagni massacrarono Clarke e ferirono gravemente suo figlio nella loro casa vicino a Helena. Leggi il resto

15 ottobre 1880, Victorio ucciso a Tres Castillos

A cura di Patrizia Ines Roggero


La storia dei Nativi Americani è segnata da guerre, esodi verso terre spesso lontane da quelle natie e fughe dai confini delle riserve. Nemmeno gli Apache Mimbreño di Victorio, ne sono stati risparmiati. Ma chi era questo condottiero?
Probabilmente nato nel 1825 con il nome di Bidu-ya, Beduiat, è conosciuto come Victorio “Il Lupo degli Apache”. Una leggenda narra che fosse di origine messicana, rapito dal Rancho del Carmen e allevato dagli Apache, ma non è così. Era un Mimbreño a tutti gli effetti, così come sua sorella Lozen “Dextrous Horse Thief”, guerriera e profetessa, che Victorio stesso definì “Forte come un uomo, più coraggiosa degli altri. È la mia mano destra. È lo scudo del mio popolo.” Leggi il resto

Il massacro di Wounded Knee

126° anniversario della battaglia di Wounded Knee (29-12-1890 / 29-12-2016)

La notizia dell’uccisione di Toro Seduto si diffuse nelle grandi pianure con la velocità del lampo ed arrivò anche, com’era logico, fino alla banda di Sioux Minneconjou di Piede Grosso (Si Tanka, 1825-1890).
Giunse portata da alcuni Hunkpapa della banda di Toro Seduto in fuga dai soldati.
Appena il capo apprese la notizia, sentì a tal punto l’imminenza del pericolo che preferì decidere lo smantellamento del campo e la partenza della sua gente verso Pine Ridge, nella speranza di potersi mettere sotto la protezione di Nuvola Rossa.
La Ghost Dance, il movimento spirituale promosso da Wovoka, prometteva agli indiani che vi aderivano di restituirgli il mondo com’era prima dell’arrivo dell’uomo bianco. Leggi il resto

Come finì il regno di Manitù

A cura di Siegmund Ginsberg

George Washington
Gli ordini venivano direttamente da Washington. Non si sarebbe dovuto mostrare la minima esitazione nell’operazione contro «le tribù ostili delle sei nazioni», e i loro «sodali e clienti». Niente compromessi, nessun «tentativo di pacificazione», quando è in gioco la sicurezza dell’America. «La nostra sicurezza futura risiede nel renderli incapaci di danneggiarci e nel terrore che la severità della punizione saprà instillare nelle loro menti», suonavano gli ordini firmati da George Washington il 31 maggio 1779, indirizzati al maggior-generale John Sullivan. «L’obiettivo immediato è la distruzione totale dei loro insediamenti e la cattura del maggior numero di prigionieri di entrambi i sessi e di tutte le età… sarà essenziale devastare i campi impedendo il raccolto in corso e quelli futuri… consiglio e raccomando di insediarsi al centro del territorio indiano con una scorta sufficiente di vettovaglie munizioni e da lì far partire le spedizioni contro i villaggi all’intorno, dando istruzioni di farlo nel migliore e più efficace dei modi, così che il paese non venga semplicemente saccheggiato, ma distrutto…» Leggi il resto

Black Kettle (Pentola Nera)

A cura di Marco Chiornio

Un rarissimo ritratto di Black Kettle
Si hanno a disposizione solo poche note sulla vita del capo dei Cheyenne del Sud Pentola nera (????-1868), ma i suoi ripetuti sforzi per assicurare al suo popolo una pace dignitosa, nonostante le promesse non mantenute dall’uomo bianco e diversi attentati di cui fu vittima, ci fanno capire che grande condottiero sia stato e ci insegnano quanto fosse determinata la sua fiducia nella coesistenza tra la società dei bianchi e la cultura dei popoli delle pianure.
Pentola Nera visse nei vasti territori del Kansas dell’Ovest e del Colorado dell’Est, territori che secondo il Trattato di Fort Laramie del 1851 appartenevano al popolo Cheyenne.
A meno di dieci anni dalla firma dell’accordo, ad ogni modo, la corsa all’oro del Pikes Peak (1859), causò un enorme aumento della popolazione in Colorado, con una conseguente intensificazione degli insediamenti di bianchi in territorio Cheyenne. Leggi il resto

Il massacro Grattan

A cura di Valentina Magagnin


Un’immagine della battaglia – clicca per INGRANDIRE
Correva l’anno 1851. Tra il governo degli Stati Uniti e le tribù Sioux, Cheyenne, Arapaho, Crow, Assiniboin, Mandan, Atsina, Arikara venne stipulato il trattato di Fort Laramie con cui venivano riconosciuti ai Nativi i territori delle Grandi Pianure “fintanto che l’acqua scorri e le aquile volino”. Leggi il resto

La storia di Olive Oatman

A cura di Massimo Bencivenga


Olive Oatman
I racconti e la cinematografia, i fumetti e i libri, le canzoni e le ballate ci hanno abituato ad immaginare un bianco, bambino o adulto, che vive pacificamente con i Nativi.
Ma le cose non andavano sempre così lisce, né tantomeno così pacificamente. Andremo un po’ a vedere la storia di Olive Oatman. Leggi il resto

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