Victorio

A cura di Josephine Basile

VictorioVictorio ebbe fama tra i suoi contemporanei, amici e nemici, come valoroso capo degli Apache Mimbres, appartenenti alla famiglia dei Chiricahua. Nacque nel 1825 in tempi in cui ancora la vita degli Apache scorreva lungo binari certamente difficili, ma ancora accettabili, tra lotte con altre tribù indiane e Messicani. I tempi, però mutarono molto presto e già dagli anni ’50 del secolo XIX gli Apache furono impegnati sul fronte della dura sopravvivenza, stretti tra l’invasione incontrollabile dei coloni bianchi e la voglia di rivalsa dei Messicani, sempre in caccia di scalpi e ben disposti a pagarli pur di avere la conferma della morte di più Apache possibile.
Dai diversi censimenti risulta che Victorio ebbe una sola moglie – il cui nome non è conosciuto – e 5 figli, 3 dei quali morirono durante il corso delle sue guerre. Si conosce il nome dell’ultimo figlio ucciso – qualche mese prima della disfatta di ottobre a Tres Castillos – un giovane e focoso guerriero chiamato Washington. Leggi il resto

Le guerre degli Apache


Geronimo alla guida degli Apache – clicca per INGRANDIRE

Il popolo Apache (il cui termine pare certo che derivi direttamente dalla parola in lingua zuni “Apachu” che significava semplicemente “nemico”) è una nazione indiana dell’area sud occidentale degli Stati Uniti. Mentre tutti li chiamavano Apache, loro, come molte altre tribù, si riferivano a sé stessi con il nome Inde o Nde (ossia, pragmaticamente, “il popolo”). Originariamente gli Apache erano divisi in sei gruppi regionali, ognuno di questi era a sua volta composto da numerose bande locali. Leggi il resto

Mangas Coloradas

A cura di Maria Rosa Valentino e Wichasa Hita Pi Yo

Mangas coloradas (1790 circa – 17 gennaio 1863) era un capo Apache e la sua data di nascita, come per quasi tutti gli indiani, non è certa e alcune fonti lo riportano nato nel 1790, altre nel 1793.
Divenne la guida unica della guerriglia Apache negli anni precedenti e successivi alla guerra civile americana.
Alcune fonti lo ritengono il capo più significativo degli Apache del 19° secolo, anche se alcune bande Apache (Lipan, White Mountain) non lo riconoscevano come loro guida.
Gli americani e i messicani che lo conobbero ed in particolare John Cremony, lo descrivono come una figura imponente, alto circa due metri, fronte alta e spaziosa, viso affilato e naso aquilino, bocca grande, lunghi capelli sciolti e corvini, occhi piccoli e impenetrabili come il ghiaccio e sguardo altero.
Una leggenda lo vuole per metà bianco: padre Apache Mimbreno e madre messicana.
Per molti fu sinonimo di terrore e di violenza, altri lo descrivono come una guida misurata e sincera, amante della pace e della convivenza; l’unico suo interesse era che l’uomo bianco non attraversasse le terre ancestrali degli Apache. Leggi il resto

La battaglia di Pozo Hediondo tra Apache e Messicani

A cura di Renato Ruggeri

All’inizio del gennaio 1851, due spedizioni di guerra Apache invasero lo stato di Sonora. Una era formata da guerrieri della banda Chokonen di Posito Moraga, Triqueno e Yrigollen; Mangas Coloradas guidava il secondo gruppo, che comprendeva i Chihennes di Ponce, i Bedonkohes di Teboca e i Chokonen di Miguel Narbona, Esquinaline e, forse, Cochise, anche se la sua presenza non è certa. Vi erano, poi, alcuni Western Apaches, soprattutto Coyoteros.
Secondo i resoconti Messicani dell’epoca, ogni gruppo era composto da 200 guerrieri. Il giornale El Sonorense scrisse, in seguito, che alcuni trafficanti Anglos avevano armato e accompagnato gli Apaches. Leggi il resto

Il massacro di Santa Rita del Cobre

A cura di Josephine Basile

ZZ71DA055CMolto è stato scritto sul cosiddetto ”Massacro Johnson”, noto anche come il “Massacro di Santa Rita del Cobre” dove – a quanto riferiscono diversi autori – sarebbe stato massacrato il gruppo del capo Apache Juan Josè Compà, dai più ritenuto un Apache Mimbreno (Tchihendè).
J.L. Rieupejrout afferma che questo massacro avvenne nel 1835, nella piazza di Santa Rita del Cobre, nel Nuovo Messico sud-occidentale.
Egli aggiunge che all’eccidio assistette il famoso Mangas Coloradas, che vi sopravvisse.
Anche P. Wellman cita come luogo del massacro la plaza di Santa Rita del Cobre, tanto che tira in ballo anche l’alcalde o capo municipale di questa cittadina mineraria. Leggi il resto

La battaglia di Pozo Hediondo

A cura di Josephine Basile

“Alla fine del 1850, un anno in cui gli Apaches avevano ucciso 111 abitanti del Sonora, il governo federale di Città del Messico cercò di porre rimedio al problema Apache del Sonora, nominando comandante generale e ispettore dei distretti militari un energico, capace ma discusso ufficiale, che si riteneva onniscente: il colonnello Josè Maria Carrasco.
Prima dell’arrivo di Carrasco, una spedizione di guerra Chiricahua invase il Sonora. Secondo i rapporti ufficiali, gli Apaches, divisi in due gruppi di circa 200 guerrieri, devastarono lo stato.
Mangas Coloradas era a capo di un gruppo, mentre Posito Moraga e Yrigollen guidavano l’altro. Verso la metà di gennaio del 1851, gli Apaches si ritirarono a nord, portandosi via 1300 capi di bestiame.”
Edwin Sweeney Leggi il resto

Il regno degli Apache

A cura di Sergio Mura

Nella risalita verso nord dall’America Centrale, gli spagnoli si imbatterono con guerrieri che furono capaci, incredibile dictu!, di insegnar loro molte cose sui comportamenti da autentici selvaggi, sulle torture, ma sopratutto sul coraggio e l’intraprendenza in battaglia. Erano capaci di tenere lezioni agli spagnoli di ben noto sangre caliente!
Gli spagnoli chiamarono questi gruppi di spietati guerrieri Coyoteros perché erano scaltri come i coyote. Gli altri indiani della zona, gli Zuni, invece, li chiamavano Apache, un termine che nella loro lingua significava più modestamente… nemico. E nemici erano! Lo erano realmente, sia per gli Zuni che per molte altre tribù che vivevano in quelle vaste regioni del sud e del sud-ovest. Leggi il resto

Gli Apache al tempo della Guerra Civile

A cura di Pier Aldo Martinelli

La Civil War ebbe inizio il 12 aprile 1861 con l’attacco portato dai Confederati a Fort Sumter ed ebbe termine il 9 aprile 1865 con la resa del Generale Lee. Poco prima della caduta di Fort Sumter, la guerra Apache ebbe il momento più sanguinoso.
All’epoca vi erano solo due forti nella Gadsden Purchase, Fort Brecknridge – sito nelle vicinanze dell’Arivaipa Canyon e del fiume Pedro – e Fort Buchanan, costruito sul fiume Sonora. Entrambi, come accadeva quasi sempre nel vecchio west, non erano veri e propri forti, ma solo degli avamposti. Fort Buchanan, ad esempio, era senza palizzata e fatto di poche case dislocate su un’area abbastanza vasta.
Benché i soldati dell’Unione e i Confederati operassero in Arizona e nel Nuovo Messico, durante la Civil War non vi furono grossi scontri tra loro. Leggi il resto

Nana, il vecchio leone Apache

A cura di Cristina Uderzo

Per molti aspetti la posizione di Nana (nato nel 1805 e morto dopo il 1894 a Fort Sill, Oklahoma), come stratega, nella storia dell’America del Nord, è particolare.
Se Cavallo Pazzo, Osceola e Naso Aquilino (o Naso Romano) avevano un aspetto imponente già di per sé in grado di infondere entusiasmo nei guerrieri, Nana, quando successe a Victorio, era già molto vecchio, piegato dalla gotta e quasi cieco.
Riusciva a camminare con difficoltà, ma stava in sella, quindi cavalcava “come un diavolo” dimostrando una costanza e una perseveranza ammirevoli. A un’età in cui la maggior parte dei capi cedeva il passo ai più giovani, il vecchio apache portò a termine imprese ineguagliabili. Durante la sua vita Nana aveva combattuto contro messicani e americani, partecipando a tutte le grandi imprese di Mangas Coloradas e di Victorio e imparando tutti i trucchi della guerriglia, in cui gli Apache, in quanto a maestria, superarono tutti gli altri indiani. Leggi il resto

Il sanguinario Miguel Narbona

A cura di Josephine Basile

Un guerriero ChiricahuaBenito, un guerriero Chiricahua
Secondo Edwin Sweeney, poco si sà dei primi anni di vita di Miguel Narbona, e in realtà, gli informatori Chiricahua di Eve Ball (tra questi Betzinez e Daklugie) non sapevano nulla di lui. Inoltre, la frammentaria storia orale tramandata presso gli Apache non lo menziona e le ragioni sembrano duplici: in primo luogo Miguel Narbona scomparve verso il 1856, prima dell’occupazione Anglo-Americana dell’Arizona del sud… Perciò egli era praticamente uno sconosciuto per gli Americani; in secondo luogo vi era il fatto che i vari tabù Apache a proposito della morte proibivano di pronunciare il nome dei defunti.
Quindi, a parte ciò che si trova nei meandri degli archivi messicani, se non fosse stato per Merejildo Grijalva – un prigioniero messicano catturato da Miguel Narbona e vissuto con lui – ne avremmo saputo ancora meno di questo potente e sanguinario capo di guerra Chiricahua-Tsokanendè. Leggi il resto