Indian Removal Act (28 maggio 1830)

A cura di Valentina Magagnin


La deportazione degli indiani – Clicca per INGRANDIRE

La definitiva legalizzazione delle politiche di deportazione dei nativi americani nelle terre a ovest del Mississippi si ebbe nel 1830 con l’Indian Removal Act. Questo atto legislativo è solo la perte finale di un’idea che aveva preso lentamente sempre più corpo tra i bianchi, fino a trasformarli da popolo ospite a popolo padrone.
Ma analizziamo le fasi che hanno portato all’approvazione di questa legge.
Nel 1800 venne eletto Presidente degli Stati Uniti Thomas Jefferson (uno dei principali autori della Dichiarazione d’Indipendenza), sotto la sua presidenza ai nativi americani era stato permesso restare a est del Mississippi. Leggi il resto

La battaglia di Carthage

A cura di Antonio Gatti

Il Missouri era uno stato diviso e come tale si presentava all’irruzione della tempesta secessionista che sconvolse tutta l’America. Dal Missouri arrivarono nel 1854 quelle centinaia di “border ruffians” (come erano chiamati ai tempi) i filosudisti che misero a ferro e fuoco il Kansas, uccidendo, depredando, stuprando e commettendo qualunque nefandezza pur di impedire che l’elettorato del Kansas facesse passare una Costituzione anti-schiavista. Nel Missouri, però, c’era anche un forte sentimento unionista, specie nei ceti meno abbienti e nella ricca comunità di origini tedesche che popolava molti villaggi dello Stato. Leggi il resto

La rimozione degli indiani (Indian Removal Act, 1830)

Il famigerato Atto di Rimozione degli Indiani del 26 maggio 1830, il cui nome originale è Indian Removal Act, fu la conseguenza di una fortissima spinta in quella direzione da parte di buona parte degli stati meridionali degli USA, in risposta alla grande agitazione della popolazione, parecchio desiderosa di entrare in possesso di vaste estensioni di terreno ritenute incolte, allora occupate dalle cinque tribù “indiane civilizzate”.
In questo movimento si seppe distinguere particolarmente lo stato della Georgia, il più grande stato a quell’epoca, che fu anche coinvolto in un durissimo contenzioso con i Cherokee.
Fu il presidente Jackson a sostenere la rimozione degli indiani dalle loro terre per ragioni definite di sicurezza nazionale, con la speranza che la rimozione stessa avrebbe potuto chiarire la crisi della Georgia. Leggi il resto

La prima guerra dei Seminole

A cura di Renato Ruggeri

Quando la guerra del 1812 finì, gli Inglesi lasciarono un forte lungo la riva del fiume Apalachiola, in Florida. Era a circa 60 miglia sotto il confine degli Stati Uniti. Il forte era ben fornito di armi e munizioni, compresi alcuni cannoni. I neri liberi, discendenti da schiavi fuggiaschi, erano vissuti in questa regione per generazioni. Subito fecero del forte il loro quartier generale. Le loro fattorie e le terre coltivate si allungavano per 50 miglia lungo il fiume. Più di 300 neri, inclusi le donne e i bambini, lo popolavano, mentre un altro migliaio viveva nella regione circostante. Fort Negro, come fu chiamato, offriva il riparo delle sue mura agli schiavi che fuggivano dalle piantagioni della Georgia e dell’Alabama. Leggi il resto