Il massacro di Spirit Lake

A cura di Cristiano Sacco e Isabella Squillari

Dentro la piccola capanna lo scoppio del fucile doveva essere stato assordante. Colpito alla schiena, Rowland Gardner cadde e morì senza lottare. Nell’arco di pochi minuti, sua moglie, sua figlia, suo figlio e due nipoti furono picchiati a morte con il calcio dei fucili e con ceppi di legna da ardere. Leggi il resto

Inkpaduta

A cura di Cristiano Sacco

Ritratto di Inkpaduta
Inkpaduta nacque verso il 1815 nel Sud Dakota, a Wanton River, dalla gente dakotah chiamata Wahpekute. Suo padre, di nome Wamdesapa, era uno dei capi minori dei Wahpekute, sua madre veniva dalla gente Lower Sisseton.
Crebbe tra le pressioni cui erano sottoposti i Dakotah, da una parte esercitate dai coloni bianchi e dai trattati per l’acquisto delle loro terre, e dall’altra dai Chippewa, armati dai commercianti bianchi con fucili, per cui questi indiani vennero sospinti sempre più verso ovest.
Dopo la sottoscrizione del trattato del 1825, che limitava il territorio dei Wahpekute, Wamdesapa, uno tra i più accesi oppositori a questo patto, si stabilì sul Vermillion River e nel 1828, durante un litigio, uccise Tasagi, il capo dei Wahpekute.
Ecco perchè lui e la sua banda vennero considerati fuorilegge dalle altre tribù.
Morto Wamdesapa, Inkpaduta divenne il capo di quella gente. Era diventato uomo in mezzo alla violenza, e questa doveva dominare tutta la sua vita, assieme ad una dote straordinaria, quella di colpire di sorpresa e sparire immediatamente dopo. Leggi il resto