I Cheyenne Dog Soldiers

A cura di Gaetano Della Pepa

Le cosiddette “società guerriere” erano quei raggruppamenti che, all’interno delle bande o delle tribù, si incaricavano dell’inquadramento delle individualità dei guerrieri, finalizzandole al bene collettivo. Svolgevano incarichi di “polizia” interna e portavano avanti le attività guerresche sempre in prima linea. La loro rilevanza era enorme, anche se il contatto con i bianchi ne ridusse la portata. Leggi il resto

Dalle “guerre del lutto” alle guerre franco-indiane

A cura di Pietro Costantini

Il coinvolgimento come alleati nei conflitti tra Europei che avvennero tra il 1676 e il 1760 rappresentò un cambiamento rivoluzionario nell’approccio irochese al modo di fare guerra. Le “Guerre del Lutto” (mourning wars) che prendevano origine dalla necessità di rimpiazzare un parente deceduto e che prevedevano raids a grande distanza e spesso su larga scala contro nazioni native rivali per procurarsi prigionieri che potessero essere o adottati o ritualmente torturati e uccisi, erano tipiche della storia militare irochese del periodo precedente e dell’inizio del contatto. Leggi il resto

La guerra del Tule River

A cura di Cesare Bartoccioni

Guerra del Tule River
Gli anni ’50 del 1800 furono un periodo devastante per gli Indiani della California, poiché sciami di minatori duri e attaccabrighe penetrarono nelle loro terre natali.
Gli Indiani venivano spesso massacrati spietatamente o resi schiavi, ed il Governo Federale, che aveva acquisito la California nella Guerra contro il Messico, non riusciva a dar loro alcuna protezione. Leggi il resto

I Pawnee (galleria di immagini)

I Pawnee sono una tribù di Nativi Americani, di lingua caddoan (come gli Arikara che li avevano preceduti nella migrazione verso nord), la quale si era stanziata nelle pianure del Nebraska dal XVI secolo alla fine del XIX secolo. La tribù dei Pawnee è divisa principalmente in quattro gruppi di individui divisi in villaggi: i Chaui, i Pitahauerat, i Kitkehahki e, sia pur considerati un po’ come i cugini poveri, gli Skidi. Il numero attuale di individui ammonta a 5.500.
I Pawnee arrivarono per la prima volta in Nebraska intorno al XVI secolo. Il primo europeo a descrivere i Pawnee fu Francisco Vàsquez de Coronado intorno al 1541. Però, con l’arrivo dei colonizzatori, il numero di individui diminuì lentamente. Nel 1780 la popolazione contava circa 10.000 individui. Leggi il resto

I Mahican, gente di Muhhkunneuw

A cura di Armando Morganti

Gli indiani Mahican furono incontrati dai bianchi nella valle dell’Hudson, in un ampio territorio compreso tra i monti Catskill e il lago Champlain, ma i loro domini originariamente raggiungevano anche l’isolotto di Manhattan e il lago George. A ovest i Mahican potevano estendersi fino al fiume Schoharie e verso est fino alle creste delle montagne del Berkshire (Massachusetts occidentale), e da nord-ovest del Connecticut si estendevano fino alle Green Mountains del Vermont meridionale. Leggi il resto

Il popolo di Coda Chiazzata. Una storia dei Sioux Brulé

A cura di Sergio Mura

“Un uomo dall’abilità straordinaria e dal carattere forte, che svolse un ruolo primario durante la grande crisi che il suo popolo dovette affrontare tra il 1850 e il 1880.” Questo è il giudizio generale che si esprime in questo libro di Coda Chiazzata (Spotted Tale), un valente guerriero Sioux e un grande capo in temppo di guerra prima e di pace poi. La storia di Coda Chiazzata e dei Sioux Brulé è una storia di lotte e sottomissione. Quando il governo americano impose loro una vita in riserva, Coda Chiazzata seppe opporsi con dignità e lungimiranza al proposito dei bianchi di cancellare la cultura, la religione, le tradizioni e i costumi del «popolo delle praterie». Per questo egli mirò fondamentalmente a mantenere inalterati i valori dei Sioux Brulé e tentò in ogni modo di impedire l’attuazione di tutti quei programmi finalizzati alla distruzione della civiltà dei nativi d’America. Leggi il resto

Gli indiani di Edward Sheriff Curtis (galleria)

A cura di Sergio Mura


Edward S. Curtis è stato un coraggioso esploratore, etnologo appassionato e sincero fotografo statunitense delle tribù indiane del suo tempo.
Principalmente, lo scopo essenziale del suo lavoro fu quello di documentare nella maniera più ampia e onesta, servendosi non solo della fotografia, gli usi e i costumi, ormai in via di estinzione, del popolo degli Indiani d’America. Il suo progetto iniziale, ritenuto da tutti assai ambizioso e di difficile realizzazione era di creare una dettagliata raccolta di ogni tipo di testimonianza possibile di indiani, attraverso singole schede. Leggi il resto

Gli indiani, il cavallo e altri animali

Indiani a cavalloCon l’arrivo dell’uomo bianco, le culture, il modo di vita e persino le tradizioni dei Nativi mutarono radicalmente. Il principale elemento di trasformazione fu rappresentato dal cavallo. Originario dell’America, questo animale scomparve in epoca preistorica, spostandosi nelle terre del Vecchio Mondo. Con l’arrivo degli Spagnoli nel continente americano, fece ritorno nei suoi luoghi nativi in cui, trovando un habitat ideale, riuscì a sopravvivere e a moltiplicarsi. Leggi il resto

Il tomahawk, la scure di guerra degli indiani


Un guerriero con un tomahawk

Il Tomahawk, strumento di offesa per eccellenza insieme ad arco e frecce al tempo dei primi scontri tra bianchi e indiani (e anche prima, nell’uso quotidiano delle varie tribù), è la scure da combattimento dei Nativi Americani. In verità fu utilizzata per lungissimo tempo anche dai coloni Europei poichè aveva numerosi pregi e, tra questi, vi era che si prestava anche ad essere lanciata. Leggi il resto

Nelle terre del Saskatchewan con Alexander Henry e David Thompson

A cura di Gianni Albertoli

Il 13 settembre 1808 la spedizione di Alexander Henry e David Thompson, proveniente dalle terre del Red River, si diresse verso le “Butte des Saulteurs” per dar riposo agli esausti cavalli. A “Les Deux Grosses Buttes” (Two Big Hills) la spedizione avrebbe visto in lontananza Fort Vermilion, posto proprio all’entrata del Vermilion River. Nella zona vi era “un grande campo di indiani Slaves”. La spedizione venne ben accolta all’interno della postazione della Hudson Bay Company, mentre gli indiani erano “desiderosi di visitarci”; il comandante del forte, “Mr. Hallette” voleva conoscere i nuovi sviluppi della situazione in Europa. Fort Vermilion era posto nel territorio del Saskatchewan, proprio sulle rive del fiume Vermilion, ma non deve essere confuso con l’omonimo Fort Vermilion sul Peace River. Durante l’estate i traders commerciavano tranquillamente, anche se spesso vi erano problemi tra gli “Slaves” e i Crees, le due tribù si combattevano ormai da lungo tempo. Leggi il resto

Pagina successiva »