Gli Anasazi e il misterioso Chaco Canyon

A cura di Davide Zaccaria

Graffiti del Chaco Canyon
È forse il più importante mistero archeologico del Nord America ed ed è legato alla storia degli Anasazi, una civiltà che ha lasciato moltissime tracce di sè prima di scomparire dalla scena storica circa ottocento anni fa.
Chaco Canyon si trova a Four Corners County, nel punto di incontro tra New Mexico, Arizona, Colorado e Utah, a 160 chilometri da Albuquerque, in una zona con bassa vegetazione e frequenti tempeste di vento. Leggi il resto

Chato, indomito guerriero Apache

A cura di Mirko Di Bella

Chato
Nel firmamento della frontiera americana vi sono astri che brillano fulgidamente e in eterno. Altri, invece, sono obnubilati dai nembi della rinnegazione, addensatisi per onte ingiustamente affibbiate o che, quantomeno, meriterebbero delle oneste analisi e revisioni. Fra le vittime di questa ingenerosa damnatio memoriae, figura Chato: amico, prima, e nemico, poi, di un’assoluta icona americana che risponde al nome di Geronimo. Leggi il resto

Gli indiani Yana nell’alta valle del Sacramento

A cura di Armando Morganti

Gli indiani Yana appartenevano ad un ceppo linguistico riconosciuto come indipendente ma, dopo numerosi studi, sono stati giustamente inseriti fra le tribù della California della grande famiglia Hokan. Con gli Yahi, gli Yana si estendevano dalle terre del Pit River al Rock Creek, e dalle creste della Upper Sacramento Valley fino alle sorgenti dei tributari orientali del Sacramento. Lo Swanton, tenendo sempre separati gli Yahi, divideva gli Yana in tre suddivisioni dialettali: la settentrionale, la centrale e la meridionale. La divisione settentrionale occupava le terre che andavano dal Montgomery Creek al Pit River e al Cedar Creek, quest’ultimo un affluente del Little Crow Creek; la divisione centrale occupava l’intero territorio del Crow Creek e del Bear Creek, mentre quella meridionale era localizzata sul Battle Creek, sul Payne Creek e nelle terre dell’Antelope Creek. Leggi il resto

Mary Schwandt e la grande rivolta dei Sioux del 1862

A cura di Paolo Scanabucci

Questa potrebbe essere l’ennesima storia di guerra tra nativi americani e coloni che tanto ci hanno appassionato e continuano ad appassionarci quando leggiamo un buon libro o vediamo un bel film sull’argomento. È invece la terribile vicenda in cui si è trovata coinvolta, suo malgrado, una ragazza, divenuta poi donna ed emblema del risvolto meno nobile e più crudo di ogni conflitto umano: il suo nome è Mary Schwandt. La sua unica “colpa” fu quella di trovarsi con la sua famiglia,emigrata dalla Germania, in Minnesota il 18 agosto. Mentre i suoi venivano massacrati dai Sioux ad eccezione del fratello che si salvò miracolosamente, lei si trovava in una fattoria vicina. Leggi il resto

Le 500 Nazioni: il misterioso nord-est


Coperta in origine da una fitta vegetazione, l’area delle foreste orientali (comprendente le regioni temperate degli Stati Uniti e del Canada orientali, dal Minnesota e Ontario fino all’oceano Atlantico a Est e fino alla Carolina del Nord a Sud) era abitata inizialmente da cacciatori: intorno al 7000 a.C. vennero introdotte l’agricoltura, la pesca, la lavorazione della pietra e, nella zona dei Grandi Laghi, del rame.
I nativi di quest’area comprendevano gli Irochesi e popolazioni di lingua algonchina, tra cui i Lenape (o Delaware), i Micmac, i Narragansett, gli Shawnee, i Potawatomi, i Menominee, gli Illinois. Alcuni di questi gruppi emigrarono a Ovest nel IX secolo, altri invece rimasero nella regione, raccolti di solito in piccole comunità. Leggi il resto

Gli indiani e il sentiero di guerra

A cura di Sergio Mura

Ai primi uomini bianchi che misero i piedi sul suolo americano, gli indiani dovettero certamente sembrare un qualcosa appena più in là dell’uomo primitivo. Non è una nostra opinione, ma una certezza derivante dalla lettura dei diari e delle relazioni del tempo. Agli europei che arrivavano in America interessava solo evidenziare tutto ciò che ai nativi mancava, trascurando deliberatamente tutto quel che erano in grado di esprimere attraverso la loro ricca cultura, molto incentrata sull’essere parte integrante della natura.
Erano tempi in cui gli indiani non possedevano cavalli, anche perchè non vi erano cavalli in tutto il continente. Leggi il resto

Comanche, i signori delle praterie


Guerrieri Comanche
Comancheria. Con questo termine si intende iI punto di partenza, la provenienza del popolo Comanche, una tribù di nativi americani piuttosto nota e bellicosa che dominò per decenni i territori su cui si trovava. La Comancheria è un territorio che comprende attualmente la parte orientale del Nuovo Messico, quella sud-orientale del Colorado e Kansas, tutto l’Oklahoma e molto del nord-ovest e sud-ovest del Texas. Gli storici hanno buon motivo di ritenere che questo popolo bellicoso abbia raggiunto all’apice della sua presenza le 20.000 persone. Oggi, invece, i Comanche sono circa 10.000; la metà del “popolo” vive in Oklahoma (soprattutto a Lawton) e l’altra metà è distribuita tra Texas, California e New Mexico. I Comanche parlano una lingua Uto-Azteca che gli studiosi dicono essere anche un dialetto Shoshone. Leggi il resto

I Pima


I Pima (il cui vero nome è Akimel O’odham) sono gli indiani americani che abitano nella fetta di territorio compreso tra l’Arizona centrale e meridionale, negli Stati Uniti, e lo stato del Sonora in Messico.
Il nome Akimel O’odham significa “Popolo del fiume”, tali popolazioni sono strettamente collegate con i Tohono O’odham (che significa “popolo del deserto”, già noti col nome di Papago), e con gli Hia C-ed O’odham, e gli Sobaipuri, attualmente estinti.
Invece il termine “Pima” sempra significare la contrazione della frase “non so” o “non capisco” pronunciata ripetutamente nella loro lingua nei loro primi contatti con gli europei, probabilmente invece parlanti lo spagnolo. Leggi il resto

Nelle terre degli Ottawa

A cura di Armando Morganti

Con i Chippewa e i Potawatomi, gli Ottawa, nel XV secolo, provenienti da terre dell’est, raggiunsero i territori a est del lago Huron; ma mentre gli altri due gruppi si spinsero ulteriormente verso occidente, fino a stabilirsi nelle zone di Sault Marie, gli Ottawa rimasero nelle vicinanze del fiume Francois per poi espandersi anche sulle grandi isole del lago Huron, pur considerando sempre l’isola di Manitoulin come la loro patria originaria. Negli anni successivi gli Ottawa avrebbero poi occupato anche Mackinac, nel Michigan superiore (1630-40); a partire dal 1649, pur subendo gli attacchi irochesi, la tribù cercò sempre di mantenere le sue posizioni. Leggi il resto

Pittori nel west

George Catlin, famosissimo pittore del west
Con l’acquisto della Louisiana da parte degli Stati Uniti nel 1803, il west ha cominciato ad essere un tema di ispirazione prima per pittori e scultori e solo successivamente resa popolare anche da spettacoli itineranti come Wild West di Buffalo Bill.
Lo spirito celebrativo tipico di queste espressioni artistiche avrebbe influito non poco anche in letteratura e, nel XX secolo, nel cinema ed in televisione e perciò vantano un reale diritto di primogenitura sul genere western.
In generale, inoltre, tanto la pittura che la scultura sono stati sempre ad esclusivo appannaggio di artisti americani o di europei trasferitisi negli Stati Uniti.
In molti casi il committente dei pittori era lo stesso Governo come per James Otto Lewis (1799-1858) al quale nei primi anni venti del XIX secolo fu richiesto View of the Great Treaty Held at Prairie Due Chien (scena dal grande trattato firmato a Pairie Due Chien) che documenta l’incontro dominato da una grande bandiera americana. Leggi il resto

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