Hugh Glass, tra verità e finzione

A cura di Domenico Rizzi

ZZ30A2B353Il recente film “The Revenant”, diretto nel 2015 da Alejandro González Iñárritu, destinatario di 12 nomination che gli sono valsi 3 premi Oscar (miglior regia, miglior attore protagonista Leonardo di Caprio e miglior fotografia di Emmanuel Lubezki) e 3 Golden Globe (miglior film drammatico, miglior regista e miglior attore protagonista) ha riproposto l’incredibile odissea di Hugh Glass, un avventuroso cacciatore di pellicce che compì un’impresa quasi unica nella storia del West.
Glass, nato in Pennsylvania da genitori scoto-irlandesi nel 1783 (secondo altre fonti, nel 1780) – pochi anni prima del più famoso David Crockett, che come lui sarebbe perito di morte violenta combattendo ad Alamo contro i Messicani del generale Antonio Lopez de Santa Anna – raggiunse le selvagge terre situate fra il corso del fiume Platte e l’alto Missouri per dedicarsi alla professione del trapper, all’epoca assai redditizia. Leggi il resto

Hugh Glass a Fitzgerald: Ne risponderai a Dio!

Da un lavoro di di Jana Bommersbach

Hugh Glass
Grazie al supporto di Hollywood, finalmente quest’anno abbiamo potuto commerare adeguatamente colui che è stato definito “l’uomo più fortunato del west”, Hugh Glass il trapper. Il film “The Revenant” – con Leonardo Di Caprio, vincitore del premio Oscar – ci ha raccontato solo uno dei molti episodi avventurosi della vita di Hugh Glass, anche se si tratta certamente dell’episodio più impressionante. Hugh Glass ricordava, ad esempio, di quando era appena un bambino ed era riuscito a sfuggire al terribile pirata Jean Lafitte. Più avanti negli anni Glass mise nel sacco un capo indiano che intendeva bruciarlo vivo legato ad un palo. Ancora, si ricorda della volta che Glass sopravvisse ad un agguato che gli lasciò come ricordino una punta di freccia infilata profondamente nella schiena. Ma l’episodio più incredibile è stato quello celebrato nel famosissimo film, ossia l’attacco che il trapper subì da un grizzly nel mese di agosto del 1823. In tale attacco Hugh Glass restò ferito quasi a morte. E’ questo l’episodio che Hollywood ha trovato più affascinante e che gli spettatori hanno trovato così cruento che, a volte, è stato difficile guardarlo. Leggi il resto

Hugh Glass, il trapper leggendario

A cura di Isabella Squillari e di Giuseppe Santini

Un bel ritratto di Hugh Glass
Ognuno dei presenti riuniti lì attorno conosceva il vecchio “procione” Hugh Glass, e sapeva benissimo quanto egli fosse coriaceo, per questo mantenevano fisso lo sguardo incredulo su ciò che gli implacabili artigli dell’orsa, lunghi tre pollici, avevano risparmiato del vecchio trapper. Quel poco che si poteva scorgere attraverso il lordume che lo ricopriva, un miscuglio di sangue, foglie, muschio e terriccio, creatosi durante la lotta, li aveva inorriditi. Lo scalpo pendeva a brandelli, il volto sfigurato, il torace, su cui le striature che lo solcavano ricordavano un campo arato, lasciava scorgere tra le profonde ferite il biancore delle costole, le braccia e le mani, che avevano tentato un’inutile estrema difesa, erano un mucchio di carne sanguinolenta. Vedere come l’orsa aveva dilaniato le sue spalle e la schiena, lasciava increduli che quel corpo umano, insistendo nel voler continuare a considerarlo tale, possedesse ancora un anelito di vita. Leggi il resto

Esploratori, viaggiatori e mountain-men

A cura di Domenico Rizzi

Mentre erano impegnati a debellare le sacche di resistenza indiana ancora attive negli Stati dell’Est, gli Americani stavano già creando le basi del loro futuro, spingendosi oltre il Mississippi.
Nel 1803 riuscirono ad acquistare la Louisiana – molto più estesa dell’omonimo Stato attuale – che dal delta del grande fiume si estendeva fino ai confini dell’Oregon britannico, delimitata a sud e ad ovest dai possedimenti spagnoli (Texas, Nuovo Messico, Arizona, Colorado meridionale, Utah, Nevada e California). I suoi abitanti erano 400.000 Indiani, in buona parte nomadi che cacciavano il bisonte, e circa 40.000 Bianchi per lo più di origine francese o spagnola, concentrati per l’ottanta per cento nell’area sud-orientale del territorio.
L’affare venne concluso dietro pagamento di 68 milioni di franchi e assicurò agli Stati Uniti un’area di 828.000 miglia quadrate (2.140.000 Kmq., pari a 7 volte la superficie dell’Italia) che dalla Louisiana propriamente detta si estendeva fino al Montana. Leggi il resto

Revenant. La storia vera di Hugh Glass e della sua vendetta

A cura di Mario Raciti

Boschi fitti, avamposti sperduti, montagne insuperabili, sopravvivenza estrema. E poi ancora lunghi fucili a pietra focaia, bisonti, indiani sempre sul piede di guerra, vestiti di pelle sfrangiati, pelli di castoro, storie davanti al fuoco di un bivacco…
È questo il mondo dei trapper, i cacciatori di pellicce che tra la fine del Settecento e la prima metà dell’Ottocento fondarono nel West il fruttuoso e affascinante regno del commercio delle pellicce. Quante volte questo periodo è stato immortalato nei romanzi che tanto amiamo? A me vengono in mente Passaggio a Nord Ovest di Kenneth Roberts e Il grande cielo di A.B. Guthrie, ma se ce ne sono altri di sicuro basterebbero le dita di una mano per contarli tutti.
Einaudi ha deciso di colmare questa lacuna (ovviamente tipicamente italiana) dando alle stampe il libro di Michael Punke che in America ha riscosso un grande successo: Revenant. La storia vera di Hugh Glass e della sua vendetta. Leggi il resto

Revenant, il film su Hugh Glass il trapper

Nell’imminenza dell’uscita nelle sale del film dedicato all’avventurosa vita di Hugh Glass il trapper, di cui parliamo ampiamente – dal punto di vista storico – in questo nostro sito, ci è sembrato opportuno pubblicare una recensione di questo che sarà certamente un blockbuster e che noi tutti stiamo aspettando.
Il film si intitola Revenant – Redivivo (The Revenant) ed è del 2015, diretto, co-scritto e co-prodotto da Alejandro González Iñárritu.
Il film, basato sul romanzo omonimo del 2003 di Michael Punke, è stato scritto da Iñárritu e Mark L. Smith, ed è parzialmente ispirato alla vita del cacciatore Hugh Glass. Il film è interpretato da Leonardo DiCaprio, Tom Hardy, Will Poulter e Domhnall Gleeson.
La trama rispecchia la vita di High Glass per come la conosciamo, chiaramente con qualche abbondante concessione alle esigenze cinematografiche. Leggi il resto

Lo spirito della frontiera

A cura di Domenico Rizzi

Quando il capitano John Smith, eroe di mille avventure vere o inventate nella tormentata Europa del XVII secolo, approdò alle coste della Virginia nel 1607, i colonialisti inglesi non potevano certo immaginare le conseguenze politico-sociali che l’impresa avrebbe avuto nel lungo periodo. La spedizione mirava, come le altre che l’avevano preceduta senza successo, ad impossessarsi di una porzione di suolo americano per contrastare l’invadenza degli Spagnoli – già saldamente insediati del Messico, nel Centro e Sud America – e dei Francesi, che dalle fredde regioni canadesi minacciavano di allargare, grazie ai loro intrepidi esploratori e “voyageurs”, le aree più ricche di cacciagione del nuovo continente.
Il manipolo di avventurieri che aveva posto una seria ipoteca sul possesso dell’odierna Virginia, fu seguito da altri arrivi nel breve volgere di qualche anno e nel 1620 i Padri Pellegrini sbarcarono a Cape Cod, nel Massachussets, per fondarvi altre colonie. Leggi il resto

John Colter

A cura di Domenico Rizzi

John ColterEra nato nei pressi di Staunton, in Virginia, intorno al 1775, figlio di Joseph Colter (o Coulter) ed Elllen Shields, che dopo pochi anni si trasferirono vicino a Mayville, nel Kentucky.
John, questo era il suo nome di battesimo, sognava soltanto la vita libera nella Wilderness, l’immensa regione selvaggia che dai Monti Appalachiani si estendeva fino alle Montagne Rocciose. Non si sa con precisione come avesse trascorso la sua adolescenza e la giovinezza, ma è presumibile che si fosse occupato della caccia agli animali da pelliccia come tantissimi trapper dell’epoca. Di sicuro, John aveva imparato a fare a pugni, a sparare con un fucile Hawken o Kentucky e a maneggiare asce e coltelli come tutti gli uomini della Vecchia Frontiera.
La grande occasione di emergere dall’anonimato gli si presentò nell’autunno del 1803, quando il capitano Meriwether Lewis e il tenente William Clark accettarono l’incarico del presidente Thomas Jefferson di esplorare la Grande Louisiana fino all’Oceano Pacifico. Il governo americano aveva appena acquistato l’estesa regione di 828.000 miglia quadrate, pagandola 15 milioni di dollari alla Francia di Napoleone e molta gente insinuava che il tanto sbandierato affare non avesse un valore tanto elevato. Leggi il resto

Le mille ipotesi sull’avventurosa vita di John Colter

A cura di Gualtiero Fabbri

John Colter
John Colter nacque nel 1774 o nel 1775 ad Augusta County (Virginia) da Joseph Colter ed Ellen Shields e morì il 7 maggio 1812. Sulla data della morte esiste anche l’ipotesi del 22 novembre 1813. L’incertezza sulle date è strettamente collegata all’assenza, a tutt’oggi, di prove certe che avvalorino un’ipotesi piuttosto che un’altra.
Nel 1780 la famiglia si trasferisce in Kentuky nei pressi dell’odierna Maysville e qui, forse, Colter per un certo periodo ha servito nei Rangers di Simon Kenton. Null’altro si conosce di lui fino al 1803, quando si arruola nell’esercito degli Stati Uniti. Nel 1804 è di stanza a Camp Dubois, dove è registrata a suo carico una punizione di dieci giorni di cella per insubordinazione inflittagli dal sergente Ordway.
Lo stesso anno, nelle vesti di soldato semplice, prende parte alla famosa spedizione di Lewis e Clark (1804-1806) per uno stipendio di 5 $ mensili. Leggi il resto