Il sole Comanche sopra il Messico

A cura di Renato Ruggeri


In questo articolo viene narrata la storia poco conosciuta del capo Comanche Tave Tuk e della sua banda, la House of the sol, la casa del sole. La traduzione del nome è Bajo del Sol (sotto il sole). Fu chiamato così perchè non vi era nessun uomo, sotto il sole, coraggioso come lui. Il suo nome che terrorizzava tutti i cuori, nel Durango, era menzionato solo con sussurro. Essendo liberi di scegliere il loro leader, molti Comanches consideravano El Sol come un tekungniet, un capitancillo major. Facevano raids tutto l’anno, ma il periodo migliore era l’estate. Leggi il resto

La battaglia di Carthage (5 luglio 1861)

A cura di Antonio Gatti

La battaglia di Carthage – clicca per INGRANDIRE

Il Missouri era uno stato diviso e come tale si presentava all’irruzione della tempesta secessionista che sconvolse tutta l’America. Dal Missouri arrivarono nel 1854 quelle centinaia di “border ruffians” (come erano chiamati ai tempi) i filosudisti che misero a ferro e fuoco il Kansas, uccidendo, depredando, stuprando e commettendo qualunque nefandezza pur di impedire che l’elettorato del Kansas facesse passare una Costituzione anti-schiavista. Nel Missouri, però, c’era anche un forte sentimento unionista, specie nei ceti meno abbienti e nella ricca comunità di origini tedesche che popolava molti villaggi dello Stato. Leggi il resto

La guerra della Contea di Johnson

A cura di Omar Vicari

Il 25 giugno 1876, giorno del massacro di Custer al Little Big Horn, è una data di fondamentale importanza nella storia degli Stati Uniti d’America.
A parte la riluttanza dell’intera nazione ad accettare la cruda realtà, l’annientamento cioè di circa 260 cavalleggeri col loro generale, l’evento costrinse il Congresso degli Stati Uniti a risolvere una volta per tutte la questione indiana.Gli scontri successivi avrebbero portato alla definitiva sconfitta della nazione Sioux, alla scomparsa di personaggi come Cavallo Pazzo e al trasferimento nelle riserve dei pochi sopravvissuti.
L’allontanamento degli indiani e l’inserimento di alcuni grandi allevatori nel territorio, fecero del Wyoming un vero paradiso nel settore dell’allevamento del bestiame. Leggi il resto

Quantrill e il massacro di Lawrence

A cura di Renato Panizza

Non c’è guerra, lunga o corta che sia, che prima della sua conclusione non abbia visto compiersi delle atrocità. E la Guerra Civile Americana non fa eccezioni.
In questo epocale conflitto, che durò per quattro interminabili anni e si estese per larga parte del territorio degli Stati Uniti di allora, di atrocità ne furono commesse più di una, soprattutto da parte di unità guerrigliere la cui azione finì con il degenerare in una catena di rappresaglie e di vendette personali. Leggi il resto

Billy Bowlegs e la lotta dei Seminole

A cura di Paolo Brizzi


Billy Bowlegs

Se si chiedesse ad un Americano il nome di un capo Seminole la risposta più frequente sarebbe Osceola, ma al secondo posto verrebbe probabilmente Billy Bowlegs. Osceola, oggi figura leggendaria della resistenza Seminole alla rimozione nel Territorio Indiano, non era in realtà un capo, ma un leader di guerra inizialmente con un piccolo seguito personale. Leggi il resto

Gli Apache Jicarilla

A cura di Gianni Albertoli

Gli indiani Jicarillas, il cui nome è un termine spagnolo-messicano significante “piccolo canestro”, in quanto le loro donne erano abilissime nella costruzione di cestini e canestri, erano conosciuti con varie terminologie. Lo Swanton ne riportava alcune. “B’ai” o “Pe’-g” nome Navajos; “Kinya-inde” nome Mescaleros; “Kop-tagúi” nome Kiowas significante “Apaches delle montagne”; “Pi’-ke-e-wai-i-ne” nome Picuris; “Tan-nah-shis-en” nome usato dallo Yarrow (1879) e significante “Uomini dei boschi”; “Tashi’ne” altro nome Mescaleros; “Tinde” termine usato dagli stessi Jicarillas; e “Tu-sa-be’” nome Tesuque. Leggi il resto

La guerra della Contea di Lincoln

A cura di Omar Vicari


Gli Stati Uniti d’America sono stati da sempre terra di emigranti. Sin dai tempi dei Padri Pellegrini nel secolo diciassettesimo, milioni di emigranti si sono riversati in America per le più svariate ragioni.
Una volta sul suolo americano, inevitabilmente i nuovi arrivati si spingevano verso ovest, verso quelle terre vergini dove da secoli gli indiani cacciavano e vivevano.
Col tempo molti di questi avventurieri si stanziarono sul posto, domarono la natura avversa, combatterono e contesero la terra agli indiani e con la cocciutaggine che li contraddistingueva crearono grandi ranch per l’allevamento del loro bestiame. Leggi il resto

Cuore di tenebra: la guerriglia dei “border states”

Bloody Bill AndersonLa Guerra di Secessione Americana non fu solo, come semplicemente amiamo pensare, un conflitto combattuto sostanzialmente fra gli eserciti regolari di Nord e Sud per l’emancipazione degli schiavi (una guerra di stampo europea ma che viene considerata a tutti gli effetti la prima guerra moderna) ma soprattutto fu il confronto-scontro fra un mondo antico, basato su privilegi ormai obsoleti (lo schiavismo inserito in una società molto simile alla Francia pre-rivoluzione francese), sull’orlo del baratro ed un mondo nuovo, non necessariamente migliore, fondato sul progresso tecnologico in tutti campi, sulla presunta innovazione culturale, sulla modernizzazione industriale del Paese, simboleggiata dalla ferrovia che collega tutta la nazione.
La vittoria del Nord fu garantita dall’industria in espansione che seppe votarsi quasi interamente alla produzione bellica; dai grandi monopoli finanziari che avevano rivolto da tempo lo sguardo alla definitiva colonizzazione dell’Ovest, ponendo già le basi per il futuro espansionismo americano dettato dalla dottrina Monroe del 1823 Leggi il resto

Big Dry Wash, 17 Luglio 1882

A cura di Paolo Brizzi

Un guerriero Apache
Il 17 Luglio 1882 circa duecento soldati al comando del Capitano Chaffee e del Maggiore Evans affrontarono con successo una banda di cinquantaquattro guerrieri Apache al comando del capo Natiotish in una foresta di pini situata sul lato nord dell’East Clear canyon, a circa 65 miglia a sud di Winslow, Arizona centro-settentrionale. Fu l’ultima significativa battaglia combattuta contro gli Apaches in Arizona e, sebbene oscurata dalla grande spedizione del Generale Crook in Messico dell’anno successivo, essa fu un punto di svolta nella lotta agli Apaches ribelli ed un momento importante per i rapporti tra l’uomo bianco e quello rosso nel Sud-ovest.
Le radici dell’evento affondano nell’uccisione dello sciamano Nockaydetklinne, avvenuta nell’Agosto 1881 sul Cibicue creek, con la susseguente invasione della riserva di San Carlos da parte dei militari, la fuga dei Chiricahuas sotto Juh e Geronimo, l’inquietudine tra gli indiani per il destino di 65 di loro imprigionati (tra cui 5 scout dell’esercito) e le voci di una possibile rimozione degli Apaches dall’Arizona. Leggi il resto

La verità su Geronimo

A cura di Domenico Rizzi

Il grande Geronimo
Su Goyathlay o Goyackle, alias Geronimo, capo guerriero dei Bedonkohe si è scritto molto, ma forse non a sufficienza per chiarirne la complessa natura fino in fondo.
Il revisionismo cinematografico degli Anni Sessanta-Settanta lo ignorò, scegliendo Ulzana come protagonista dell’unico film serio imperniato sugli Apache. Il regista Walter Hill gli diede invece la centralità che meritava in “Geronimo” (1994) interpretato da Wes Studi, Robert Duval, Gene Hackman e una serie di attori di grande livello. Una pecca di questa pellicola è l’aspetto un po’ troppo giovanile (45-48 anni) del personaggio, che all’epoca doveva averne una sessantina; un’altra è l’eccessiva stima tributata al capo apache dal tenente Britton Davis (Matt Damon) che invece nelle sue memorie (“The Truth about Geronimo”) diffidava della sua lealtà. Con ciò Hill fece davvero un passo avanti rispetto a tutte le pellicole precedenti , soprattutto nei confronti di quel “Geronimo” girato da Arnold Laven nel 1962, nel quale il condottiero era interpretato da un quarantenne Chuck Connors. Leggi il resto

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