Hayfield Fight (1-8-1867)

A cura di Sergio Mura

Hayfield Fight (1-8-1867)
La battaglia di Hayfield – Hayfield Fight – sviluppatasi il giorno 1 Agosto 1867, è stato uno dei molti momenti rilevanti della Guerra di Nuvola Rossa. La battaglia si svolse in Montana, nei dintorni di  Fort C.F. Smith, e vide protagonisti 21 soldati americani regolari, un gruppo di nove operai addetti al taglio del fieno nei campi (dall’inglese hayfield) e alcune centinaia di guerrieri indiani facenti parte della poderosa coalizione di Sioux, Cheyenne e Arapaho messa in campo durante la Guerra di Nuvola Rossa, anche se in questo particolare frangente i Sioux erano largamente minoritari.
Una delle chiavi di volta di questa battaglia è che i soldati americani erano stati dotati recentemente dei nuovissimi fucili a retrocarica Springfield Model 1866 – pressoché sconosciuti nella loro tremenda efficacia agli indiani – e grazie a questi fucili riuscirono a tenere lontani dall’insediamento la banda di guerrieri, infliggendo anche perdite significative quanto a morti e feriti. Leggi il resto

La battaglia di Beecher Island

A cura di Domenico Rizzi

L’idea di costituire una forza mobile per contrastare le frequenti incursioni degli Indiani delle Pianure Centrali degli Stati Uniti era venuta al generale Philip Henry Sheridan, comandante del Dipartimento Militare del Missouri.
Dopo la fine della Guerra Civile (1861-65) ad ovest del Mississippi imperversavano bande di Lakota-Sioux, Cheyenne, Kiowa, Arapaho e Comanche, assalendo carovane, diligenze, convogli ferroviari, fattorie e centri abitati.
La dura repressione attuata a Sand Creek dai Volontari del Colorado nel 1864, per iniziativa del colonnello John M. Chivington, aveva provocato una forte reazione da parte degli indiani. Una serie di razzie fu portata a segno in tutto il territorio compreso fra il fiume Platte (Nebraska) e la frontiera settentrionale del Texas, con numerose vittime civili e militari.
Anche al nord, nelle regioni del Wyoming e del Montana, l’esercito aveva subito un brutto e durissimo colpo con il massacro dell’intera colonna del capitano William J. Fetterman, caduto il 21 dicembre 1866 con tutti i suoi 80 uomini in un’imboscata dei Sioux di Nuvola Rossa. Leggi il resto

I fucili Sharps

Anche se non fu il primo fucile a retrocarica, lo Sharps fu il primo ad essere universalmente accettato e, con l’avvento della Guerra Civile Americana, ad essere prodotto su scala industriale.
Si dice che Christian Sharps, mentre lavorava alle dipendenze della Harpers Ferry Arsenal negli anni ’30 del 1800, ebbe modo di conoscere il fucile a retrocarica inventato dal capitano John Hall. Proprio le carenze di questo fucile lo stimolarono a studiare nuove soluzioni e ad introdurre parti completamente intercambiabili.
Sharps progettò un modello con una leva posta sotto il grilletto che abbassandosi sbloccava un congegno che otturava posteriormente la culatta. Scendendo, la leva rendeva accessibile la camera di scoppio alla cartuccia (completamente in carta) contenente polvere e proietto. Rialzandosi la leva spingeva verso l’alto il congegno richiudendo la culatta, mentre una piccola lama strappava la carta posteriore della cartuccia lasciando così la polvere a contatto con il canale di passaggio della fiammata dell’innesco. Il sistema limitava fortemente anche la fuoriuscita dei gas allo sparo. Leggi il resto

Sharps 1874, il fucile da bisonte

A cura di Massimo Castiglione

Il fucile Sharps 1874
Il fucile Sharps modello 1874 può essere considerato uno dei capisaldi fondamentali fra le armi progettate e costruite negli Stati Uniti, Paese ove ricoprì anche un ruolo storico non trascurabile. I motivi di tanto successo sono facilmente ricordabili: grande affidabilità di funzionamento, buona precisione di tiro, possibilità di impiegare munizioni di potenza tale da permettere la caccia a tutte le specie presenti nel Nord America. Lo Sharps è soprattutto ricordato come il fucile dei cacciatori di bisonti; nell’ultimo quarto del XIX secolo la caccia a questi ungulati nelle pianure dell’Ovest diventò un’attività economica importante che diede lavoro non solo a migliaia di cacciatori professionisti, ma anche a chi faceva lo scuoiatore di pelli o il commerciante. Certo, nel “ciclo di sfruttamento” del bisonte la figura che è entrata nella storia è il cacciatore: romantico personaggio che spesso rischiava la vita, ricordato per i bivacchi notturni mentre fondeva le palle dello Sharps e ne ricaricava le cartucce riempiendo i bossoli di polvere nera. Leggi il resto

Thomas Addis e “quella” consegna di Winchester…

A cura di Gualtiero Fabbri

Brownsville, Texas, dicembre 1866.
Il ragazzo corse verso il magazzino del cotone, ed appena arrivato, bussò forte al portone, dopo poco la porta secondaria si aprì ed apparve nella penombra un volto barbuto che lo scrutò silenziosamente, questo equivaleva ad una domanda.
“Señor están los hombres mexicanos al hotel que piden ustedes…” Senza un cenno il barbuto richiuse la porta e si avviò all’ufficio contiguo che fungeva sia da sala da pranzo e da camera del custode, mise via il revolver ed entrò.
“Pare che ci siamo, boss, sono arrivati i messicani.”
“Era ora! – rispose Addis chiudendo il libro e mettendolo da parte – Dovevano essere qui un mese fa, se la sono presa comoda, per la miseria, mi ero stancato di stare in questo buco, siamo quasi a Natale e ci sono ancora 25 gradi. Andiamo a concludere il contratto, che ne ho abbastanza di far da balia a queste casse!” Leggi il resto

Gunfighters, pistoleros, pistoleri… Chi erano davvero?

A cura di Sergio Mura

Un pistolero
Violenti frutti di un’epoca violenta, i pistoleri erano persone temutissime che della violenza facevano l’essenza del loro esprimersi. Essere temuti non significa essere rispettati e solo di rado, infatti, i pistoleri del “wild west” erano anche rispettati, almeno nel significato nobile del termine.
Passavano e la gente si scansava, guardavano la gente e tutti abbassavano lo sguardo, ottenevano sempre la ragione e pochi osavano fargli pagare il conto. Ma non era per amicizia o spirito di brigata… era per pura e semplice paura!
Quelle mani sempre nervose e troppo vicine al calcio delle pistole bastavano a indorare qualunque pillola e a rendere mansueti i cittadini del west, almeno quelli che conoscevano i pistoleri e non intendevano assolutamente contribuire alla loro diabolica fama. Leggi il resto

Lincoln e la carabina Spencer

A cura di Gaetano Della Pepa e Gualtiero Fabbri

Lincoln testa il fucile
Il presidente Lincoln infilò un’altra pallottola nel fucile Spencer, azionando la leva. Poi mirò con cura e sparò. Tirò di nuovo la leva e sparò una seconda volta, e un’altra ancora, fino a quando il fucile non fu scarico.
Christopher Spencer, un piccolo yankee tranquillo del Connecticut, il giorno prima aveva portato la sua invenzione direttamente a Lincoln, dopo che il suo nuovo fucile era stato ignorato dal Dipartimento della Guerra. Lincoln, che aveva combattuto contro gli Indiani e aveva attraversato innumerevoli volte i boschi dell’Illinois, armato di fucile, aveva maneggiato il nuovo fucile a ripetizione con abilità ed attenzione. Aveva chiesto a Spencer di spiegargli il “significato intimo dell’arma” ed era rimasto così entusiasta della nuova invenzione che aveva deciso di sperimentarla lui stesso, il giorno dopo. Leggi il resto

Le armi dei corrieri

A cura di Marco Vecchioni

Sin dall’inizio, i trasporti organizzati e le prime spedizioni di beni di valore richiesero un potente sistema di difesa. Diceva Granville Stuart, subito dopo la Guerra Civile: “Un gruppo di passeggeri ammassati in una diligenza hanno poche speranze di uscire indenni da un incontro con qualche bandito armato di pistole”.
Il fucile shogun era la migliore arma di difesa per la protezione dei passeggeri, della posta e dei preziosi.
J. T. Morley lavorò come postiglione per la Wells Fargo, California, tra il 1870 e il 1880 circa:
Egli affermava: “Noi postiglioni avevamo in dotazione dei revolver Colt calibro 45 e mozzavamo le canne delle pistole fabbricate all’Est appositamente per la compagnia.
Caricavamo le pistole con 7 grammi e ½ di polvere e 16 pallettoni disposti su quattro strati, in file di quattro. Una delle regole fondamentali della compagnia, per i postiglioni, era quella di scaricare le armi una volta lasciato il proprio posto. Leggi il resto

Le armi dei trapper

A cura di Gualtiero Fabbri

“Il trapper girava sempre con in mano il suo fucile, stesse seduto sull’uscio di una capanna, o si spostasse di pochi metri, dalla sua tenda al fuoco del vicino, scendesse al ruscello per l’acqua del caffè o per esigenze primarie, il fucile era sempre con lui, l’arma riposava tra le braccia del suo padrone tutte le notti, sia che fosse da solo all’addiaccio nel bosco, o tra amici al sicuro in un campo sorvegliato da sentinelle.
Quando posava le trappole, gli bastava allungare la mano di poco e lo aveva nuovamente a disposizione…” Prinz Maximilian von Wied und Neuwied, da “People of the First Man: Life among the plains Indians” (1833-1834).
E ancora: “Il trapper dava al proprio fucile nomignoli e vezzeggiativi, come se fosse un “essere” piuttosto di una “cosa”, sapeva sfruttarne i pregi e ne conosceva i difetti nascosti; nei bivacchi, inventava storie improbabili e mirabolanti per magnificare l’arma e la sua abilità di tiratore”. Leggi il resto

Il fucile Kentucky, un’arma micidiale

A cura di Gualtiero Fabbri

Il nome Kentucky, quindicesimo Stato dell’Unione, deriva dal termine indiano Ken-Tak-I, il cui significato parrebbe essere “regioni oscure”. Agli inizi del XVIII secolo, attorno al 1710-1720, diversi armaioli quasi tutti provenienti dal Centro Europa, Germania, Austria, Svizzera, Tirolo, emigrarono nel nuovo mondo e si stabilirono a Lancaster, in Pennsylvania, e laggiù ricominciarono a lavorare, ossia a costruire armi. Ovviamente, si basarono sulle armi dei loro luoghi di origine e l’arma principale dei cacciatori di grosse prede dell’Europa Centrale era lo Jaeger, un fucile a canna rigata, il vero progenitore del Kentucky americano.
Fin dalla loro comparsa la totalità dei fucili militari e quasi tutti quelli da caccia erano a canna liscia; fecero eccezione, appunto, gli armaioli centro-europei che erano gli unici a produrre sistematicamente armi a canna rigata da secoli, fin dal 1480. Leggi il resto

« Pagina precedentePagina successiva »