Annie Oakley, “Piccolo Colpo Sicuro”

A cura di Luca Barbieri

Annie Oakley in un poster
Esiste una bellissima fotografia che ritrae una ragazza minuta, non molto alta di statura, in piedi di fronte ad uno sfondo di cartone dipinto che raffigura un villaggio indiano; questa affascinante e misteriosa giovane donna imbraccia orgogliosa un Winchester ed ha uno Stetson calcato sui folti riccioli scuri e la camicetta appuntata con un paio di medaglie.
E’ Annie Oakley, probabilmente la più famosa tiratrice al mondo, resa leggendaria dalle imprese compiute nel Wild West Show di Buffalo Bill e che lo stesso Toro Seduto, ammirato per le prodezze balistiche alle quali assisteva con i propri occhi, soprannominò “Little Sure Shot” e cioè “Piccolo Colpo Sicuro”. Leggi il resto

Cacciatori di pellicce


Nella storia del west la caccia organizzata agli animali da pelliccia fu alla base di gran parte delle esplorazioni di zone sconosciute ai bianchi, di una larga fetta dei primissimi contatti con i gruppi tribali che risiedevano nelle regioni occidentali degli attuali USA, di una forte incentivazione al movimento di massa che avrebbe caratterizzato, infine, gran parte del XIX secolo. Talvolta i cacciatori venivano in qualche modo reclutati dalle compagnie alle quali finivano per fare riferimento in maniera pressoché esclusiva. Le compagnie delle pellicce, poi, talvolta si pestavano i piedi l’un l’altra arrivando persino a muoversi guerra. Leggi il resto

Bande di fuorilegge, pistoleri e assassini

A cura di Valentina Magagnin

Fuorilegge all’attacco
Se c’è stata una costante nella vita difficile, avventurosa e pericolosa della frontiera, ebbene quella è certamente la presenza dei fuorilegge. A volte lupi solitari, altre volte riuniti in pericolosissime e fameliche bande, i fuorilegge imperversavano nel west tutto sommato senza dover temere i rigori della legge. Non temevano perché spesso la legge ancora non aveva raggiunto le terre in cui i banditi si stabilivano per perseguire i loro illeciti traffici. Quando la legge arrivava, spesso i banditi si spostavano. Ma era sempre e comunque necessario lo sfoggio e l’uso della forza e della violenza. I banditi non avevano alcuno scrupolo e vivevano con lo scopo elementare di arricchirsi velocemente a danno dei deboli e degli indifesi. Leggi il resto

Nelle terre degli Ottawa

A cura di Armando Morganti

Con i Chippewa e i Potawatomi, gli Ottawa, nel XV secolo, provenienti da terre dell’est, raggiunsero i territori a est del lago Huron; ma mentre gli altri due gruppi si spinsero ulteriormente verso occidente, fino a stabilirsi nelle zone di Sault Marie, gli Ottawa rimasero nelle vicinanze del fiume Francois per poi espandersi anche sulle grandi isole del lago Huron, pur considerando sempre l’isola di Manitoulin come la loro patria originaria. Negli anni successivi gli Ottawa avrebbero poi occupato anche Mackinac, nel Michigan superiore (1630-40); a partire dal 1649, pur subendo gli attacchi irochesi, la tribù cercò sempre di mantenere le sue posizioni. Leggi il resto

Pittori nel west

George Catlin, famosissimo pittore del west
Con l’acquisto della Louisiana da parte degli Stati Uniti nel 1803, il west ha cominciato ad essere un tema di ispirazione prima per pittori e scultori e solo successivamente resa popolare anche da spettacoli itineranti come Wild West di Buffalo Bill.
Lo spirito celebrativo tipico di queste espressioni artistiche avrebbe influito non poco anche in letteratura e, nel XX secolo, nel cinema ed in televisione e perciò vantano un reale diritto di primogenitura sul genere western.
In generale, inoltre, tanto la pittura che la scultura sono stati sempre ad esclusivo appannaggio di artisti americani o di europei trasferitisi negli Stati Uniti.
In molti casi il committente dei pittori era lo stesso Governo come per James Otto Lewis (1799-1858) al quale nei primi anni venti del XIX secolo fu richiesto View of the Great Treaty Held at Prairie Due Chien (scena dal grande trattato firmato a Pairie Due Chien) che documenta l’incontro dominato da una grande bandiera americana. Leggi il resto

L’abbigliamento femminile (e non solo) ai tempi dei pionieri

A cura di Patrizia Ines Roggero


Donne pioniere intorno al 1870
Essere la moglie di un pioniere significava affrontare un lungo viaggio attraverso una terra selvaggia e colma d’insidie, un viaggio verso una nuova vita che costringeva l’intera famiglia a un cambiamento radicale delle abitudini e delle necessità. Tra questi cambiamenti vi era anche l’abbandono degli abiti da città, più eleganti e meno pratici, sicuramente non adatti a quel nuovo genere di vita.
Solitamente i vestiti erano cuciti a mano, perché poche famiglie potevano permettersi di acquistare capi d’abbigliamento in negozio, considerando che, nei primi anni della colonizzazione del West, spesso i negozi erano troppo lontani dai ranch e dalle fattorie, perché li si potesse raggiungere con facilità. Leggi il resto

Donne selvagge del West

A cura di Michele De Concilio

Alcune signore non eccellevano in moralità, ma virtualmente tutte dimostrarono grande coraggio e affrontarono i pericoli e le incertezze della vita della frontiera.
Sia che la si chiamasse Madame o Ma’am, Señorita o Squaw, una donna doveva avere fegato per sopravvivere nel West. Il “sesso debole” incontrò ostacoli selvaggi, brutali e sgradevoli (e questi erano proprio gli uomini!), senza menzionare Madre Natura e una calamità o due. O tre. Nonostante queste avversità, o forse a causa di esse, la frontiera Americana attirò legioni di donne anticonformiste – fuori dal branco, solitarie, eccentriche e avventuriere. E alla fine tutte conservarono il loro senso dell’umorismo: “Ho 350 capi di bestiame e un figlio” disse una vedova proprietaria di ranch. “Non so chi è più duro da allevare.”
Nel caso della “boat people” (immigranti venuti dall’Europa) che si avventuravano verso il West, le donne in genere dovettero fare a meno della famiglia, degli amici, della loro cultura nativa e delle “strutture protettive” della società dell’Est. Leggi il resto

Terra insanguinata

A cura di Lino De Rosa


Dall’Oklahoma al Colorado, la storia delle guerre indiane del 1868 nelle pianure del sud è tragica da raccontare.
Due mesi separarono le due battaglie del 1868 tra esercito statunitense e indiani, la prima a Beecher Island e la successiva presso il fiume Washita.
Una di queste è conosciuta per l’eroismo mostrato da entrambe le fazioni. L’altra è conosciuta come una battaglia “a senso unico”, in parole povere, un massacro. Leggi il resto

Il lato sconosciuto del giudice Roy Bean

A cura di Lino De Rosa


Arrivò un certo punto della sua agitata vita di frontiera che l’autoproclamatosi giudice Roy Bean si innamorò della bella attrice inglese Lillie Langtry. Bean arrivò a soprannominare il suo saloon, il “Jersey Lillie”, nome dell’isola dove nacque l’attrice. Roy diceva di averla incontrata, ma sappiamo che non era assolutamente vero; era soltanto una sua pia illusione.
È invece vero che le scrisse diverse lettere e insistette nel dire che lei gli aveva persino risposto. Leggi il resto

Igiene e pulizia (e salute) nel vecchio e sporco west

A cura di Sergio Mura


Pulizia nel fiume – clicca per INGRANDIRE
Quando pensano al west, gli appassionati si riferiscono a quei tempi come ai “good old days”, ma lo era davvero? In questo articolo non vogliamo parlarvi dei rischi per la vita, ma di pulizia e igiene.
Ogni volta che viene sollevata la questione dell’igiene personale alla frontiera, tutti si precipitano a pensare che a quel tempo le persone erano puzzolenti. Certo, c’erano molte persone puzzolenti, ma è anche ingiusto fare di tutta l’erba un fascio inserendo tutti gli abitanti della frontiera in un grande gruppo di puzzoni. Leggi il resto

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