Monete, banconote e prezzi nel vecchio west

A cura di Mario Raciti

Nel West l’uso di carta moneta, monete, oro o argento era poco pratico per coloro che non avevano un salario e dovevano acquistare in città, o procurarsi ciò che gli serviva. In questi casi si praticava il baratto.
Per i trapper era un metodo comodo, specie per quelli che lavoravano in proprio, e quindi non prendevano salari dalle compagnie. Barattavano le pelli di castoro durante i rendezvous o nei posti di scambio delle compagnie in cambio di tabacco, cibo, munizioni o vestiti.
I coloni, in prevalenza gli agricoltori, scambiavano il loro surplus di uova, latte, verdure e carne con oggetti che non potevano produrre da sé, sia con i vicini che negli empori dei villaggi: in quest’ultimo caso l’impiegato teneva un registro dove venivano annotati i crediti che il colono usava per comprare quello che gli serviva.
Anche la carne di maiale o di pollo, il burro e i capi di bestiame erano merce di scambio ampiamente utilizzata in tutto il West. Leggi il resto

La schiavitù presso gli indiani del west

A cura di Gian Carlo Benedetti, da un libro di Jacob P. Dunn del 1886

Nel 1850 la parte americana della Commissione sui Confini con il Messico, diretta da Mr. J. R. Bartlett decise di porre il suo quartier generale per qualche tempo presso le miniere di rame di Santa Rita ed una forza di trecento uomini prese possesso del luogo. I Mimbrenos, sotto il comando del grande capo di guerra Coltello Nero (Cuchillo Negro, Black Knife) erano intenzionati a resistere ma, ci pensarono meglio, e ricevettero gli americani con grande professione di amicizia. Poco tempo dopo la stabilirsi della Commissione nei quartieri giunsero tre commercianti messicani, che erano stati tra gli Apache Pinal, ed avevano acquistato da loro una giovane messicana di nome Inez Gonzalez. Leggi il resto

La nascita del mito Western nell’Ottocento: La frontiera americana – 4

A cura di Noemi Sammarco
Tutte le puntate: 1, 2, 3, 4, 5, 6.


Il cowboy, ovvero l’uomo americano

L’eroe principale del nuovo mito della fondazione americana diventa il cowboy, la personificazione del nuovo americano. La figura del cowboy non è affatto una figura metastorica come molti credono, ma è legata a un’attività lavorativa molto specifica e poco gratificante diffusasi negli Stati Uniti in un lasso di tempo piuttosto breve, dalla fine della Guerra civile fino al durissimo inverno tra 1887 e 1888: insomma, poco più di vent’anni. Nella mitologia western quegli anni si sono dilatati a dismisura dando origine a migliaia di testi romanzeschi e cinematografici, raccontandoci di eroi che hanno attraversato il paese in sella a un cavallo ininterrottamente, dall’infanzia alla senilità (1). Leggi il resto

Il ranch e l’allevamento del bestiame

A cura di Sergio Mura


Un classico ranch del vecchio west
Il ranch è quel luogo in cui i cowboy vivevano e lavoravano e, in fondo, alla vita di ogni cowboy era sempre associato un ranch. Il ranch era una casa, in cui viveva il proprietario con la sua famiglia, circondata da altri edifici in cui vivevano i cowboy e in generale tutti i lavoranti. Vi erano poi le aree per il ricovero del bestiame, i magazzini ed i corral. Intorno agli edifici ed alle strutture vi erano i pascoli di pertinenza del ranch.
Nei ranch si allevava prevalentemente il bestiame che per una lunga fase della storia del west era costituito da manzi o cavalli; in seguito, in tempi diversi, l’allevamento venne esteso agli ovini. Leggi il resto

A cavallo con il Pony Express

A cura di Luciano Guglielmi


Nella seconda metà degli anni 50 del 19° secolo, L’estremo Ovest dava segni d’impazienza nei riguardi del governo centrale dell’unione. Erano in atto anche i fermenti negli stati del Sud, che avrebbero portato alla guerra civile.
Nell’Ovest serpeggiava il malcontento, le comunicazioni con il resto degli stati erano pessime, una lettera o non arrivava o impiegava da sei mesi ad un anno per arrivare. Leggi il resto

La nascita del mito Western nell’Ottocento: La frontiera americana – 2

A cura di Noemi Sammarco
Tutte le puntate: 1, 2, 3, 4, 5, 6.


Theodore Roosevelt, il presidente cowboy

Tra gli artefici del mito della frontiera americana ve ne furono alcuni destinati ad occupare la massima carica pubblica del Paese. Andrew Jackson aveva partecipato, con l’uniforme di capitano della milizia dell’Illinois, alla guerra contro i Sauk e Fox di Falco Nero. Abraham Lincoln poteva vantare, una serie di sfolgoranti vittorie contro i Creek del mezzosangue Aquila Rossa, più conosciuto con il suo nome inglese di William Weatherford. Leggi il resto

La nascita del mito Western nell’Ottocento: La frontiera americana – 1

A cura di Noemi Sammarco
Tutte le puntate: 1, 2, 3, 4, 5, 6.

Introduzione e la frontiera americana

Il West è talmente radicato nell’immaginario comune occidentale che se vediamo un cappello Stetson, un cinturone con una Colt, o un paio di stivali, la nostra mente penserà sicuramente ad un cowboy. Nell’immaginario americano rappresentava anche un ideale: territori ancora da esplorare, dove la legge e l’ordine sociale non sono ancora arrivati e per poterle affermarli bisognava lottare contro gli indiani e le aspre condizioni ambientali. Leggi il resto

Cora Hubbard, la rapinatrice del Missouri

A cura di Michele De Concilio


Un quadro che ritrae una fuorilegge armata

Il 21 agosto del 1897, la ventisettenne Cora Hubbard fu arrestata per la rapina alla McDonald County Bank di Pineville, Missouri. Essa stupì gli osservatori con il suo atteggiamento impenitente.
Cora dichiarò al Daily Herald della vicina Joplin di non aver avuto paura “nemmeno per un dannato momento” durante la rapina e lasciò intendere che il suo unico rimpianto era che lei e i suoi complici non “avevano rapinato tutta quella dannata città”. Leggi il resto

Selvaggio West

A cura di Sergio Mura

Con grande soddisfazione siamo qui ad annunciare e recensire il nuovissimo libro di Domenico Rizzi, uno dei nostri autori, certamente uno dei più grandi esperti di lingua italiana di storia del west a tutto tondo.
Di Domenico Rizzi abbiamo recensito praticamente l’intera bibliografia e ogni sua nuova uscita è per noi di Farwest.it una grandissima gioia che, tra l’altro, accresce notevolmente le nostre conoscenze. “Selvaggio West. Storia, personaggi e curiosità di un’epopea leggendaria.”, questo è il titolo del nuovo libro. E, in effetti, si parla proprio di selvaggio west, ma Domenico Rizzi affronta questa galoppata selvaggia attraverso le sue conoscenze di storia, di libri, di cinema, di fumetti…
La più affascinante avventura del genere umano – la conquista dell’America selvaggia – rappresenta da oltre un secolo un’inesauribile fonte di ispirazione per la letteratura, il fumetto e il cinema. Ma il West non è stato soltanto il teatro delle grandi esplorazioni, della caccia spietata agli animali da pelliccia o delle battaglie contro gli indiani.  Leggi il resto

Mike Fink, il re dei battellieri

A cura di Sergio Mura

Mike Fink
Mike Fink, il cui nome può essere rintracciato anche in forma di Miche Phinck, nacque tra il 1770 e il 1780 e morì forse nel 1823. Non si hanno certezze sulla data – e, credetemi, questo sarebbe davvero il minimo – perché tutto di lui è avvolto da uno spesso e impenetrabile alone di leggenda e impossibilità per gli storici di riscontri tecnicamente perfetti. Sappiamo con certezza che Mike era notissimo tra la gente della frontiera come “Il re dei battellieri” perché lavorava come barcaiolo, ma tutti sapevano bene anche che era parecchio irascibile e spaventosamente forte, visto che un altro suo nomignolo era quello di “Picchiaduro”. Era uno smodato bevitore di liquori e mostrava tutte le sue caratteristiche andando su e giù per i fiumi Ohio e Mississippi.
Questo burbero personaggio potrebbe essere l’icona di quella gente di frontiera che aveva le maniere piuttosto spicce e che si diceva potesse spaccare il mondo. Leggi il resto

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