Le guerre indiane dal 1680 al 1840

A cura di Domenico Rizzi


Fin dal loro primo sbarco sul suolo americano, i “bianchi” si sono distinti per la scarsa riconoscenza mostrata verso i gruppi tribali di Nativi che di volta in volta si erano persino premurati di ospitarli ed assisterli. Ricordare come la vita dei colonizzatori sia dipesa a più riprese dalla generosità dei popoli “rossi” è persino ridondante.
Il fatto è, però, che i bianchi si insediarono, rafforzarono le proprie difese, si armarono al meglio, fecero arrivare dall’Europa fiumi di persone alla ricerca di nuovi spazi. Leggi il resto

Osage, il popolo venuto dalle stelle (Origini – 1800)

A cura di Pietro Costantini

Nel corso del XVII secolo, le Pianure orientali furono occupate da una serie di nazioni agricole, sia di lingua Caddo, come i Wichita, i Caddo e i Pawnee, sia di lingua Siouan, nella variante Dhegihan come gli Osage, i Kansa (o Kaw), gli Omaha e i Ponca, e nella variante Chiwere come gli Iowa e i Missouri. Costruivano vicino a fiumi e torrenti villaggi di case circolari coperte di terra o erba, coltivavano campi di mais, zucche, fagioli e tabacco, e parte dell’anno si avventuravano nelle praterie per cacciare il bisonte.
Il popolo Osage proveniva dalla valle del fiume Ohio, nell’attuale Kentucky, dove aveva vissuto per migliaia di anni. Come per altri popoli, la necessità di migrare a ovest fu determinata dalla forte espansione degli Irochesi nelle loro terre d’origine. Al culmine della loro potenza, a cavallo fra il XVII e il XVIII secolo, gli Osage controllavano una zona compresa fra gli stati attuali del Kansas, Missouri, Arkansas e Oklahoma. Leggi il resto

Osage, il popolo venuto dalle stelle (1800-1872)

A cura di Pietro Costantini

All’inizio del XIX secolo gli Osage dovettero affrontare, oltre il we- lu-ska (il “piccolo popolo” dei germi) portato dai Francesi e dagli Spagnoli, l’invasione degli Americani, da loro inizialmente chiamati sia “Folte Sopracciglia” sia “Lunghi Coltelli”, dato che i Piccoli non avevano ancora deciso cosa fossero in realtà. La situazione geo-politica di inizio ‘800 vedeva la sponda orientale del Mississippi e i territori dell’est di proprietà degli Stati Uniti, la sponda occidentale e l’ovest di appartenenza spagnola, con un confine della Florida spagnola non ben definito a settentrione, benché la Spagna rivendicasse la demarcazione al 31° parallelo. Il primo ministro francese, Talleyrand, temeva che gli Americani potessero restaurare in Louisiana in predominio degli odiati Inglesi, per cui cercò di convincere la Spagna a restituire la Louisiana alla Francia, che sarebbe stata in grado più della Spagna di difendere militarmente quel territorio. Leggi il resto

La caduta di Montreal e la pace di Parigi

A cura di Pietro Costantini

La guerra franco-indiana. Speciale a puntate: 1) Venti di guerra: Fort Necessity 2) La battaglia di Monongahela 3) La battaglia di Lake George 4) La battaglia di Sideling Hill 5) La battaglia di Fort Oswego 6) La conquista di Fort William Henry 7) Le due battaglie delle “Snowshoes” 8) La guerra in Acadia e le deportazioni 9) La spedizione di Forbes 10) Le due battaglie di Fort Carillon 11) La battaglia di Fort Niagara 12) La presa di Quebec 13) Il raid contro St Francis 14) La battaglia di Sainte-Foy 15) La caduta di Montreal e la pace di Parigi

L’offensiva contro Montreal
Dopo la caduta di Quebec, il comandante in capo inglese, Generale Jeffrey Amherst, nell’inverno 1759-60 preparò i piani per la campagna decisiva. Il Segretario di Stato inglese, William Pitt, identificò la cattura di Montreal come l’obiettivo principale dell’offensiva. Pitt aveva anche deciso di demolire l’inutilizzata fortezza di Louisbourg, sganciando così la relativa guarnigione per il servizio attivo. Le assemblee provinciali furono chiamate ancora una volta a fornire grossi contingenti di truppa per uno sforzo supremo: l’ostacolo finale stava per essere superato.
Il progetto di Amherst consisteva nel lancio di un attacco a tridente simultaneo per conquistare Montreal. Leggi il resto

La battaglia di Sainte-Foy

A cura di Pietro Costantini

La guerra franco-indiana. Speciale a puntate: 1) Venti di guerra: Fort Necessity 2) La battaglia di Monongahela 3) La battaglia di Lake George 4) La battaglia di Sideling Hill 5) La battaglia di Fort Oswego 6) La conquista di Fort William Henry 7) Le due battaglie delle “Snowshoes” 8) La guerra in Acadia e le deportazioni 9) La spedizione di Forbes 10) Le due battaglie di Fort Carillon 11) La battaglia di Fort Niagara 12) La presa di Quebec 13) Il raid contro St Francis 14) La battaglia di Sainte-Foy 15) La caduta di Montreal e la pace di Parigi

Nelle campagne dell’anno 1758 della Guerra Franco-Indiana, la Nuova Francia aveva subito significative sconfitte. La fortezza di Louisbourg andò perduta nell’assedio da parte delle forze inglesi, e Fort Duquesne era stato abbandonato all’avanzante esercito inglese. La situazione peggiorò nel 1759 quando furono presi dagli Inglesi Fort Carillon e Fort Niagara, mentre la cittadella di Quebec, chiave delle difese francesi, era caduta dopo un prolungato assedio e la battaglia dei Piani di Abraham, il 13 settembre 1759. L’esercito francese si raccolse a Montreal agli ordini del Generale Chevalier de Lévis, successore di Montcalm nel comando dei Francesi. Nel frattempo l’armata inglese, lasciata a Quebec dopo che la flotta era salpata alla fine del mese di ottobre per evitare i blocchi di ghiaccio che avrebbero poi occluso la foce del fiume, soffriva per la fame, lo scorbuto e i disagi di vivere in una città che era stata quasi distrutta totalmente nell’assedio. Leggi il resto

Il raid contro St Francis

A cura di Pietro Costantini

La guerra franco-indiana. Speciale a puntate: 1) Venti di guerra: Fort Necessity 2) La battaglia di Monongahela 3) La battaglia di Lake George 4) La battaglia di Sideling Hill 5) La battaglia di Fort Oswego 6) La conquista di Fort William Henry 7) Le due battaglie delle “Snowshoes” 8) La guerra in Acadia e le deportazioni 9) La spedizione di Forbes 10) Le due battaglie di Fort Carillon 11) La battaglia di Fort Niagara 12) La presa di Quebec 13) Il raid contro St Francis 14) La battaglia di Sainte-Foy

Antefatto. Dopo le folgoranti vittorie inglesi di Fort Ticonderoga (Carillon) e Fort Niagara, il Generale Jeffrey Amherst non aveva ancora notizie sulla precisa situazione di fronte a Quebec; richiese quindi un accurato rapporto prima di decidere se una marcia dell’esercito lungo il lago Champlain fosse sicura. A questo fine il 7 agosto 1759 inviò una spedizione di Rangers per raggiungere il Generale Wolfe nelle vicinanze di Quebec, risalendo il fiume Kennebec, un tracciato lungo e tortuoso che richiese quasi un mese per essere percorso.
Sebbene questa spedizione viaggiasse con successo in entrambe le direzioni, il tempo richiesto significava che le notizie in pratica non erano di nessuna utilità per Amherst, anche per l’incombere della stagione fredda. Leggi il resto

La presa di Quebec

A cura di Pietro Costantini

La guerra franco-indiana. Speciale a puntate: 1) Venti di guerra: Fort Necessity 2) La battaglia di Monongahela 3) La battaglia di Lake George 4) La battaglia di Sideling Hill 5) La battaglia di Fort Oswego 6) La conquista di Fort William Henry 7) Le due battaglie delle “Snowshoes” 8) La guerra in Acadia e le deportazioni 9) La spedizione di Forbes 10) Le due battaglie di Fort Carillon 11) La battaglia di Fort Niagara 12) La presa di Quebec 13) Il raid contro St Francis 14) La battaglia di Sainte-Foy 15) La caduta di Montreal e la pace di Parigi

La campagna del 1759 progettata da William Pitt prevedeva, oltre l’attacco a Fort Carillon (Ticonderoga) e a tutta la zona dei laghi George e Champlain, anche un’offensiva contro la città di Quebec, roccaforte dei Francesi. Per la campagna contro Quebec, il generale incaricato, James Wolfe, si aspettava di condurre un esercito di 12000 uomini, ma in realtà poté contare solo su circa 400 ufficiali, 7000 soldati regolari, e 300 artiglieri. Le sue truppe erano supportate da 49 navi e 140 natanti più piccoli, al comando dell’Ammiraglio Charles Saunders.
In preparazione dell’approdo della flotta a Quebec, James Cook perlustrò un grande tratto del fiume, compreso un pericoloso canale noto come “La Traversa”. La nave di Cook era una delle più avanzate, sul fiume, scandagliando il canale e guidando il resto della flotta, scegliendo infine l’Île d’Orléans per lo sbarco di Wolfe e dei suoi uomini, che avvenne il 28 giugno. Leggi il resto

La battaglia di Fort Niagara

A cura di Pietro Costantini

La guerra franco-indiana. Speciale a puntate: 1) Venti di guerra: Fort Necessity 2) La battaglia di Monongahela 3) La battaglia di Lake George 4) La battaglia di Sideling Hill 5) La battaglia di Fort Oswego 6) La conquista di Fort William Henry 7) Le due battaglie delle “Snowshoes” 8) La guerra in Acadia e le deportazioni 9) La spedizione di Forbes 10) Le due battaglie di Fort Carillon 11) La battaglia di Fort Niagara 12) La presa di Quebec 13) Il raid contro St Francis 14) La battaglia di Sainte-Foy 15) La caduta di Montreal e la pace di Parigi

Il generale inglese Jeffrey Amherst preparò i piani per le campagne militari del 1759. Questi includevano una spedizione per la conquista di Fort Niagara, un importante forte militare francese e punto di rifornimento tra la provincia francese del Canada e i forti dell’Ohio. Per il comando della spedizione, Amherst scelse il brigadiere generale John Prideaux, che era accompagnato da Sir William Johnson, l’agente indiano degli Inglesi che guidava le spedizioni delle forze irochesi. Prideaux, che conduceva 2000 provinciali da Albany, insieme a 3000 regolari, arrivò a Fort Niagara il 6 luglio e cominciò subito le operazioni di assedio. Il 20 luglio, Prideaux venne ucciso da un frammento di un proiettile di uno dei suoi stessi cannoni; la conduzione dell’assedio venne rilevata da Sir Johnson. Leggi il resto

Le due battaglie di Fort Carillon

A cura di Pietro Costantini

La guerra franco-indiana. Speciale a puntate: 1) Venti di guerra: Fort Necessity 2) La battaglia di Monongahela 3) La battaglia di Lake George 4) La battaglia di Sideling Hill 5) La battaglia di Fort Oswego 6) La conquista di Fort William Henry 7) Le due battaglie delle “Snowshoes” 8) La guerra in Acadia e le deportazioni 9) La spedizione di Forbes 10) Le due battaglie di Fort Carillon 11) La battaglia di Fort Niagara 12) La presa di Quebec 13) Il raid contro St Francis 14) La battaglia di Sainte-Foy 15) La caduta di Montreal e la pace di Parigi

Fort Carillon
Questo forte francese (poi inglese come Fort Ticonderoga) fu teatro di due battaglie dagli opposti esiti, combattute entrambe nel mese di luglio, una del 1758, l’altra del 1759.
Avendo patito numerose sconfitte in Nord America nel 1757, compresa la cattura e la distruzione di Fort William Henry, gli Inglesi si riproposero di rinnovare i loro tentativi l’anno seguente. Sotto la guida di William Pitt, fu sviluppata una nuova strategie che prevedeva attacchi a Louisbourg (nell’Île Royale – Cape Breton per gli Inglesi), Fort Duquesne (alle Forks dell’Ohio), e Fort Carillon (sul lago Champlain). Per condurre quest’ultima campagna, Pitt avrebbe voluto designare Lord George Howe, ma questa nomina fu bloccata a causa di considerazioni politiche, per cui il comando fu assegnato al maggior generale James Abercrombie, con Howe come brigadiere generale. Leggi il resto

La spedizione di Forbes

A cura di Pietro Costantini

La guerra franco-indiana. Speciale a puntate: 1) Venti di guerra: Fort Necessity 2) La battaglia di Monongahela 3) La battaglia di Lake George 4) La battaglia di Sideling Hill 5) La battaglia di Fort Oswego 6) La conquista di Fort William Henry 7) Le due battaglie delle “Snowshoes” 8) La guerra in Acadia e le deportazioni 9) La spedizione di Forbes 10) Le due battaglie di Fort Carillon 11) La battaglia di Fort Niagara 12) La presa di Quebec 13) Il raid contro St Francis 14) La battaglia di Sainte-Foy 15) La caduta di Montreal e la pace di Parigi

“Highlander” e guida Mohawk
La campagna per la conquista di Fort Duquesne aveva le sue origini nella lotta tra Francesi e Inglesi per il controllo della fertile vallata del fiume Ohio. Il disatro di Braddock del 1755 aveva permesso ai Francesi e ai loro alleati Delaware e Shawnee di usare Fort Duquesne come base per compiere impunemente raids sugli insediamenti inglesi recentemente stabiliti sul margine occidentale del fiume Susquehanna. I coloni inglesi alla frontiera della Pennsylvania erano spaventati e cominciarono a spedirsi lettere a vicenda, e anche a Philadelphia, ricordando che le contee di Cumberland e dello York occidentale erano in preda al terrore, che si propagava come un incendio, e pressavano i loro leader provinciali affinché mandassero soldati e costruissero fortificazioni. Il governatore della Pennsylvania, Robert Huter Morris, in ogni caso poteva fare poco. Leggi il resto

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