Rare foto d’epoca dei Nativi Americani colorate a mano

A cura di Paul Ratner


Come regista, sono sempre stato attratto dalle immagini.
Il mio primo amore per il cinema è venuto dai vecchi e gloriosi film in bianco e nero. Ad un certo punto, al college, mi è sembrato quasi strano vedere un film realizzato a colori. Crescendo, ho accettato il colore e ora ho difficoltà a seguire una “dieta” monocromatica. La vita mi sembra che sia troppo risplendente per essere incardinata intorno ad un solo tono. Leggi il resto

Mitch Bouyer (e l’enigma della sua foto)

A cura di Paolo Brizzi

La foto che tutti hanno creduto ritraesse Bouyer
Mitch Bouyer, nato nel 1837 con il nome di Michel, era figlio di una indiana Santee Sioux e di un certo Jean Baptiste Bouyer, un franco-canadese che lavorava per l’American Fur Company e commerciava con i gruppi di Sioux nell’area del Wyoming. Suo padre venne ucciso dai nativi nel 1863. Il cognome di Mitch ci è arrivato in diverse forme, tra le quali Bowyer, Bouyer, Boyer, Buazer, o, in creolo, Boye.
Bouyer era arruolato nell’esercito americano dapprima come guida del 2° Reggimento di Cavalleria degli Stati Uniti nel tempo in cui quel reparto era impiegato per la sorveglianza dei lavori di realizzazione della Northern Pacific Railroad. Dal 1872 lavorò anche come interprete presso la Crow Agency e nell’esercito. Infine, venne assunto come scout e interprete nel 7° Reggimento di Cavalleria, allora guidato dal tenente colonnello George Armstrong Custer. E in quel reggimento, insieme al suo comandante, Mitch trovò la morte il 25 giugno 1876 nella famosissima battaglia del Little Bighorn. Leggi il resto

Billy The Kid e Pat Garrett insieme… in una fotografia

A cura di Sergio Mura


Billy the Kid, Pat Garrett e altri amici

Billy The Kid e Pat Garrett uniti da una fotografia? Parrebbe proprio di sì, almeno stando a quanto si attesta nel mondo degli studiosi e appassionati di storia del west americani prima di tutto, ma anche di tutto il resto del mondo, noi compresi.
La fotografia in questione è quella con cui apriamo questo articolo e non appare in alcun modo effetto di fotoritocco!
L’uomo che se l’è ritrovata tra le mani, un tale Frank Abrams, non aveva assolutamente idea di aver messo le mani su un preziosissimo pezzo di storia quando ha comprato una vecchia e sgranata foto del XIX secolo per la ben misera cifra di 10 $ in un mercato delle pulci del North Carolina. Leggi il resto

La nascita del mito Western nell’Ottocento: La frontiera americana – 3

A cura di Noemi Sammarco
Tutte le puntate: 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12, 13, 14, 15, 16.


L’ascesa dell’Ovest: realtà, politica, mito

Nell’immaginario collettivo l’ovest è diventato la quinta essenza dell’America (1): natura possente, grandi distese pronte ad essere conquistate, tumultuosa crescita economica, rapide fortune, crescita individuale, uguaglianza sociale, umanità semplice e rude, scontro vincente dei portatori della civiltà contro i nativi.
Se l’America fin dall’ inizio è stata trasformata in mito questo vale più che mai proprio per l’ovest dove la realtà storica si è mischiata fin da subito ad idealizzazioni legate a precisi interessi economici, sociali e politici e al bisogno di creare un mito della fondazione. Leggi il resto

I Pawnee (galleria di immagini)

I Pawnee sono una tribù di Nativi Americani, di lingua caddoan (come gli Arikara che li avevano preceduti nella migrazione verso nord), la quale si era stanziata nelle pianure del Nebraska dal XVI secolo alla fine del XIX secolo. La tribù dei Pawnee è divisa principalmente in quattro gruppi di individui divisi in villaggi: i Chaui, i Pitahauerat, i Kitkehahki e, sia pur considerati un po’ come i cugini poveri, gli Skidi. Il numero attuale di individui ammonta a 5.500.
I Pawnee arrivarono per la prima volta in Nebraska intorno al XVI secolo. Il primo europeo a descrivere i Pawnee fu Francisco Vàsquez de Coronado intorno al 1541. Però, con l’arrivo dei colonizzatori, il numero di individui diminuì lentamente. Nel 1780 la popolazione contava circa 10.000 individui. Leggi il resto

Gli indiani di Edward Sheriff Curtis (galleria)

A cura di Sergio Mura


Edward S. Curtis è stato un coraggioso esploratore, etnologo appassionato e sincero fotografo statunitense delle tribù indiane del suo tempo.
Principalmente, lo scopo essenziale del suo lavoro fu quello di documentare nella maniera più ampia e onesta, servendosi non solo della fotografia, gli usi e i costumi, ormai in via di estinzione, del popolo degli Indiani d’America. Il suo progetto iniziale, ritenuto da tutti assai ambizioso e di difficile realizzazione era di creare una dettagliata raccolta di ogni tipo di testimonianza possibile di indiani, attraverso singole schede. Leggi il resto

Carlo Gentile, un fotografo napoletano nel West

A cura di Al Zammataro e Sergio Mura

Carlo Gentile
Sulla vita di Gentile non solo esistono pochissimi documenti ed altrettanto poche tracce, ma è complesso persino rintracciare qualche testimonianza.
Di un “elusivo” Giovanni Gentile ci parla Piero Becchetti nella sua storia della fotografia italiana, ma, sfortunatamente, anche in questo caso non riusciamo a rintracciare altre informazioni al riguardo del pioniere della fotografia né è possibile sapere se c’è mai stata una qualche relazione fra i due. Carlo Gentile viene citato in maniera abbastanza fugace nella biografia di Carlos Montezuma (1866-1923), storica figura di attivista dei diritti civili dei nativi americani.
Sappiamo che nacque a Napoli nel 1835 in una famiglia di ottima condizione culturale e che crebbe con tutti i privilegi accordati a chi si trovava inserito in una tale tradizione.
Fu istruito da tutori privati ed educato all’arte. Anni dopo, il suo amico Montezuma lo descrisse così: “Un gentiluomo italiano che passò la gran parte della sua vita lontano dall’Italia”. Leggi il resto

I Comanche (galleria di immagini)

A cura di Jonathan Holmes

I Comanche sono stati un popolo fiero e guerriero fino all’inverosimile. I guerrieri di questa tribù, divisi in bande, sono stati temutissimi dagli indiani tradizionalmente nemici, ma anche da tutti i bianchi che si sono trovati faccia a faccia con loro nel periodo della colonizzazione dell’ovest.
Tutti i Comanche, una volta conosciuto il cavallo, divennero degli abili cavalieri, talmente abili da sembrare facilmente un tutt’uno con il loro animale, riuscendo a mantenersi in sella, armarsi e combattere con una velocità ed un’efficacia impressionanti. I loro “war trail”, i percorsi di guerra, erano eventi temuti da tutti perchè finivano sempre per portare lutti e dolori. Avevano la razzia nel sangue, ma non erano privi della nobile arte della diplomazia. Anzi… Nel corso delle guerre indiane, riuscirono ad allearsi con preziosi gruppi tribali ai quali rimasero sempre legati, condividendo la buona e la cattiva sorte. Leggi il resto

A. Frank Randall: catturare gli Apaches

A cura di Paolo Brizzi


In caccia degli Apache – clicca per INGRANDIRE
A. Franklin Randall aveva 29 anni quando, nel Maggio 1883, partecipò alla grande spedizione di Crook in Sonora, per invadere i rifugi dei Chiricahuas ribelli sulla Sierra Madre; il suo compito era quello di corrispondente, la sua speranza quella di ritrarre gli Apaches in campagna. Randall, nativo del Massachusetts, portava il suo equipaggiamento fotografico a dorso di uno dei 266 muli della spedizione. In Messico, Bourke riferisce, Randall portava un piccolo gufo sulla sella, per la costernazione degli scouts, che consideravano l’animale come uno spirito cattivo. Leggi il resto

The Sundance Seven Photograph: storia di una fotografia

A cura di Omar Vicari


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Per molti anni, la foto sopra del “Mucchio Selvaggio”, scattata da John Swartz nel 1900 nel suo studio di Forth Worth nel Texas, è stata l’immagine più famosa o quantomeno una delle più famose del vecchio west.
Da sinistra a destra, seduti, si intravvedono Sundance Kid, Ben Kilpatrick, Butch Cassidy
In piedi…Bill Carver e Harvey Logan (Kid Curry).
Dieci anni o forse più, prima che John Swartz scattasse quella famosa foto, un altro fotografo di nome L.B. Miller che aveva uno studio in Sundance (Wyoming) scattò un altrettanto interessatissima foto in cui appaiono Butch Cassidy, Sundance Kid, Harvey Logan, Lonnie Logan, Flat Nose George Curry, Matt Warner e Elzy Lay ancora non molto famosi e molto giovani. Leggi il resto

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