Il duello (The Duel)

Il duello, la locandina
Il Duello, un film di Kieran Darcy-Smith. Con Liam Hemsworth, Emory Cohen, Woody Harrelson, William Hurt, Alice Braga.
Texas, 1887. Abraham Brant, noto a tutti come “il predicatore”, ha una straordinaria presa su tutti gli abitanti di Monte Hermon, una cittadina di frontiera, nonostante lo seguano storie di guerra, uccisioni ed eventi inspiegabili. Non lontano dall’isolata località, una sfilza di cadaveri inizia ad apparire sulle rive del Rio Grande e, per capirne l’origine, il ranger David Kingston arriva con la moglie Marisol a Monte Hermon. Per uno strano scherzo del destino, David riconosce in Abraham colui che, da bambino, vide uccidere suo padre in un cruento duello. Combattuto tra il seguire la legge o il proprio bisogno di vendetta, Kingston scoprirà presto che niente di ciò che riguarda Abraham, Monte Hermon e gli omicidi, è ciò che sembra.
Questo è il primo western di questi ultimi anni che inizia ad essere perfettamente riconoscibile come tale solo da metà film! Leggi il resto

The Loot

Una locandina del film
The Loot, mediometraggio di 36′ di genere western, scritto e diretto da Claudio Cirri, girato tra Scandicci Montelupo e Fucecchio, produzione CLAM.
Il film, ambientato nel 1876, parla di due amici Tom e Jack (Alberto Orlandi e Claudio Cirri) che fuggono con un malloppo (the loot), i due saranno braccati da un gruppo di uomini che hanno a capo l’altro protagonista (Saverio Monni). Durante il film emergerà la natura dei personaggi e da dove provengono i soldi.
Nel 2011 Cirri ha iniziato a scrivere il soggetto e l’intenzione era di realizzarlo in tempi brevi, quindi ha escluso location improbabili, cavalli e personaggi, ma parlandone ad amici con cui ha in passato realizzato videoclip, spot, cortometraggi… ha trovato interesse ed aiuto, ad esempio in Remo Masini che ha fatto un cameo.
Stesso discorso per la parte scenica con i cavalli, che in un western sono essenziali come le pistole. Fernando Ferrini, del CTE di Malmantile, ha dato la disponibilità a fornire i cavalli e ad occuparsi di loro ed ha spronato il regista a imparare a cavalcare prendendo lezioni. Leggi il resto

Dizionario dei film western

Dizionario dei film western
In una sontuosa veste grafica e in un formato facilissimo da gestire, stampare, conservare e persino consultare nei modernissimi lettori portatili o cellulari, vi presentiamo l’ultimo grande lavoro del nostro Mario Raciti.
Si tratta del Dizionario dei film western in cui, distribuiti in ordine alfabetico e in oltre 250 pagine, sono elencati 680 film del nostro genere preferito. Ma non di mero elenco si tratta! Il nostro Mario ha deciso, infatti, di strafare ed ha organizzato un meraviglioso database comprendente il titolo, il titolo originale, la nazione e l’anno di produzione, la regia, gli attori principali, la trama, la durata e, qualora il film sia stato girato in bianco e nero, anche quella precisazione! Nel libro sono ricompresi tutti i film western del genere classico, ma anche quelli, numerosissimi, del genere “spaghetti western” in cui gli Italiani hanno saputo distinguersi.
Come è stato in occasione dell’uscita del nostro libro Storie del west, anche in questo caso vi consigliamo di realizzare una stampa professionale in una copisteria digitale, ma il risultato sarà ottimo anche con una buona stampante a getto di inchiostro o laser. Leggi il resto

Gli scenari del cinema western

A cura di Domenico Rizzi

Monument Valley: ciak si gira!
Il western italiano ci ha abituati per molti anni – salvo rari casi – all’ambientazione delle proprie storie in paesaggi assolati e brulli, dove spesso l’aridità del paesaggio procede di pari passo con quella degli uomini che vi abitano. Ma quasi sempre la scelta venne indotta dall’impossibilità di trasferire un’intera troupe oltre oceano, con i costi che si possono immaginare. Per questo, banditi, pistoleri e bounty killer si muovono sullo sfondo di prati e colline dell’hinterland laziale, qualche volta a pochi passi da Roma, almeno fino al momento in cui la maggior parte dei produttori non optò decisamente per l’Andalusia spagnola, i cui contorni possono rammentare le desertiche solitudini del New Mexico, dell’Arizona o del Messico. Chi ne aveva la possibilità – per esempio Sergio Leone allorchè si mise a girare “C’era una volta il West” nella Monument Valley – si convinse a sciacquare i propri panni, per usare una metafora, lungo le rive del fiume Colorado. Leggi il resto

Curiosità sulla storia del west

A cura di Domenico Rizzi

Le molte curiosità generate dallo studio della storia del west restano spesso insoddisfatte per via della difficoltà a reperire documenti o ad approfondire le fonti. E anche quando si riesce a mettere le mani su quelli, è comunque difficile discernere tra verità, leggenda, falso storico ed esagerazioni. Gli stessi storici mostrano spesso di arrivare a ricostruzioni completamente diverse, pur partendo da basi identiche. Questo è lo scotto da pagare quando si tenta di documentarsi su un periodo epico e leggendario come quello della storia del west del quale fin da quando era ancora cronaca c’era l’abitudine di infarcire i resoconti con montagne di dettagli (e non solo) assolutamente inventati!
Lo scopo di questo articolo è di raccogliere alcune tra le curiosità più diffuse tra quelle irrisolte e provare a soddisfarne alcune. Leggi il resto

Eroe nell’ombra

A cura di Domenico Rizzi

Speciale a puntate: 1) John Wayne, un gigante del cinema western 2) La lunga gavetta di John Wayne 3) John Wayne: la ripresa del western 4) John Wyane, attore ormai affermato 5) Altri film di John Wayne 6) Strada aperta per John Wayne 7) Il meglio di John Wayne 8) Strade diverse 9) Alamo, un trionfo a caro prezzo 10) Uomo d’azione 11) Eroe nell’ombra 12) Gli anni del cambiamento 13) Il lento declino 14) La solitudine dell’eroe

Se qualcuno poteva ancora dubitare dello spessore artistico di Wayne, con “L’uomo che uccise Liberty Valance” John Ford dissipava ogni residua perplessità. La filmografia del regista aveva ormai imboccato il fatidico viale del tramonto e quest’opera equivaleva al suo testamento spirituale, seguita due anni dopo dal più modesto “Il grande sentiero” che mostrerà di avere perso ormai lo smalto dei film migliori.
“The Man Who Shot Liberty Valance” scaturisce da una short story di Dorothy M. Johnson, (“Un uomo chiamato Cavallo” e “The Bloody Bozeman”) ma il soggetto viene scritto da James Warner Bellah, lo stesso autore di “War Party” (“I cavalieri del Nord-Ovest”).
Il film si snoda attraverso il racconto che l’anziano senatore Ransom Stoddard fa ad giornalista del “Shinbone Star”, giornale di una piccola città del West, di come si giunse alla pacificazione della Frontiera ed alla sua elezione al Congresso. Leggi il resto

Mesa Verde, nuovo cortometraggio western italiano

A cura di Mario Raciti

Cari amici della Frontiera, se qualche tempo fa vi avevamo parlato di un nuovo western italiano, Shuna – The legend (che è stato presentato in vari festival), oggi vogliamo raddoppiare parlandovi di un altro film western italiano, un cortometraggio di 25 minuti, intitolato Mesa Verde. Le informazioni che sono trapelate sono poche ma buone! Regista e sceneggiatore è Emiliano Ferrera, appassionato di western che abbiamo già conosciuto sia quando parlammo di Shuna sia per Inferno Bianco, il western indipendente dell’amico Stefano Jacurti.
Mesa Verde racconta di una donna alla ricerca di qualcosa che giunge proprio nella cittadina che dà nome al film. La protagonista è interpretata da Maria Loana Gloriani, romana, famosa per essere una partecipante del talent show “Lady Burlesque” (andato in onda su Sky) e gli altri protagonisti sono Stefano Ambrogi e lo stesso Emiliano Ferrera (anch’egli visto protagonista in Inferno Bianco). Nel corto vedremo la partecipazione di Willy Stella, Antonella Salvucci, Tullio Sorrentino, Claudio Vitturini, Antonio Rocco e da due attori già visti in Inferno Bianco: Sebastiano Vento e lo stesso Stefano Jacurti, che interpreterà Padre Felipe, un personaggio “cinematografizzato” dal suo romanzo western Bastardi per stirpe. Leggi il resto

La scorciatoia di Meek (Meek’s Cutoff)

A cura di Domenico Rizzi

“Meek’s Cutoff”, letteralmente “La scorciatoia di Meek”, è una dimostrazione di come si possa realizzare un film western pur avendo in tasca soltanto i soldi…per la spesa! Ci è riuscita Kelly Reichardt, regista americana già autrice di altre pellicole di discreto successo, fra le quali “River of Grass” del 1994, attingendo ad una vicenda reale che ha opportunamente romanzato, conservando il clichè del personaggio storico di Stephen Meek, esploratore, cacciatore e guida all’epoca della Frontiera.
La trama è di una semplicità disarmante. Un pugno di emigranti, con 3 carri coperti trainati da buoi, muli e cavalli, è diretta verso la valle dello Willamette, nell’Oregon.
L’anno è il 1845 e la trama si sviluppa interamente lungo l’Oregon Trail, dalla quale sono già transitate fin dal 1830 alcune carovane di coraggiosi pionieri.
Dal 1843 al 1848 la Willamette Valley si popolò di 5.000 abitanti di razza bianca, quasi tutti provenienti dalle contrade dell’Est e alla metà del secolo l’Oregon aveva raggiunto una popolazione di 13.300 persone. Leggi il resto

Gli eroi solitari di John Ford

A cura di Domenico Rizzi

Ringo Kid, nel film Ombre Rosse
Un vecchio capitano dai baffi grigi che cancella malinconicamente con la matita i suoi ultimi giorni di servizio attivo; un uomo venuto da lontano che rivede la sua antica fiamma, sposata al fratello e madre di Lucy e della piccola Debbie; un attempato cowboy che vede sfumare, dopo tanti anni, il suo sogno d’amore in seguito all’arrivo di un giovane avvocato dell’Est, il quale gli usurperà anche il merito di avere ucciso un pericoloso fuorilegge.
Ma l’elenco dei solitari portati sullo schermo dal grande John Ford – Sean Aloysius O’Finey, nato a Cape Elizabeth, nel Maine, nel 1894 e scomparso a Palm Desert, California, nel 1973 – non termina certo qui. Molto tempo prima, il regista irlandese aveva presentato al pubblico di tutto il mondo lo scanzonato Ringo Kid in “Ombre Rosse”, un vagabondo ricercato dalla giustizia, che persegue la sua vendetta fino ad ottenerla. Leggi il resto

I confini del western

A cura di Domenico Rizzi

Ai primi del Novecento, quando si parlava di pellicole come “L’assalto al treno” o “Custer’s Last Fight” vi era ancora molta indecisione sul modo di catalogarli. Solitamente venivano ricompresi sotto la denominazione generica di film d’avventura, perché il western non aveva ancora acquistato una specifica fisionomia.
Per alcuni anni, mentre la produzione cinematografica si manteneva quantitativamente molto elevata – 645 cortometraggi e mediometraggi dal 1905 al 1915 – la critica conservò una separazione abbastanza rigida fra “Indian Pictures”, “Civil War Stories” e “Western Pictures”, a seconda che narrassero vicende di Pellirosse, episodi della guerra di secessione oppure vicende inerenti la vita del cowboy. Addirittura “Il cavallo d’acciaio” di John Ford (1924) venne classificato un “Historical Romance”, mentre i film aventi come location l’Alaska e il Canada – generalmente dedicati a cercatori d’oro, cacciatori di pellicce e Giubbe Rosse – presero il nome di “North Western Melodrama”. Leggi il resto

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