Le ferrovie al tempo del West

A cura di Sergio Mura


La grandezza degli Stati Uniti, così come siamo abituati a considerarla, è diffusamente frutto delle innovazioni tecnologiche, specialmente in campo agricolo e ferroviario. Nel primo, la tecnologia consentì di domare milioni e milioni di acri di terra strappata agli indiani e il secondo, invece, consentì di trasportare ovunque i frutti del lavoro in agricoltura.
Il grande miracolo che ha consentito di creare una grande nazione in grado di sostenere oltre cento milioni di uomini resisi liberi con la conquista del west è in parte dovuto alla diffusione delle ferrovie e dei treni che consentirono di coprire le oltre 3.000 miglia di distanza da oceano ad oceano in tempi ragionevoli e in sicurezza. Leggi il resto

I difficili rapporti tra bianchi e Cheyenne

A cura di Alessandro Giannubilo


Verso la metà del 1800 il progresso spingeva i bianchi verso ovest con una velocità e una voracità mai viste prima. Le città nascevano improvvisamente e rapidamente lungo le piste di transito, sia come punti di riferimento per i coloni che si stabilivano in quelle terre pianeggianti e coltivabili, sia come punti di smistamento della ferrovia. Infatti, è proprio in questo periodo che si dà inizio alla costruzione della ferrovia transcontinentale da parte della Union Pacific e della Central Pacific (1862-1869). Leggi il resto

La Guerra delle Black Hills del 1876-1877

A cura di Massimo Bencivenga


Con la Grande Guerra Sioux del 1876, nota anche come guerra per le Black Hills, si va ad intendere una serie di battaglie e negoziazioni occorse tra il 1876 ed il 1877 che coinvolsero i Sioux Lakota e i Cheyenne settentrionali contro gli Stati Uniti d’America.
Da quelle parti, una prima guerra tra Governo e Nativi si era già conclusa con il trattato di Fort Laramie (1868) che trasformò una parte del territorio Lakota in grande riserva Sioux, istituendo altresì un ampio “territorio non ceduto” in Wyoming e Montana, il Powder River Country, come territorio di caccia Cheyenne e Lakota, con restrizioni d’accesso a tutti i non nativi, eccezion fatta per gli ufficiali governativi. Leggi il resto

I saloon

A cura di Sergio Mura

Un tipico saloon del west
Non è davvero possibile parlare di Far West senza menzionare le migliaia di saloon che ne hanno punteggiato la storia e lo sviluppo. Lo stesso termine “saloon” è un’icona del west, almeno nella nostra mente. Lo immaginiamo con la facciata di legno e l’insegna che invita ad entrare ed i classici vicoletti scuri ai lati della costruzione.
Immaginiamo anche le classiche porte cigolanti che si aprono e chiudono al passaggio dei cow-boys che cercano un sollievo nel whisky per le loro gole riarse dal sole e dalla polvere.
Quando l’America decise di diventare una grande nazione e di conquistare ogni spazio del suo territorio a ovest, ebbene i saloon si misero subito al seguito della gente che si spostava. Erano onnipresenti.
Sebbene posti come Taos e Santa Fe, nel New Mexico, ospitassero alcune “cantinas” messicane, questo era nulla rispetto al pullulare di saloon veri e propri che spuntarono ovunque qualche gruppo di pionieri si stabiliva o dove le piste si incrociavano. Leggi il resto

I Cinesi nel west

A cura di Sergio Mura

Nel 1861, la compagnia ferroviaria Central Pacific si trovava di fronte alla difficile impresa di attraversare con i suoi binari i massicci della Sierra Nevada e i deserti dello Utah. Gli immigrati irlandesi non gradivano questo spossante lavoro. Così Charles Crocker, uno dei “baroni” della ferrovia, provò a reclutare una cinquantina di lavoratori cinesi, al principio come semplice appoggio, cioè in qualità di cavatori di pietre, lavandai e servitori domestici.
In breve, gli operai cinesi della sola Central Pacific diventarono 14.000. Tra la fine degli anni 40 e il 1870, la popolazione cinese del solo Stato della California raggiunse la cifra di 71.000 anime, più di metà delle quali vivevano a S. Francisco.
Un uomo minuscolo con la guancia rigata da cicatrici e piccoli occhi vivaci, “John John”, era l’addetto alla lavanderia di Weaverville, in California. Per mesi lavò i vestiti sporchi dei minatori bianchi senza ricevere un soldo in cambio e, anzi, venendo preso in giro in maniera feroce.
Gli americani pensavano che fosse un po’ tocco e credettero giusto approfittarne alla grande. Leggi il resto

Gli affari d’oro, col bestiame, si fanno a Nord!

La marchiatura
Quando gli allevamenti texani erano già una realtà consolidata e in cerca di espansione e di mercati, gli allevatori non tardarono ad accorgersi degli alti prezzi del bestiame raggiunti nelle piazze a Nord e a Est e subito pensarono di portare laggiù le loro bestie per realizzare un buon business. Poco importava se per fare ciò bisognava dannarsi l’anima su una pista di circa 800 chilometri; la cosa importante era per loro il guadagno.
Agli allevatori interessava un obiettivo primario, cioè raggiungere con i minori danni una stazione ferroviaria per poter caricare le bestie su un treno e spedirle ai mercati dell’Est o del Nord dove sarebbero state vendute a peso d’oro.
Una delle prime stazioni poste come meta fu Sedalia, nel lontano Missouri, da cui partivano i treni per Saint Louis e altre lucrose città dell’Est. Leggi il resto

Il “figli del celeste impero” nel west

A cura di Luca Barbieri

Un immigrato cinese
“L’omicidio è punito dalla legge, signori, e su questo non ci piove. Ma qui è stato ammazzato un cinese e sui cinesi la legge non si pronuncia. Quindi dichiaro l’imputato innocente”.
Così sentenziò il giudice Roy “Whisky” Bean, seduto sul bancone del saloon di Langrty (Texas), sede del tribunale della città, nell’atto di giudicare il giovane irlandese che aveva freddato con un colpo di pistola un manovale cinese durante una lite. Le parole dell’ “uomo dai sette capestri” sono inequivocabili: di fatto la vita di un cinese valeva assai meno di quella di un cavallo, visto che per il furto di uno di questi animali la pena, in Texas, era l’impiccagione.
“Ma cosa diamine ci faceva un cinese nel Texas?”, potrebbe chiedersi un lettore magari alle prime armi con la storia della Frontiera americana.
La risposta a questa ipotetica domanda è che, di fatto, di cinesi nel West ce ne furono quasi più che in Cina: una colossale fiumana composta in gran parte da giovani maschi che dai porti della West Coast dilagò in quasi tutta la nazione, creando una sorta di “nuovo” Celeste Impero tiranneggiato dalle Tong Leggi il resto

Bozeman Trail

A cura di Paolo Santoni


Lo storico Attraversamento Bozeman è situato sull’argine del Clear Fork sul Fiume Powder. Questa zona fu di importanza strategica nella storia della colonizzazione dei territori del Wyoming, del Montana e del Dakota negli anni tra il 1860 e il 1870.
Il Sentiero di Bozeman, aperto da John Jacobs e John Bozeman nel 1863, garantiva ai pionieri una traversata più facile e più veloce verso l’ oro dei territori del Montana. Dovete cancellare dalla vostra immaginazione qualsiasi ponte, autostrada, città e linea elettrica, parte integrante della moderna civilizzazione e dell’odierno sistema di comunicazione e di trasporto.
Immaginatevi un solo ed unico corso d’acqua, limpido, che dalla propria fonte tra le Shining Mountains (chiamate dai Nativi Americani le Bighorn Mountains ), serpeggia tra le verdi pianure, costeggiato solo occasionalmente da qualche albero. Leggi il resto

Battaglia a Pryor’s Creek

A cura di Cesare Bracchi

Mitch Bouyer
Fu un atto del Congresso a stabilire la nascita della Northern Pacific Railroad nel 1864, ma fu necessario attendere fino al 1870 quando finalmente furono raccolti 100.000 $ per dare il via alla costruzione della seconda ferrovia transcontinentale.
I lavori iniziarono simultaneamente nel Minnesota ad est e nell’attuale stato di Washington ad ovest e, nonostante difficoltà nei finanziamenti e voci di corruzione, nell’inverno 1871/72 i binari erano stati posati fino a Moorhead sul Red River.
Verso la fine dell’estate del 1871 fu condotta una doppia rilevazione, sia da est che da ovest, del tratto successivo. I tecnici condussero il sopralluogo scortati da diverse centinaia di soldati partiti da Fort Rice e Fort Ellis. L’operazione si concluse senza problemi prima dell’inverno e l’unica segnalazione di indiani ostili fu l’avvistamento di un piccolo gruppo di scout di Toro Seduto. Leggi il resto

Le “boom-towns”

A cura di Luca Barbieri

ZZ47FCFC02Una boom-town
Il fenomeno è ben noto agli appassionati del West: città che sorgono in tempi brevissimi, dette appunto “boom towns” per via del loro sviluppo “esplosivo”.
Queste cittadine erano, per usare una metafora un po’ inconsueta, come le piante di bamboo: andavi a letto la sera dopo aver visto un piccolo germoglio affiorare dalla terra ed il mattino dopo ti trovavi di fronte ad una pianta alta una spanna e verde come un folletto irlandese.
Il record nel settore spetta senza alcun dubbio a Guthrie (Oklahoma), edificata nel 1889, in un giorno soltanto, da diecimila pionieri sciamati come locuste in un territorio strappato agli indiani e poi concesso dal governo ai primi che se ne fossero appropriati. Leggi il resto

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