Hell on Wheels, l’inferno su ruote al seguito della ferrovia

A cura di Sergio Mura


Un agglomerato di tende in un contesto di sporcizia e pericolo

“Hell on Wheels”, l’inferno su ruote. E di vero inferno si trattava! Un inferno composto da un circo itinerante di case da gioco, sale da ballo, saloon e bordelli, che seguivano il vasto esercito dei lavoratori ferroviari della Union Pacific durante la costruzione della prima ferrovia transcontinentale negli anni ’60 Nord America. Erano le famigerate cittadine che nascevano man mano che il tracciato della ferrovia procedeva lungo il suo tracciato. Leggi il resto

La Guerra delle Black Hills del 1876-1877

A cura di Massimo Bencivenga


Con la Grande Guerra Sioux del 1876, nota anche come guerra per le Black Hills, si va ad intendere una serie di battaglie e negoziazioni occorse tra il 1876 ed il 1877 che coinvolsero i Sioux Lakota e i Cheyenne settentrionali contro gli Stati Uniti d’America.
Da quelle parti, una prima guerra tra Governo e Nativi si era già conclusa con il trattato di Fort Laramie (1868) che trasformò una parte del territorio Lakota in grande riserva Sioux, istituendo altresì un ampio “territorio non ceduto” in Wyoming e Montana, il Powder River Country, come territorio di caccia Cheyenne e Lakota, con restrizioni d’accesso a tutti i non nativi, eccezion fatta per gli ufficiali governativi. Leggi il resto

The Wilcox Train Robbery

A cura di Omar Vicari


The Wilcox Train Robbery – clicca per INGRANDIRE

Le identità dei fuorilegge che rapinarono il treno della Union Pacific Railroad a Wilcox (Wyoming) nelle prime ore del mattino di venerdì 2 Giugno 1899, sono sempre state oggetto di dibattito. Da alcuni resoconti sembra fossero Harvey Logan (Kid Curry), Sundance Kid, Lonnie Logan, George Currie (Naso piatto) e Elza Lay. Da altre fonti invece pare fossero Ben Kilpatrick, Bill Carver, Lonnie Logan e forse Butch Cassidy e Sundance Kid. Leggi il resto

La prima ferrovia transcontinentale

A cura di Sergio Amendolia


Il 1° luglio 1862 il Presidente Abraham Lincoln, dopo decenni di dibattiti e disaccordi, diede vita con un tratto di penna sul “Pacific Railroad Act” ad uno dei progetti umani più ambiziosi ed avventurosi degli ultimi secoli: la creazione di una immensa strada ferrata in grado di unire il sistema ferroviario degli Stati della costa atlantica con la California e l’oceano Pacifico.
Nei successivi 6 anni la ferrovia transcontinentale avrebbe conquistato, metro dopo metro, gli sterminati territori ad Ovest del fiume Missouri, superando le grandi pianure erbose, le alte montagne innevate ed i profondi canyons rocciosi, scontrandosi con indiani bellicosi e banditi di ogni risma. Leggi il resto

Le ferrovie al tempo del West

A cura di Sergio Mura


La grandezza degli Stati Uniti, così come siamo abituati a considerarla, è diffusamente frutto delle innovazioni tecnologiche, specialmente in campo agricolo e ferroviario. Nel primo, la tecnologia consentì di domare milioni e milioni di acri di terra strappata agli indiani e il secondo, invece, consentì di trasportare ovunque i frutti del lavoro in agricoltura.
Il grande miracolo che ha consentito di creare una grande nazione in grado di sostenere oltre cento milioni di uomini resisi liberi con la conquista del west è in parte dovuto alla diffusione delle ferrovie e dei treni che consentirono di coprire le oltre 3.000 miglia di distanza da oceano ad oceano in tempi ragionevoli e in sicurezza. Leggi il resto

I difficili rapporti tra bianchi e Cheyenne

A cura di Alessandro Giannubilo


Verso la metà del 1800 il progresso spingeva i bianchi verso ovest con una velocità e una voracità mai viste prima. Le città nascevano improvvisamente e rapidamente lungo le piste di transito, sia come punti di riferimento per i coloni che si stabilivano in quelle terre pianeggianti e coltivabili, sia come punti di smistamento della ferrovia. Infatti, è proprio in questo periodo che si dà inizio alla costruzione della ferrovia transcontinentale da parte della Union Pacific e della Central Pacific (1862-1869). Leggi il resto

I saloon

A cura di Sergio Mura

Un tipico saloon del west
Non è davvero possibile parlare di Far West senza menzionare le migliaia di saloon che ne hanno punteggiato la storia e lo sviluppo. Lo stesso termine “saloon” è un’icona del west, almeno nella nostra mente. Lo immaginiamo con la facciata di legno e l’insegna che invita ad entrare ed i classici vicoletti scuri ai lati della costruzione.
Immaginiamo anche le classiche porte cigolanti che si aprono e chiudono al passaggio dei cow-boys che cercano un sollievo nel whisky per le loro gole riarse dal sole e dalla polvere.
Quando l’America decise di diventare una grande nazione e di conquistare ogni spazio del suo territorio a ovest, ebbene i saloon si misero subito al seguito della gente che si spostava. Erano onnipresenti.
Sebbene posti come Taos e Santa Fe, nel New Mexico, ospitassero alcune “cantinas” messicane, questo era nulla rispetto al pullulare di saloon veri e propri che spuntarono ovunque qualche gruppo di pionieri si stabiliva o dove le piste si incrociavano. Leggi il resto

I Cinesi nel west

A cura di Sergio Mura

Nel 1861, la compagnia ferroviaria Central Pacific si trovava di fronte alla difficile impresa di attraversare con i suoi binari i massicci della Sierra Nevada e i deserti dello Utah. Gli immigrati irlandesi non gradivano questo spossante lavoro. Così Charles Crocker, uno dei “baroni” della ferrovia, provò a reclutare una cinquantina di lavoratori cinesi, al principio come semplice appoggio, cioè in qualità di cavatori di pietre, lavandai e servitori domestici.
In breve, gli operai cinesi della sola Central Pacific diventarono 14.000. Tra la fine degli anni 40 e il 1870, la popolazione cinese del solo Stato della California raggiunse la cifra di 71.000 anime, più di metà delle quali vivevano a S. Francisco.
Un uomo minuscolo con la guancia rigata da cicatrici e piccoli occhi vivaci, “John John”, era l’addetto alla lavanderia di Weaverville, in California. Per mesi lavò i vestiti sporchi dei minatori bianchi senza ricevere un soldo in cambio e, anzi, venendo preso in giro in maniera feroce.
Gli americani pensavano che fosse un po’ tocco e credettero giusto approfittarne alla grande. Leggi il resto

Gli affari d’oro, col bestiame, si fanno a Nord!

La marchiatura
Quando gli allevamenti texani erano già una realtà consolidata e in cerca di espansione e di mercati, gli allevatori non tardarono ad accorgersi degli alti prezzi del bestiame raggiunti nelle piazze a Nord e a Est e subito pensarono di portare laggiù le loro bestie per realizzare un buon business. Poco importava se per fare ciò bisognava dannarsi l’anima su una pista di circa 800 chilometri; la cosa importante era per loro il guadagno.
Agli allevatori interessava un obiettivo primario, cioè raggiungere con i minori danni una stazione ferroviaria per poter caricare le bestie su un treno e spedirle ai mercati dell’Est o del Nord dove sarebbero state vendute a peso d’oro.
Una delle prime stazioni poste come meta fu Sedalia, nel lontano Missouri, da cui partivano i treni per Saint Louis e altre lucrose città dell’Est. Leggi il resto

Il “figli del celeste impero” nel west

A cura di Luca Barbieri

Un immigrato cinese
“L’omicidio è punito dalla legge, signori, e su questo non ci piove. Ma qui è stato ammazzato un cinese e sui cinesi la legge non si pronuncia. Quindi dichiaro l’imputato innocente”.
Così sentenziò il giudice Roy “Whisky” Bean, seduto sul bancone del saloon di Langrty (Texas), sede del tribunale della città, nell’atto di giudicare il giovane irlandese che aveva freddato con un colpo di pistola un manovale cinese durante una lite. Le parole dell’ “uomo dai sette capestri” sono inequivocabili: di fatto la vita di un cinese valeva assai meno di quella di un cavallo, visto che per il furto di uno di questi animali la pena, in Texas, era l’impiccagione.
“Ma cosa diamine ci faceva un cinese nel Texas?”, potrebbe chiedersi un lettore magari alle prime armi con la storia della Frontiera americana.
La risposta a questa ipotetica domanda è che, di fatto, di cinesi nel West ce ne furono quasi più che in Cina: una colossale fiumana composta in gran parte da giovani maschi che dai porti della West Coast dilagò in quasi tutta la nazione, creando una sorta di “nuovo” Celeste Impero tiranneggiato dalle Tong Leggi il resto

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