Nella terra degli indiani Pelones

A cura di Armando Morganti

Una popolazione particolarmente sconosciuta sembra essere quella dei Pelones (Pelón). Difficile risalirne le origini ma, sicuramente, le prime spedizioni spagnole entrarono sicuramente in contatto con questi indiani, il cui termine “Pelón” significava “calvo” o “teste rotonde”. Alcuni studiosi ritengono che la loro migrazione da nord, verso il basso corso del Rio Grande, indicherebbe una non appartenenza al ceppo Athapaskan. La nazione si sarebbe formata a sud del Rio Grande. Leggi il resto

Nella terra dei Cacaxtle

A cura di Gianni Albertoli


Nel vasto territorio desertico del Messico nord-orientale e del Texas meridionale vi erano originariamente stanziati numerosi gruppi nativi di cacciatori-raccoglitori. Con l’arrivo dei primi spagnoli, a partire dall’inizio del XVI secolo, la fragile economia di questi indiani venne letteralmente sconvolta; la popolazione nativa iniziò a declinare e le varie identità etniche vennero distrutte. Molti di questi gruppi sono però rimasti nelle fonti storiche dell’epoca ma, nonostante l’impegno di numerosi studiosi, le notizie sono piuttosto scarse e, alcune volte, anche completamente errate. Leggi il resto

I misteri di Lewis & Clark

A cura di Gian Mario Mollar


Lewis e Clark incontrano gli indiani
Agli inizi dell’Ottocento, il West americano era ancora un mistero.
Prima della grande esplorazione di Meriwether Louis e William Clark del 1804-1806, erano pochi quelli che si erano avventurati a ovest del fiume Mississippi e molto spesso ne erano tornati con racconti incredibili e meravigliosi.
A partire dal Cinquecento e nel Seicento, i primi ad avventurarvisi furono soldati ed esploratori spagnoli. Celebri conquistadores, tra cui Cabeza de Vaca, si erano spinti ad ovest costeggiando il Golfo del Messico e si erano poi addentrati nel continente sconosciuto. Leggi il resto

Tierra de los Jocomes

A cura di Gianni Albertoli

A ovest delle terre degli indiani Mansos e Sumas vivevano gruppi indigeni noti come Jocomes e Janos. Questi indiani avrebbero giocato un ruolo importante anche con i Mansos e i Sumas. Nel 1689 gli spagnoli dovettero intervenire per contrastare le continue incursioni, dal Presidio di Janos vennero inviate richieste di nuove truppe inoltre, i comandanti, richiesero l’aiuto di alleati nativi come gli Opatas e i Conchos. Circa 250 uomini armati si radunarono a Janos agli ordini dei capitani Juan Fernandez de la Fuente e Domingo Teran de los Rios, gli ordini del generale Jironza erano chiari, “distruggere il nemico nella loro nuova roccaforte Chiricahua”, chiara ed evidente allusione alle Chiricahua Mountains. I ribelli erano rappresentati dai “malcontenti Sumas che avevano vissuto nelle zone di Casas Grandes e di Carretas”, dai Mansos stanziati “a sud di El Paso”, da gruppi Chinarras provenienti dalle zone di San Buenaventura e di Torreon, da bande Janos del territorio e dai Jocomes delle Chiricahua Mountains e della vallata di Fronteras. Leggi il resto

Le mille ipotesi sull’avventurosa vita di John Colter

A cura di Gualtiero Fabbri


John Colter incontra gli indiani
John Colter nacque nel 1774 o nel 1775 ad Augusta County (Virginia) da Joseph Colter ed Ellen Shields e morì il 7 maggio 1812. Sulla data della morte esiste anche l’ipotesi del 22 novembre 1813. L’incertezza sulle date è strettamente collegata all’assenza, a tutt’oggi, di prove certe che avvalorino un’ipotesi piuttosto che un’altra.
Nel 1780 la famiglia si trasferisce in Kentuky nei pressi dell’odierna Maysville e qui, forse, Colter per un certo periodo ha servito nei Rangers di Simon Kenton. Leggi il resto

Juan Pardo nelle terre dei Cherokee

A cura di Gianni Albertoli


Quando Juan Pardo attraversò le Blue Ridge Mountains ebbe modo di incontrare parecchi gruppi nativi che probabilmente appartenevano alle etnie Cherokee. Il primo insediamento trovato fu quello di Tocae, posto nelle vicinanze dell’odierna Asheville (North Carolina). Nessun cronista della precedente spedizione, quella dell’Hernando de Soto, ricordava un villaggio posto nelle vicinanze di Asheville; questi parlavano di una terra desertica e allora gli spagnoli si sarebbero spostati velocemente verso Joara. Leggi il resto

La grande avventura di Lewis e Clark

A cura di Pietro Costantini


Mammut lanosi, lama peruviani, indiani dagli occhi blu che parlavano il celtico gallese. Nel 1803 il West, privo di mappatura, era definito da tali miti. La spedizione di Lewis e Clark in seguito sfatò simili speculazioni, compreso il mito e la speranza più diffusi: l’esistenza di un “passaggio a nordovest”. Tale passaggio – un fiume o una serie di fiumi connessi tra loro che attraversavano le montagne e raggiungevano l’Oceano Pacifico – avrebbe permesso di commerciare in modo più diretto con l’Oriente. Il presidente Thomas Jefferson credeva che la scoperta di un passaggio a nordovest avrebbe riempito di ricchezze il Nord America. Leggi il resto

Etienne Brulè, il primo Coureur de Bois

A cura di Paolo Brizzi

Etienne Brulè
Etienne (Stephan) Brulè nacque all’incirca nel 1592 a Champigny sur Marne. Non conosciamo nulla della sua infanzia e poco della sua vita adulta, ma questo precursore dei coureurs de bois fu il primo uomo bianco a raggiungere huronia e il primo a visitare la Pennsylvania e a vedere quattro dei cinque grandi laghi americani. Era forse analfabeta, e quello che sappiamo deriva dalle narrazioni di Champlain e dei preti Sagard e Brebeuf; compare e scompare nei loro racconti, eludendo ogni inseguimento, affascinante ed enigmatico allo stesso tempo. Raggiunse Quebec nel 1608, forse su una nave di Champlain, che, nel 1610, di ritorno da una spedizione con gli alleati Algonchini e Huron sul fiume Richelieu in cui distrussero un forte Mohawk uccidendo i suoi 18 difensori, lo inviò a vivere con il capo Iroquet, degli Onontchataronon, una banda algonchina stanziata lungo il S. Nation, Canada. Leggi il resto

L’arrivo dei bianchi e le prime esplorazioni

A cura di Luana Leonini

Lo sbarco dei bianchi
L’esplorazione del Nord America da parte dell’uomo bianco durò più di quattro secoli, dal XV al XX. Durante il periodo coloniale, fino alla rivoluzione americana, cinque nazioni europee inviarono spedizioni sotto le loro bandiere e presero possesso del territorio scoperto: Spagna, Francia, Inghilterra, Paesi Bassi e Russia. Il Portogallo ebbe anche una parte attiva nella prima esplorazione, stabilendosi poi nell’America del Sud. E la Svezia occupò il territorio nella Baia di Delaware dal 1638 al 1654. Persone singole, provenienti da paesi europei, fecero viaggi di esplorazione in nome dei cinque maggiori Stati aventi diritto.
Poi, più avanti, esploratori canadesi e statunitensi, si incrociarono sul continente, scoprendo le terre selvagge rimaste per l’insediamento dell’uomo bianco.
I molti fattori per cui gli europei e i loro discendenti esplorarono il cosiddetto Nuovo Mondo, sono compresi nel concetto del Rinascimento, periodo che fece emergere l’Europa dal Medioevo: dal punto di vista politico c’era una tendenza verso uno stato-nazione unificato e centralizzato, partendo dal sistema feudale. Leggi il resto

La vecchia frontiera

A cura di Domenico Rizzi

L’avventura inglese nel continente nordamericano iniziò in maniera tanto strana quanto rocambolesca, quasi guidata dalla mano invisibile di una mente che avesse già tracciato il futuro dell’America. I Pellirosse avevano avuto presagi dell’arrivo degli uomini bianchi provenienti dalla “grande acqua” dell’Oceano Atlantico, ma l’uomo che doveva creare la prima colonia rischiò di non vedere neppure la posa della prima pietra.
John Smith (1580-1631) barbuto ventisettenne di Willoughby, nel Lincolnshire, già protagonista di mille imprese sui campi di battaglia d’Ungheria e di Russia, prigioniero dei Turchi ai quali era sfuggito grazie al fascino esercitato – così sosteneva – su un bella principessa, giunse in vista della Chesapeake Bay in catene, per avere sobillato l’equipaggio, rendendosi colpevole di ammutinamento.
Difatti il capitano Cristopher Newport – che comandava le tre navi “Susan Constant”, “Discovery” e “Godspeed”, con 143 uomini a bordo – lo aveva fatto mettere ai ferri, con la promessa di impiccarlo al primo albero incontrato dopo l’approdo. Leggi il resto

Pagina successiva »