Cora Hubbard, la rapinatrice del Missouri

A cura di Michele De Concilio


Un quadro che ritrae una fuorilegge armata

Il 21 agosto del 1897, la ventisettenne Cora Hubbard fu arrestata per la rapina alla McDonald County Bank di Pineville, Missouri. Essa stupì gli osservatori con il suo atteggiamento impenitente.
Cora dichiarò al Daily Herald della vicina Joplin di non aver avuto paura “nemmeno per un dannato momento” durante la rapina e lasciò intendere che il suo unico rimpianto era che lei e i suoi complici non “avevano rapinato tutta quella dannata città”. Leggi il resto

Moving Robe, una donna al Little Big Horn

141° anniversario della battaglia di Little Big Horn (25-06-1876/25-06-2017)
A cura di Gualtiero Fabbri

Moving Robe
Moving Robe (Tasina Mani Win – Donna Mantello di Bisonte che Cammina), era una giovane donna Sihasapa Lakota (?-1931), una donna-guerriero coraggiosa come pochi altri, che ebbe modo di essere testimone della battaglia di Little Big Horn che descrisse così a Frank Zhan nel 1931: “Ero fuori con altre giovani donne a scavare le rape, quando dal campo in lontananza si è alzato un gran polverone, è passato un guerriero al galoppo dicendo che i soldati avevano attaccato e che le donne, i bambini e i vecchi dovevano correre sui colli dalla parte opposta. Ho abbandonato le rape e il bastone appuntito che serviva per scavarle e sono corsa al tepee. Mio padre era là che radunava i cavalli e per un momento abbiamo visto dei soldati sulle colline in alto, sopra al fiume, poi sono spariti; ho visto mio padre prepararsi per la battaglia e allora ho cantato una canzone per mio fratello, One Hawk che era morto, poi ho preso il mio cavallo nero, mi sono dipinta la faccia di rosso, mi sono intrecciata i capelli ed ero pronta per la battaglia.
Ero in lutto, ero una donna, ma non avevo paura. Leggi il resto

Donne selvagge del West

A cura di Michele De Concilio

Alcune signore non eccellevano in moralità, ma virtualmente tutte dimostrarono grande coraggio e affrontarono i pericoli e le incertezze della vita della frontiera.
Sia che la si chiamasse Madame o Ma’am, Señorita o Squaw, una donna doveva avere fegato per sopravvivere nel West. Il “sesso debole” incontrò ostacoli selvaggi, brutali e sgradevoli (e questi erano proprio gli uomini!), senza menzionare Madre Natura e una calamità o due. O tre. Nonostante queste avversità, o forse a causa di esse, la frontiera Americana attirò legioni di donne anticonformiste – fuori dal branco, solitarie, eccentriche e avventuriere. E alla fine tutte conservarono il loro senso dell’umorismo: “Ho 350 capi di bestiame e un figlio” disse una vedova proprietaria di ranch. “Non so chi è più duro da allevare.”
Nel caso della “boat people” (immigranti venuti dall’Europa) che si avventuravano verso il West, le donne in genere dovettero fare a meno della famiglia, degli amici, della loro cultura nativa e delle “strutture protettive” della società dell’Est. Leggi il resto

La prostituzione nel vecchio west

A cura di Mario Raciti

Una prostituta in un saloon – clicca per INGRANDIRE
All’epoca dei primissimi stanziamenti del West (dalla corsa all’oro in California in poi, con una pausa in corrispondenza della Guerra di Secessione all’Est che bloccò il flusso di emigranti verso il West) il problema della prostituzione non si poneva, anche perchè le donne erano molto poche.
I minatori isolati e solitari erano contenti di vedere una qualsiasi donna venire nel loro accampamento o nella loro cittadina e la loro sola presenza era accettata con grande entusiasmo. L’obiettivo di queste donne era molto spesso ricominciare una nuova vita, poiché nell’Est, se si era un’emarginata sociale, non c’era possibilità di redimersi. Nel West, invece, un mondo nuovo e ancora disordinato, ricostruirsi una realtà era più facile, anche se molte tornavano indietro e trovavano lavoro nei bordelli o nelle case di piacere. Leggi il resto

I pantaloni nella vita quotidiana nel West

A cura di Mario Raciti

I pantaloni del cercatore d’oro – clicca per INGRANDIRE
Nella vita quotidiana del West la parola d’ordine per i vestiti era una sola: robustezza. Camicie, pantaloni, biancheria, stivali e cappelli dovevano resistere all’usura, al lavoro, all’ambiente e al tempo, proprio come coloro che li indossavano. In uno stile di vita in cui l’uomo della frontiera riusciva a guadagnare appena di che sfamarsi, comprare indumenti non era contemplato, anche per un fatto di comodità (meno tempo da dedicare al lavaggio e all’asciugatura, tempo che veniva impiegato a lavorare): infatti nessuno possedeva più di una coppia di ogni capo, e quella coppia spesso proveniva dai negozi dell’Est o dal paese d’origine di chi la indossava, e veniva usata fino a consumarsi (e rappezzata nel corso dei suoi vari gradi di usura). Inoltre, la scarsità, l’alto prezzo e la lentezza delle spedizioni non sempre permettevano a uomini e donne di acquistare i vestiti dai grandi negozi dell’Est (e nemmeno dagli empori delle cittadine di frontiera) e quindi si rimediava con la creazione homemade, fatta in casa. Leggi il resto

Predicatori da saloon

A cura di Luca Barbieri

E’ ben noto quali disgustosi e nocivi intrugli venissero serviti ai banconi dei saloon della Frontiera, ma spesso non erano solo quelli a risultare indigesti; a volte era proprio il locale ad esserlo.
E’ questo che probabilmente si doveva pensare assistendo a una delle “prediche” del reverendo Haddock, che esternava tutto il proprio malumore nei confronti dell’alcool fracassando mobilia e teste con una spranga di ferro, oppure sgomberando il locale con una corda al cui capo estremo era fissata una rotella d’acciaio che poi faceva roteare vorticosamente intorno a sé.
La sua opera di redenzione, avviata nella città di Sheboygan venne interrotta a Sioux City, nel 1886, da un proiettile esploso da un capo reparto di una fabbrica di birra. Il reverendo finì a terra, nel fango di un vicolo, e lì rimase. Leggi il resto

La storia di Olive Oatman

A cura di Massimo Bencivenga


Olive Oatman
I racconti e la cinematografia, i fumetti e i libri, le canzoni e le ballate ci hanno abituato ad immaginare un bianco, bambino o adulto, che vive pacificamente con i Nativi.
Ma le cose non andavano sempre così lisce, né tantomeno così pacificamente. Andremo un po’ a vedere la storia di Olive Oatman. Leggi il resto

Duello tra prostitute o lite tra sbandati?

A cura di Paolo Scanabucci

La scena ci è stata consegnata da uno scrittore che l’ha descritta nel suo libro attingendo alle fonti del tempo e si svolge a Denver, nel Colorado, e la data è il 24 agosto del 1877. Un’insolita brigata sta partecipando ad una festa piuttosto allegra, si potrebbe dire “selvaggia”, ai margini della città.
Il West è spesso popolato da personaggi strani e questo party sembra riunirli tutti o quasi intorno ad un evento molto particolare che è quello che ci accingiamo a narrarvi. Citiamo, tra i tanti convenuti, una certa Mattie Silks, una prostituta che dirige un bordello, e anche il suo mantenuto, un certo Corteze Thomson (e non Thompson come viene per errore citato da alcuni scrittori), un aitante giocatore d’azzardo ed esperto corridore.
E’ un festino di quelli che si direbbero “a luci rosse”? Per certi versi sembrerebbe proprio di sì… L’alcool scorre a fiumi e i convenuti si abbandonano a divertimenti licenziosi. Leggi il resto

Britton Johnson, il cowboy nero leggendario

A cura di Sergio Mura


L’ultima battaglia di Britt Johnson – clicca sull’immagine per ingrandirla
Britton (Britt) Johnson, uno degli eroi della frontiera texana del suo tempo, nacque intorno al 1840, probabilmente in Tennessee. Entrò con buon diritto nella leggendaria storia del Texas subito dopo l’estate del 1865, quando si avventurò coraggiosamente, da solo, nel Llano Estacado, il regno dei Comanches, la “comancheria”, all’inseguimento della banda di guerrieri indiani che aveva rapito la moglie e due loro bambine nel terribile episodio del “Raid di Elm Creek” di ottobre del 1864. Leggi il resto

Le donne della frontiera

A cura di Luca Barbieri

“Il Texas è il paradiso per uomini e cani; ma è l’inferno per donne e buoi”
Anonima casalinga texana

Le donne della Frontiera erano molto poche. Un censimento del 1850 evidenzia che in California, ad esempio, erano appena l’8% della popolazione, mentre in altre zone non ce n’erano affatto.
Questo poteva portare a bizzarre perversioni, come raccontato con una certa dose di surreale umorismo da Jim Jarmush nel suo film “Dead man”, dove un allucinato Johnny Depp viene catturato da tre omosessuali desiderosi di abusare di lui, uno dei quali, agghindato con abiti da donna, rappresentava l’anima femminile del gruppetto. In merito a questa antipatica situazione le cronache del West spesso riportano il seguente aneddoto, che, inventato o meno, rende perfettamente l’idea: i solitari minatori di un anonimo campo aurifero californiano, delusi dalla costante assenza di donne, risolsero brillantemente il problema agghindando un palo di legno con una coperta e un cappellino, ed intrecciando poi danze festose attorno a quell’assurdo simulacro femminile. Leggi il resto

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