La strana, triste (e dubbia) storia di “Calamity Jane”

A cura di Luca Barbieri


Calamity Jane a cavallo
Di fianco alla tomba di Wild Bill Hickok, nel cimitero di Deadwood, è stata scavata quella di Martha Jane Cannary, più nota col soprannome di “Calamity Jane”.
Fu proprio lei a volerlo, per riposare in eterno di fianco all’uomo che amava. Esiste una leggenda che lega i due personaggi, ma appunto di leggenda si tratta: probabilmente la pubblica opinione volle vedere qualcosa che non c’era, allo scopo di unire le due icone western in un unico romanzo rosa. La stessa Calamity, sicuramente innamorata di Wild Bill, alimentò queste voci dopo la morte del pistolero, arrivando addirittura a sostenere di aver partorito, il 25 settembre 1873, una figlia avuta con lui, alla quale dette il nome Janey. Leggi il resto

Nat Love, detto “Deadwood Dick”

A cura di Sergio Mura

Nat Love, il secondo in piedi da sinistra nel quadro
Nat Love, successivamente conosciuto come “Deadwood Dick”, era un cowboy afro-americano ed un ex-schiavo divenuto famoso nel periodo successivo alla guerra civile americana. Nacque schiavo nella piantagione di Robert Love nella Contea di Davidson, nel Tennessee, nel giugno del 1854 e morì a 67 anni nel 1921. Suo padre era una sorta di caposquadra tra gli schiavi ed aveva una certa responsabilità nei campi della piantagione e sua madre era la responsabile della cucina. Nat Love aveva due fratelli, una sorella maggiore, Sally, e un fratello maggiore, Jordan. Leggi il resto

A Trip to the Black Hills and Deadwood, 1876

A cura di Sergio Mura

Ci sono alcuni libri che, pur piccoli, hanno un contenuto imperdibile e meritano di essere letti e divulgati per quanto sono preziosi.
Quello che vi proponiamo oggi è uno di quelli. E’ nato in forma di lungo articolo nel lontano 1876, quando era ancora freschissimo il ricordo della sconfitta di Custer al Little Big Horn e la morte di Wild Bill Hickok era appena avvenuta. A scrivere il testo è Leander Pease Richardson, un appassionato della frontiera che si era trovato a viaggiare in una sorta di piccola carovana diretta verso la frontiera delle frontiere, la più pericolosa di quel tempo, Deadwood, nelle Black Hills del Dakota, in pieno territorio Sioux.
Il libro è una testimonianza di primissima mano, diretta, di come si viaggiava e si viveva a quel tempo in una zona travolta dalle guerre indiane.
Ma contiene anche una descrizione minuziosa di cos’era a quel tempo Deadwood, la cittadina mineraria in cui si cercava quell’oro che era stato alla base della guerra finale contro il popolo Sioux che rifiutava di farsi rinchiudere in una riserva. Leggi il resto

L’incontro con Wild Bill Hickok e la sua morte

A cura di Sergio Mura


Wild Bill con una delle sue inseparabili pistole
La frontiera ed i suoi personaggi più noti giungono tra noi attraverso i libri, il cinema, i fumetti. La molteplicità di fonti ci consente di farci un’idea abbastanza precisa dei fatti e dei protagonisti, ma a volte in noi resta il sapore della mancanza di qualcosa, di qualche dettaglio che renda quelle conoscenze più vive.
Nell’articolo di oggi vi proponiamo il resoconto in prima persona di un viaggiatore, Leander Pease Richardson, che nel 1876 arrivò, attraverso mille peripezie e tantissimi rischi, a Deadwood, nel cuore delle terre dei Sioux che avevano da pochissimo combattuto e sconfitto il generale Custer lungo le rive del Little Big Horn, nel Montana. Leggi il resto

Wild Bill Hickok, la sua storia

A cura di Massimo Rossi

I colori del primo mattino rendono Deadwood particolarmente affascinante. Lungo la strada principale, così come 100 anni fa, passeggiano delle persone, alcuni indossano ancora dei vecchi cappelli, hanno dei grossi baffi spioventi e le pistole alla cintura.
Così come 100 anni fa, lungo la strada principale c’è una porticina con un’insegna: “Saloon No. 10”.
All’interno la luce è scarsa, c’è un grosso bancone sulla sinistra, dei tavoli e delle sedie nella sala. L’atmosfera è carica di magia e di mistero.
Le pareti sono piene di cimeli del vecchio West: fotografie d’epoca, armi, attrezzature.
C’è addirittura una sedia, in una nicchia in alto su una parete, una sedia speciale. In un’altra parete, più in basso, ci sono esposte delle carte da Poker: una coppia di assi ed una coppia di otto con su scritto “la mano del morto”.
Improvvisamente passato e presente si mescolano, il tempo ed il luogo ti rapiscono, si iniziano a sentire delle voci in sottofondo, la sala si anima, c’è del fumo, ci sono delle persone che bevono, altre che parlano, altre ancora che giocano a poker proprio ad un tavolo poco distante. Leggi il resto

Il pifferaio magico di Deadwood

A cura di Luca Barbieri

Il “pifferaio” a Deadwood
Pare che la Deadwood dei primordi, in modo non dissimile da moltissime altre città di frontiera, fosse letteralmente zeppa di topi, probabilmente imbarcatisi clandestinamente dentro i carri diretti nelle Black Hills.
Come nella leggendaria Hamelin la questione provocava non pochi disagi agli abitanti, soprattutto a quelli di sesso femminile e, non disponendo di alcun pifferaio magico a portata di mano, la soluzione più appropriata sembrò essere quella di utilizzare un nemico storico del ratto: il felino. Leggi il resto

John “Jack” McCall, il killer di Wild Bill Hickok


Jack McCall ritratto nell’attimo in cui sta per sparare a Wild Bill

Se c’è una figura dell’intera storia del west che è stata ed è universalmente ritenuta abietta e miserevole, ebbene questa figura è incarnata da Jack McCall, l’uccisore a tradimento di Wild Bill Hickok.
Abbiamo detto Jack McCall, ma possiamo comodamente aggiungere altri nomi o nomignoli, tutti validi: John McCall, Naso Storto Jack o Naso Rotto Jack.
Il killer di Wild Bill è nato nella Contea di Jefferson nel 1852 o forse nel 1853 ed è morto a Yankton l’1 marzo del 1877. Tra i tantissimi, giovani e meno giovani, che avrebbero voluto uccidere la leggenda vivente Wild Bill per acquisire una fama enorme, Leggi il resto

La nascita del mito Western nell’Ottocento: La frontiera americana – 2

A cura di Noemi Sammarco
Tutte le puntate: 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12, 13, 14, 15, 16.


Theodore Roosevelt, il presidente cowboy

Tra gli artefici del mito della frontiera americana ve ne furono alcuni destinati ad occupare la massima carica pubblica del Paese. Andrew Jackson aveva partecipato, con l’uniforme di capitano della milizia dell’Illinois, alla guerra contro i Sauk e Fox di Falco Nero. Abraham Lincoln poteva vantare, una serie di sfolgoranti vittorie contro i Creek del mezzosangue Aquila Rossa, più conosciuto con il suo nome inglese di William Weatherford. Leggi il resto

Seth Bullock

A cura di Luca Barbieri

Theodore Roosvelt lo definì “a true westerner, the finest type of frontiersman” (traducibile, un po’ parafrasando, come “un vero uomo del West, la migliore tra tutte le tipologie di uomini della Frontiera”) ed in effetti lo fu, sebbene non fosse americano di nascita bensì canadese, e precisamente di Amherstburg, nella regione dell’Ontario. Leggi il resto

Quella strana malattia di Wild Bill Hickok

A cura di Mario Raciti

Tra le tante curiosità che nel corso di centocinquant’anni sono venute fuori riguardo la vita di Wild Bill Hickok, una di quelle più interessanti è relativa alla malattia agli occhi che lo afflisse negli ultimi anni della sua vita. I primi segni di questa malattia hanno probabilmente origine dagli occhiali scuri che Hickok cominciò ad indossare nel periodo in cui fece parte del Wild West Show di Buffalo Bill, a detta dello stesso Hickok per via del fastidio che gli procuravano le luci usate per illuminare il palcoscenico dove era costretto a esibirsi. Leggi il resto

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