Sistemi di accensione delle armi da fuoco

A cura di Cesare Bartoccioni


La scatola di una Colt
La frontiera americana fu il terreno ideale per l’uso e la diffusione delle più disparate armi da fuoco. Spazi immensi e desolati dove pionieri e cacciatori vagavano per mesi senza incontrare centri abitati obbligavano a portare con sé strumenti di difesa robusti ed affidabili.
Otre a ciò, le armi dovevano anche essere facilmente riparabili da chi ne faceva uso e, possibilmente, si doveva anche riuscire a produrre in proprio le munizioni. E per un bel periodo accadde esattamente questo. Leggi il resto

Le armi lunghe nell’epopea del west

A cura di Nino Polimeni


Armi lunghe – clicca per INGRANDIRE
Dopo aver parlato delle pistole e delle rivoltelle che erano più in uso all’epoca del selvaggio West, passiamo ad occuparci ora, per completare l’argomento oggetto della nostra ricerca, delle armi lunghe che sono state utilizzate in quello stesso periodo sulle frontiere dell’Ovest. Anche in questo settore è il caso di limitarsi a fornire un quadro d’insieme generale ed indicativo, ma, al contempo, abbastanza documentato ed esauriente, in quanto i contenuti di un articolo semplice e sintetico possono racchiudere e condensare solo gli elementi più significativi ed essenziali di un settore vastissimo: basti pensare, per intenderci, che soltanto su alcuni modelli della Colt e della Winchester esistono tutta una serie di testi e tante di quelle pubblicazioni da costituire una vera e propria letteratura. Leggi il resto

Le Colt, la storia e i modelli

A cura di Omar Vicari

I revolver a singola azione di Samuel Colt sono stati indubbiamente parte integrante della storia del vecchio west e in particolare di quella del Texas.
Il 6 Agosto 1840 un migliaio di Comanches attaccarono alcuni insediamenti bianchi nella parte meridionale del Texas.
Alcuni giorni dopo, una trentina di Texas Rangers al comando di Ben Mc Cullouch, armati del primo revolver fabbricato da Samuel Colt che passerà alla storia col nome di “Colt Paterson”, intercettarono più di duecento di quei guerrieri ai quali diedero battaglia.
Le nuove pistole in dotazione ai Rangers permettevano di sparare in rapida successione i cinque colpi contenuti nel tamburo.
I Rangers portavano nelle loro bisacce più tamburi caricati e questo permetteva loro una notevole potenza di fuoco, abbinata a una rapidità sino allora sconosciuta. Leggi il resto

I revolver ad avancarica del West

A cura di Alfredo Barattucci, con il contributo di Gualtiero Fabbri

Ai tempi del vecchio West – contrariamente a quanto si vede al cinema – i revolver a retrocarica non erano affatto di uso comune e ne circolavano pochissimi. Infatti cominciarono a diffondersi solo dopo il 1873, anno in cui fu prodotta la celebre Colt SAA, cioè il modello denominato “Single Action Army”. Prima di quella data, se si esclude qualche prototipo, o qualche arma modificata, anche i più famosi pistoleri erano armati di revolver ad “avancarica del tamburo”, come la Colt Dragoon, la pistola Remington, la Colt modello Army del 1860, e la Colt Modello 1851.
Quest’ultima, prodotta nel calibro da 36 centesimi di pollice, era chiamata “Colt modello da cintura in calibro navale”, ma fu ribattezzata “Colt Navy Modello 1851” dai primi collezionisti e ancora oggi è conosciuta sotto tale denominazione.
Nonostante questo, dal 1860 al 1873 vi furono diverse ditte che producevano già revolver a cartuccia metallica, generalmente non sviluppavano grande potenza, ad esempio per parlare della sola Smith-wesson produsse circa 350.000 di queste armi di piccolo e medio calibro, nonché, prima del 1874, anche 28.000 potenti revolver in cal, 44. Leggi il resto

La conversione a retrocarica dei revolver a percussione

A cura di Alfredo Barattucci

L’Avventura americana svoltasi nel West dal 1820 al 1900 ancora affascina con le sue storie scontate di pistoleri, cow-boys, Indiani, sceriffi e con le sue spettacolari scenografie.
Forse perché il modo di essere di quei personaggi rappresenta un modello accattivante e in gran parte irripetibile al giorno d’oggi ? O forse perché si tratta semplicemente di un’avventura “bella da vedere e da sognare”?
Come per tutte le avventure – però – quando l’enfasi supera i livelli della pacata e fedele narrazione, il racconto scade in termini di fedeltà.
E’ il caso dei moltissimi “western commerciali” prodotti prevalentementi fuori dagli Stati Uniti. Le finzioni cinematografiche di questi film sono spesso esasperate e inverosimili, a cominciare dal modo con cui viene rappresentato l’uso delle armi, che trova pochi riscontri con quanto avvenne nella realtà. Leggi il resto

William “Bill” Gay, uomo di frontiera

A cura di Claudia Verardi

La giustizia criminale nel Vecchio West era talvolta scrupolosa ed esauriente quasi quanto quella dei giorni nostri. Forse troppo!
Un esempio interessante è quello del processo legale, avvenuto nel Montana, contro William “Bill” Gay. Il caso, interessante e molto particolare, riguardava Gay, abitante di una zona di frontiera che divenne un esperto uomo d’affari e, in seguito, fu sospettato essere un assassino.
Quando Gay venne arrestato, gli venne trovata addosso una Colt modello 1878 e, infilata nel fodero, attaccata alla cintura, una pistola modello New Line Colt, con rifiniture in nickel e l’impugnatura di madreperla.
Dopo aver assistito alla sua esecuzione per impiccagione, l’8 giugno del 1896 ad Helena, Montana, una sua vecchia conoscenza, lo sceriffo dell’Idaho, William Ryan, osservò: “Bill Gay è stato uno degli uomini più coraggiosi che abbia mai conosciuto e ho visto tantissimi uomini coraggiosi nel West, durante la mia vita. È cresciuto nella zona di frontiera ed è stato un tipico abitante delle Grandi Pianure, uno di quelli che vanno scomparendo. Uno di quelli sempre pronto a usare una pistola.” Leggi il resto

Le armi corte nell’epopea del west

A cura di Nino Polimeni

L’influenza della cultura americana nel secondo dopoguerra ha fatto sì che anche in Italia si sia conosciuta la storia del west. Sotto quella spinta “a stelle e strisce”, ha anche inizio una prolifica produzione di fumetti ed una massiccia importazione di film ambientati nei suggestivi paesaggi dell’Ovest americano (grandi produzioni, ma anche molti “B” movies), dove eroi senza macchia e senza paura scorazzano per la prateria in groppa ai loro fedeli cavalli e con le loro infallibili Colt fanno trionfare la legge e la legalità. E’ stato così che molti di noi ragazzi si ritrovano ad essere coinvolti da quelle particolari avventure legate al mondo della frontiera ed all’epopea del selvaggio West.
Logicamente, inquadrare quell’epopea sotto un obiettivo più disincantato e maggiormente attinente ai fatti avvenuti, comporta un notevole ridimensionamento ed una spassionata revisione anche di alcune leggende e di alcuni mitici personaggi della tradizione popolare, ma vi sono delle realtà che restano intangibili ad ogni verifica storica e lasciano tuttora una sensazione particolare nel nostro animo. Leggi il resto

Wild Bill Hickok e la Colt Navy modello 1851

A cura di Omar Vicari

Wild Bill e le sue Colt Navy
Le due magnifiche Colt Navy (foto sotto) modello 1851 calibro .36, numero di serie 204672 e 204685, con l’impugnatura d’avorio e finemente intarsiate presso la fabbrica Colt da Gustave Young sono stati gli “attrezzi” di uno dei più famosi gunfighter del west.
Dalle violente strade di Abilene sino al termine della pista a Deadwood, questo tipo di pistole fu l’orgoglio di Wild Bill Hickok.
James Butler Hickok non amava infatti armi sul genere delle Peacemaker.
Al contrario preferiva le Colt Navy alle quali poteva apporre la giusta quantità di polvere da sparo. Le due Colt esposte presso il “Buffalo Bill Historical Center” nel Wyoming, appartenute a James Butler “Wild Bill” Hickok, sono le stesse, secondo lo storico Judy Winchester curatore del Centro, che il famoso pistolero portava quando Jack Mc. Call lo uccise alle spalle il 2 Agosto 1876 a Deadwood (South Dakota) all’interno del saloon N° 10 di Carl Mann. Leggi il resto

La Colt Single Action di Bill Tilghman

A cura di Omar Vicari

La Colt di Bill Tilghman
La “Colt Single Action Army” è probabilmente la pistola di maggior successo mai uscita da una fabbrica di armi. Stacanovista della frontiera, semplice, robusta e affidabile oltre misura, la Colt Single Action fu prodotta per la prima volta nell’ottobre 1873 e chiamata “The New Model Army Metallic Cartrige Revolving Pistol “. L’arma entrerà nella storia con i nomi di “Peacemaker”, “Single Action Army” o “Single Action Frontier”. Ovviamente il meccanismo di sparo del revolver è, come suggerisce il nome, a singola azione. Con questo s’intende che per sparare, il revolver deve essere armato. In altre parole, prima di premere il grilletto che farà partire il colpo, bisogna che sia sollevato il cane. L’azione del sollevamento del cane, oltre ad armare la pistola, permette al cilindro di ruotare ponendo in tal modo la camera di scoppio successiva in linea con lo spillo del cane.
Il cilindro, diversamente dai moderni revolver, non esce fuori dal castello dell’arma per il caricamento delle cartucce. Leggi il resto

Le armi di Wes Hardin

A cura di Gualtiero Fabbri con la supervisione di Giuseppe Santini

Wes Hardin e la sua pistola
Dopo avere trattato l’autobiografia di Wess Hardin mediante una osservazione meticolosa, mirata alla ricerca di un effettivo riscontro sui suoi numerosi (ma spesso improbabili) omicidi, si cerca ora di fare una indagine anche sulle armi che utilizzò per queste “imprese”. Sebbene Hardin li nomini spesso, non è stato molto prodigo nella descrizione dei propri “ferri del mestiere”. Solo raramente accenna a loro fornendo qualche particolare in più. Attraverso questi pochi indizi è comunque possibile compiere un’analisi sufficientemente approfondita e attendibile. Si precisa che per la stesura di questo scritto sono state usate le memorie di Hardin “The Life of John Wesley Hardin As Written by Himself” in prevalenza nell’intento di capire quali armi abbia usato, poiché la trattazione cronologica dei suoi omicidi con la disamina volta a discernere nei limiti del possibile la realtà dalla fantasia, è già stata pubblicata precedentemente. Leggi il resto

Pagina successiva »