Il Dawes Act e il frazionamento delle terre indiane

A cura di Sergio Mura

Gli effetti del Dawes Act
Il “General Allotment Act”, conosciuto anche come “Dawes Severalty Act” o più semplicemente come “Dawes Act”, era un atto (avente valore di legge) emanato dal Presidente degli Stati Uniti l’8 febbraio 1887. Il Dawes Act prendeva il nome dal suo principale ispiratore politico, il senatore del Massachusetts Henry L. Dawes. Il Dawes Act – successivamente modificato nel 1891 e nel 1906 e infine annullato nel 1934 – consentiva al Presidente degli stati Uniti di ribaltare completamente l’allora politica nei confronti dei nativi, consentendo al suddivisione delle terre tribali in lotti di massimo 160 acri (0.65 km²) di terra ad ogni capofamiglia. Questa parcellizzazione sarebbe stata garantita dal governo per 25 anni, trascorsi i quali gli indiani “avrebbero guadagnato la proprietà a pieno titolo della terra” (sic), e con esso anche la piena cittadinanza statunitense.
Le terre che non fossero state distribuite seguendo le disposizioni dell’atto, sarebbero state vendute ai coloni bianchi. Leggi il resto

La lotta degli indiani contro la Union Pacific Railroad

A cura di Sergio Mura, da un saggio di William Francis Bailey (1906)

Il rapporto che accostò gli indiani ed il loro mondo al treno e a tutto ciò che con esso viaggiava, non fu mai semplice. All’inizio, come sempre nelle questioni indiane, le tribù non colsero con prontezza il pericolo che per la loro cultura rappresentava il “cavallo di ferro” che avanzava nelle loro terre sbuffando il pestilenziale fumo nero. Sul treno viaggiava tutto il mondo dei bianchi e il loro desiderio di farsi spazio ad ovest, occupando spazi che, anche per induzione, crescevano senza limiti. Leggi il resto

Prima dell’uomo bianco c’erano i Nativi d’America

A cura di Sergio Mura


“Lo scopritore dell’America è stato Cristoforo Colombo.” Intere generazioni sono cresciute con questa verità in testa, una delle tante che vengono insegnate e che raccontano la storia o, meglio ancora, una storia. In questo caso, peraltro, si tratta della storia dell’uomo bianco, europeo, evoluto, a cui si ascrivono i meriti di ciò che esiste per il solo fatto di aver potuto dire “Questa cosa l’ho vista io per primo!” Leggi il resto

La nascita del mito Western nell’Ottocento: La frontiera americana – 3

A cura di Noemi Sammarco
Tutte le puntate: 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11.


L’ascesa dell’Ovest: realtà, politica, mito

Nell’immaginario collettivo l’ovest è diventato la quinta essenza dell’America (1): natura possente, grandi distese pronte ad essere conquistate, tumultuosa crescita economica, rapide fortune, crescita individuale, uguaglianza sociale, umanità semplice e rude, scontro vincente dei portatori della civiltà contro i nativi.
Se l’America fin dall’ inizio è stata trasformata in mito questo vale più che mai proprio per l’ovest dove la realtà storica si è mischiata fin da subito ad idealizzazioni legate a precisi interessi economici, sociali e politici e al bisogno di creare un mito della fondazione. Leggi il resto

La nascita del mito Western nell’Ottocento: La frontiera americana – 2

A cura di Noemi Sammarco
Tutte le puntate: 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11.


Theodore Roosevelt, il presidente cowboy

Tra gli artefici del mito della frontiera americana ve ne furono alcuni destinati ad occupare la massima carica pubblica del Paese. Andrew Jackson aveva partecipato, con l’uniforme di capitano della milizia dell’Illinois, alla guerra contro i Sauk e Fox di Falco Nero. Abraham Lincoln poteva vantare, una serie di sfolgoranti vittorie contro i Creek del mezzosangue Aquila Rossa, più conosciuto con il suo nome inglese di William Weatherford. Leggi il resto

Le guerre indiane dal 1680 al 1840 – 1

A cura di Domenico Rizzi
Tutte le puntate: 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12, 13, 14, 15, 16, 17, 18, 19.


Fin dal loro primo sbarco sul suolo americano, i “bianchi” si sono distinti per la scarsa riconoscenza mostrata verso i gruppi tribali di Nativi che di volta in volta si erano persino premurati di ospitarli ed assisterli. Ricordare come la vita dei colonizzatori sia dipesa a più riprese dalla generosità dei popoli “rossi” è persino ridondante.
Il fatto è, però, che i bianchi si insediarono, rafforzarono le proprie difese, si armarono al meglio, fecero arrivare dall’Europa fiumi di persone alla ricerca di nuovi spazi. Leggi il resto

La nascita del mito Western nell’Ottocento: La frontiera americana – 1

A cura di Noemi Sammarco
Tutte le puntate: 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11.

Introduzione e la frontiera americana

Il West è talmente radicato nell’immaginario comune occidentale che se vediamo un cappello Stetson, un cinturone con una Colt, o un paio di stivali, la nostra mente penserà sicuramente ad un cowboy. Nell’immaginario americano rappresentava anche un ideale: territori ancora da esplorare, dove la legge e l’ordine sociale non sono ancora arrivati e per poterle affermarli bisognava lottare contro gli indiani e le aspre condizioni ambientali. Leggi il resto

Carlisle Indian School: “Uccidi l’indiano, salva l’uomo”

A cura di Sergio Mura

Studenti indiani a Carlisle
Erano trascorsi appena due anni dalla terribile tragedia di Wounded Knee (dicembre 1890) quando il capitano Richard Henry Pratt, fondatore della Carlisle Indian Industrial School della Pennsylvania, fu invitato a partecipare alla diciannovesima conferenza nazionale della “Carità e della correzione”.
Questa conferenza, dal nome certamente altisonante, si teneva quell’anno a Denver. Lì il capitano parlò tenendo in mano un foglietto di carta su cui aveva annotato un breve intervento.
” Un grande generale – disse – ha sostenuto che l’unico indiano buono è quello morto e che la scelta finale della distruzione dell’uomo rosso è stata la scusa per numerosi massacri. In un certo senso mi trovo d’accordo con l’idea di fondo, ma solo con quella. Leggi il resto

Nouvelle France

A cura di Pietro Costantini

“Prima qui in Canada non hanno mai fatto la guerra. Non sono mai stati su un campo di battaglia. Lasciare Montreal con un distaccamento, andare per i boschi, prendere alcuni scalpi, questo è ciò che chiamano guerra, campagna, successo, vittoria” (Louis Antoine de Bougainville (1729 – 1811), aiutante di campo di Montcalm).
La storia politica e militare della Nuova Francia è soprattutto una storia di come un regime feudale autocratico tentò di rispondere alle sfide del mercantilismo e del commercio globale, perdendo clamorosamente la battaglia. Fin dall’inizio della sua avventura coloniale la Francia, inizialmente in opposizione alla Spagna, e poi all’Inghilterra (e all’Olanda), coniò la leggenda del génie coloniale, ossia quella sorta di “intuizione” che permetteva ai conquistatori francesi di entrare in un’atmosfera di sintonia e rispetto con le popolazioni indigene conquistate che, di conseguenza, erano riconoscenti e vogliose di sottoporsi alla missione civilizzatrice della Francia stessa. Leggi il resto

Le guerre indiane nell’Ovest (1840-1890)

A cura di Sergio Amendolia

“Lassù morì il sogno di un popolo” pronunciò amaramente Alce nero parlando dell’eccidio avvenuto il 29 dicembre 1890 sulle rive del torrente Wounded Knee in South Dakota, ove quasi 300 tra uomini, donne e bambini Sioux perirono sotto le armi del 7° cavalleria, quel medesimo reggimento che quasi quindici anni prima, agli ordini di Custer, era stato praticamente annientato a Little Big Horn da una coalizione di tribù composta in buona parte proprio da guerrieri Sioux.  Leggi il resto

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