Il ranch e l’allevamento del bestiame

A cura di Sergio Mura


Un classico ranch del vecchio west
Il ranch è quel luogo in cui i cowboy vivevano e lavoravano e, in fondo, alla vita di ogni cowboy era sempre associato un ranch. Il ranch era una casa, in cui viveva il proprietario con la sua famiglia, circondata da altri edifici in cui vivevano i cowboy e in generale tutti i lavoranti. Vi erano poi le aree per il ricovero del bestiame, i magazzini ed i corral. Intorno agli edifici ed alle strutture vi erano i pascoli di pertinenza del ranch.
Nei ranch si allevava prevalentemente il bestiame che per una lunga fase della storia del west era costituito da manzi o cavalli; in seguito, in tempi diversi, l’allevamento venne esteso agli ovini. Leggi il resto

Tom Horn, un killer d’eccezione

A cura di Omari Vicari

Tom Horn in un raro ritratto
I grandi allevamenti di bestiame intesi come modo e stile di vita cozzavano con l’idea dell’ordine che piano piano stava prendendo il sopravvento nel west. Era la civiltà che arrivava e il west che se ne andava.
Un mondo antico spazzato via da quello nuovo, un mondo che ha fatto sognare milioni di persone perché in quel mondo c’erano i nostri sogni e i nostri eroi. Ma prima che il sipario calasse per sempre sulle vicende dei coloni e dei grandi allevatori, un altro personaggio doveva recitare una parte importante sulle questioni del libero pascolo. Considerate come erano andate le cose nel 1892, i baroni del bestiame credettero di regolare i conti con i coloni affidandosi a un killer d’eccezione: Tom Horn.
Il suo compito era appunto quello di ripulire il territorio eliminando quelli che, secondo gli allevatori, erano probabili ladri di bestiame. Leggi il resto

Foto del vecchio west

A cura di Omar Vicari

Il vero West. Ecco come potrebbero essere definiti i contesti che sono ritratti nelle fotografie di questa specialissima galleria. Vero perchè non ha nulla a che fare con l’iconografia classica del west, quella di moltissimi quadri che anche in questo sito trovate spesso a corredo degli articoli.
Vero perchè non è ritoccato graficamente in alcun modo; le foto non sono state trasformate e le potete ammirare in tutta la loro imperfezione, ma sempre vi sembrerà di poter toccare i protagonisti dell’epopea che ci sta così tanto a cuore.
La galleria ospita le 71 foto che il nostro Omar Vicari ha raccolto, ripulito dalla polvere e proposto alla nostra attenzione e sono tutte incredibilmente belle e adatte a far volare la fantasia che è capace di dare loro persino il movimento; ma alcune sono più vere delle altre e sembra di potercisi tuffare dentro. Leggi il resto

La Guerra Indiana del Nord Ovest

A cura di Pietro Costantini
ANTEFATTI – LA POTENZA IROCHESE

Occorre premettere che qui il Nord Ovest non è la regione classica etno-geografica che si intende di solito parlando di Nativi americani, e cioè quella compresa fra le Montagne Rocciose e il nord Pacifico. Questo è il Nord Ovest della giovane America uscita dalla Rivoluzione. Per le 13 ex colonie, infatti, era la regione compresa tra i fiumi Ohio e Mississippi, più o meno comprendente gli attuali stati di Ohio, Indiana, Illinois, Michigan e Wisconsin, cui i coloni bianchi guardavano avidamente per impadronirsi di terre che apparivano fertili e facilmente coltivabili. Leggi il resto

La guerra della Contea di Johnson

A cura di Omar Vicari

Il 25 giugno 1876, giorno del massacro di Custer al Little Big Horn, è una data di fondamentale importanza nella storia degli Stati Uniti d’America.
A parte la riluttanza dell’intera nazione ad accettare la cruda realtà, l’annientamento cioè di circa 260 cavalleggeri col loro generale, l’evento costrinse il Congresso degli Stati Uniti a risolvere una volta per tutte la questione indiana.Gli scontri successivi avrebbero portato alla definitiva sconfitta della nazione Sioux, alla scomparsa di personaggi come Cavallo Pazzo e al trasferimento nelle riserve dei pochi sopravvissuti.
L’allontanamento degli indiani e l’inserimento di alcuni grandi allevatori nel territorio, fecero del Wyoming un vero paradiso nel settore dell’allevamento del bestiame. Leggi il resto

I pantaloni nella vita quotidiana nel West

A cura di Mario Raciti

I pantaloni del cercatore d’oro – clicca per INGRANDIRE
Nella vita quotidiana del West la parola d’ordine per i vestiti era una sola: robustezza. Camicie, pantaloni, biancheria, stivali e cappelli dovevano resistere all’usura, al lavoro, all’ambiente e al tempo, proprio come coloro che li indossavano. In uno stile di vita in cui l’uomo della frontiera riusciva a guadagnare appena di che sfamarsi, comprare indumenti non era contemplato, anche per un fatto di comodità (meno tempo da dedicare al lavaggio e all’asciugatura, tempo che veniva impiegato a lavorare): infatti nessuno possedeva più di una coppia di ogni capo, e quella coppia spesso proveniva dai negozi dell’Est o dal paese d’origine di chi la indossava, e veniva usata fino a consumarsi (e rappezzata nel corso dei suoi vari gradi di usura). Inoltre, la scarsità, l’alto prezzo e la lentezza delle spedizioni non sempre permettevano a uomini e donne di acquistare i vestiti dai grandi negozi dell’Est (e nemmeno dagli empori delle cittadine di frontiera) e quindi si rimediava con la creazione homemade, fatta in casa. Leggi il resto

Oregon Trail, la pista degli emigranti

A cura di Sergio Mura


Il sentiero dei migranti conosciuto come Oregon Trail dovrebbe in realtà essere chiamato Oregon-California Trail. E’ una pista attraverso cui, infatti, si snodava l’infinita peregrinazione che partiva più a Est e terminava nei territori dell’Ovest, in Oregon e, appunto, in California. La pista era immensa, lunga circa 2.170 miglia, e venne inaugurata dai primi emigranti a compiere il lunghissimo viaggio, Marcus e Narcissa Whitman, nel 1836. Tuttavia, la migrazione di massa non si è verificata fino al 1843, quando circa 1.000 pionieri fecero il viaggio in una sola volta. Leggi il resto

La guerra della Contea di Lincoln

A cura di Omar Vicari


Gli Stati Uniti d’America sono stati da sempre terra di emigranti. Sin dai tempi dei Padri Pellegrini nel secolo diciassettesimo, milioni di emigranti si sono riversati in America per le più svariate ragioni.
Una volta sul suolo americano, inevitabilmente i nuovi arrivati si spingevano verso ovest, verso quelle terre vergini dove da secoli gli indiani cacciavano e vivevano.
Col tempo molti di questi avventurieri si stanziarono sul posto, domarono la natura avversa, combatterono e contesero la terra agli indiani e con la cocciutaggine che li contraddistingueva crearono grandi ranch per l’allevamento del loro bestiame. Leggi il resto

Le guerre indiane nell’Ovest (1840-1890)

A cura di Sergio Amendolia

“Lassù morì il sogno di un popolo” pronunciò amaramente Alce nero parlando dell’eccidio avvenuto il 29 dicembre 1890 sulle rive del torrente Wounded Knee in South Dakota, ove quasi 300 tra uomini, donne e bambini Sioux perirono sotto le armi del 7° cavalleria, quel medesimo reggimento che quasi quindici anni prima, agli ordini di Custer, era stato praticamente annientato a Little Big Horn da una coalizione di tribù composta in buona parte proprio da guerrieri Sioux.  Leggi il resto

La triste storia di Jack Swilling

A cura di Michele De Concilio

Jack Swilling, primo colono della Salt River Valley
Per ricordare Jack Swilling per l’eredità che ha lasciato all’Arizona, non per il sospetto di rapina che precedette la sua morte.
Il pioniere Jack Swilling dovrebbe essere ricordato per i suoi molti contributi all’Arizona, ma la sua memoria è offuscata da un’accusa di rapina.
Nato il primo d’aprile del 1830, in South Carolina, egli visse il suo primo quarto di secolo nel Sud.
I dettagli circa la prima parte della sua vita sono nebulosi. Subì una frattura alla testa e una ferita da arma da fuoco alla schiena nel 1854, ma non rivelò come fosse stato ferito. Questi problemi fisici gli causarono una dipendenza dall’alcol e dagli oppiacei che probabilmente lo incoraggiarono a raccontare storie. Nel giorno del suo ventiseiesimo compleanno partì verso ovest. Leggi il resto

Pagina successiva »