Le guerre indiane nell’Ovest (1840-1890)

A cura di Sergio Amendolia

“Lassù morì il sogno di un popolo” pronunciò amaramente Alce nero parlando dell’eccidio avvenuto il 29 dicembre 1890 sulle rive del torrente Wounded Knee in South Dakota, ove quasi 300 tra uomini, donne e bambini Sioux perirono sotto le armi del 7° cavalleria, quel medesimo reggimento che quasi quindici anni prima, agli ordini di Custer, era stato praticamente annientato a Little Big Horn da una coalizione di tribù composta in buona parte proprio da guerrieri Sioux.  Leggi il resto

La triste storia di Jack Swilling

A cura di Michele De Concilio

Jack Swilling, primo colono della Salt River Valley
Per ricordare Jack Swilling per l’eredità che ha lasciato all’Arizona, non per il sospetto di rapina che precedette la sua morte.
Il pioniere Jack Swilling dovrebbe essere ricordato per i suoi molti contributi all’Arizona, ma la sua memoria è offuscata da un’accusa di rapina.
Nato il primo d’aprile del 1830, in South Carolina, egli visse il suo primo quarto di secolo nel Sud.
I dettagli circa la prima parte della sua vita sono nebulosi. Subì una frattura alla testa e una ferita da arma da fuoco alla schiena nel 1854, ma non rivelò come fosse stato ferito. Questi problemi fisici gli causarono una dipendenza dall’alcol e dagli oppiacei che probabilmente lo incoraggiarono a raccontare storie. Nel giorno del suo ventiseiesimo compleanno partì verso ovest. Leggi il resto

La rivolta di Estanislao

A cura di Sergio Mura

Mentre in ogni altra parte degli Stati Uniti il contatto tra i coloni bianchi, i soldati e gli indiani ha prodotto soltanto guerre sanguinose e fatto emergere numerose figure di eroici guerrieri che hanno difeso in armi la propria gente, le proprie tradizioni e la propria terra, la California, fin dai tempi della dominazione spagnola e messicana, si è distinta in senso opposto.
Infatti sono davvero poche le guerre che vengono ricordate nei libri di storia e pochi i guerrieri divenuti veramente famosi per le loro gesta belliche.
In questa scarsezza di eventi particolari dobbiamo certamente ricordare la resistenza degli indiani californiani Modoc guidati da Capitan Jack (Kientepoos) tra il 1872 ed il 1873 o le rivolte degli anni ’50 del XVIII secolo.
Questa relativa calma non ha mancato di stupire gli storici che hanno provato ad avventurarsi in questa “anomalia”, anche perchè i motivi per la protesta non mancavano neppure in California, specialmente tra gli indiani che si intrattenevano nei dintorni o all’interno delle molte missioni cattoliche e che finivano per essere inquadrati nel sistema organizzativo e politico delle missioni. Leggi il resto

Nelle terre degli Ottawa

A cura di Armando Morganti

Con i Chippewa e i Potawatomi, gli Ottawa, nel XV secolo, provenienti da terre dell’est, raggiunsero i territori a est del lago Huron; ma mentre gli altri due gruppi si spinsero ulteriormente verso occidente, fino a stabilirsi nelle zone di Sault Marie, gli Ottawa rimasero nelle vicinanze del fiume Francois per poi espandersi anche sulle grandi isole del lago Huron, pur considerando sempre l’isola di Manitoulin come la loro patria originaria. Negli anni successivi gli Ottawa avrebbero poi occupato anche Mackinac, nel Michigan superiore (1630-40); a partire dal 1649, pur subendo gli attacchi irochesi, la tribù cercò sempre di mantenere le sue posizioni.
Intorno al 1651, dovette spostarsi a ovest per raggiungere la Green Bay del Wisconsin e, sette anni dopo, il puntello meridionale del lago Superiore.
Soltanto nel 1670 poterono rientrare a Mackinac, proprio nel momento in cui i francesi, e i loro alleati indiani, furono in grado di respingere gli assalti irochesi; circa venti anni dopo qualche gruppo Ottawa sarebbe ritornato a Manitoulin. Leggi il resto

Sopravvivere nel west

A cura di Mario Raciti

Nel vecchio West, la sopravvivenza era il primo pensiero che svegliava ogni mattina ogni uomo e donna della Frontiera. Chi viveva nei ranch e nelle fattorie isolate aveva il peso di tutto ciò che succedeva sulle proprie spalle. Chi invece abitava nelle rozze cittadine del West aveva a disposizione “servizi” un po’ meno primitivi ma sempre e comunque assolutamente insufficienti. Vigeva quindi la regola del “chi fa da sé, fa per tre”. Come nel caso della signora Barbara Jones, abitante nel Territorio del New Mexico nel 1870, la quale, un giorno, vide spuntare uno dei suoi dieci figli con un profondo taglio alla palpebra.
Il dottore più vicino distava ben 150 miglia e la signora Jones, facendosi forza, fece sdraiare il figlio sul grosso tavolo della cucina e, usando il suo kit da cucito, sistemò la palpebra del figlio, che grazie a questo coraggioso gesto riuscì a salvare l’occhio.
Oppure la situazione in cui si venne a trovare il trapper Jedediah Smith, che venne quasi scalpato da un orso. “Sistematemelo” ordinò ai suoi uomini, i quali presero ago e filo e ricucirono lo scalpo sul cranio del leggendario trapper. Leggi il resto

La costruzione delle sod house e la vita dei coloni

A cura di Sergio Mura

Una tipica, umile sod house
Gli indiani che popolavano il west vivevano spesso nelle infinite praterie dove c’era una cronica scarsità di alberi. Per costruire le loro capanne utilizzavano zolle di terra o di terra mista ad erba. Ne risultavano alloggiamenti robusti e stabili, freschi nelle estati torride e tiepidi nel gelido inverno.
I coloni americani che raggiunsero le praterie e le abitarono dopo i nativi usavano gli stessi poveri materiali disponibili in quei luoghi per edificare le loro casette rettangolari, le “sod house”. Quegli agricoltori realizzavano delle semplici zolle di terra erbosa che venivano estratte dal terreno umido per le piogge utilizzando delle zappe metalliche.
Una sod house è quindi una casetta rettangolare con pareti costruite con zolle di terra o torba, posate in strati orizzontali; non mancavano ovviamente alcune piccole finestre e un tetto, anch’esso ricoperto di zolle di terra o di paglia. Case simili erano assai comuni tra quelle edificate dai coloni delle grandi pianure. D’altra parte le più classiche alternative erano ababstanza improponibili in quei luoghi per via della grande penuria di alberi e persino di pietre. Leggi il resto

Oklahoma, 1889, la folle corsa alla terra

A cura di Michele De Concilio

Con una sei-colpi appesa al fianco e un Winchester a pompa nelle mani, il giovane mandriano affrontò un altro pretendente illegale. “Siamo arrivati insieme”, gridava il secondo uomo. Pretendeva una suddivisione non equa della lussureggiante distesa verde da 160 acri nella quale si trovavano: a lui sarebbe andata la porzione più grande e al giovanotto, naturalmente, la più piccola. Il ragazzo fu irremovibile: “160 acri o sei piedi, per me è lo stesso…” Alla fine – insieme al suo Winchester – l’ebbe vinta ed ottenne la sua parte del nuovo Eden nella più selvaggia, grandiosa corsa per le nuove terre nella storia degli Stati Uniti.
La corsa ebbe inizio il 22 aprile 1889, un luminoso giorno di primavera, mite e senza nubi. La prateria dell’Oklahoma era rinverdita con la nuova stagione, un piccolo angolo di paradiso per le migliaia di pionieri in cerca di terre.
Lungo i confini del Territorio Indiano, conosciuto con il nome di Unassigned Lands, fremeva uno sciame di persone eccitate che attendeva impaziente, pregava, litigava, si spintonava per meglio posizionarsi. Leggi il resto

Comanche, i signori delle praterie

Guerrieri Comanche
Comancheria. Con questo termine si intende iI punto di partenza, la provenienza del popolo Comanche, una tribù di nativi americani piuttosto nota e bellicosa che dominò per decenni i territori su cui si trovava. La Comancheria è un territorio che comprende attualmente la parte orientale del Nuovo Messico, quella sud-orientale del Colorado e Kansas, tutto l’Oklahoma e molto del nord-ovest e sud-ovest del Texas. Gli storici hanno buon motivo di ritenere che questo popolo bellicoso abbia raggiunto all’apice della sua presenza le 20.000 persone. Oggi, invece, i Comanche sono circa 10.000; la metà del “popolo” vive in Oklahoma (soprattutto a Lawton) e l’altra metà è distribuita tra Texas, California e New Mexico. I Comanche parlano una lingua Uto-Azteca che gli studiosi dicono essere anche un dialetto Shoshone. I Comanche nascono come gruppo a sé stante subito dopo il 1700, quando si staccano dagli Shoshoni, andando a sistemarsi lungo l’alto corso del fiume Platte, nello Wyoming. Leggi il resto

Le guerre indiane, genocidio dei Nativi d’America

Quando si parla di Guerre indiane, l’attenzione degli storici statunitensi si sposta immediatamente verso quella lunga serie di conflitti prima tra i coloni, principalmente di estrazione europea, e le tribù indiane dell’est, poi, con la nascita degli Stati Uniti, tra quegli stati e i popoli nativi in genere (chiamati in genere “Indiani d’America” o “pellerossa”), ma sopratutto quelli collocati ad ovest del Mississippi.
Alcune delle guerre principali furono provocate o presero spunto da una serie di discutibilissimi atti legislativi del Parlamento degli Stati Uniti o dei governi di alcuni stati. Sicuramente è da ricordare, per le enormità in esso contenute, l’Atto di Rimozione degli Indiani, unilateralmente promulgato e pesantissimo per le conseguenze che finì per scatenare. Leggi il resto

Lo spirito della frontiera

A cura di Domenico Rizzi

Quando il capitano John Smith, eroe di mille avventure vere o inventate nella tormentata Europa del XVII secolo, approdò alle coste della Virginia nel 1607, i colonialisti inglesi non potevano certo immaginare le conseguenze politico-sociali che l’impresa avrebbe avuto nel lungo periodo. La spedizione mirava, come le altre che l’avevano preceduta senza successo, ad impossessarsi di una porzione di suolo americano per contrastare l’invadenza degli Spagnoli – già saldamente insediati del Messico, nel Centro e Sud America – e dei Francesi, che dalle fredde regioni canadesi minacciavano di allargare, grazie ai loro intrepidi esploratori e “voyageurs”, le aree più ricche di cacciagione del nuovo continente.
Il manipolo di avventurieri che aveva posto una seria ipoteca sul possesso dell’odierna Virginia, fu seguito da altri arrivi nel breve volgere di qualche anno e nel 1620 i Padri Pellegrini sbarcarono a Cape Cod, nel Massachussets, per fondarvi altre colonie. Leggi il resto

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