Victorio

A cura di Josephine Basile

VictorioVictorio ebbe fama tra i suoi contemporanei, amici e nemici, come valoroso capo degli Apache Mimbres, appartenenti alla famiglia dei Chiricahua. Nacque nel 1825 in tempi in cui ancora la vita degli Apache scorreva lungo binari certamente difficili, ma ancora accettabili, tra lotte con altre tribù indiane e Messicani. I tempi, però mutarono molto presto e già dagli anni ’50 del secolo XIX gli Apache furono impegnati sul fronte della dura sopravvivenza, stretti tra l’invasione incontrollabile dei coloni bianchi e la voglia di rivalsa dei Messicani, sempre in caccia di scalpi e ben disposti a pagarli pur di avere la conferma della morte di più Apache possibile.
Dai diversi censimenti risulta che Victorio ebbe una sola moglie – il cui nome non è conosciuto – e 5 figli, 3 dei quali morirono durante il corso delle sue guerre. Si conosce il nome dell’ultimo figlio ucciso – qualche mese prima della disfatta di ottobre a Tres Castillos – un giovane e focoso guerriero chiamato Washington. Leggi il resto

Le guerre degli Apache


Geronimo alla guida degli Apache – clicca per INGRANDIRE

Il popolo Apache (il cui termine pare certo che derivi direttamente dalla parola in lingua zuni “Apachu” che significava semplicemente “nemico”) è una nazione indiana dell’area sud occidentale degli Stati Uniti. Mentre tutti li chiamavano Apache, loro, come molte altre tribù, si riferivano a sé stessi con il nome Inde o Nde (ossia, pragmaticamente, “il popolo”). Originariamente gli Apache erano divisi in sei gruppi regionali, ognuno di questi era a sua volta composto da numerose bande locali. Leggi il resto

Cochise

A cura di Cesare Bartoccioni

Un ritratto di Cochise
Nell’estate del 1872 uno sviluppo davvero inatteso si verificò nella capitale della Nazione. Il Presidente Ulysses S. Grant, sperando di mettere fine alla guerra Apache nell’Arizona del sud est, inviò il Generale di Brigata Oliver O. Howard in Arizona per fare pace con Cochise, il celebrato condottiero della banda Chokonen degli Apache Chiricahua (1). Che le sue attività occupassero i pensieri dei capi militari e civili d’America sarebbe stata una sorpresa per l’anziano capo, il quale era per natura modesto e senza pretese. Tuttavia, la reputazione di Cochise aveva convinto i maggiori leader di Washington che egli fosse la chiave per ottenere una pace duratura con gli Apache Chiricahua.
In quel tempo – eccetto forse per Nuvola Rossa, il grande capo Lakota – Cochise era forse l’Indiano più famoso del West. Tale designazione non lo avrebbe adulato. Dopo 12 anni di guerra contro gli Americani – un conflitto sanguinoso e senza pietà che era iniziato dopo che le truppe Americane lo avevano tradito nel 1861 – Cochise era giunto alla conclusione che doveva fare la pace per assicurare la sopravvivenza del suo popolo. Leggi il resto

Mangas Coloradas

A cura di Maria Rosa Valentino e Wichasa Hita Pi Yo

Mangas coloradas (1790 circa – 17 gennaio 1863) era un capo Apache e la sua data di nascita, come per quasi tutti gli indiani, non è certa e alcune fonti lo riportano nato nel 1790, altre nel 1793.
Divenne la guida unica della guerriglia Apache negli anni precedenti e successivi alla guerra civile americana.
Alcune fonti lo ritengono il capo più significativo degli Apache del 19° secolo, anche se alcune bande Apache (Lipan, White Mountain) non lo riconoscevano come loro guida.
Gli americani e i messicani che lo conobbero ed in particolare John Cremony, lo descrivono come una figura imponente, alto circa due metri, fronte alta e spaziosa, viso affilato e naso aquilino, bocca grande, lunghi capelli sciolti e corvini, occhi piccoli e impenetrabili come il ghiaccio e sguardo altero.
Una leggenda lo vuole per metà bianco: padre Apache Mimbreno e madre messicana.
Per molti fu sinonimo di terrore e di violenza, altri lo descrivono come una guida misurata e sincera, amante della pace e della convivenza; l’unico suo interesse era che l’uomo bianco non attraversasse le terre ancestrali degli Apache. Leggi il resto

La battaglia di Pozo Hediondo tra Apache e Messicani

A cura di Renato Ruggeri

All’inizio del gennaio 1851, due spedizioni di guerra Apache invasero lo stato di Sonora. Una era formata da guerrieri della banda Chokonen di Posito Moraga, Triqueno e Yrigollen; Mangas Coloradas guidava il secondo gruppo, che comprendeva i Chihennes di Ponce, i Bedonkohes di Teboca e i Chokonen di Miguel Narbona, Esquinaline e, forse, Cochise, anche se la sua presenza non è certa. Vi erano, poi, alcuni Western Apaches, soprattutto Coyoteros.
Secondo i resoconti Messicani dell’epoca, ogni gruppo era composto da 200 guerrieri. Il giornale El Sonorense scrisse, in seguito, che alcuni trafficanti Anglos avevano armato e accompagnato gli Apaches. Leggi il resto

La ribellione di Esh Kin Ya e la chiusura della riserva Chiricahua

A cura di Gian Maria Tolu

Cochise
Nel 1872, nel famoso incontro tra il generale Howard e il capo Chiricahua Cochise, era stata istituita la riserva destinata agli Apache Chiricahua, che comprendeva il territorio della banda di Cochise, i Chiricahua Chokonen (le montagne Chiricahua, Dos Cabezas e Dragoon). Tuttavia, nel periodo immediatamente successivo alla stipulazione del trattato, i Chiricahua si erano impegnati in un’intensa attività di saccheggio nei confronti degli stati messicani del Sonora e del Chihuahua. I Chiricahua non pensavano di violare il trattato, perché esso riguardava i loro rapporti con gli Americani, non avevano fatto pace con i loro storici nemici, i Nakayè (messicani). Cochise, sebbene non incoraggiasse queste incursioni, non vi si opponeva, ma , in seguito alle proteste messicane e americane, capendo che le cose potevano mettersi male per la sua gente, si decise a proibire le incursioni. Leggi il resto